Figli di Dio figli del diavolo
Vita e morte
Realtà opposte
Noi dobbiamo ricordare questa verità. Siamo figli di Dio. Dobbiamo
vedere questo grande amore e che lui ci ha manifestato. Questo amore è
stato manifestato. Non lo abbiamo ottenuto per meriti. Possiamo solo
ringraziarlo per questo. Dio vorrebbe che tutti fossero figli di Dio
ma non tutti lo sono. Ma il diritto viene conferito solo a coloro che
accolgono l'unigenito dal Padre. Il figlio resta nella casa del padre
per sempre. Perché sei erede e non schiavo. Al momento tutto il mondo
gode delle benedizioni di Dio. Ma noi siamo eredi. In opposizione a
questa realtà. Il mondo non ci conosce. Il Signore conosce i suoi per
nome ma il mondo non conosce i figli di Dio perché non ha conosciuto
Dio. I figli assomigliano ai padri nel carattere. Se qualcuno esprime
il suo parere nei nostri confronti dirà che siamo uguali o diversi dai
figli del mondo? Se siamo uguali abbiamo davvero Dio in noi? Oggi
siamo figli di Dio. Ma quello che saremo non è ancora manifestato.
Cosa saremo? Non avremo più lo stesso corpo di oggi che ci induce a
peccare, soffre, subisce dolori. Eppure sappiamo che allora saremo
simili a Gesù Cristo. Non esteriormente. Ma nel carattere. Il
desiderio di ogni figlio di Dio è essere sempre più simile a lui. Si
sente mancante mai realizzato perché anela alla perfetta immagine di
Cristo. Noi in gloria con lui nella gloria. Siamo ancora lontani dalla
perfezione. Questa è opera di Dio pienamente realizzata alla sua
manifestazione. Se grandi sono le sofferenze oggi ancora più grande
sarà la gloria futura. Chi ha questa speranza si purifica. Questo deve
essere il desiderio di ogni figlio di Dio. Quando Cristo torna il
credente desidera essere trovato facendo la sua volontà. Quel giorno
potrebbe essere adesso. Il figlio di Dio vuole assomigliare a lui e
non continuare nel peccato. Il prezzo pagato da Cristo è troppo alto
non posso continuare a peccare perché questo disprezza la croce di
Cristo. La volontà di Dio deve esse prioritaria nella nostra vita. Il
figlio di Dio non persiste nel peccare. Non pecca come norma di vita.
Ma pratica la giustizia. Il contrario dei figli del diavolo i quali
imitano il diavolo che pecca fin dal principio opponendosi a Dio. I
figli del diavolo seguono il suo esempio e sono disinteressati alla
volontà di Dio. Ma il Figlio di Dio Cristo è stato manifestato per
sconfiggere il peccato e liberare dal dominio di satana. Per
distruggere le opere del diavolo. Il figlio di Dio non può vivere nel
peccato perché il seme di Dio è in lui. Non può peccare perché è nato
da Dio. Chi non pratica la giustizia e non ama suo fratello non è da
Dio. Questo è il messaggio che Giovanni ha sentito da Gesù. Amatevi
gli uni gli altri. E da questo amore il mondo ci conoscerà. E non
dalle nostre parole. Non come Caino che uccise Abele perché le sue
opere erano malvagie. Anche il mondo ci vuole uccidere perché le
nostre opere sono giuste e le loro malvagie. Abele nella volontà di
Dio e Caino figlio del diavolo. Chi non ama il fratello è ancora nella
morte. Se Gesù ha dato la sua vita per noi perché non la diamo noi
stessi ai fratelli? Forse non avremo l'occasione di morire per un
fratello. Ma possiamo dare le cose materiali se non è necessaria la
nostra vita. L'amore non è un sentimento o una parola ma fatti e
verità. Conosciamo i bisogni dei nostri fratelli? Io ho abbondanza e
lui è in difficoltà, io dono? Se questo è il nostro comportamento
anche il nostro cuore avrà pace quando ci accostiamo a lui. Non
possiamo ingannare Dio. Egli ci conosce meglio di quanto conosciamo
noi stessi. Quando cado devo subito confessare per avere un cuore puro
che non ci condanni davanti a lui. Il comandamento è amare Dio,
credere nel Figlio, osservare i suoi comandamenti, amare il prossimo.
Lo Spirito di Dio ci aiuta ad avere fiducia nel fatto che siamo figli
e ci accompagna nella santificazione alla quale ogni figlio di Dio è
destinato.
Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
domenica 22 dicembre 2013
giovedì 19 dicembre 2013
La giustificazione per la fede in Cristo Gesù
Romani 3:19-31
La legge non porta a Dio ma serve a farci vedere peccatori e per
nessun motivo l'uomo sarà ritenuto giusto da Dio per mezzo della
legge.
Ora che avete capito a cosa serve la legge vi mostro come Dio
manifesta la sua giustizia indipendentemente dalla legge. Anche i
profeti ne hanno parlato raccontando la vita di Abramo il quale visse
prima della legge.
La giustizia di Dio è stata manifestata quando ancora la legge non era
stata data. Già allora è stata manifestata la giustizia di Dio
mediante la fede in Gesù Cristo.
Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Giudei e gli
altri popoli. Tutti devono credere per essere salvati. Per il fatto di
aver peccato sono privi della gloria di Dio. Come Adamo ed Eva
scacciati dall'eden.
Giustificati non vuol dire solo essere resi giusti. Ma sopratutto
dichiarati giusti. Non solo purificata ma anche rivestita dalla
giustizia. Questo ci ricorda l'opera di Cristo che agli occhi di Dio
copre il nostro peccato. Se Gesù è solo morto siamo puliti, ma se è
resuscitato la sua giustizia ci riveste oggi ogni giorno. Facile
crederlo morto ma difficile risorto. Il nostro Gesù è vivente. La
grazia ci parla di gratuito. Qualcosa che non va pagato. Gratuitamente
per la sua grazia che l'uomo è doppiamente reso giusto. Gratis e per
grazia. L'opera di Cristo è la proclamazione di Dio per la nostra
giustizia. Egli dichiara pubblicamente la nostra giustizia in Cristo.
Anche quando cadiamo. Per i giudei questo concetto non era scontato
perché abituati al sacrificio. Noi chiediamo il perdono con cuore
contrito ma loro lo facevano con sacrifici cruenti. La grazia c'era ma
non era così manifesta. La redenzione è il prezzo del valore del
riscatto. Questo prezzo è stato pagato. Quale prezzo più alto poteva
essere pagato? Dio lo ha prestabilito. È opera di Dio. Ancor prima
della fondazione del mondo dice Pietro. Ancora prima della caduta. Dio
crea l'uomo in vista di Cristo leggiamo in Colossesi. Il propiziatorio
era il coperto dell'arca spruzzato di sangue. Cristo è sacrificio
propiziatorio. Quel sangue di agnello che santifica il coperchio
dell'arca. Il sangue in cui aver fede non è quello dell'animale ma
quello di Cristo. La grazia di Dio si fonda sull'agnello di Dio. Dio
ha solo usato tolleranza con te? Non era per la tua bravura che aveva
pazienza? Egli è giusto e giustifica chi ha fede in lui. Non è che Dio
debba rendere l'uomo giusto ma Dio dichiara l'uomo giusto per fede.
Fede non è credere con occhi bendati. Credere in Cristo non è un salto
nel vuoto. La fede è una legge. Qualcosa di intelligente. Qualcosa che
viene dalla ragione. La legge della fede.
Distinguiamo le opere della legge dalle opere di Giacomo che sono
frutto della salvezza ottenuta. Le prime pretendono di rendere giusti,
le seconde dimostrano una giustizia già ottenuta per la fede nel
sacrificio di Gesù.
La religione è legata alla cultura. Ma Dio è uno. Dei giudei e dei
greci. Questo solo Dio è quel che esige che la fede sia riposta in
Cristo. Anche prima di Cristo la fede doveva esser riposta in Cristo e
non nella legge. Fin dalla prima profezia nell'Eden. La fede è una
sola posta prima nel futuro e poi nel passato. Il fulcro è Cristo. La
difficoltà di fede è altrettanto difficile. Prima o dopo Cristo. Ma il
mezzo della giustificazione è sempre la stessa.
Allora la legge non serve più. No di certo. Confermiamo la legge che
dimostra il peccato e quindi il bisogno di ottenere giustizia. Da
Cristo.
La legge non porta a Dio ma serve a farci vedere peccatori e per
nessun motivo l'uomo sarà ritenuto giusto da Dio per mezzo della
legge.
Ora che avete capito a cosa serve la legge vi mostro come Dio
manifesta la sua giustizia indipendentemente dalla legge. Anche i
profeti ne hanno parlato raccontando la vita di Abramo il quale visse
prima della legge.
La giustizia di Dio è stata manifestata quando ancora la legge non era
stata data. Già allora è stata manifestata la giustizia di Dio
mediante la fede in Gesù Cristo.
Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Giudei e gli
altri popoli. Tutti devono credere per essere salvati. Per il fatto di
aver peccato sono privi della gloria di Dio. Come Adamo ed Eva
scacciati dall'eden.
Giustificati non vuol dire solo essere resi giusti. Ma sopratutto
dichiarati giusti. Non solo purificata ma anche rivestita dalla
giustizia. Questo ci ricorda l'opera di Cristo che agli occhi di Dio
copre il nostro peccato. Se Gesù è solo morto siamo puliti, ma se è
resuscitato la sua giustizia ci riveste oggi ogni giorno. Facile
crederlo morto ma difficile risorto. Il nostro Gesù è vivente. La
grazia ci parla di gratuito. Qualcosa che non va pagato. Gratuitamente
per la sua grazia che l'uomo è doppiamente reso giusto. Gratis e per
grazia. L'opera di Cristo è la proclamazione di Dio per la nostra
giustizia. Egli dichiara pubblicamente la nostra giustizia in Cristo.
Anche quando cadiamo. Per i giudei questo concetto non era scontato
perché abituati al sacrificio. Noi chiediamo il perdono con cuore
contrito ma loro lo facevano con sacrifici cruenti. La grazia c'era ma
non era così manifesta. La redenzione è il prezzo del valore del
riscatto. Questo prezzo è stato pagato. Quale prezzo più alto poteva
essere pagato? Dio lo ha prestabilito. È opera di Dio. Ancor prima
della fondazione del mondo dice Pietro. Ancora prima della caduta. Dio
crea l'uomo in vista di Cristo leggiamo in Colossesi. Il propiziatorio
era il coperto dell'arca spruzzato di sangue. Cristo è sacrificio
propiziatorio. Quel sangue di agnello che santifica il coperchio
dell'arca. Il sangue in cui aver fede non è quello dell'animale ma
quello di Cristo. La grazia di Dio si fonda sull'agnello di Dio. Dio
ha solo usato tolleranza con te? Non era per la tua bravura che aveva
pazienza? Egli è giusto e giustifica chi ha fede in lui. Non è che Dio
debba rendere l'uomo giusto ma Dio dichiara l'uomo giusto per fede.
Fede non è credere con occhi bendati. Credere in Cristo non è un salto
nel vuoto. La fede è una legge. Qualcosa di intelligente. Qualcosa che
viene dalla ragione. La legge della fede.
Distinguiamo le opere della legge dalle opere di Giacomo che sono
frutto della salvezza ottenuta. Le prime pretendono di rendere giusti,
le seconde dimostrano una giustizia già ottenuta per la fede nel
sacrificio di Gesù.
La religione è legata alla cultura. Ma Dio è uno. Dei giudei e dei
greci. Questo solo Dio è quel che esige che la fede sia riposta in
Cristo. Anche prima di Cristo la fede doveva esser riposta in Cristo e
non nella legge. Fin dalla prima profezia nell'Eden. La fede è una
sola posta prima nel futuro e poi nel passato. Il fulcro è Cristo. La
difficoltà di fede è altrettanto difficile. Prima o dopo Cristo. Ma il
mezzo della giustificazione è sempre la stessa.
Allora la legge non serve più. No di certo. Confermiamo la legge che
dimostra il peccato e quindi il bisogno di ottenere giustizia. Da
Cristo.
domenica 15 dicembre 2013
Salmo 137
Salmo 137
Questo salmo è salmo dell'esilio. C'è Babilonia da una parte e Sion o
Gerusalemme dall'altra. Il fatto è storico e l'insegnamento
spirituale. La deportazione fu conseguenza dell'incredulità e del
peccato. Dopo 70 anni furono autorizzati da Ciro a tornare a casa. Ma
il ricordo rimane. Babilonia è la città della confusione e porta degli
dei. Gerusalemme città della pace. In tutto il salmo queste due realtà
opposte si confrontano. I fiumi di Babilonia hanno diverse sorgenti e
l'acqua scorre in luoghi di benedizione e di maledizione. Fiumi di
vita e fiumi inquinati. Gli esiliati ricordano loro seduti al fiume
piangendo. In esilio si piange. Il popolo di Dio è oggi nella terra
straniera del mondo e i nostri pensieri sono a Gerusalemme la città
celeste. Si piange perché qui non si riesce a vivere pienamente. Ma
esistono anche lacrime di coccodrillo perché perdiamo le case di
babilonia o il lavoro. Sono lacrime che non vengono da Sion. Perché
Sion non investe nelle cose di questa terra. Se piange è perché si
sacrifica per Cristo. Se le cose del mondo condizionano la nostra vita
inevitabili le lacrime. Non sono queste le lacrime che Dio asciugherà.
Ciò che facciamo è condizionato dallo spirito di babilonia. I salici
crescono a babilonia mettono radici e si nutrono dell'acqua di
babilonia. Questi non portano frutto perché vivono nei principi di
babilonia. Lo spirito di Dio non si manifesta e le certe restano
appese. Le cetre dei deportati rimangono inascoltate a babilonia. Il
mondo non ci ascolta. Appendiamo le nostre cetre. Questa è la
tentazione. Eppure i deportati ci chiedono delle canzoni. Per
rallegrarci con loro. Canta e suona così ti prenderemo in giro. Quante
volte Gesù lasciava gli interlocutori senza risposte perché non
bestemmiassero il nome di Dio. È un opportunità persa? No era solo il
un tranello per svergognare e prendere in giro. Come potremo cantare i
canto dell'Eterno in terra straniera? Siamo sempre coscienti di essere
in terra straniera? L'aria di babilonia sta condizionando le nostre
vite e la vita della chiesa. Se non respiriamo l'aria di Sion a casa,
agli incontri, ecc. se il nostro interesse è come va il lavoro e non
che cosa hai letto questa settimana, con chi hai parlato, chi hai
sostenuto in Cristo. Si paralizzi la nostra destra se ti dimentico o
Gerusalemme se i nostri pensieri non sono lì se dimentichiamo di dove
siamo residenti. La mia vita sarà paralizzata. La sinistra è il
pensiero di babilonia. Che la nostra destra non diventi la tua
sinistra. Il tuo conto del mondo non abbia anche fare con il tuo conto
celeste. Resti la mia lingua attaccata al palato, muti, soffocati se
il nostro ricordo non è in te. Perché prendiamo pane e vino? Perché la
memoria ci fa brutti scherzi. Ricorda di essere di Gerusalemme.
