1 Corinzi 1:17-31
Salmo 45
Giovanni 10:17-18
Luca 23:33-48
Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
domenica 15 dicembre 2013
Salmo 137
Salmo 137
Questo salmo è salmo dell'esilio. C'è Babilonia da una parte e Sion o
Gerusalemme dall'altra. Il fatto è storico e l'insegnamento
spirituale. La deportazione fu conseguenza dell'incredulità e del
peccato. Dopo 70 anni furono autorizzati da Ciro a tornare a casa. Ma
il ricordo rimane. Babilonia è la città della confusione e porta degli
dei. Gerusalemme città della pace. In tutto il salmo queste due realtà
opposte si confrontano. I fiumi di Babilonia hanno diverse sorgenti e
l'acqua scorre in luoghi di benedizione e di maledizione. Fiumi di
vita e fiumi inquinati. Gli esiliati ricordano loro seduti al fiume
piangendo. In esilio si piange. Il popolo di Dio è oggi nella terra
straniera del mondo e i nostri pensieri sono a Gerusalemme la città
celeste. Si piange perché qui non si riesce a vivere pienamente. Ma
esistono anche lacrime di coccodrillo perché perdiamo le case di
babilonia o il lavoro. Sono lacrime che non vengono da Sion. Perché
Sion non investe nelle cose di questa terra. Se piange è perché si
sacrifica per Cristo. Se le cose del mondo condizionano la nostra vita
inevitabili le lacrime. Non sono queste le lacrime che Dio asciugherà.
Ciò che facciamo è condizionato dallo spirito di babilonia. I salici
crescono a babilonia mettono radici e si nutrono dell'acqua di
babilonia. Questi non portano frutto perché vivono nei principi di
babilonia. Lo spirito di Dio non si manifesta e le certe restano
appese. Le cetre dei deportati rimangono inascoltate a babilonia. Il
mondo non ci ascolta. Appendiamo le nostre cetre. Questa è la
tentazione. Eppure i deportati ci chiedono delle canzoni. Per
rallegrarci con loro. Canta e suona così ti prenderemo in giro. Quante
volte Gesù lasciava gli interlocutori senza risposte perché non
bestemmiassero il nome di Dio. È un opportunità persa? No era solo il
un tranello per svergognare e prendere in giro. Come potremo cantare i
canto dell'Eterno in terra straniera? Siamo sempre coscienti di essere
in terra straniera? L'aria di babilonia sta condizionando le nostre
vite e la vita della chiesa. Se non respiriamo l'aria di Sion a casa,
agli incontri, ecc. se il nostro interesse è come va il lavoro e non
che cosa hai letto questa settimana, con chi hai parlato, chi hai
sostenuto in Cristo. Si paralizzi la nostra destra se ti dimentico o
Gerusalemme se i nostri pensieri non sono lì se dimentichiamo di dove
siamo residenti. La mia vita sarà paralizzata. La sinistra è il
pensiero di babilonia. Che la nostra destra non diventi la tua
sinistra. Il tuo conto del mondo non abbia anche fare con il tuo conto
celeste. Resti la mia lingua attaccata al palato, muti, soffocati se
il nostro ricordo non è in te. Perché prendiamo pane e vino? Perché la
memoria ci fa brutti scherzi. Ricorda di essere di Gerusalemme.
Lavoriamo per mangiare e scaldarci. Ma senza la presenza di Cristo la
casa più sontuosa di babilonia è priva di valore. Gerusalemme al di
sopra di ogni gioia. Io faccio già parte di questa città e un giorno
verrà dal cielo per condizionare la terra. Non vergogniamoci di essere
sale della terra. Di condizionare questo mondo. L'aria di babilonia e
pesante. Ricordati o Eterno dei figli di Edom. Esaù fratello gemello
di Giacobbe Israele. Sempre in lotta. Il primo ripresa la
benedizione celeste per assaporare le lenticchie di babilonia. Ma il
secondo aveva a cuore la benedizione celeste. Cosa era nel tuo cuore
questa settimana la benedizione del cielo o della terra. I figli di
Edom vogliono spianare fin dalle fondamenta la nostra fede. Dio fai
giustizia di questa gente! La carne e lo spirito. Ricordati di
ammazzare questi figli di carne che ancora sono dentro di me. Occupati
di loro affinché io mi occupi di te. Figlia di babilonia che devi
essere distrutta. Non c'è compromesso con te. Questi figli ci fanno
ancora del male. Beato chi li afferra per sfracellati contro la
pietra. Questi figli sono i valori sbagliati, i pensieri sbagliati, i
peccati. Ci vuole coraggio per schiacciarli col piede. Spesso non
basta bisogna sfracellarli su una roccia. La roccia è Cristo. Io non
c'è la faccio occupatene tu. Anche quelli più subdoli che ci rendono
schiavi nei pensieri al regno di babilonia. Il salmo è stato scritto
come un ricordo a posteriori. Un giorno faremo un bilancio della
nostra vita. Il peccato non va sfracellato quando è vecchio e dopo che
per anni lo abbiamo giustificato. Bisogna farlo quando è ancora
piccolo e bambino. Questo è il momento di schiacciarlo. Ho nutrito la
carne. Ho giustificato il peccato. Questo diremo o piuttosto ho
combattuto il buon combattimento ho custodito la fede?
