Ebrei 10:10-18
La lettera agli Ebrei è diversa da tutte le altre e non è chiaro
l'autore nè il mittente. L'autore va subito al succo e la riceviamo
direttamente dallo Spirito Santo. Dallo studio sembra essere un
diretto riferimento agli Ebrei. Essi sono nella legge e pongono ancora
in essa una speranza di salvezza. Mentre loro continuano con i loro
sacrifici v.11 nel presente. Anche oggi c'è chi continua a sperare
contro speranza di pagare il debito tramite la propria religione. Ma
Gesù ha già pagato. Ha offerto. Nel passato. Una volta per sempre. Al
di la del tempo. Anche quando il credente pecca questo è l'unico
sacrificio che conta. Sufficiente per impedire che il peccato si
instauri. Abbiamo mai visto sedere alla destra di Dio un sacerdote
umano? Questo testimonia vera autorità. Avere ottenuto tutto in
quanto a salvezza. Egli ha vinto i suoi nemici ma devono ancora essere
sottoposti a sgabello dei suoi piedi. Con una sola e unica offerta a
reso perfetti i santificati. Mentre tutti continuano con i loro riti
la Bibbia dice: ma tutto è già stato fatto. Non è necessario il rito
ma il sacrificio unico e eterno di Cristo. Questo è il patto eterno.
Il pane e il vino rappresentano questo patto. Un sacrificio
irripetibile che Satana non può distruggere. Lo Spirito Santo sigilla
questo patto. Quale altro patto potremmo fare noi per ottenere
qualcosa? Questa è grazia. La grazia non è un cuscino per non fare. Ma
un fare perché abbiamo già ricevuto.
Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
domenica 24 marzo 2013
Marco 4:21-25
Marco 4:21-25
La parabola della lampada.
V. 3 ascoltate
V.1 insegnava a una grande folla in riva al mare
V. 9 Chi ha orecchi oda
V. 23 idem
Matteo 11:15 Salmo 95:7-8 idem
L'invito è quello di accogliere la parola. Egli è il pastore amoroso
delle sue pecore.
Matteo 5:15 cfr Marco 4:21
Prendiamo una torcia elettrica. Dobbiamo entrare in un ambiente scuro
e tenebroso. Per entrare in contatto con le cose e le persone intorno
a noi dobbiamo farle entrare all'interno del fascio di luce di quella
lampada. Se la lampada la mettiamo sotto il divano non avrebbe senso.
Il suo scopo è illuminare la stanza per non sbattere contro cose
persone e pareti. Senza lampada come possiamo sperare di trovare una
via d'uscita. Dal momento in cui abbiamo conosciuto Cristo siamo
passati dalle tenebre alla luce. Se siamo nel posto giusto con la
giusta illuminazione possiamo meglio distinguere il bene dal male.
Eppure a volte cadiamo. È alcune cose di noi non potrebbero rimanere
in quella luce. Perché ne avremmo vergogna. Ignorare l'esistenza di
Dio del Santo e del Giusto che giudicherà il nostro operato alla luce
di Cristo sia che abbiamo creduto oppure no. È la ribellione il
peccato che ci induce a stare nel buio. Torniamo alla luce per mezzo
del perdono e confessando il peccato. Così risplenda la vostra luce
tra gli uomini perché glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.
Il v. 22 ci dice che Cristo non è venuto per pochi. La sua luce
risplende nelle tenebre. Egli si rivela a tutti gli uomini. Per
qualcuno sarà troppo tardi quando lo incontreranno ma a quelli che
l'hanno ricevuto egli ha dato autorità di essere chiamati figli di
Dio. Il mandato è portare la luce. Potare il vangelo. 1Timoteo 3:16
Cristo è stato manifestato.
V.23 se uno ha orecchie oda le parole di Gesù. La Parola porta
all'ascolto e al cuore per tramite delle nostre orecchie. V. 24-25
fate attenzione a ciò che ascoltate.
Chi riceve in abbondanza avrà benedizioni spirituali ma che non
ascolta sarà tolto anche quel poco che gli era stato dato. Luca8:18.
Il seme di Dio è fecondo e prolifico. Ma chi non ha questo seme è
arido e nella siccità. Chi non riceve oggi la sua parola gli verrà
pure tolta in futuro la possibilità di accedere nella sua casa. Chi
ama le tenebre verrà privato della sua parola ora è delle benedizioni
eterne poi. Portiamo questa luce a chi ci sta accanto.
La parabola della lampada.
V. 3 ascoltate
V.1 insegnava a una grande folla in riva al mare
V. 9 Chi ha orecchi oda
V. 23 idem
Matteo 11:15 Salmo 95:7-8 idem
L'invito è quello di accogliere la parola. Egli è il pastore amoroso
delle sue pecore.
Matteo 5:15 cfr Marco 4:21
Prendiamo una torcia elettrica. Dobbiamo entrare in un ambiente scuro
e tenebroso. Per entrare in contatto con le cose e le persone intorno
a noi dobbiamo farle entrare all'interno del fascio di luce di quella
lampada. Se la lampada la mettiamo sotto il divano non avrebbe senso.
Il suo scopo è illuminare la stanza per non sbattere contro cose
persone e pareti. Senza lampada come possiamo sperare di trovare una
via d'uscita. Dal momento in cui abbiamo conosciuto Cristo siamo
passati dalle tenebre alla luce. Se siamo nel posto giusto con la
giusta illuminazione possiamo meglio distinguere il bene dal male.
Eppure a volte cadiamo. È alcune cose di noi non potrebbero rimanere
in quella luce. Perché ne avremmo vergogna. Ignorare l'esistenza di
Dio del Santo e del Giusto che giudicherà il nostro operato alla luce
di Cristo sia che abbiamo creduto oppure no. È la ribellione il
peccato che ci induce a stare nel buio. Torniamo alla luce per mezzo
del perdono e confessando il peccato. Così risplenda la vostra luce
tra gli uomini perché glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.
Il v. 22 ci dice che Cristo non è venuto per pochi. La sua luce
risplende nelle tenebre. Egli si rivela a tutti gli uomini. Per
qualcuno sarà troppo tardi quando lo incontreranno ma a quelli che
l'hanno ricevuto egli ha dato autorità di essere chiamati figli di
Dio. Il mandato è portare la luce. Potare il vangelo. 1Timoteo 3:16
Cristo è stato manifestato.
V.23 se uno ha orecchie oda le parole di Gesù. La Parola porta
all'ascolto e al cuore per tramite delle nostre orecchie. V. 24-25
fate attenzione a ciò che ascoltate.
Chi riceve in abbondanza avrà benedizioni spirituali ma che non
ascolta sarà tolto anche quel poco che gli era stato dato. Luca8:18.
Il seme di Dio è fecondo e prolifico. Ma chi non ha questo seme è
arido e nella siccità. Chi non riceve oggi la sua parola gli verrà
pure tolta in futuro la possibilità di accedere nella sua casa. Chi
ama le tenebre verrà privato della sua parola ora è delle benedizioni
eterne poi. Portiamo questa luce a chi ci sta accanto.
Matteo 8:23-27
Matteo 8:23-27
I discepoli si preoccupano di affondare e morire con tutta la barca.
Eppure Gesù dorme e non si preoccupa. Egli è su quella stessa barca. A
lui va affidata ogni nostra preoccupazione. Gesù vive nei nostri
cuori. Come possiamo pensare che la nostra barca possa affondare?
I discepoli si preoccupano di affondare e morire con tutta la barca.
Eppure Gesù dorme e non si preoccupa. Egli è su quella stessa barca. A
lui va affidata ogni nostra preoccupazione. Gesù vive nei nostri
cuori. Come possiamo pensare che la nostra barca possa affondare?
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