domenica 5 febbraio 2012

La mia identità.

La maggior parte di noi sa chi è. Di solito ci identifichiamo con il
lavoro che facciamo es. Un commesso. Oppure se sono sposato sono
marito e padre. Allora ci identifichiamo con il nome. Ma quanti Andrea
esistono. Allora come ci definiamo?
In principio eravamo tutti figli di Adamo. Poi già in Genesi inizia la
distinzione tra figli di Dio e figli dell'uomo. Al 14 Abramo viene
identificato come ebreo che potrebbe significare " colui che viene da
un altro paese". Gli ebrei sono figli di Abramo e suo popolo. Poi Dio
cambia nome a Giacobbe e i figli di Abramo diventano figli di Israele.
Esodo 8 il faraone li chiama popolo d'Israele. Al giorno d'oggi c'è lo
stato d'Israele ma non tutti gli abitanti d'Istaele sono ebrei. Nel
passato invece gli ebrei erano i figli di Israele.
Giovanni 8
Venne Gesù a spezzare questo senso d'identità. Versetto30-52
essi disputano per la loro identità. Dicono di essere sempre stati
liberi invece furono schiavi in Egitto. Voi non siete di Abramo perché
non vi comportate come lui. Inutile definirsi per un nostro aspetto
esteriore. Giovanni Battista dice che Dio potrebbe far sorgere dalle
pietre figli di Abramo. Ogni definizione è vuota se non cambia il
contenuto. Due libri fuori possono essere identici ma solo leggendoli
possiamo distinguere il contenuto. L'esteriore non fa l'identità. Ma è
quello che c'è dentro.
Luca 10:16
Dobbiamo identificarci con Gesù in ogni cosa.
1corinti
Abbiamo la mente di Cristo. Dobbiamo fermarci e ricordare questo.
Perché spesso lo dimentichiamo. È quella la nostra identità.
Giovanni 15
La vite e i tralci. Cristo dimora in noi se noi vogliamo dimorare in lui.
Galati
Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me. Non è bestemmia.
Egli dimora in noi.
E' da Dio che ogni famiglia prende nome sulla terra. È Gesù che ci
identifica davanti agli altri. Non è la definizione della nostra
denominazione ma la potenza di Dio in noi.

1 giovanni 4:15-17
Dimentichiamo di essere mariti delusi, mogli stanche. Ma ricordiamo
quale è la nostra identità. Quale egli è tali anche siamo noi in
questo mondo. Dimoriamo nel suo amore.

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Conoscere Dio

1corinti8:1-3
Inizia un tema che dura fino al capitolo 11. I Corinti travisavano il
senso del conoscere Dio e corrompevano la chiesa. Paolo inizia così il
tema della conoscenza. Sappiamo che tutti abbiamo conoscenza. Ma non è
vero è una provocazione. Se uno pensa di conoscere allora non ha
ancora capito come si conosce. Ma se uno ama Dio. Un tempo pensavo più
Bibbia a memoria conosci più conosci Dio. Ma un certo punto mi sono
sentito pieno e non ne potevo più. Mi veniva la nausea. Ma la
conoscenza della Bibbia non è conoscenza di Dio. Avevo problemi di
relazione e correggevo chi sapeva meno come facevo all'università. Che
chili dire che se uno ama Dio è conosciuto da lui. Dio già mi conosce
non c'è bisogno che io lo sezioni come una rana per conoscerlo. Non è
la teologia ma è l'amore. Non amo perchè lo conosco, ma amo e quindi
cresco in conoscenza e pratica. Quanti teologi conoscono tutto ma non
amano Dio. La vera conoscenza è che non lo conosco ma nella mia
miseria lo amo e lo ringrazio perché realizzo il suo amore per me. La
conoscenza dei Corinti aveva sezionato e giudicato persino Paolo. Noi
siamo solo dei vasi al servizio di Dio non sentiamoci saccenti e
sforziamoci di crescere nell'amore per Dio e per i fratelli.


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Marco 3

Due aspetti molto importanti per la nostra vita.
Dio fece il sabato come giorno di riposo per l'uomo e non l'uomo per
il sabato. Non adoriamo il Signore perché abbiamo una regola da
seguire ma è la gioia la sua presenza in noi che ci spinge e ci
chiama. Desideriamo condividere insieme la sua gloria. Il secondo
aspetto è che il Signore vuole cose buone non solo formalità. Non
opponiamoci al bene perché accecati dalla nostra formalità. Se abbiamo
davanti un bene dobbiamo farlo. Non fare il bene è peccato. Gesù è
rattristato davanti a tale tipo di durezza del cuore. Non serve
l'atteggiamento farisaico. Dio vuole il nostro cuore. Realizzare ciò
che crediamo.
A volte mi accorgo anch'io di fare cose per abitudine. Ma non è così
che siamo chiamati ad operare.


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