Lavoriamo per mangiare e scaldarci. Ma senza la presenza di Cristo la
casa più sontuosa di babilonia è priva di valore. Gerusalemme al di
sopra di ogni gioia. Io faccio già parte di questa città e un giorno
verrà dal cielo per condizionare la terra. Non vergogniamoci di essere
sale della terra. Di condizionare questo mondo. L'aria di babilonia e
pesante. Ricordati o Eterno dei figli di Edom. Esaù fratello gemello
di Giacobbe Israele. Sempre in lotta. Il primo ripresa la
benedizione celeste per assaporare le lenticchie di babilonia. Ma il
secondo aveva a cuore la benedizione celeste. Cosa era nel tuo cuore
questa settimana la benedizione del cielo o della terra. I figli di
Edom vogliono spianare fin dalle fondamenta la nostra fede. Dio fai
giustizia di questa gente! La carne e lo spirito. Ricordati di
ammazzare questi figli di carne che ancora sono dentro di me. Occupati
di loro affinché io mi occupi di te. Figlia di babilonia che devi
essere distrutta. Non c'è compromesso con te. Questi figli ci fanno
ancora del male. Beato chi li afferra per sfracellati contro la
pietra. Questi figli sono i valori sbagliati, i pensieri sbagliati, i
peccati. Ci vuole coraggio per schiacciarli col piede. Spesso non
basta bisogna sfracellarli su una roccia. La roccia è Cristo. Io non
c'è la faccio occupatene tu. Anche quelli più subdoli che ci rendono
schiavi nei pensieri al regno di babilonia. Il salmo è stato scritto
come un ricordo a posteriori. Un giorno faremo un bilancio della
nostra vita. Il peccato non va sfracellato quando è vecchio e dopo che
per anni lo abbiamo giustificato. Bisogna farlo quando è ancora
piccolo e bambino. Questo è il momento di schiacciarlo. Ho nutrito la
carne. Ho giustificato il peccato. Questo diremo o piuttosto ho
combattuto il buon combattimento ho custodito la fede?
Questo salmo è salmo dell'esilio. C'è Babilonia da una parte e Sion o
Gerusalemme dall'altra. Il fatto è storico e l'insegnamento
spirituale. La deportazione fu conseguenza dell'incredulità e del
peccato. Dopo 70 anni furono autorizzati da Ciro a tornare a casa. Ma
il ricordo rimane. Babilonia è la città della confusione e porta degli
dei. Gerusalemme città della pace. In tutto il salmo queste due realtà
opposte si confrontano. I fiumi di Babilonia hanno diverse sorgenti e
l'acqua scorre in luoghi di benedizione e di maledizione. Fiumi di
vita e fiumi inquinati. Gli esiliati ricordano loro seduti al fiume
piangendo. In esilio si piange. Il popolo di Dio è oggi nella terra
straniera del mondo e i nostri pensieri sono a Gerusalemme la città
celeste. Si piange perché qui non si riesce a vivere pienamente. Ma
esistono anche lacrime di coccodrillo perché perdiamo le case di
babilonia o il lavoro. Sono lacrime che non vengono da Sion. Perché
Sion non investe nelle cose di questa terra. Se piange è perché si
sacrifica per Cristo. Se le cose del mondo condizionano la nostra vita
inevitabili le lacrime. Non sono queste le lacrime che Dio asciugherà.
Ciò che facciamo è condizionato dallo spirito di babilonia. I salici
crescono a babilonia mettono radici e si nutrono dell'acqua di
babilonia. Questi non portano frutto perché vivono nei principi di
babilonia. Lo spirito di Dio non si manifesta e le certe restano
appese. Le cetre dei deportati rimangono inascoltate a babilonia. Il
mondo non ci ascolta. Appendiamo le nostre cetre. Questa è la
tentazione. Eppure i deportati ci chiedono delle canzoni. Per
rallegrarci con loro. Canta e suona così ti prenderemo in giro. Quante
volte Gesù lasciava gli interlocutori senza risposte perché non
bestemmiassero il nome di Dio. È un opportunità persa? No era solo il
un tranello per svergognare e prendere in giro. Come potremo cantare i
canto dell'Eterno in terra straniera? Siamo sempre coscienti di essere
in terra straniera? L'aria di babilonia sta condizionando le nostre
vite e la vita della chiesa. Se non respiriamo l'aria di Sion a casa,
agli incontri, ecc. se il nostro interesse è come va il lavoro e non
che cosa hai letto questa settimana, con chi hai parlato, chi hai
sostenuto in Cristo. Si paralizzi la nostra destra se ti dimentico o
Gerusalemme se i nostri pensieri non sono lì se dimentichiamo di dove
siamo residenti. La mia vita sarà paralizzata. La sinistra è il
pensiero di babilonia. Che la nostra destra non diventi la tua
sinistra. Il tuo conto del mondo non abbia anche fare con il tuo conto
celeste. Resti la mia lingua attaccata al palato, muti, soffocati se
il nostro ricordo non è in te. Perché prendiamo pane e vino? Perché la
memoria ci fa brutti scherzi. Ricorda di essere di Gerusalemme.
Lavoriamo per mangiare e scaldarci. Ma senza la presenza di Cristo la
casa più sontuosa di babilonia è priva di valore. Gerusalemme al di
sopra di ogni gioia. Io faccio già parte di questa città e un giorno
verrà dal cielo per condizionare la terra. Non vergogniamoci di essere
sale della terra. Di condizionare questo mondo. L'aria di babilonia e
pesante. Ricordati o Eterno dei figli di Edom. Esaù fratello gemello
di Giacobbe Israele. Sempre in lotta. Il primo ripresa la
benedizione celeste per assaporare le lenticchie di babilonia. Ma il
secondo aveva a cuore la benedizione celeste. Cosa era nel tuo cuore
questa settimana la benedizione del cielo o della terra. I figli di
Edom vogliono spianare fin dalle fondamenta la nostra fede. Dio fai
giustizia di questa gente! La carne e lo spirito. Ricordati di
ammazzare questi figli di carne che ancora sono dentro di me. Occupati
di loro affinché io mi occupi di te. Figlia di babilonia che devi
essere distrutta. Non c'è compromesso con te. Questi figli ci fanno
ancora del male. Beato chi li afferra per sfracellati contro la
pietra. Questi figli sono i valori sbagliati, i pensieri sbagliati, i
peccati. Ci vuole coraggio per schiacciarli col piede. Spesso non
basta bisogna sfracellarli su una roccia. La roccia è Cristo. Io non
c'è la faccio occupatene tu. Anche quelli più subdoli che ci rendono
schiavi nei pensieri al regno di babilonia. Il salmo è stato scritto
come un ricordo a posteriori. Un giorno faremo un bilancio della
nostra vita. Il peccato non va sfracellato quando è vecchio e dopo che
per anni lo abbiamo giustificato. Bisogna farlo quando è ancora
piccolo e bambino. Questo è il momento di schiacciarlo. Ho nutrito la
carne. Ho giustificato il peccato. Questo diremo o piuttosto ho
combattuto il buon combattimento ho custodito la fede?
domenica 8 dicembre 2013
Giacomo 1:1-12
Giacomo 1:1-12
Giacomo scrive alle dodici tribù della diaspora. Già iniziata per
esempio da atti 12. La loro vita era più difficile e dura della
nostra. Eppure Giacomo sottolinea la felicità che si può provare in
Cristo nel corso delle persecuzioni. Anche noi oggi in qualità di
figli di Dio siamo dispersi nel mondo. Continuamente attaccati da
satana e dagli uomini e la nostra fede è provata. Difficile
sottomettersi e controllare la nostra natura umana in certe
situazioni. Ma la prova è superata quando la fede è radicata in Cristo
per produrre perseveranza attraverso le afflizioni che ci rinforzano.
La durata della prova la conosce solo il Signore. Il desiderio di Dio
è che nella perseveranza diventiamo perfetti per l'opera dello Spirito
Santo in noi. Non abbiamo l'immunità dal cadere in peccato per questo
parliamo di lotta e resistenza. Ma Dio ci da degli strumenti per
passare attraverso la prova. Non nasciamo imparati ma il nostro
maestro ci segue per istruirci e farci diventare persone mature.
Cristo è il maestro egli ci parla con la Parola di Dio. Egli è potente
a guidarci anche attraverso le difficoltà più profonda. Siamo alla
scuola del Signore. E finché sei a scuola le verifiche non finiscono.
Ma il nostro livello di competenza e le abilità richieste aumentano
anno dopo anno superando le prove che Dio ha previsto per noi. La
sapienza è lo strumento che ci permette di proseguire sulla strada
giusta e trovare la via giusta per uscire con successo dalla prova. Se
crediamo di non avere sapienza chiediamola ed egli non ce la
rifiuterà.
Come mi devo comportare nel lavoro, con i vicini, le autorità,
l'educazione dei figli? Solo la sapienza di Dio c'è lo può dire.
Chiediamola. Egli la dona a tutti coloro che la chiedono in Cristo.
Lamentazioni 3:22-23.
Nella nostra richiesta dobbiamo avere piena fiducia in lui. Chiediamo
con fede. Se dubito nella sua risposta forse credo che la sua sapienza
non sarà sufficiente per risolvere il mio problema. Dio risponde. Come
e quando è sua competenza. Ma noi dobbiamo chiedere con fiducia ed
aspettare con certezza di fede. Fede in colui che egli è. Egli è
onnisciente e onnipotente. Egli legge il nostro cuore. Conosce le
nostre attitudini e i nostri pensieri. In 4:3 è chiaro che spesso non
riceviamo perché chiediamo per soddisfare i nostri piaceri e non per
glorificare Dio nella nostra vita. Chi darebbe l'auto nuova ad un
ubriaco che va in città? Dio dona ciò che glorifica il suo nome, e un
figlio riceve dal padre ciò che è in grado di amministrare. Il sole
riduce ad erba secca i fiori della terra. Così è colui che si rifugia
nelle sue ricchezze non ponendo mente che non egli le accumulate con
le proprie fatiche ma che è Dio che le somministra nella sua
provvidenza. Noi seminiamo e annaffiamo ma è Dio che stabilisce il
successo di un'impresa e distribuisce le ricchezze. Ora se Dio dona
perché allora ti vanti e ti rifugi in ciò che Dio ti ha donato e non
nel donatore?
Matteo 11:28
Andiamo a lui per trovare riposo. A lui. Non alle nostre ricchezze. A
lui. Che ci libera dalle prove e fortifica cala nostra fede.
Giacomo scrive alle dodici tribù della diaspora. Già iniziata per
esempio da atti 12. La loro vita era più difficile e dura della
nostra. Eppure Giacomo sottolinea la felicità che si può provare in
Cristo nel corso delle persecuzioni. Anche noi oggi in qualità di
figli di Dio siamo dispersi nel mondo. Continuamente attaccati da
satana e dagli uomini e la nostra fede è provata. Difficile
sottomettersi e controllare la nostra natura umana in certe
situazioni. Ma la prova è superata quando la fede è radicata in Cristo
per produrre perseveranza attraverso le afflizioni che ci rinforzano.
La durata della prova la conosce solo il Signore. Il desiderio di Dio
è che nella perseveranza diventiamo perfetti per l'opera dello Spirito
Santo in noi. Non abbiamo l'immunità dal cadere in peccato per questo
parliamo di lotta e resistenza. Ma Dio ci da degli strumenti per
passare attraverso la prova. Non nasciamo imparati ma il nostro
maestro ci segue per istruirci e farci diventare persone mature.
Cristo è il maestro egli ci parla con la Parola di Dio. Egli è potente
a guidarci anche attraverso le difficoltà più profonda. Siamo alla
scuola del Signore. E finché sei a scuola le verifiche non finiscono.
Ma il nostro livello di competenza e le abilità richieste aumentano
anno dopo anno superando le prove che Dio ha previsto per noi. La
sapienza è lo strumento che ci permette di proseguire sulla strada
giusta e trovare la via giusta per uscire con successo dalla prova. Se
crediamo di non avere sapienza chiediamola ed egli non ce la
rifiuterà.
Come mi devo comportare nel lavoro, con i vicini, le autorità,
l'educazione dei figli? Solo la sapienza di Dio c'è lo può dire.
Chiediamola. Egli la dona a tutti coloro che la chiedono in Cristo.
Lamentazioni 3:22-23.
Nella nostra richiesta dobbiamo avere piena fiducia in lui. Chiediamo
con fede. Se dubito nella sua risposta forse credo che la sua sapienza
non sarà sufficiente per risolvere il mio problema. Dio risponde. Come
e quando è sua competenza. Ma noi dobbiamo chiedere con fiducia ed
aspettare con certezza di fede. Fede in colui che egli è. Egli è
onnisciente e onnipotente. Egli legge il nostro cuore. Conosce le
nostre attitudini e i nostri pensieri. In 4:3 è chiaro che spesso non
riceviamo perché chiediamo per soddisfare i nostri piaceri e non per
glorificare Dio nella nostra vita. Chi darebbe l'auto nuova ad un
ubriaco che va in città? Dio dona ciò che glorifica il suo nome, e un
figlio riceve dal padre ciò che è in grado di amministrare. Il sole
riduce ad erba secca i fiori della terra. Così è colui che si rifugia
nelle sue ricchezze non ponendo mente che non egli le accumulate con
le proprie fatiche ma che è Dio che le somministra nella sua
provvidenza. Noi seminiamo e annaffiamo ma è Dio che stabilisce il
successo di un'impresa e distribuisce le ricchezze. Ora se Dio dona
perché allora ti vanti e ti rifugi in ciò che Dio ti ha donato e non
nel donatore?
Matteo 11:28
Andiamo a lui per trovare riposo. A lui. Non alle nostre ricchezze. A
lui. Che ci libera dalle prove e fortifica cala nostra fede.
giovedì 5 dicembre 2013
Capitolo 3 Romani
Capitolo 3 Romani
1-8
Cosa vuole comunicare Paolo? Egli si mette nella mente del giudeo
immaginandone i pensieri. Paolo stesso è un ebreo. Chi meglio di lui
può comunicare loro queste realtà? Si tratta di un dialogo tra un
giudeo e un contraddittore. Il giudeo si oppone e Paolo da le
risposte. Quanto è importante conoscere il nostro interlocutore e il
suo pensiero per portare il vangelo. A cosa serve il popolo di Dio se
il non circonciso vale più del circonciso? Attenzione non ho detto che
il popolo di Dio non ha ricevuto dei privilegi. Infatti il vantaggio e
l'utilità di questo popolo e della circoncisione è grande in ogni
senso. Al giudeo sono state affidate le rivelazioni di Dio, il logos,
e la santità di Dio tramite la su legge. In ap1 leggiamo rivelazione
di Gesù Cristo. Dio si rivela e si manifesta al popolo d'Israele.
Togli i tuoi sandali perché il luogo dove cammini è santo. Le questo
il vantaggio è grande. Dio si e aperto a loro. Ora l'oppositore usa il
verbo del versetto due dove diceva di essere affidati. Qui essi non
sono affidabili. Dio ha affidato queste rivelazioni ed essi non sono
stati affidabili. Non ne erano degni. Dio si rivela e l'uomo rivela di
non essere all'altezza. La natura dell'uomo è messa a nudo. Ma
nonostante l'inaffidabilità dell'uomo Dio resta affidabile e vero. No
Dio resta vero ed affidabile ed eterno. È l'uomo che è bugiardo perché
asservito al Dio della menzogna. Dio è verità e trionfa quando l'uomo
in modo arrogante tenta di giudicarlo con la sua menzogna. Più fitte
sono le tenebre e più lucente appare la candela. Ma se Dio è
glorificato in mezzo alle tenebre perché l'uomo è ancora sotto l'ira
di Dio. Dio è ingiusto? No perché egli giudicherà il mondo. Paolo
risponde quasi dia per scontato che nel cuore di ogni uomo risiede la
consapevolezza di un imminente giorno del giudizio. Perché non
pecchiamo ancora di più così da far risaltare la giustizia di Dio?
Qualcuno ci calunnia dicendo che noi insegniamo di fare il male
affinché ne venga il bene. Questo dicono quando parliamo della
salvezza per fede. La interpretano come arroganza e incitamento al
peccato. Ma Paolo dice che le persone che fanno il male usando il nome
di Dio per sostenere la menzogna saranno giustamente condannati.
Proseguiamo dal v.9. Dio fa la radiografia dei cuori degli uomini e
tutti sono trovati malati di un cancro chiamato peccato. Tutti dai
greci ai giudei. Senza distinzione. Ma se ancora qualche Giudeo fosse
in dubbio vi offro qualche citazione dal vecchio testamento. Es. non
c'è nessun giusto. Nessuno è in grado di capire Dio. O di cercarlo.
Adamo ed Eva sono scappati da Dio. È lo Spirito Santo che convince di
peccato, giustizia, giudizio. È Dio che passeggia nel giardino e viene
a cercare. L'uomo naturale non è giusto. Sviato e corrotto. Tutti.
Genesi 3. Neppure uno. Inclusi i Patriarchi. Se non fosse stato per la
grazia di Dio! Paolo non fa il giudeo arrogante. Lui stesso ragionava
come loro. Pensava a fare il bene ma era veloce a spargere il sangue.
Egli si identifica con loro perché si comportava come loro.
Concludendo al v.19 capiamo che la legge non serviva a farti sentire
migliori ma a farti vedere la sua ingiustizia. La legge è un
termometro per misurare la febbre ma mangiare il termometro non ci
farà guarire. La legge misura solo il peccato ma non può salvare dal
peccato. E un pedagogo che conduce a Cristo. È Cristo che salva e non
la legge.
1-8
Cosa vuole comunicare Paolo? Egli si mette nella mente del giudeo
immaginandone i pensieri. Paolo stesso è un ebreo. Chi meglio di lui
può comunicare loro queste realtà? Si tratta di un dialogo tra un
giudeo e un contraddittore. Il giudeo si oppone e Paolo da le
risposte. Quanto è importante conoscere il nostro interlocutore e il
suo pensiero per portare il vangelo. A cosa serve il popolo di Dio se
il non circonciso vale più del circonciso? Attenzione non ho detto che
il popolo di Dio non ha ricevuto dei privilegi. Infatti il vantaggio e
l'utilità di questo popolo e della circoncisione è grande in ogni
senso. Al giudeo sono state affidate le rivelazioni di Dio, il logos,
e la santità di Dio tramite la su legge. In ap1 leggiamo rivelazione
di Gesù Cristo. Dio si rivela e si manifesta al popolo d'Israele.
Togli i tuoi sandali perché il luogo dove cammini è santo. Le questo
il vantaggio è grande. Dio si e aperto a loro. Ora l'oppositore usa il
verbo del versetto due dove diceva di essere affidati. Qui essi non
sono affidabili. Dio ha affidato queste rivelazioni ed essi non sono
stati affidabili. Non ne erano degni. Dio si rivela e l'uomo rivela di
non essere all'altezza. La natura dell'uomo è messa a nudo. Ma
nonostante l'inaffidabilità dell'uomo Dio resta affidabile e vero. No
Dio resta vero ed affidabile ed eterno. È l'uomo che è bugiardo perché
asservito al Dio della menzogna. Dio è verità e trionfa quando l'uomo
in modo arrogante tenta di giudicarlo con la sua menzogna. Più fitte
sono le tenebre e più lucente appare la candela. Ma se Dio è
glorificato in mezzo alle tenebre perché l'uomo è ancora sotto l'ira
di Dio. Dio è ingiusto? No perché egli giudicherà il mondo. Paolo
risponde quasi dia per scontato che nel cuore di ogni uomo risiede la
consapevolezza di un imminente giorno del giudizio. Perché non
pecchiamo ancora di più così da far risaltare la giustizia di Dio?
Qualcuno ci calunnia dicendo che noi insegniamo di fare il male
affinché ne venga il bene. Questo dicono quando parliamo della
salvezza per fede. La interpretano come arroganza e incitamento al
peccato. Ma Paolo dice che le persone che fanno il male usando il nome
di Dio per sostenere la menzogna saranno giustamente condannati.
Proseguiamo dal v.9. Dio fa la radiografia dei cuori degli uomini e
tutti sono trovati malati di un cancro chiamato peccato. Tutti dai
greci ai giudei. Senza distinzione. Ma se ancora qualche Giudeo fosse
in dubbio vi offro qualche citazione dal vecchio testamento. Es. non
c'è nessun giusto. Nessuno è in grado di capire Dio. O di cercarlo.
Adamo ed Eva sono scappati da Dio. È lo Spirito Santo che convince di
peccato, giustizia, giudizio. È Dio che passeggia nel giardino e viene
a cercare. L'uomo naturale non è giusto. Sviato e corrotto. Tutti.
Genesi 3. Neppure uno. Inclusi i Patriarchi. Se non fosse stato per la
grazia di Dio! Paolo non fa il giudeo arrogante. Lui stesso ragionava
come loro. Pensava a fare il bene ma era veloce a spargere il sangue.
Egli si identifica con loro perché si comportava come loro.
Concludendo al v.19 capiamo che la legge non serviva a farti sentire
migliori ma a farti vedere la sua ingiustizia. La legge è un
termometro per misurare la febbre ma mangiare il termometro non ci
farà guarire. La legge misura solo il peccato ma non può salvare dal
peccato. E un pedagogo che conduce a Cristo. È Cristo che salva e non
la legge.
domenica 1 dicembre 2013
I pensieri del cuore
Luca 24:36-40
Gesù appare dopo la sua morte ai discepoli dicendo pace a voi. Questi
sono terrorizzati! Pieni di paura! Nonostante l'offerta di pace di
Cristo i loro pensieri sono turbati. Da dove sorge il vostro
turbamento? Dubbi = pensieri = dialogos = domande interiori. Perché
questa mancanza di semplicità e di fede? Guardate le mie mani e
credete!
Tutti noi ci sentiamo mirati quando parliamo di pensieri interiori.
Spesso sentiamo la parola di Gesù che ci dice : perché avete questi
pensieri e turbamenti interiori che non provengono dallo Spirito di
Dio? È molto facile isolarsi nei propri pensieri erigendo una
barricata tra noi e gli altri o tra noi e Dio. I pensieri possono
essere una voragine che ci allontana dagli altri. Gesù deve
riproporre la sua persona e la sua opera. Se non poniamo un argine ai
nostri pensieri potremmo diventare una centrale nucleare sul punto di
esplodere. Quando i nostri pensieri iniziano ad isolarci da Dio e
dagli altri, penso come voglio. Iniziamo a capire che qualcosa non va!
È lì che risiede uno straordinario potenziale per orientarsi a
compiere il male. Come nella lettera ai Romani i quali, datisi a vani
ragionamenti, si sono dati a pratiche vergognose. Iniziamo a vivere
situazioni complicate tra fratelli. Coccoliamo e giustifichiamo i
nostri pensieri. I nostri pensieri sono il nostro mondo e sentiamo la
necessità di coccolarci. Non è facile ammettere che devo cambiare. E
quindi mi isolo e divento vittima. In 2Corinzi 10:3-6. A volte
soffriamo in qualità di credenti quando siamo coscienti della natura
dei nostri pensieri ovvero di come la nostra natura influenza i nostri
pensieri. Ma qui ci viene detto che abbiamo il potere di sottomettere
ogni pensiero all'ubbidienza di Cristo, ogni pensiero che si eleva
contro la conoscenza di Dio. In guerra i soldati venivano uccisi ma i
più valorosi venivano incatenati. Così questi pensieri devono essere
condotti fino a Cristo. Devono esser coscienti che non si possono
permettere di andare dove vogliono. Il libero pensatore non pensa come
vuole ma pensa in Cristo e in vista di Cristo. Ogni pensiero estraneo
a Cristo collabora al nostro male. Ogni pensiero prigioniero viene
condotto a Cristo. Non giustifichiamo più i nostri pensieri ma
condottili a Cristo vediamo le sue mani forate che ci parlano di
morte. Con la sua morte anche i nostri pensieri muoiono e la pace di
Cristo li sostituisce nei nostri cuori. Non è solo andare al culto la
domenica che ci rende padroni dei nostri piedi. Ma la vera sfida in
Cristo è sottomettere i nostri pensieri a Dio. Galati 5:25
Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito.
Gesù appare dopo la sua morte ai discepoli dicendo pace a voi. Questi
sono terrorizzati! Pieni di paura! Nonostante l'offerta di pace di
Cristo i loro pensieri sono turbati. Da dove sorge il vostro
turbamento? Dubbi = pensieri = dialogos = domande interiori. Perché
questa mancanza di semplicità e di fede? Guardate le mie mani e
credete!
Tutti noi ci sentiamo mirati quando parliamo di pensieri interiori.
Spesso sentiamo la parola di Gesù che ci dice : perché avete questi
pensieri e turbamenti interiori che non provengono dallo Spirito di
Dio? È molto facile isolarsi nei propri pensieri erigendo una
barricata tra noi e gli altri o tra noi e Dio. I pensieri possono
essere una voragine che ci allontana dagli altri. Gesù deve
riproporre la sua persona e la sua opera. Se non poniamo un argine ai
nostri pensieri potremmo diventare una centrale nucleare sul punto di
esplodere. Quando i nostri pensieri iniziano ad isolarci da Dio e
dagli altri, penso come voglio. Iniziamo a capire che qualcosa non va!
È lì che risiede uno straordinario potenziale per orientarsi a
compiere il male. Come nella lettera ai Romani i quali, datisi a vani
ragionamenti, si sono dati a pratiche vergognose. Iniziamo a vivere
situazioni complicate tra fratelli. Coccoliamo e giustifichiamo i
nostri pensieri. I nostri pensieri sono il nostro mondo e sentiamo la
necessità di coccolarci. Non è facile ammettere che devo cambiare. E
quindi mi isolo e divento vittima. In 2Corinzi 10:3-6. A volte
soffriamo in qualità di credenti quando siamo coscienti della natura
dei nostri pensieri ovvero di come la nostra natura influenza i nostri
pensieri. Ma qui ci viene detto che abbiamo il potere di sottomettere
ogni pensiero all'ubbidienza di Cristo, ogni pensiero che si eleva
contro la conoscenza di Dio. In guerra i soldati venivano uccisi ma i
più valorosi venivano incatenati. Così questi pensieri devono essere
condotti fino a Cristo. Devono esser coscienti che non si possono
permettere di andare dove vogliono. Il libero pensatore non pensa come
vuole ma pensa in Cristo e in vista di Cristo. Ogni pensiero estraneo
a Cristo collabora al nostro male. Ogni pensiero prigioniero viene
condotto a Cristo. Non giustifichiamo più i nostri pensieri ma
condottili a Cristo vediamo le sue mani forate che ci parlano di
morte. Con la sua morte anche i nostri pensieri muoiono e la pace di
Cristo li sostituisce nei nostri cuori. Non è solo andare al culto la
domenica che ci rende padroni dei nostri piedi. Ma la vera sfida in
Cristo è sottomettere i nostri pensieri a Dio. Galati 5:25
Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito.
domenica 24 novembre 2013
Vivere sotto l'impulso della grazia.
La lettera ai Colossesi è scritta da Paolo ed egli ringrazia per la
fede la speranza l'amore di tutti i santi che c'erano nella chiesa di
Colosse. Chi sa cosa avrebbe detto Paolo visitando la nostra chiesa?
Colosse è un esempio di fede amore e speranza per le chiese di tutti i
tempi. Nonostante questo alcuni pericoli si erano infiltrati in quella
chiesa. False dottrine e profeti. Nel secondo capitolo viene ribadito
il primato di Cristo non solo nella chiesa ma in ogni ambito che
concerne la nostra vita. L'eresia di Colosse voleva introdurre
cerimonie e rituali nella chiesa. Filosofie che erano solo tradizioni
di uomini. Ma queste cose dice Paolo servono solo a soddisfare la
carne. Nel capitolo tre Paolo ci parla di resurrezione. Chi è morto in
Cristo è pure resuscitato con lui. In Cristo ci identifichiamo
completamente nella morte e nella vita. Non c'è separazione tra Cristo
e il credente per questo egli ricerca le cose del cielo e vuole vivere
una nuova vita. Il prezzo pagato è così caro che non abbiamo più il
diritto di vivere come prima. Cristo ora vive per noi. Per intercedere
quando cadiamo. Per identificarsi con noi come avvocato. Le cose del
cielo sono pure sante perfette in cui Dio trova il suo piacere. Per
questo ogni mattina dobbiamo ricercare queste cose affinché le
pratichiamo durante la giornata. Non accontentiamoci di salvezza per
continuare a vivere come prima. Se davvero abbiamo a cuore il cielo
aspiriamo alle cose che gli appartengono. Noi siamo morti alle cose
del mondo. Alla mentalità di questa generazione. La nostra vita è
nascosta con Cristo in Dio. Cristo è la nostra vita. Amo davvero
Cristo come lui ama me? La sua vita verrà manifestata in gloria e noi
con lui. Essere nuova creatura e far passare le cose vecchie. Vivere
col futuro e non con il nostro passato. Fate morire ciò che in voi è
terreno. L'elenco è lungo. Purtroppo sono presenti anche nella chiesa
e vanno fatte morire. Fornicazione qualsiasi relazione sessuale
illecita. Impurità tutte quelle parole che non sono nel vocabolario di
Gesù. Le passioni sono sentimenti disordinati per desiderare cose
sbagliate. Desideri cattivi voler fare peccato pur sapendo che è
peccato. La cupidigia e idolatria è desiderio di avere e accumulare
sempre di più. Il nostro desiderio deve essere che il desiderio di Dio
riempia il nostro cuore e non le ricchezze di questo mondo. Dove è il
nostro tesoro la c'è anche il nostro cuore. Dio condanna queste cose.
È per queste che la sua ira si abbatte su questo mondo. Poi c'è l'ira
umana che è desiderio di vendetta sul prossimo. Collera è mancanza di
autocontrollo sul prossimo. Cattiveria è godere delle disgrazie
altrui. Calunnia è inventare cose per screditare le altre persone.
Parole oscene è un linguaggio volgare che sentiamo e facilmente
utilizziamo. Ciò che edifica deve uscire dalla nostra bocca. Non
mentire e dire la verità perché mentire significa essere figli di
Satana che è il padre della menzogna. Non solo ai fratelli ma a
qualsiasi prossimo nostro. Così dimostriamo che la nostra vita è una
con la sua. Questo implica essere coerenti così da non dover temere la
verità. Noi siamo rivestiti del nuovo che si va rinnovando nella
conoscenza e nell'immagine di Cristo. Che privilegio assomigliare
sempre più a Cristo. Indipendentemente dalla nostra nazionalità o
provenienza. Vestiamoci come eletti di Dio. Prima ci spogliamo del
vecchio e poi vestiamo del nuovo perché siamo eletti di Dio. Prima che
il mondo esistesse noi eravamo nei suoi piani. Eletti dal mondo per
metterci in un posto meraviglioso appartati per Dio. Questo significa
essere santi. Messi a parte. Ecco perché anche i sentimenti di
misericordia ci devono caratterizzare. Immedesimarsi con la miseria
altrui per essere vicini e condividere i problemi. La benevolenza è
essere favorevoli verso chi non lo merita come Cristo con noi. Umiltà
è il contrario dell'orgoglio. È essere modesti. Mansuetudine dolci con
gli altri all'opposto del l'arroganza con gli altri. Pazienza vuol
dire sopportare quando le cose non vanno o qualcuno non si comporta
bene con noi. Sopportare gli uni gli altri. Non ci ha forse sopportati
Dio? Certo non siamo stati castigati per quanto meritano i nostri
peccati. In modo particolare dentro la chiesa. Perdoniamoci a
differenza di quanto può succedere nel mondo. Cristo ci ha perdonato
tutti i peccati.
Ma la cosa più importante sopra a tutte queste cose dobbiamo essere
spinti con amore. Tutto quello che facciamo deve avere questo motore.
Se così non è ogni opera è morta. Ogni rituale inutile.
Cristo vuole che la sua pace sia dentro di noi. Se noi ricerchiamo
queste cose certo la pace di Dio dimorerà nei nostri cuori per mezzo
dello Spirito Santo che nel cuore del credente opera queste cose.
Questo è possibile se la parola di Dio abita in noi abbondantemente.
Per questo abbiamo bisogno di ascoltare la sua parola quotidianamente
perché la conosciamo e lo Spirito Santo possa agire in noi. Queste
cose si fanno non dimenticando istruzione l'esortazione i canti e gli
inni e i salmi tra fratelli in Cristo. Spinti dall'impulso della
grazia. Inni che parlano delle sue benedizioni.
Qualunque cosa facciate in parola od opera fatelo nel nome del Signore
Gesù Cristo. E questo è molto difficile. Ogni nostro gesto
chiediamoci cosa farebbe Gesù al mio posto? Cosa farei se Egli fosse
qui presente con me? Se Cristo fosse qui farei diversamente? Viviamo
sempre con Cristo sotto l'impulso della grazia.
fede la speranza l'amore di tutti i santi che c'erano nella chiesa di
Colosse. Chi sa cosa avrebbe detto Paolo visitando la nostra chiesa?
Colosse è un esempio di fede amore e speranza per le chiese di tutti i
tempi. Nonostante questo alcuni pericoli si erano infiltrati in quella
chiesa. False dottrine e profeti. Nel secondo capitolo viene ribadito
il primato di Cristo non solo nella chiesa ma in ogni ambito che
concerne la nostra vita. L'eresia di Colosse voleva introdurre
cerimonie e rituali nella chiesa. Filosofie che erano solo tradizioni
di uomini. Ma queste cose dice Paolo servono solo a soddisfare la
carne. Nel capitolo tre Paolo ci parla di resurrezione. Chi è morto in
Cristo è pure resuscitato con lui. In Cristo ci identifichiamo
completamente nella morte e nella vita. Non c'è separazione tra Cristo
e il credente per questo egli ricerca le cose del cielo e vuole vivere
una nuova vita. Il prezzo pagato è così caro che non abbiamo più il
diritto di vivere come prima. Cristo ora vive per noi. Per intercedere
quando cadiamo. Per identificarsi con noi come avvocato. Le cose del
cielo sono pure sante perfette in cui Dio trova il suo piacere. Per
questo ogni mattina dobbiamo ricercare queste cose affinché le
pratichiamo durante la giornata. Non accontentiamoci di salvezza per
continuare a vivere come prima. Se davvero abbiamo a cuore il cielo
aspiriamo alle cose che gli appartengono. Noi siamo morti alle cose
del mondo. Alla mentalità di questa generazione. La nostra vita è
nascosta con Cristo in Dio. Cristo è la nostra vita. Amo davvero
Cristo come lui ama me? La sua vita verrà manifestata in gloria e noi
con lui. Essere nuova creatura e far passare le cose vecchie. Vivere
col futuro e non con il nostro passato. Fate morire ciò che in voi è
terreno. L'elenco è lungo. Purtroppo sono presenti anche nella chiesa
e vanno fatte morire. Fornicazione qualsiasi relazione sessuale
illecita. Impurità tutte quelle parole che non sono nel vocabolario di
Gesù. Le passioni sono sentimenti disordinati per desiderare cose
sbagliate. Desideri cattivi voler fare peccato pur sapendo che è
peccato. La cupidigia e idolatria è desiderio di avere e accumulare
sempre di più. Il nostro desiderio deve essere che il desiderio di Dio
riempia il nostro cuore e non le ricchezze di questo mondo. Dove è il
nostro tesoro la c'è anche il nostro cuore. Dio condanna queste cose.
È per queste che la sua ira si abbatte su questo mondo. Poi c'è l'ira
umana che è desiderio di vendetta sul prossimo. Collera è mancanza di
autocontrollo sul prossimo. Cattiveria è godere delle disgrazie
altrui. Calunnia è inventare cose per screditare le altre persone.
Parole oscene è un linguaggio volgare che sentiamo e facilmente
utilizziamo. Ciò che edifica deve uscire dalla nostra bocca. Non
mentire e dire la verità perché mentire significa essere figli di
Satana che è il padre della menzogna. Non solo ai fratelli ma a
qualsiasi prossimo nostro. Così dimostriamo che la nostra vita è una
con la sua. Questo implica essere coerenti così da non dover temere la
verità. Noi siamo rivestiti del nuovo che si va rinnovando nella
conoscenza e nell'immagine di Cristo. Che privilegio assomigliare
sempre più a Cristo. Indipendentemente dalla nostra nazionalità o
provenienza. Vestiamoci come eletti di Dio. Prima ci spogliamo del
vecchio e poi vestiamo del nuovo perché siamo eletti di Dio. Prima che
il mondo esistesse noi eravamo nei suoi piani. Eletti dal mondo per
metterci in un posto meraviglioso appartati per Dio. Questo significa
essere santi. Messi a parte. Ecco perché anche i sentimenti di
misericordia ci devono caratterizzare. Immedesimarsi con la miseria
altrui per essere vicini e condividere i problemi. La benevolenza è
essere favorevoli verso chi non lo merita come Cristo con noi. Umiltà
è il contrario dell'orgoglio. È essere modesti. Mansuetudine dolci con
gli altri all'opposto del l'arroganza con gli altri. Pazienza vuol
dire sopportare quando le cose non vanno o qualcuno non si comporta
bene con noi. Sopportare gli uni gli altri. Non ci ha forse sopportati
Dio? Certo non siamo stati castigati per quanto meritano i nostri
peccati. In modo particolare dentro la chiesa. Perdoniamoci a
differenza di quanto può succedere nel mondo. Cristo ci ha perdonato
tutti i peccati.
Ma la cosa più importante sopra a tutte queste cose dobbiamo essere
spinti con amore. Tutto quello che facciamo deve avere questo motore.
Se così non è ogni opera è morta. Ogni rituale inutile.
Cristo vuole che la sua pace sia dentro di noi. Se noi ricerchiamo
queste cose certo la pace di Dio dimorerà nei nostri cuori per mezzo
dello Spirito Santo che nel cuore del credente opera queste cose.
Questo è possibile se la parola di Dio abita in noi abbondantemente.
Per questo abbiamo bisogno di ascoltare la sua parola quotidianamente
perché la conosciamo e lo Spirito Santo possa agire in noi. Queste
cose si fanno non dimenticando istruzione l'esortazione i canti e gli
inni e i salmi tra fratelli in Cristo. Spinti dall'impulso della
grazia. Inni che parlano delle sue benedizioni.
Qualunque cosa facciate in parola od opera fatelo nel nome del Signore
Gesù Cristo. E questo è molto difficile. Ogni nostro gesto
chiediamoci cosa farebbe Gesù al mio posto? Cosa farei se Egli fosse
qui presente con me? Se Cristo fosse qui farei diversamente? Viviamo
sempre con Cristo sotto l'impulso della grazia.
Geremia 2:19
Geremia 2:19
Il nostro vero nemico non sono gli alieni dai quali Superman ci può
salvare. Non è un superuomo che ci può salvare. Perché il vero nemico
è il nostro peccato. È il nostro peccato che ci punisce. E l'uomo
perfetto non è venuto a sconfiggere il nostro peccato con i suoi
superpoteri ma con la propria morte. Anche noi vinciamo solo se
impariamo a morire a noi stessi. Non cadiamo nella seduzione "sarete
come Dio".
Il nostro vero nemico non sono gli alieni dai quali Superman ci può
salvare. Non è un superuomo che ci può salvare. Perché il vero nemico
è il nostro peccato. È il nostro peccato che ci punisce. E l'uomo
perfetto non è venuto a sconfiggere il nostro peccato con i suoi
superpoteri ma con la propria morte. Anche noi vinciamo solo se
impariamo a morire a noi stessi. Non cadiamo nella seduzione "sarete
come Dio".
domenica 17 novembre 2013
Donare
Marco 12:42-13:10
Ed una povera vedova venne, e vi gettò due spiccioli, che sono un quattrino. E Gesù, chiamati a sè i suoi discepoli, disse loro:Io vi dico in verità, che questa povera vedova ha gettato più di tutti quanti hanno gettato nella cassa delle offerte. Poichè tutti gli altri vi hanno gettato di ciò che soprabbonda loro; ma essa, della sua inopia, vi ha gettato tutto ciò ch'ella avea, tutta la sua sostanza. E COME egli usciva del tempio, uno de 'suoi discepoli gli disse:Maestro, vedi quali pietre, e quali edifici! E Gesù, rispondendo, gli disse:Vedi tu questi grandi edifici? ei non sarà lasciata pietra sopra pietra, che non sia diroccata. Poi, sedendo egli sopra il monte degli Ulivi, di rincontro al tempio, Pietro, e Giacomo, e Giovanni, e Andrea lo domandarono in disparte, dicendo: Dicci, quando avverranno queste cose? e qual sarà il segno del tempo, nel quale tutte queste cose avranno fine?
E Gesù, rispondendo loro, prese a dire:Guardate che nessun vi seduca. Perciocchè molti verranno sotto il mio nome, dicendo:Io son desso; e ne sedurranno molti. Ora, quando udirete guerre, e romori di guerre, non vi turbate; perciocchè conviene che queste cose avvengano; ma non sarà ancora la fine. Perciocchè una gente si leverà contro all'altra, ed un regno contro all'altro; e vi saranno tremoti in ogni luogo, e fami, e turbamenti. Queste cose saranno solo principii di dolori; or prendete guardia a voi stessi; perciocchè sarete messi in man de' concistori, e sarete battuti nelle raunanze; e sarete fatti comparire davanti a 'rettori, ed ai re, per cagion mia, in testimonianza a loro. E conviene che prima l'evangelo sia predicato fra tutte le genti.
La vedova mette solo le due lire che aveva per vivere nell'offerta del tempio. Gesù di fronte alla cassa guarda senza tener conto della privacy. Anche oggi è lì a guardare. Ma ciò che vedeva e gli altri no è che quello che metteva erano tutte le sue disponibilità economiche. I farisei danno tanto ma questo tanto è solo il superfluo.
Parleremo di soldi. Due persone sono grandi amici. Quando tocchi i soldi è finita l'amicizia. Per questo è importante affrontare l'argomento con lo spirito di Dio. Due lire agli occhi di Dio possono valere più di mille euro. Lei disse: prima di tutto quello che serve a Dio e se poi avanzerà lo userò per me. I farisei l’esatto contrario. Dio provvederà al mio pane come ha fatto col suo popolo in Egitto. La vedova riponeva la sua fede nel Dio dell'antico testamento che ora era lì a guardarla.
Il discorso di Gesù non sembra toccare i discepoli. All'uscita essi pongono i loro occhi sulla ricchezza del tempio. E Gesù spiega che questa ricchezza sarà distrutta. Grandi dolori attendono Israele. Quando tutto crolla i discepoli sono invitati a vedere i segni precursori. Maremoti, terremoti, ecc. guardate i segni.
Marco 6:35-41
Ed essendo già tardi, i suoi discepoli vennero a lui, e gli dissero:Questo luogo è deserto, e già è tardi. Licenzia questa gente, acciocchè vadano per le villate, e per le castella d'intorno, e si comperino del pane, perciocchè non hanno nulla da mangiare. Ma egli, rispondendo, disse loro:Date lor voi da mangiare. Ed essi gli dissero:Andremmo noi a comperar per dugento denari di pane, e darem loro da mangiare? Ed egli disse loro:Quanti pani avete? andate, e vedete. Ed essi, dopo essersene accertati, dissero:Cinque, e due pesci. Ed egli comandò loro che il facesser tutti coricar sopra l'erba verde, per brigate. Ed essi si coricarono per cerchi, a cento, ed a cinquanta, per cerchio. Poi prese i cinque pani, e i due pesci, e levò gli occhi al cielo, e fece la benedizione; poi ruppe i pani, e li diede a 'suoi discepoli, acciocchè li mettessero davanti a loro:egli spartì eziandio i due pesci a tutti
Gesù nel v.34 vede la gran folla appena sbarcato come pecore senza pastore. Primo punto. Vedere l'uomo come una grande folla che non conosce pastore. Un vero disastro. La prima pecora che vede un grappolo d'uva non pensa alla diarrea che le provocherà e al fatto che tutti la seguiranno e verranno malamente picchiate dal proprietario della vigna.
Il sole sta calando, è in declino. Così le tenebre spirituali di questo mondo avanzano e la notte è vicina. Il mondo è sull'orlo di accogliere l'anticristo e rifiutare il riscatto del Cristo. Ai nostri occhi potrebbe sembrare troppo tardi. È deserto qui: lasciali andare. Non c'era più niente da fare. L'umanità è persa e senza pastore. Eppure non dobbiamo caricare su di essa una doppia responsabilità. Se ne vadano a cercarsi il pane. Vadano a comprarselo da soli. Ma Gesù dice: date voi il pane a loro! Questa è la grande responsabilità della chiesa. Il pane della vita è accessibile anche oggi. Non solo pane spirituale ma anche pane materiale.
Cosa è successo nelle Filippine: possiamo dire se la sono cercata oppure capire che Dio lancia un monito a tutte le nazioni. Per quanto ci riguarda portiamo il pane anche se loro non hanno pensato a portarselo. Duecento denari uguale duecento giorni lavorativi. Per sfamare quella gente ci volevano diecimila euro. Chi ce lì ha? Qui va in crisi la fede dei discepoli. Gesù li fa sedere. Non basta buona volontà e fede ma anche ordine e organizzazione. Tutti siano sfamati. Non chi troppo e chi senza. Dopo aver fatto i gruppi Gesù chiede: cosa avete a disposizione? La buona volontà non basta per sfamare tanta gente con poche cose. La tentazione della situazione nelle Filippine è dire: ecco i giudizi di Dio. Ma Dio dice: date voi il pane. Ma i nostri soldi non bastano. Ma Dio dice: date comunque voi il vostro pane. Quello che hai. Guarda intorno e vedi ciò che devi e puoi fare per fare opere buone prima di tutto verso quelli della casa di Dio. Vedo le Filippine. Voglio aiutare. In primo luogo il popolo di Dio in quel luogo. Non hanno case. Non hanno più sale. Iniziamo ad aiutarli. Non compro caffè e vestiti ma dono affinché il mio fratello possa vestirsi. Invece di comprare il terzo pantalone darò al fratello bisognoso. Non daremo la nostra offerta a qualsiasi missione e non vogliamo che tutti lo sappiano. Questo spirito ci viene richiesto ogni settimana ogni domenica. Non aspettate il bisogno. Ma ogni primo giorno della settimana raccogliete per la necessità. Il disastro è un ricordo affinchè doniamo. C'è più gioia nel dare che nel ricevere. Perché quando dai prendi consapevolezza di quanto hai ricevuto da Dio. Ciascuno. Se oggi siamo in trenta in questa sala, tutti e trenta. Anche se la sola tua entrata è la mancetta. O se sei adulto e sei in crisi. Siamo tutti in crisi. Anche la vedova era in crisi. Ma non di fede. Ella era fedele ogni settimana. Svegliamoci ogni domenica con un promemoria che dice: prepara la tua offerta. Sii fedele. Quanto hai ricevuto oggi? Impara a donare e non scaricarti sul tuo prossimo. Metti a disposizione. La vedova non aveva nessun debito. La scrittura non ama il debito. Chi non ha debito è libero.
Andate e vedete. Informatevi tramite i fratelli dei veri bisogni. Non tramite i mass media ma tramite fratelli di fiducia. Ed a questi daremo la nostra partecipazione e fiducia.
Dio potrebbe fare tutto da solo. Ma ci dice: fatelo voi! Oltre alla decima nell'antico testamento c'erano anche le offerte volontarie extra. Queste sono le offerte volontarie che doneremo per aiutare i nostri fratelli nelle Filippine. Onoriamo Dio con i nostri beni!
domenica 10 novembre 2013
Ebrei 13:8-15
Ebrei 13:8-15
Non troviamo conforto nel cuore per l'osservanza di leggi o
prescrizioni. Noi abbiamo un altare che è Gesù Cristo. Chi si basa
sulla legge non ha diritto ad accostarsi. Solo il suo sangue santifica
il popolo. Egli ha portato la vergogna. Anche noi usciamo
dall'accampamento che è il nostro mondo per andare a Gesù al quale
siamo legati e uniti. La nostra città è nel futuro. Quando Gesù
tornerà.
Non troviamo conforto nel cuore per l'osservanza di leggi o
prescrizioni. Noi abbiamo un altare che è Gesù Cristo. Chi si basa
sulla legge non ha diritto ad accostarsi. Solo il suo sangue santifica
il popolo. Egli ha portato la vergogna. Anche noi usciamo
dall'accampamento che è il nostro mondo per andare a Gesù al quale
siamo legati e uniti. La nostra città è nel futuro. Quando Gesù
tornerà.
Il membro il più difficile da controllare
Il membro il più difficile da controllare seconda parte. La lingua
supera tutti i membri difficili. Essa può fare danni irreparabili. Un
mondo di iniquità. Fin da quando Adamo ed Eva credettero alla lingua
bugiarda di Satana. Dio ha dotato l'uomo della capacità di esprimersi.
La lingua è per la gloria di Dio in vista di Cristo. Per questo Satana
incita presto Eva alla parola. In Efesini parliamo della semplicità di
Cristo. Se la mia conoscenza è filosofica o scientifica allora Gesù è
lontano. Ma nella semplicità anche i bambini si accostano a lui.
Davanti alla donna adultera i primi ad andarsene furono gli anziani e
gli ultimi i più giovani pronti ad ascoltare fino alla fine la parola
irresistibile di Gesù. Efesini 4:25-32.
V.25 bandire la menzogna e dire la verità. Nell'Eden è evidente il
contrasto tra menzogna e verità. La verità nella bocca del bugiardo
produce rovina. Satana manipola la parola di Dio. Eva si lascia
ingannare. Cosa successe dopo? Immaginiamo la reazione di Satana e dei
suoi demoni. Di Dio e di tutti gli angeli. I primi giubilano per la
vittoria schernendo Dio nel mondo della tenebre perché Eva ha creduto
alla menzogna. Il conflitto è dunque nel mondo invisibile per il
trionfo della menzogna. Abbiamo separato Dio dall'uomo suo figliolo.
Ma Paolo ci esorta a bandire la menzogna nel modo più assoluto. Non
solo l'opposto della verità ma anche la verità per sostenere la
menzogna (salmo 139). Il credente ad un certo punto decide a bandire
tutto ciò che non ha a che fare con la pura verità. Ciascuno dica la
verità al suo prossimo perché siamo membra. La verità ci unisce ad
uno stesso corpo. Un corpo ben unito non è gradito al nemico.
Nessuna parola cattiva ma solo parole che edifichino secondo il
bisogno e non col copia incolla. La parola edificante conferisce
grazia anche se riprende. Dio giudica e non condanna subito. Egli
giudica il nostro comportamento ma ci condannerà solo nel giorno del
giudizio sulla base del sangue di Cristo.
Nessuna parola volgare, la perversità. Di solito la volgarità è legata
al mondo perverso soprattutto se siamo uniti a Dio. Parole di cui una
volta ci si vergognava ed oggi si accettano senza tabù. Le parole
sciocche sono l'ironia e non capisci cosa è vero e cosa e falso e poi
dici ma scherzavo. Ma è l'uomo perverso che dice l'avevo detto per
scherzo. Che bella la parola schietta e pulita. Molti non comprendono
la schiettezza della parola perché non riescono a trovarne un secondo
fine. Ma i santo devono avere un linguaggio simile al suo. Parlerei
nello stesso modo se avessi di fronte fisicamente Gesù. Parlerei allo
stesso modo se stessi parlando a Gesù. Essere amici non vuol dire
mancare di rispetto. A volte risiamo pure di argomenti biblici.
Colossesi 4:5-6. Il processo di santificazione nel parlare e richiesto
al credente. Grazia non significa accarezzare nel senso del pelo o
lodare. L'amico non è quello che loda oggi ma la correzione che domani
riconoscerò come elemento importante per la mia santificazione. Come
posso capire la grazia? In me mi faccio grazia quando mi fa comodo. Ma
solo guardando Cristo capiamo la grazia e di conseguenza moderiamo il
nostro parlare perché sia salato ma solo quanto basta. Imitiamo Gesù
in modo legittimo. Non parlando tanto. Nè poco. Ma quanto basta. Devo
sapere cosa l'altro ha bisogno. Parlare richiede preparazione. Non
solo nell'insegnamento ma anche tra noi. Quando non sono sicuro di una
cosa è meglio dire non lo so che inventare.
Geremia 18:18 venite attacchiamolo con la lingua. È meglio con la
lingua che no finiamo in carcere.
La bocca adulatrice produce rovina. La parola dolce produce vita. Come
diciamo conta quanto cosa diciamo. Moriranno tutti i tuoi famigliari e
poi anche tu. Oppure tu sarai l'ultimo a morire tra tutti i tuoi
famigliari. L'informazione è la stessa ma con un approccio totalmente
diverso. E così diverso sarà il feedback del nostro ascoltatore.
1Timoteo 5:13-15
In questo esempio giovani donne vanno in giro a fare le pettegole ed
essere curiose. Se ti dico una cosa strana su un fratello tu aspetti
con ansia la frase successiva. La pettegola arriva dall'ozio. Troppo
tempo libero. Bisogna lavorare. Svegliarsi presto. Lavorare. E posso
pettegolare anche online. Molto velocemente. Occhio gente!
Anche con lo scrivere possiamo parlare.
Isaia 50:4-6
supera tutti i membri difficili. Essa può fare danni irreparabili. Un
mondo di iniquità. Fin da quando Adamo ed Eva credettero alla lingua
bugiarda di Satana. Dio ha dotato l'uomo della capacità di esprimersi.
La lingua è per la gloria di Dio in vista di Cristo. Per questo Satana
incita presto Eva alla parola. In Efesini parliamo della semplicità di
Cristo. Se la mia conoscenza è filosofica o scientifica allora Gesù è
lontano. Ma nella semplicità anche i bambini si accostano a lui.
Davanti alla donna adultera i primi ad andarsene furono gli anziani e
gli ultimi i più giovani pronti ad ascoltare fino alla fine la parola
irresistibile di Gesù. Efesini 4:25-32.
V.25 bandire la menzogna e dire la verità. Nell'Eden è evidente il
contrasto tra menzogna e verità. La verità nella bocca del bugiardo
produce rovina. Satana manipola la parola di Dio. Eva si lascia
ingannare. Cosa successe dopo? Immaginiamo la reazione di Satana e dei
suoi demoni. Di Dio e di tutti gli angeli. I primi giubilano per la
vittoria schernendo Dio nel mondo della tenebre perché Eva ha creduto
alla menzogna. Il conflitto è dunque nel mondo invisibile per il
trionfo della menzogna. Abbiamo separato Dio dall'uomo suo figliolo.
Ma Paolo ci esorta a bandire la menzogna nel modo più assoluto. Non
solo l'opposto della verità ma anche la verità per sostenere la
menzogna (salmo 139). Il credente ad un certo punto decide a bandire
tutto ciò che non ha a che fare con la pura verità. Ciascuno dica la
verità al suo prossimo perché siamo membra. La verità ci unisce ad
uno stesso corpo. Un corpo ben unito non è gradito al nemico.
Nessuna parola cattiva ma solo parole che edifichino secondo il
bisogno e non col copia incolla. La parola edificante conferisce
grazia anche se riprende. Dio giudica e non condanna subito. Egli
giudica il nostro comportamento ma ci condannerà solo nel giorno del
giudizio sulla base del sangue di Cristo.
Nessuna parola volgare, la perversità. Di solito la volgarità è legata
al mondo perverso soprattutto se siamo uniti a Dio. Parole di cui una
volta ci si vergognava ed oggi si accettano senza tabù. Le parole
sciocche sono l'ironia e non capisci cosa è vero e cosa e falso e poi
dici ma scherzavo. Ma è l'uomo perverso che dice l'avevo detto per
scherzo. Che bella la parola schietta e pulita. Molti non comprendono
la schiettezza della parola perché non riescono a trovarne un secondo
fine. Ma i santo devono avere un linguaggio simile al suo. Parlerei
nello stesso modo se avessi di fronte fisicamente Gesù. Parlerei allo
stesso modo se stessi parlando a Gesù. Essere amici non vuol dire
mancare di rispetto. A volte risiamo pure di argomenti biblici.
Colossesi 4:5-6. Il processo di santificazione nel parlare e richiesto
al credente. Grazia non significa accarezzare nel senso del pelo o
lodare. L'amico non è quello che loda oggi ma la correzione che domani
riconoscerò come elemento importante per la mia santificazione. Come
posso capire la grazia? In me mi faccio grazia quando mi fa comodo. Ma
solo guardando Cristo capiamo la grazia e di conseguenza moderiamo il
nostro parlare perché sia salato ma solo quanto basta. Imitiamo Gesù
in modo legittimo. Non parlando tanto. Nè poco. Ma quanto basta. Devo
sapere cosa l'altro ha bisogno. Parlare richiede preparazione. Non
solo nell'insegnamento ma anche tra noi. Quando non sono sicuro di una
cosa è meglio dire non lo so che inventare.
Geremia 18:18 venite attacchiamolo con la lingua. È meglio con la
lingua che no finiamo in carcere.
La bocca adulatrice produce rovina. La parola dolce produce vita. Come
diciamo conta quanto cosa diciamo. Moriranno tutti i tuoi famigliari e
poi anche tu. Oppure tu sarai l'ultimo a morire tra tutti i tuoi
famigliari. L'informazione è la stessa ma con un approccio totalmente
diverso. E così diverso sarà il feedback del nostro ascoltatore.
1Timoteo 5:13-15
In questo esempio giovani donne vanno in giro a fare le pettegole ed
essere curiose. Se ti dico una cosa strana su un fratello tu aspetti
con ansia la frase successiva. La pettegola arriva dall'ozio. Troppo
tempo libero. Bisogna lavorare. Svegliarsi presto. Lavorare. E posso
pettegolare anche online. Molto velocemente. Occhio gente!
Anche con lo scrivere possiamo parlare.
Isaia 50:4-6
giovedì 7 novembre 2013
Romani 2:1-29
Romani 2:1-29
A chi sta parlando Paolo? Prima ha lodato i romani per la loro fede
divulgata a a tutto il mondo. Dall'altra questo passo così duro a chi
è rivolto? Egli non parla solo alla chiesa di Roma. Ma a tutti i
romani perché egli desiderava predicare il suo vangelo a tutta Roma
col sostegno della chiesa. Così per tutta la lettera egli parla sia
alla chiesa a tratti sia ai pagani in altri passi. Capiamo che
l'annuncio del vangelo non è solo la morte e la resurrezione di
Cristo. Davanti alle persone fortemente religiose Paolo tocca un tasto
diverso. Quello della legge. Il vangelo è semplice ma non banale.
Qualcuno certe cose le sa. I religiosi vanno colpiti sulla legge e la
giustificazione. Tu stabilisci che la legge è buona infatti giudichi
gli altri però la trasgredisci nei fatti. Tu sbagli a giudicare v.1.
Dio no v.2 perché giustizia e verità sono le basi del suo trono.
Giudicare l'uomo porta l'uomo ad illudersi di essere migliore
dell'altro e quindi di essere in grado di scampare l'ira di Dio. Ma
nel giudizio di Dio v.4 c'è pazienza e benignità. Il suo giudizio non
è ancora condanna ma è per portare l'uomo a ravvedimento. L'uomo
invece quando giudica condanna. L'uomo giudica per annegare. Dio per
portare a riva e salvare. C'è differenza tra condannare un
comportamento e una persona.
Dio manifesterà la pienezza della sua ora solo nel giorno del giudizio
v.5. Coloro che erano pronti a lapidare la donna adultera l'avevano
già condannata. Gesù condanna il suo peccato ma redime la donna. Il
cuore della donna non era impenitente. Quello di questi giudei invece
si. Quello sarà il giorno del giudizio per le opere di ciascuno. È
così? 7 e 8 ci spiegano che chi anela alla vita eterna, ubbidisce alla
verità e di conseguenza compie le opere. O ubbidisci alla verità o
obbedisci all'ingiustizia. Non esiste giustizia al di fuori della
verità.
Ogni uomo ha una coscienza. Non esiste uomo che non sappia che
uccidere rubare prendere la moglie altrui sia sbagliato. Questo lo
rende ancora più responsabile se anche non avesse mai conosciuto la
legge scritta di Dio. Se riuscisse a far tutto quello che la coscienza
gli chiede sarebbe salvato. Ma esiste un tale uomo? No giudeo o pagano
siamo tutti privi della gloria di Dio. V.16 la coscienza registra
tutti i segreti e tutto sarà mese in luce al suo ritorno. Secondo il
suo vangelo. Paolo si immedesima con le sofferenze di Cristo come se
il vangelo fosse suo ma anche che egli ne è partecipe. Come dire è la
mia chiesa. Il vangelo a cui ho aderito. I pensieri si accusano e si
scusano e l'uomo crea dei dialoghi interni e poi arriva a vani
ragionamenti. Solo Cristo può nettare la nostra coscienza. Tutto si
vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini.
A chi sta parlando Paolo? Prima ha lodato i romani per la loro fede
divulgata a a tutto il mondo. Dall'altra questo passo così duro a chi
è rivolto? Egli non parla solo alla chiesa di Roma. Ma a tutti i
romani perché egli desiderava predicare il suo vangelo a tutta Roma
col sostegno della chiesa. Così per tutta la lettera egli parla sia
alla chiesa a tratti sia ai pagani in altri passi. Capiamo che
l'annuncio del vangelo non è solo la morte e la resurrezione di
Cristo. Davanti alle persone fortemente religiose Paolo tocca un tasto
diverso. Quello della legge. Il vangelo è semplice ma non banale.
Qualcuno certe cose le sa. I religiosi vanno colpiti sulla legge e la
giustificazione. Tu stabilisci che la legge è buona infatti giudichi
gli altri però la trasgredisci nei fatti. Tu sbagli a giudicare v.1.
Dio no v.2 perché giustizia e verità sono le basi del suo trono.
Giudicare l'uomo porta l'uomo ad illudersi di essere migliore
dell'altro e quindi di essere in grado di scampare l'ira di Dio. Ma
nel giudizio di Dio v.4 c'è pazienza e benignità. Il suo giudizio non
è ancora condanna ma è per portare l'uomo a ravvedimento. L'uomo
invece quando giudica condanna. L'uomo giudica per annegare. Dio per
portare a riva e salvare. C'è differenza tra condannare un
comportamento e una persona.
Dio manifesterà la pienezza della sua ora solo nel giorno del giudizio
v.5. Coloro che erano pronti a lapidare la donna adultera l'avevano
già condannata. Gesù condanna il suo peccato ma redime la donna. Il
cuore della donna non era impenitente. Quello di questi giudei invece
si. Quello sarà il giorno del giudizio per le opere di ciascuno. È
così? 7 e 8 ci spiegano che chi anela alla vita eterna, ubbidisce alla
verità e di conseguenza compie le opere. O ubbidisci alla verità o
obbedisci all'ingiustizia. Non esiste giustizia al di fuori della
verità.
Ogni uomo ha una coscienza. Non esiste uomo che non sappia che
uccidere rubare prendere la moglie altrui sia sbagliato. Questo lo
rende ancora più responsabile se anche non avesse mai conosciuto la
legge scritta di Dio. Se riuscisse a far tutto quello che la coscienza
gli chiede sarebbe salvato. Ma esiste un tale uomo? No giudeo o pagano
siamo tutti privi della gloria di Dio. V.16 la coscienza registra
tutti i segreti e tutto sarà mese in luce al suo ritorno. Secondo il
suo vangelo. Paolo si immedesima con le sofferenze di Cristo come se
il vangelo fosse suo ma anche che egli ne è partecipe. Come dire è la
mia chiesa. Il vangelo a cui ho aderito. I pensieri si accusano e si
scusano e l'uomo crea dei dialoghi interni e poi arriva a vani
ragionamenti. Solo Cristo può nettare la nostra coscienza. Tutto si
vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini.
domenica 3 novembre 2013
Luca 12:49-53
Luca 12:49-53
Gesù è chiaro. Egli è venuto ad accendere un fuoco cioè un giudizio. È
acceso e non vedo l'ora che finisca. Affettiamo. La sofferenza non
piace. Egli non corregge volentieri ma lo deve fare per il bene e non
vede l'ora che finisca. Infatti c'è un battesimo che deve avvenire.
Questo battesimo è l'immersione nella morte di Gesù sul Golgota.
Battesimo = immersione. E sono angosciato non nel senso di Luca 2 ma
nel senso che qualcosa pressa Gesù interiormente. Matteo 25 si parla
dell'angoscia delle nazioni. Una pressione interiore che si vive nella
sofferenza. Il dolore è anticipato. Egli vive già le sofferenze della
croce. Egli ha subito il primo taglio di tralcio prima di noi. Egli è
nel frantoio che pressa le ulive per farne uscire dell'olio. Questo
provoca divisione. Le persone erano normalmente di cinque persone. Due
contro tre. Beato colui che è innestato in Cristo e tramite la
sofferenza può portare frutto.
Gesù è chiaro. Egli è venuto ad accendere un fuoco cioè un giudizio. È
acceso e non vedo l'ora che finisca. Affettiamo. La sofferenza non
piace. Egli non corregge volentieri ma lo deve fare per il bene e non
vede l'ora che finisca. Infatti c'è un battesimo che deve avvenire.
Questo battesimo è l'immersione nella morte di Gesù sul Golgota.
Battesimo = immersione. E sono angosciato non nel senso di Luca 2 ma
nel senso che qualcosa pressa Gesù interiormente. Matteo 25 si parla
dell'angoscia delle nazioni. Una pressione interiore che si vive nella
sofferenza. Il dolore è anticipato. Egli vive già le sofferenze della
croce. Egli ha subito il primo taglio di tralcio prima di noi. Egli è
nel frantoio che pressa le ulive per farne uscire dell'olio. Questo
provoca divisione. Le persone erano normalmente di cinque persone. Due
contro tre. Beato colui che è innestato in Cristo e tramite la
sofferenza può portare frutto.
Giovanni 15:1-17
Giovanni 15:1-17
Siamo veramente pieni di gioia e pronti per il ritorno di Cristo? Il
versetto 2 ci parla di potatura. Accorciare il ramo per taglio evoca
il dolore ma è qualcosa di positivo per il vantaggio della salute
della vite. Il termine potare può essere reso anche come pulire e
purgare per portare grappoli forti e succosi. La funzione dei tralci è
sorreggere grossi grappoli d'uva. Questa forza si crea con la potatura
che rende i tralci idonei a sorreggere i frutti. Questa metafora è per
la chiesa. Noi siamo tralci della vite di Cristo. Romani 5:1-5. Nel
versetto tre e quattro ci si dice che la sofferenza serve e fa parte
della nostra vita. Abbiamo la tendenza a minimizzare i nostri peccati
ricorrenti quando invece sono proprio quelli che ci portano alla
sterilità spirituale. Ebrei 12:4-8. Il viticoltore conosce lo stato
dei tralci. Madre pietosa fa figli rognosi. Quando manca l'attitudine
alla correzione dei fanciulli i figli crescono male. Galati 5:22 ci
parla dei frutti dello Spirito. Esistono due tipi di tralci: quello
che non fa frutto va tolto. Quello che porta frutto va tagliato perché
ne faccia molto di più. Ogni tralcio che non vuole portare frutto in
me. Chiunque si dichiara cristiano ma non ha mai sperimentato la
salvezza di Cristo. Cerca il proprio vantaggio personale e non porta
frutto. Vuole salvare la sua vita e la perderà. Ma chi la perderà per
me la guadagnerà. Dove sta Gesù nella tua vita? Se non siamo uniti a
Cristo tutti i nostri sforzi per portare frutto sono inutili. Il
Cristiano resta unito a Cristo per scelta e se ne prende la
responsabilità. Il Padre è glorificato quando portiamo molto frutto.
Giovanni 14:15,24. Gesù vive in obbedienza al Padre. Siamo invitati a
seguire il suo esempio. Non costretto o obbligato. In totale amore del
figlio per il padre e viceversa. Gesù parla del mio comandamento. Uno
solo. Amare Dio e il prossimo come Gesù ha donato a noi fino
all'ultima goccia del suo sangue per la nostra salvezza. L'obbiettivo
suo è che andiamo e non semplicemente essere ripieni di conoscenza da
condividere solo nell'ambiente di chiesa. Il buon seme che ha
trasformato le nostre vite va seminato. È le pianticelle che
cresceranno curate. Per ben tre volte nel capitolo 15 ribadisce le sue
promesse che non siamo soli è Dio che apre le menti di coloro che
ascoltano quelli che sono mandati a seminare.
Siamo veramente pieni di gioia e pronti per il ritorno di Cristo? Il
versetto 2 ci parla di potatura. Accorciare il ramo per taglio evoca
il dolore ma è qualcosa di positivo per il vantaggio della salute
della vite. Il termine potare può essere reso anche come pulire e
purgare per portare grappoli forti e succosi. La funzione dei tralci è
sorreggere grossi grappoli d'uva. Questa forza si crea con la potatura
che rende i tralci idonei a sorreggere i frutti. Questa metafora è per
la chiesa. Noi siamo tralci della vite di Cristo. Romani 5:1-5. Nel
versetto tre e quattro ci si dice che la sofferenza serve e fa parte
della nostra vita. Abbiamo la tendenza a minimizzare i nostri peccati
ricorrenti quando invece sono proprio quelli che ci portano alla
sterilità spirituale. Ebrei 12:4-8. Il viticoltore conosce lo stato
dei tralci. Madre pietosa fa figli rognosi. Quando manca l'attitudine
alla correzione dei fanciulli i figli crescono male. Galati 5:22 ci
parla dei frutti dello Spirito. Esistono due tipi di tralci: quello
che non fa frutto va tolto. Quello che porta frutto va tagliato perché
ne faccia molto di più. Ogni tralcio che non vuole portare frutto in
me. Chiunque si dichiara cristiano ma non ha mai sperimentato la
salvezza di Cristo. Cerca il proprio vantaggio personale e non porta
frutto. Vuole salvare la sua vita e la perderà. Ma chi la perderà per
me la guadagnerà. Dove sta Gesù nella tua vita? Se non siamo uniti a
Cristo tutti i nostri sforzi per portare frutto sono inutili. Il
Cristiano resta unito a Cristo per scelta e se ne prende la
responsabilità. Il Padre è glorificato quando portiamo molto frutto.
Giovanni 14:15,24. Gesù vive in obbedienza al Padre. Siamo invitati a
seguire il suo esempio. Non costretto o obbligato. In totale amore del
figlio per il padre e viceversa. Gesù parla del mio comandamento. Uno
solo. Amare Dio e il prossimo come Gesù ha donato a noi fino
all'ultima goccia del suo sangue per la nostra salvezza. L'obbiettivo
suo è che andiamo e non semplicemente essere ripieni di conoscenza da
condividere solo nell'ambiente di chiesa. Il buon seme che ha
trasformato le nostre vite va seminato. È le pianticelle che
cresceranno curate. Per ben tre volte nel capitolo 15 ribadisce le sue
promesse che non siamo soli è Dio che apre le menti di coloro che
ascoltano quelli che sono mandati a seminare.
domenica 27 ottobre 2013
Matteo 27:11-14
Matteo 27:11-14
C'è un tempo per parlare e uno per tacere. Questo era il tempo di
tacere. Solo sette frasi sulla croce tra cui "padre perdona loro
perché non sanno quello che fanno". Noi sappiamo che egli moriva per
noi che non eravamo consapevoli del nostro peccato. Ma egli moriva per
noi. Egli ci ama e ci perdona. Egli ci ama. Noi non siamo degni Gesù
ma grazie che tu lo sei!
C'è un tempo per parlare e uno per tacere. Questo era il tempo di
tacere. Solo sette frasi sulla croce tra cui "padre perdona loro
perché non sanno quello che fanno". Noi sappiamo che egli moriva per
noi che non eravamo consapevoli del nostro peccato. Ma egli moriva per
noi. Egli ci ama e ci perdona. Egli ci ama. Noi non siamo degni Gesù
ma grazie che tu lo sei!
La lingua
La lingua
Il libro che più parla della lingua è i proverbi.
Partiamo da Giacomo 3:1-12
L'unico perfetto nel parlare era Gesù.
La lingua è il più potente organo nel nostro corpo perché influenza
gli altri. È nessun organo è così potente da poter essere utilizzato
da Satana per sedurre intere generazioni con filosofi, false dottrine,
guerre. L'uomo si differenzia dall'animale proprio tramite il
linguaggio. L'uomo è stato creato per parlare di Dio ed egli ha il
logos di Dio per esprimersi alla lode di Dio. Un messaggio
intelligente per edificare. Ma anche per distruggere. Una spada che
trafigge e fa del male. Distruggiamolo con la nostra lingua affinché
la gente non creda alle sua parole dicevano i nemici di Geremia. Atti
4:16-20 i sacerdoti non gradivano si parlasse di Gesù. E che facessero
proselitismo. Cosa che anche il capo della chiesa romana ha condannato
in questi giorni. Annunziare la salvezza è vietato. Chi innalza la sua
fede in realtà da effetto contrario alla propria fede provocando
sospetto e divisioni dice l'autore di un libro. Ma questo è un inganno
predicato da chi ruba bambini fin dalla nascita. La seduzione è
grande. Ma chi può resistere è solo chi legge la Bibbia tutti i
giorni. Seriamente. L'inganno è alle porte e i primi attaccati sono i
fratelli nelle chiese. Solo la lettura della parola di Dio ci preserva
dalla seduzione. E satana fa di tutto per togliere la spada da mezzo
al popolo. Ci alzeremo domani presto per leggere e meditare. Cosa
facciamo appena svegli. Accendiamo radio e tv o meditiamo la sua
parola?
Quali scuse portiamo davanti a Dio per non leggere, non frequentare le
riunioni. Ci ricordiamo dei nostri fratelli del passato che si
radunavano nelle catacombe o si presentavano nell'arena dei leoni
perché amavano Cristo. Ti seguirò fino alla fine dice Pietro. Anche
noi lo pensiamo?
L'unico modo per non essere deboli è leggere leggere leggere. Almeno
un capitolo al giorno. Quando il mondo parla egli sa parlare è
preparato e pronto a sedurre. Noi non abbiamo oratori ma il Logos.
Questa è la realtà.
Atti 7:11
Dopo aver messo a tacere il popolo di Dio tagliandoci la lingua, la
seconda strategia di satana è la calunnia. I credenti sono accusati di
maldicenza verso Mosè e verso i profeti. Eppure Stefano non era
maestro ma servitore e quando parlava dava fastidio.
La calunnia può arrivare da fuori ma anche dall'interno nella chiesa.
Se questa le da spazio. Questa calunnia ha causato la morte di
Stefano. La lingua a disposizione del nemico è mortale.
Matteo 26:69-74
Ecco come Pietro va con Gesù fino alla morte. Pietro parlava come
Gesù. Ma lo rinnega. Nonostante le sue promesse del passato. Qual è il
nostro accento spirituale? Veniamo riconosciuti come discepoli di
Gesù. La nostra eredità linguistica è ricca di parolacce che vengono
dal mondo. Oppure parlino in evangelichese. Ma il Logos il linguaggio
vero di Gesù si fa notare dal mondo. Profonde. Sciolgono il ghiaccio e
danno sapore. Più la leggiamo e più farà parte del nostro bagaglio
espressivo. Una lingua santificata. Da genesi tre la lingua diventa il
mondo dell'iniquità. La nostra lingua deve esprimere il riscatto di
Gesù. Santificata dal sangue dell'agnello. Dall'abbondanza del cuore
la lingua parla. Rivela ciò che viviamo dentro. In chiesa non abbiamo
da pregare poi usciamo e la nostra bocca non si chiude con gli altri.
Apocalisse 13:14-15
La bestia che sale dalla terra seduce con prodigi erigendo un'immagine
ferita che torna alla vita. Terribile quello che avverrà. Miracoli.
Resurrezione. Un'immagine che parla. Con il messaggio finale.
Richiesta obbligatoria di adorazione a lui. Satana parla e ha molti
strumenti. Sapienti plurilaureati e riconosciuti da tutti. Ma i
credenti devono chiudere la bocca. Cosa ostacola la nostra lingua dal
parlare. Gesù tornerà con una spada che esce dalla sua bocca. E noi
gli apparteniamo. Stiamo dalla parte del vincitore. Gesù ha avuto la
prima parola alla creazione ed è lui che avrà l'ultima parola alla
fine dell'età presente.
Il libro che più parla della lingua è i proverbi.
Partiamo da Giacomo 3:1-12
L'unico perfetto nel parlare era Gesù.
La lingua è il più potente organo nel nostro corpo perché influenza
gli altri. È nessun organo è così potente da poter essere utilizzato
da Satana per sedurre intere generazioni con filosofi, false dottrine,
guerre. L'uomo si differenzia dall'animale proprio tramite il
linguaggio. L'uomo è stato creato per parlare di Dio ed egli ha il
logos di Dio per esprimersi alla lode di Dio. Un messaggio
intelligente per edificare. Ma anche per distruggere. Una spada che
trafigge e fa del male. Distruggiamolo con la nostra lingua affinché
la gente non creda alle sua parole dicevano i nemici di Geremia. Atti
4:16-20 i sacerdoti non gradivano si parlasse di Gesù. E che facessero
proselitismo. Cosa che anche il capo della chiesa romana ha condannato
in questi giorni. Annunziare la salvezza è vietato. Chi innalza la sua
fede in realtà da effetto contrario alla propria fede provocando
sospetto e divisioni dice l'autore di un libro. Ma questo è un inganno
predicato da chi ruba bambini fin dalla nascita. La seduzione è
grande. Ma chi può resistere è solo chi legge la Bibbia tutti i
giorni. Seriamente. L'inganno è alle porte e i primi attaccati sono i
fratelli nelle chiese. Solo la lettura della parola di Dio ci preserva
dalla seduzione. E satana fa di tutto per togliere la spada da mezzo
al popolo. Ci alzeremo domani presto per leggere e meditare. Cosa
facciamo appena svegli. Accendiamo radio e tv o meditiamo la sua
parola?
Quali scuse portiamo davanti a Dio per non leggere, non frequentare le
riunioni. Ci ricordiamo dei nostri fratelli del passato che si
radunavano nelle catacombe o si presentavano nell'arena dei leoni
perché amavano Cristo. Ti seguirò fino alla fine dice Pietro. Anche
noi lo pensiamo?
L'unico modo per non essere deboli è leggere leggere leggere. Almeno
un capitolo al giorno. Quando il mondo parla egli sa parlare è
preparato e pronto a sedurre. Noi non abbiamo oratori ma il Logos.
Questa è la realtà.
Atti 7:11
Dopo aver messo a tacere il popolo di Dio tagliandoci la lingua, la
seconda strategia di satana è la calunnia. I credenti sono accusati di
maldicenza verso Mosè e verso i profeti. Eppure Stefano non era
maestro ma servitore e quando parlava dava fastidio.
La calunnia può arrivare da fuori ma anche dall'interno nella chiesa.
Se questa le da spazio. Questa calunnia ha causato la morte di
Stefano. La lingua a disposizione del nemico è mortale.
Matteo 26:69-74
Ecco come Pietro va con Gesù fino alla morte. Pietro parlava come
Gesù. Ma lo rinnega. Nonostante le sue promesse del passato. Qual è il
nostro accento spirituale? Veniamo riconosciuti come discepoli di
Gesù. La nostra eredità linguistica è ricca di parolacce che vengono
dal mondo. Oppure parlino in evangelichese. Ma il Logos il linguaggio
vero di Gesù si fa notare dal mondo. Profonde. Sciolgono il ghiaccio e
danno sapore. Più la leggiamo e più farà parte del nostro bagaglio
espressivo. Una lingua santificata. Da genesi tre la lingua diventa il
mondo dell'iniquità. La nostra lingua deve esprimere il riscatto di
Gesù. Santificata dal sangue dell'agnello. Dall'abbondanza del cuore
la lingua parla. Rivela ciò che viviamo dentro. In chiesa non abbiamo
da pregare poi usciamo e la nostra bocca non si chiude con gli altri.
Apocalisse 13:14-15
La bestia che sale dalla terra seduce con prodigi erigendo un'immagine
ferita che torna alla vita. Terribile quello che avverrà. Miracoli.
Resurrezione. Un'immagine che parla. Con il messaggio finale.
Richiesta obbligatoria di adorazione a lui. Satana parla e ha molti
strumenti. Sapienti plurilaureati e riconosciuti da tutti. Ma i
credenti devono chiudere la bocca. Cosa ostacola la nostra lingua dal
parlare. Gesù tornerà con una spada che esce dalla sua bocca. E noi
gli apparteniamo. Stiamo dalla parte del vincitore. Gesù ha avuto la
prima parola alla creazione ed è lui che avrà l'ultima parola alla
fine dell'età presente.
Luca 11:17-24
Luca 11:17-24
Non rallegratevi per le opere potenti che fate nel mio nome ma per il
fatto che i vostro nomi sono scritti nei cieli. Gesù era lì quando
satana é stato scacciato dalla presenza di Dio. Se scaccia satana
tanto più può scacciare i demoni. Esiste un libro sul quale è scritto
il nostro nome e quel libro è nei Cieli.
Gesù loda il Padre perché i suoi discepoli conoscono il Padre e hanno
questo privilegio di conoscere Gesù.
Gesù esulta. Non tutti possono conoscere il padre e il figlio ma solo
quelli che Dio ha scelto. Quale privilegio è il nostro di essere nel
numero di coloro che lo conoscono!
Noi no vediamo Gesù ma crediamo nella sua promessa. Questo è motivo
della nostra gioia ed egli è in mezzo a noi. Lui è. Lui fa. Egli è
nella nostra vita.
Non rallegratevi per le opere potenti che fate nel mio nome ma per il
fatto che i vostro nomi sono scritti nei cieli. Gesù era lì quando
satana é stato scacciato dalla presenza di Dio. Se scaccia satana
tanto più può scacciare i demoni. Esiste un libro sul quale è scritto
il nostro nome e quel libro è nei Cieli.
Gesù loda il Padre perché i suoi discepoli conoscono il Padre e hanno
questo privilegio di conoscere Gesù.
Gesù esulta. Non tutti possono conoscere il padre e il figlio ma solo
quelli che Dio ha scelto. Quale privilegio è il nostro di essere nel
numero di coloro che lo conoscono!
Noi no vediamo Gesù ma crediamo nella sua promessa. Questo è motivo
della nostra gioia ed egli è in mezzo a noi. Lui è. Lui fa. Egli è
nella nostra vita.
domenica 20 ottobre 2013
La prova.
Siamo negli ultimi tempi.
Le notizie sono sempre più strane. La NASA sta provando a portare una
coppia su Marte perché forse in un futuro la terra sarà distrutta e la
razza umana sarà preservata.
La chiesa che ruolo ha in tutto questo? La scuola del signore non si
ferma mai. Perché la chiesa è colonna e sostegno della verità. La
chiesa deve dimostrare questo. E per farlo si deve passare dalla
scuola del Signore. Beato chi sopporta la prova. Non temere quello che
avete da subire. Perché Giacomo nella sofferenza dice di considerare
grande gioia quando siamo in sopportazione di sofferenza? Soldi,
lavoro, relazioni. In ogni prova consideratela una grande gioia. Che
c'è di bello? Nei vangeli leggiamo i paralleli di uno stesso passo:
Matteo 14:22
Marco 6:45
Giovanni 6:16
Come poteva andare il vangelo in tutto il mondo se questi uomini non
fossero maturati? Gesù obbligò a salire su una barca destinata alla
catastrofe. Gesù li volle affrontare una tale situazione. Non è caso o
sfortuna. Tutte le cose cooperano al bene perché diventiamo ad
immagine e somiglianza di Cristo. Per me che meritavo la morte è onore
sopportare la prova perché questo mi permette di assumere la forma di
Cristo. Ecco dove sta la gioia. La prova al lavoro. Come coopera al
bene? Dietro c'è un disegno di Dio che dobbiamo accettare per fede
allo scopo di renderci come il Figlio. Gesù non va sulla barca. Eppure
sale sul monte a pregare per chi è sulla barca. Egli intercede
affinché sostengano la prova e capiscano. Non avete capito i pani?
Allora ripetiamo con un'altra lezione. Una lezione non insegnata è una
lezione ripetuta. Finché non impariamo torneremo alla prova. Costanza
e perseveranza. È nella prova che impari a pregare, ad accettare
consiglio quando fino a ieri non volevi consiglio. La chiesa e i
fratelli ci aiutano in questo. Gesù viene preso per uno spettro.
Signore se sei tu fammi venire con me sulle acque. Che coraggio ebbe
Pietro. Ma fece un errore. Disse se sei tu. Ma nella prova dobbiamo
avere avere la certezza che Egli è ed è il temute attore di coloro che
lo cercano. Io so chi sei. Ebrei 12. Mentre il peccato ci avvolge il
nostro sguardo deve essere fisso a Cristo. Una prova non accettata
diventa una tentazione. Cominciamo a contestare Dio e dobbiamo essere
ripresi come Giobbe. Giobbe che intercede a per i figli. Che cuore!
Eppure egli disse avevo sentito parlare di te ma ora ti conosco.
Giobbe poteva perfezionarsi figuriamoci noi. Gesù sale sulla barca e
SUBITO la barca arriva a riva. In dodici remavano con tutte le loro
forze. Senza Gesù. Che fatica. Poi prendi Gesù sulla tua barca della
prova e la prova è immediatamente superata. La soluzione era così
semplice. Ma noi ci affanniamo nella paura e nell'ansia. Subito
toccano la riva.
Dov'è la gioia di Giacomo? C'è una corona se superi la prova. Che
privilegio. Io non merito questo e se supero la prova ciononostante
avrò una corona. Quale Dio è simile a questo? Nessuno è come lui! Che
onore essere suo.
Il privilegio è anche in 2Corinzi 1. La nostra consolazione sarà
tesoro per consolare tutta la chiesa e chiunque si trova in questa
prova. Dimentica il passato si ma fanne tesoro per la prossima volta.
Gli sputi gli schiaffi e i pugni subiti dagli apostoli li hanno resi
colonne della chiesa di Gerusalemme. Dio va ad Abramo e gli chiede
dammi quell'UNICO figlio che hai. Quello da cui dovevi avere un grande
popolo che benedice le nazioni! Quale battaglia nel cuore di Abramo!
Dio ha cambiato idea? Ma veramente mi stai chiedendo questo. Ma Abramo
obbedisce e si affida alle promesse già ricevute per dire vabbè te lo
do tu solo sai come me lo ridarai. Se mi appoggio sulle promesse di
Dio posso superare ogni cosa. Le prove devono venire. Affinché Dio
regno davvero su noi. Quando ci ha resi strumenti idonei all'opera a
cui siamo destinati. Finché il violino non è perfetto il suo suono non
è adatto. L'oro si mette in padella si scioglie poi l'orafo si
specchia se ancora non si vede bene lo rimette nel forno finché
l'immagine dell'orafo è perfetta i quell'oro. Pregare per tutti i
fratelli nel mondo perché altri fratelli nel mondo stanno vivendo la
stessa prova. Tu l'hai già vissuta prima di me come la si supera
questa prova? Chiedilo al fratello che è passato prima di te. Io credo
io sento io penso. No. Io l'ho passata così e così l'ho superata e
sostenuta. Tutta la gioia è poter deporre le nostre corone ai suoi
piedi. Nessuna scuola è più perfetta della prova di Dio.
Le notizie sono sempre più strane. La NASA sta provando a portare una
coppia su Marte perché forse in un futuro la terra sarà distrutta e la
razza umana sarà preservata.
La chiesa che ruolo ha in tutto questo? La scuola del signore non si
ferma mai. Perché la chiesa è colonna e sostegno della verità. La
chiesa deve dimostrare questo. E per farlo si deve passare dalla
scuola del Signore. Beato chi sopporta la prova. Non temere quello che
avete da subire. Perché Giacomo nella sofferenza dice di considerare
grande gioia quando siamo in sopportazione di sofferenza? Soldi,
lavoro, relazioni. In ogni prova consideratela una grande gioia. Che
c'è di bello? Nei vangeli leggiamo i paralleli di uno stesso passo:
Matteo 14:22
Marco 6:45
Giovanni 6:16
Come poteva andare il vangelo in tutto il mondo se questi uomini non
fossero maturati? Gesù obbligò a salire su una barca destinata alla
catastrofe. Gesù li volle affrontare una tale situazione. Non è caso o
sfortuna. Tutte le cose cooperano al bene perché diventiamo ad
immagine e somiglianza di Cristo. Per me che meritavo la morte è onore
sopportare la prova perché questo mi permette di assumere la forma di
Cristo. Ecco dove sta la gioia. La prova al lavoro. Come coopera al
bene? Dietro c'è un disegno di Dio che dobbiamo accettare per fede
allo scopo di renderci come il Figlio. Gesù non va sulla barca. Eppure
sale sul monte a pregare per chi è sulla barca. Egli intercede
affinché sostengano la prova e capiscano. Non avete capito i pani?
Allora ripetiamo con un'altra lezione. Una lezione non insegnata è una
lezione ripetuta. Finché non impariamo torneremo alla prova. Costanza
e perseveranza. È nella prova che impari a pregare, ad accettare
consiglio quando fino a ieri non volevi consiglio. La chiesa e i
fratelli ci aiutano in questo. Gesù viene preso per uno spettro.
Signore se sei tu fammi venire con me sulle acque. Che coraggio ebbe
Pietro. Ma fece un errore. Disse se sei tu. Ma nella prova dobbiamo
avere avere la certezza che Egli è ed è il temute attore di coloro che
lo cercano. Io so chi sei. Ebrei 12. Mentre il peccato ci avvolge il
nostro sguardo deve essere fisso a Cristo. Una prova non accettata
diventa una tentazione. Cominciamo a contestare Dio e dobbiamo essere
ripresi come Giobbe. Giobbe che intercede a per i figli. Che cuore!
Eppure egli disse avevo sentito parlare di te ma ora ti conosco.
Giobbe poteva perfezionarsi figuriamoci noi. Gesù sale sulla barca e
SUBITO la barca arriva a riva. In dodici remavano con tutte le loro
forze. Senza Gesù. Che fatica. Poi prendi Gesù sulla tua barca della
prova e la prova è immediatamente superata. La soluzione era così
semplice. Ma noi ci affanniamo nella paura e nell'ansia. Subito
toccano la riva.
Dov'è la gioia di Giacomo? C'è una corona se superi la prova. Che
privilegio. Io non merito questo e se supero la prova ciononostante
avrò una corona. Quale Dio è simile a questo? Nessuno è come lui! Che
onore essere suo.
Il privilegio è anche in 2Corinzi 1. La nostra consolazione sarà
tesoro per consolare tutta la chiesa e chiunque si trova in questa
prova. Dimentica il passato si ma fanne tesoro per la prossima volta.
Gli sputi gli schiaffi e i pugni subiti dagli apostoli li hanno resi
colonne della chiesa di Gerusalemme. Dio va ad Abramo e gli chiede
dammi quell'UNICO figlio che hai. Quello da cui dovevi avere un grande
popolo che benedice le nazioni! Quale battaglia nel cuore di Abramo!
Dio ha cambiato idea? Ma veramente mi stai chiedendo questo. Ma Abramo
obbedisce e si affida alle promesse già ricevute per dire vabbè te lo
do tu solo sai come me lo ridarai. Se mi appoggio sulle promesse di
Dio posso superare ogni cosa. Le prove devono venire. Affinché Dio
regno davvero su noi. Quando ci ha resi strumenti idonei all'opera a
cui siamo destinati. Finché il violino non è perfetto il suo suono non
è adatto. L'oro si mette in padella si scioglie poi l'orafo si
specchia se ancora non si vede bene lo rimette nel forno finché
l'immagine dell'orafo è perfetta i quell'oro. Pregare per tutti i
fratelli nel mondo perché altri fratelli nel mondo stanno vivendo la
stessa prova. Tu l'hai già vissuta prima di me come la si supera
questa prova? Chiedilo al fratello che è passato prima di te. Io credo
io sento io penso. No. Io l'ho passata così e così l'ho superata e
sostenuta. Tutta la gioia è poter deporre le nostre corone ai suoi
piedi. Nessuna scuola è più perfetta della prova di Dio.
Salmo 96
Salmo 96
Ancora una volta la Bibbia ci esorta a cantare a Dio. Il motivo
principale è annunciare la sua salvezza. A tutti i popoli. Allora
dobbiamo cantare anche in mezzo alle nazioni. Sull'autobus invece di
mettere le cuffie! Nel versetto 7 del salmo 97 tutti gli dei tutti gli
eloim idoli e demoni saranno costretti a prostrarsi davanti a lui!
Egli è Dio.
Ancora una volta la Bibbia ci esorta a cantare a Dio. Il motivo
principale è annunciare la sua salvezza. A tutti i popoli. Allora
dobbiamo cantare anche in mezzo alle nazioni. Sull'autobus invece di
mettere le cuffie! Nel versetto 7 del salmo 97 tutti gli dei tutti gli
eloim idoli e demoni saranno costretti a prostrarsi davanti a lui!
Egli è Dio.
domenica 13 ottobre 2013
Gesù nostro re
Gesù ha da poco risorto Lazzaro e la sua fama continuava a
diffondersi. Giovanni 12:12-19. La folla veniva non solo per Gesù ma
anche per vedere Lazzaro e il miracolo. Qualcosa cambia in questo
momento. Se fosse arrivata un autorità politica avremmo preso le
bandiere. Essi prendono dei rami di palma simboli di Israele. Una
profezia viene inoltre ripetuto dal salmo 118. I giudei leggevano
spesso questo salmo. Ora riconoscono Gesù come il Messia il re
d'Israele. Poi il puledro d'asina concretizza la parola in Zaccaria
9:9. La gente grida con gioia il messia atteso è arrivato. Il re è
arrivato. Giusto e vittorioso. Il popolo ha visto la sua vittoria sui
demoni le malattie e la morte tramite la resurrezione di Lazzaro. Fino
a questo momento Gesù diceva "non dire nulla a nessuno" come in Marco
1:44 o Matteo 16:20. Gesù accetta ora invece che il popolo lo
riconosca. Questo era il giorno in cui doveva farsi riconoscere
pubblicamente.
Tu hai fatto entrare il re nella tua vita? Quando acclamavano Giulio
Cesare lo facevano perché qualcuno lo aveva stabilito per loro. Ma
quando scegliamo Gesù come re lo facciamo personalmente senza che
nessuno sforzi la nostra mano a farlo. Ringraziamo perché il nostro
Dio è un re meraviglioso che è entrato in modo meraviglioso nella
nostra vita. Per essere il nostro re. Diamo a lui il primo posto nella
nostra vita.
diffondersi. Giovanni 12:12-19. La folla veniva non solo per Gesù ma
anche per vedere Lazzaro e il miracolo. Qualcosa cambia in questo
momento. Se fosse arrivata un autorità politica avremmo preso le
bandiere. Essi prendono dei rami di palma simboli di Israele. Una
profezia viene inoltre ripetuto dal salmo 118. I giudei leggevano
spesso questo salmo. Ora riconoscono Gesù come il Messia il re
d'Israele. Poi il puledro d'asina concretizza la parola in Zaccaria
9:9. La gente grida con gioia il messia atteso è arrivato. Il re è
arrivato. Giusto e vittorioso. Il popolo ha visto la sua vittoria sui
demoni le malattie e la morte tramite la resurrezione di Lazzaro. Fino
a questo momento Gesù diceva "non dire nulla a nessuno" come in Marco
1:44 o Matteo 16:20. Gesù accetta ora invece che il popolo lo
riconosca. Questo era il giorno in cui doveva farsi riconoscere
pubblicamente.
Tu hai fatto entrare il re nella tua vita? Quando acclamavano Giulio
Cesare lo facevano perché qualcuno lo aveva stabilito per loro. Ma
quando scegliamo Gesù come re lo facciamo personalmente senza che
nessuno sforzi la nostra mano a farlo. Ringraziamo perché il nostro
Dio è un re meraviglioso che è entrato in modo meraviglioso nella
nostra vita. Per essere il nostro re. Diamo a lui il primo posto nella
nostra vita.
domenica 6 ottobre 2013
La resurrezione
La resurrezione
Capitolo 15 di prima Corinzi 3-4 12-17
Queste parole che Paolo scrive ai Corinti dovevano suonare come un
avviso molto forte. C'erano tanti che dubitavano della verità e della
potenza della resurrezione. Forse un retaggio di paganesimo. Certe
idee non erano ancora eradicare dalla loro mente. Quando qualcosa non
ci piace proviamo a cambiarla ma non funziona così per la parola di
Dio. Essi pensavano che il fatto riguardasse solo Gesù. Paolo parlò di
resurrezione agli ateniesi e lo presero per pazzo. Anche oggi idee
sbagliate del passato possono influenzare la nostra fede o addirittura
generare idee di sette religiose. Non siamo qui per fare la bella
vita. Il nostro maestro dice guardate come ho vissuto io. Se
l'insegnante è trattato male gli studenti lo saranno in modo peggiore.
La nostra speranza è nella vita eterna. È la che parte la vera vita.
Romani 4:25
La resurrezione di Cristo è la conferma che Dio Padre ha accettato il
sacrificio di Cristo. Questa è conferma di perdono. Se noi speriamo in
Cristo solo per questa vita siamo i più miserabili di tutti gli
uomini. Certezza abbiamo di essere accolti nella sua casa un giorno.
La nostra anima è in perenne ricerca e la soddisfazione viene solo
nell'eternità con Dio. Ma ora Cristo è risuscitato dai morti come
primizia di molti altri fratelli che ora dormono. La verità di questo
versetto è chiarissima. È questa realtà che ci salva. Giovanni 14:2-4.
Io vado a prepararvi un posto per accogliervi presso di me. Primizia
indica essere davanti agli altri all'interno di un gruppo che
condividerà la stessa realtà. La primizia sono i primi frutti di un
grande raccolto. Chi viene resuscitato un vivo o un morto? I morti in
Cristo dormono perché il loro corpo si risveglierà a resurrezione.
Tutta la creazione segue la primizia. Adamo porta la morte. Gesù la
resurrezione. Anche a Adamo fu primizia ma di un gruppo di morti. Gesù
invece è primizia dei risorti. Noi che abbiamo creduto. La nostra
caparra è lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto il giorno della nostra
conversione. Adamo è l'uomo di carne. Da lui abbiamo ereditato la
morte. Ma da Gesù la salvezza e la vita.
Romani 5:10-19
Perché siamo in pericolo ad ogni ora se dopo la fine della vita su
questa terra tutto fosse finito? Io mi metto a morte ogni giorno per
la speranza di Cristo. Certezza di resurrezione e desiderio di stare
con Gesù per l'eternità.
1Corinzi 15:36
Giovanni 12:24
1Corinzi 15:42-49-58
Capitolo 15 di prima Corinzi 3-4 12-17
Queste parole che Paolo scrive ai Corinti dovevano suonare come un
avviso molto forte. C'erano tanti che dubitavano della verità e della
potenza della resurrezione. Forse un retaggio di paganesimo. Certe
idee non erano ancora eradicare dalla loro mente. Quando qualcosa non
ci piace proviamo a cambiarla ma non funziona così per la parola di
Dio. Essi pensavano che il fatto riguardasse solo Gesù. Paolo parlò di
resurrezione agli ateniesi e lo presero per pazzo. Anche oggi idee
sbagliate del passato possono influenzare la nostra fede o addirittura
generare idee di sette religiose. Non siamo qui per fare la bella
vita. Il nostro maestro dice guardate come ho vissuto io. Se
l'insegnante è trattato male gli studenti lo saranno in modo peggiore.
La nostra speranza è nella vita eterna. È la che parte la vera vita.
Romani 4:25
La resurrezione di Cristo è la conferma che Dio Padre ha accettato il
sacrificio di Cristo. Questa è conferma di perdono. Se noi speriamo in
Cristo solo per questa vita siamo i più miserabili di tutti gli
uomini. Certezza abbiamo di essere accolti nella sua casa un giorno.
La nostra anima è in perenne ricerca e la soddisfazione viene solo
nell'eternità con Dio. Ma ora Cristo è risuscitato dai morti come
primizia di molti altri fratelli che ora dormono. La verità di questo
versetto è chiarissima. È questa realtà che ci salva. Giovanni 14:2-4.
Io vado a prepararvi un posto per accogliervi presso di me. Primizia
indica essere davanti agli altri all'interno di un gruppo che
condividerà la stessa realtà. La primizia sono i primi frutti di un
grande raccolto. Chi viene resuscitato un vivo o un morto? I morti in
Cristo dormono perché il loro corpo si risveglierà a resurrezione.
Tutta la creazione segue la primizia. Adamo porta la morte. Gesù la
resurrezione. Anche a Adamo fu primizia ma di un gruppo di morti. Gesù
invece è primizia dei risorti. Noi che abbiamo creduto. La nostra
caparra è lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto il giorno della nostra
conversione. Adamo è l'uomo di carne. