domenica 20 aprile 2014

Giudici 2:18-23; 3:1-2.

Giudici 2:18-23; 3:1-2.
Un popolo con alti e bassi. Nonostante questo un Dio sempre pronto ad aiutarli. Dio suscitava i loro liberatori. Dio si diletta a salvare il suo popolo. Quel Dio di allora e lo stesso di oggi. Anche noi viviamo momenti di miseria dovuti al nostro peccato. Ma Egli si diletta a salvarci nel momento che ci ravvediamo. Attraverso la disobbedienza Dio manifestava la sua grazia. Che tipo di liberazione necessitava Israele ai tempi dei giudici? Essi avevano ricevuto già tutto ma invece di manifestare gratitudine imitavano i popoli Cananei. Essi necessitavano liberazione dal loro stesso peccato. Un popolo liberato dalla schiavitù, introdotto nella terra promessa e benedetto deve essere liberato dal proprio peccato. La mano di Dio si appesantiva su di loro perché si ravvedessero dal loro peccato. Avevano modo così di capire la differenza tra servire dei stranieri e l'Iddio di Israele. Sicurezza e benessere con Dio miseria e sofferenza con gli altri dei. In Ebrei 12 leggiamo di uomini di fede prima di Abramo, poi Mosé e quattro giudici. Quando leggi questi uomini nel libro dei giudici ti chiedi ma dov'è la loro fede? Barak che non andava senza donna. Gedeone che quando vinse fece l'idolo. Iefte che combattè i suoi fratelli. Sansone che sposò una pagana e morì schiavo del Dio dei filistei. Eppure sono scritti nel libro di Dio. Egli vede la loro fede genuina nonostante i loro peccati. Quando scriverà della mia vita evidenzierà le cose belle nonostante la nostra miseria. Egli non dimentica le cose belle per le brutte. Possiamo proseguire dunque nonostante le nostre cadute. L primo comandamento era non farsi altri dei. È questa fu la prima cosa che fecero. 1Giovanni 5:21 anche noi abbiamo da guardarci dagli idoli. Perché può succedere a noi in ogni momento. La prima cattività venne dalla Mesopotamia da dove veniva anche Abramo. È la stessa babilonia torna in terra promessa per farli sciavi poi arriva Otniel. Poi fu sottoposta Gerico che fu la prima ad essere conquistata da Israele. Moab è la carne che agisce dall'interno del popolo. La terza cattività è del re di Canann. Debora fu il liberatore. Questa schiavitù è peggiore di quella d'Egitto. Questa è la schiavitù del peccato. Il piolo alla testa è a volte la soluzione al nostro peccato. La quarta erano i madianiti con giudice Gedeone. Essi arrivavano come cavallette. Dio prometteva latte e miele e loro rubavano. Non volevano la terra ma la raccolta. Nascondere il cibo era l'unico modo. La assemblee cadono in liti e divisioni perché il nutrimento non è radicato.
Il figlio di Gedeone è giudice della quinta cattività. Esso stesso fu il tiranno e fu ucciso da una donna. Con una macina in testa che lo fece per amore della famiglia. Anche la chiesa a volte deve farlo per liberarsi da falsi servi.
La sesta e di Iefte. Il re di Ammon vuole una terra persa trecento anni prima. Voi avevate attaccato noi perché la pretendi chiede Iefte? Egli prima rigettato e poi accolto come giudice.
La settima è Salomone. Questi no fanno più buon esempio. Il primo giudice sposo una credente e questo una straniera e peri.
Mika aveva un idolo il casa. Beniamini fecero un grave peccato. L'anarchia è completa. Mika aveva trovato come sacerdote un nipote di Mosè. Primo sacerdote pagato.
Canaan non era una casa libera ma occupata da popoli malvagi. Dio decide di giudicare questi popoli. Invece di usare acqua o fuoco usò Israele. Ma non per la vostra giustizia ma per la loro malvagità. Questa terra li vomita non li vuole più. Ma se fate lo stesso farete la stessa fine.
Non compromettetevi non smettete di combattere perché la vittoria è promessa. A loro disse se farete io farò. Ma a noi dice solo io faccio. Un nuovo patto. Unico. Perché continuare a combattere queste orride battaglie? Perché Gesù ha vinto. Anche noi non dobbiamo arrenderci mai. Seguiamo l'esempio di Gesù.
Giudici 1:4-7