giovedì 22 maggio 2014

Romani 9

Paolo Israelita istruito da Gamaliele grande religioso perseguitava i cristiani poi incontra Gesù e si converte. Il suo popolo lo perseguita ora ma egli prega per loro e desidera per loro la luce. Sono il popolo più privilegiato perché ha ricevuto la parola di Dio e le sue promesse da Abramo a Cristo. Più privilegi hai e più sei responsabile dice Dio. È quindi il popolo che più dovrà rendere conto a Dio. Ha ricevuto Gesù sopra tutti che è Dio Benedetto in eterno come dice questo evidente versetto 5. Due estremi fra i credenti. O Dio ha rigettato Israele come popolo e Dio si occupa solo dei pagani e della chiesa. Oppure Israele è formidabile e straordinario tutto ciò che fa è buono e non c'è bisogno di convertili. L'equilibrio sta in mezzo. V. 24-27 la chiesa è fatta di giudei e pagani ma in Cristo siamo uno. I primi cristiani erano tutti giudei. Gli scrittori dei vangeli tranne Luca. Qui parla di chiesa non eravamo popolo e ora lo siamo. Siamo fidanzati per sposarci. Nella bibbia il fidanzamento è importante quanto il matrimonio e non si scioglie. Egli torna. E dobbiamo essere sempre pronti al ritorno dello sposo. Se pecchiamo confessiamo è laviamoci del sangue. Non indebitiamoci e riconciliamoci con chi abbiamo litigato teniamoci pronti al suo arrivo. Potrebbe essere adesso che stai leggendo. Saresti felice e pronto?
Israele è come la sabbia del mare. Mosé sparge il sangue sul popolo e sulla legge e dice benedetti e maledetti. Tutte le maledizioni si sono realizzate loro. E qui dice solo un resto si salverà. Così da una parte promessa di benedizione e dall'altra il rigetto di Cristo. Essi aspettano un messia che non è il Cristo crocifisso. Si parla solo di un residuo. Dei sopravvissuti nella grande tribolazione durante la quale quasi tutto Israele sarà sterminato e il resto salvato. E Dio manterrà la sua promessa di benedizione al cospetto di satana e dei nemici di Dio. Dio convertirà il loro male in bene. V.10:1-5. Paolo prega per un popolo che lo odia. Preghiamo anche noi per il nostro popolo. Hanno zeppo per Dio senza intelligenza. La giustizia di Dio è Cristo in persona. Dio vede Cristo in noi. E quindi ci vede giusti. Non per la nostra giustizia ma per la sua. Credere significa aderire. Non due ma uno solo. Il sangue di Cristo mi rende puro. Efesini 1. Seduti nei luoghi celesti con Cristo. Ma questi stabiliscono la loro giustizia ma non quella di Dio. L'opposizione a Dio non. Venne da peccatori e prostitute ma dai praticanti della legge e i sacerdoti loro hanno complottato per ucciderlo. Vogliono obbedire alla legge con le loro forze. Aggiungono comandamenti alla legge. E noi? Buttiamo la legge. No è buona e giusta. Ma non obbediamo per paura o condanna ma perché amiamo Dio e perché Dio ci ama. Non c'entra con la fede dei farisei. Ancora oggi due tendenze nella chiesa. Il rispetto di ogni lettera e in più abitudini e tradizioni che diventano più importanti dei comandamenti. Ma le tradizioni sono in abominio della legge. Poi l'opposto gli angeli non esistono, Adamo ere e a dono simboli e la teologia è liberale. Entrambi gli estremi sono mortali per la fede. Camminiamo per fede nella grazia di Dio. Tutta la legge conduce a Cristo. E si riassume nell'amore. Questa è la legge. Lui è la parola incarnata. La parola letta bene conduce a Cristo. Giudei rigettano la parola di Dio e rigettano i profeti ultimo dei quali fu Giovanni. 10:12-13 davanti a Dio siamo tutti uguali. Giudei convertiti oggi sono fratelli. Convertite tutte le nazioni fino alla fine del mondo. Non c'è distinzione. Non tutti siamo evangelistia tutti testimoni di Cristo con la vita e le parole. Lavoro casa vicini preghiamo per i vicini per essere salvati. E se non sono salvati bruceranno nel fuoco eterno. Dio ha fatto tutto il necessario perché questo non avvenga. Predichiamo la parola. Distribuiamo bibbie ovunque. Dio è in grado di convertire con la sua parola anche senza credenti. V20-21. Mi sono manifestato a chi non mi cercava. L'amore di Dio che travasa. Cosa proviamo per i pagani che ci circondano? Disprezzo o compassione. Il disprezzo e il giudizio è peccato. Non possiamo portare nessuno a Cristo se non lo amiamo. Non si giudica nemmeno un uomo di Dio dal numero di convertiti. La maggioranza ha rigettato Gesù. E si sono condannati dicendo la maledizione cada su noi è i nostri figli. Venne Tito e il massacrò. Un milione. E distrusse il tempio che era il loro orgoglio e la loro fierezza. Guarda che bel tempio dissero a Gesù. Non resterà pietra su pietra. I giudei di oggi sono figli di quei sopravvissuti. 11v.1 Dio non li ha rigettati. Quindi la teologia della sostituzione sono errate. La chiesa non sostituisce Israele. Li ama e mantiene le promesse. Rigettare Israele significa mentire. Due sono le promesse condizionali e inccondizionate. Mosé condizionate ma Abramo incondizionate. Le benedizioni date senza condizione verranno mantenute da Dio. Le altre sono state perse per la disubbidienza. Una parte si pentirà di aver aspettato l'anticristo anziché accettare il Cristo. E quando egli tornerà aprirà in due il monte degli ulivi e stabilirà il regno messianico promesso sulla terra per mille anni. 11:32-36 pensieri di Dio così profondi che non si tocca il fondo. Una cosa che non capisco è come ha potuto amarmi! L'amore di Dio guarisce e ci guida alla perfezione. Dio non ha consiglieri egli è la sapienza eterna. Egli sa ogni cosa di ciascuno di noi dei vivi e dei morti. V36. Da lui fatto. Per lui. E in vista. Di lui. Io sono fatto da lui. Io sono fatto per lui. Io sono in vista di lui. Nel tabernacolo qualcuno sta fuori. Qualcuno nel luogo santo. Altri nel santissimo. Ma tutti in Cristo possiamo entrare nel santissimo. Un giorno alla tua presenza vale più di mille nei tuoi cortili. A lui la gloria in eterno. Questo sarà il nostro canto. Un nuovo canto. Corone di gloria, giustizia e vita. Pietro, giacomo e Timoteo) È gli anziani le gettano ai suoi piedi.