Questo salmo è salmo dell'esilio. C'è Babilonia da una parte e Sion o
Gerusalemme dall'altra. Il fatto è storico e l'insegnamento
spirituale. La deportazione fu conseguenza dell'incredulità e del
peccato. Dopo 70 anni furono autorizzati da Ciro a tornare a casa. Ma
il ricordo rimane. Babilonia è la città della confusione e porta degli
dei. Gerusalemme città della pace. In tutto il salmo queste due realtà
opposte si confrontano. I fiumi di Babilonia hanno diverse sorgenti e
l'acqua scorre in luoghi di benedizione e di maledizione. Fiumi di
vita e fiumi inquinati. Gli esiliati ricordano loro seduti al fiume
piangendo. In esilio si piange. Il popolo di Dio è oggi nella terra
straniera del mondo e i nostri pensieri sono a Gerusalemme la città
celeste. Si piange perché qui non si riesce a vivere pienamente. Ma
esistono anche lacrime di coccodrillo perché perdiamo le case di
babilonia o il lavoro. Sono lacrime che non vengono da Sion. Perché
Sion non investe nelle cose di questa terra. Se piange è perché si
sacrifica per Cristo. Se le cose del mondo condizionano la nostra vita
inevitabili le lacrime. Non sono queste le lacrime che Dio asciugherà.
Ciò che facciamo è condizionato dallo spirito di babilonia. I salici
crescono a babilonia mettono radici e si nutrono dell'acqua di
babilonia. Questi non portano frutto perché vivono nei principi di
babilonia. Lo spirito di Dio non si manifesta e le certe restano
appese. Le cetre dei deportati rimangono inascoltate a babilonia. Il
mondo non ci ascolta. Appendiamo le nostre cetre. Questa è la
tentazione. Eppure i deportati ci chiedono delle canzoni. Per
rallegrarci con loro. Canta e suona così ti prenderemo in giro. Quante
volte Gesù lasciava gli interlocutori senza risposte perché non
bestemmiassero il nome di Dio. È un opportunità persa? No era solo il
un tranello per svergognare e prendere in giro. Come potremo cantare i
canto dell'Eterno in terra straniera? Siamo sempre coscienti di essere
in terra straniera? L'aria di babilonia sta condizionando le nostre
vite e la vita della chiesa. Se non respiriamo l'aria di Sion a casa,
agli incontri, ecc. se il nostro interesse è come va il lavoro e non
che cosa hai letto questa settimana, con chi hai parlato, chi hai
sostenuto in Cristo. Si paralizzi la nostra destra se ti dimentico o
Gerusalemme se i nostri pensieri non sono lì se dimentichiamo di dove
siamo residenti. La mia vita sarà paralizzata. La sinistra è il
pensiero di babilonia. Che la nostra destra non diventi la tua
sinistra. Il tuo conto del mondo non abbia anche fare con il tuo conto
celeste. Resti la mia lingua attaccata al palato, muti, soffocati se
il nostro ricordo non è in te. Perché prendiamo pane e vino? Perché la
memoria ci fa brutti scherzi. Ricorda di essere di Gerusalemme.
Lavoriamo per mangiare e scaldarci. Ma senza la presenza di Cristo la
casa più sontuosa di babilonia è priva di valore. Gerusalemme al di
sopra di ogni gioia. Io faccio già parte di questa città e un giorno
verrà dal cielo per condizionare la terra. Non vergogniamoci di essere
sale della terra. Di condizionare questo mondo. L'aria di babilonia e
pesante. Ricordati o Eterno dei figli di Edom. Esaù fratello gemello
di Giacobbe Israele. Sempre in lotta. Il primo ripresa la
benedizione celeste per assaporare le lenticchie di babilonia. Ma il
secondo aveva a cuore la benedizione celeste. Cosa era nel tuo cuore
questa settimana la benedizione del cielo o della terra. I figli di
Edom vogliono spianare fin dalle fondamenta la nostra fede. Dio fai
giustizia di questa gente! La carne e lo spirito. Ricordati di
ammazzare questi figli di carne che ancora sono dentro di me. Occupati
di loro affinché io mi occupi di te. Figlia di babilonia che devi
essere distrutta. Non c'è compromesso con te. Questi figli ci fanno
ancora del male. Beato chi li afferra per sfracellati contro la
pietra. Questi figli sono i valori sbagliati, i pensieri sbagliati, i
peccati. Ci vuole coraggio per schiacciarli col piede. Spesso non
basta bisogna sfracellarli su una roccia. La roccia è Cristo. Io non
c'è la faccio occupatene tu. Anche quelli più subdoli che ci rendono
schiavi nei pensieri al regno di babilonia. Il salmo è stato scritto
come un ricordo a posteriori. Un giorno faremo un bilancio della
nostra vita. Il peccato non va sfracellato quando è vecchio e dopo che
per anni lo abbiamo giustificato. Bisogna farlo quando è ancora
piccolo e bambino. Questo è il momento di schiacciarlo. Ho nutrito la
carne. Ho giustificato il peccato. Questo diremo o piuttosto ho
combattuto il buon combattimento ho custodito la fede?
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