Vangelo Giovanni 6:22-35

Vangelo Giovanni 6:22-35
Al v25 5000 uomini seguivano Gesù per la loro pancia non per ringraziare o conoscerlo ma per mangiare.
Al v26 come hai fatto ad arrivare qui? Una domanda vuota a cui Gesù risponde centrando immediatamente l'obiettivo. La loro cecità spirituale.
Gesù dichiara se stesso figlio dell'uomo e figlio di Dio su cui il padre ha messo il suo sigillo. Egli non è un fornaio ma è il pane stesso. Adoperatevi, datevi da fare per trovare questo vero cibo che è spirituale.
V28 come si compiono le opere di Dio? Se mi dai pane le faccio e ti faccio pure re (v.15)
Ma Gesù li spiazza. Una sola è l'opera e l'ha fatta Dio: è Gesù. V30 quale segno fai. Conferma che l'uomo è insanabilmente malato. Una folla di ventimila è stata sfamata e questi chiedono ancora segni? Se chiedo garanzie tra l'altro dove è la fede. Se è tangibile non è più fede. V31 fanno capire che non ci basta pane d'orzo vogliamo manna dal cielo. Ma al v32 la vostra attenzione non dev'essere verso il pane o i patriarchi ma verso il Dio che fa ogni cosa. Egli manda il figlio al mondo come manna dal cielo. Questo non ve lo da un uomo ne Mosé ne la madonna ne il papa. Con la manna muori comunque ma con Gesù hai la vita eterna. Cristo pane di vita. Non fermiamoci alla manna o a surrogati di Dio ma mettiamo il Figlio al centro. Dacci sempre questo pane: non hanno ancora capito! Io sono il pane della vita non c'è n'è un altro. Pane e acqua due sostanze essenziali e indispensabili per la vita dell'uomo. La sua validità è anche per oggi. Dai fiducia a Gesù. Assumi quotidianamente il tuo pane di vita.

Isaia 28:23-29

Isaia 28:23-29

Ebrei 4:14-16
Ritenere fermamente la professione di fede.
Troviamo grazia per affrontare la prova.
Due punti chiave per affrontare la sofferenza.

Romani 5-8

Il capitolo 5 termina il primo blocco con la pace con Dio. Ma fino a qui nessun dettaglio di questa grazia. Dal capitolo sei egli sviscera il concetto della grazia che non è così scontato per tutti. Dire fare e grazia sono parole ricorrenti in questo passaggio. Paolo usa tre allegorie per spiegare la morte al peccato. Nel v.3 il battesimo. Nel 5 la pianta. L'espressione uniti contiene il concetto di due semi che si incontrano a terra e crescono intrecciati quali fossero un unico albero. Totalmente uniti in greco ricorda la crescita in una pianta. Battesimo significa immersione. Immersione nella morte di Cristo. Nel v.6 la crocifissione. Il corpo del peccato è letteralmente il potere in cui risiede la sostanza del peccato. Sradicare la sostanza del peccato e crocifiggerlo. È questa è opera di Dio quando c'è arresa dell'uomo. Nel v. 7 chi è morto è libero. Non sforzi o circoncisione. Ma la morte in Cristo. Paolo lo spiega dopo la giustificazione. Così anche per il credente può non essere ancora chiara l'intera dinamica della grazia. La gente sa che Cristo è morto che bisogna crederlo. Ma non è evidente capire che la sua morte è la mia. Per Dio il sacrificio di Cristo è sempre presente. L'agnello è immolato anche in apocalisse. Se questo c'è sempre è sempre potente a salvare. Chi crede in Cristo muore in lui anche oggi anche se egli è già morto duemila anni fa. Nel v.8 la morte con Cristo porta alla vita. E con la vita la santificazione. Che parte quando uno diventa santo. Al capitolo sette Paolo dice. Si siamo stati identificati. Abbiamo pace. Ma le lotte continuano. La legge ha finito il suo ruolo. Ma il combattimento interiore del credente è ancora reale. L'uomo vecchio e l'uomo interiore. Questo si compiace della legge ed è diverso dal vecchio. È lotta. Facciamo scelte consapevoli di questo conflitto. Morta sepolta ma esistente nella nostra vita. Una gallina senza testa che ancora si dimena. Gli sconfitti continuano a ribellarsi infastidendo il re della terra. Sono sempre ribelli e non cambieranno mai. Morta non scomparsa. Senza autorità ma ancora qui. La salvezza è in speranza. Abbiamo solo la caparra. L'otto si conclude con non c'è più condanna. Il peccato che ti ho fatto pesare nei primi capitoli non c'è più in Cristo. Il sigillo è lo Spirito Santo. La morte di Cristo produce certezza e non paura che tutto svanisca. La certezza è legata alla certezza della morte e resurrezione di Cristo. Quindi il credente ha certezza di salvezza e anche di vittoria. Da uomo sconfitto che ha provocato ora di Dio, a uomo vittorioso e amato in Cristo Gesù.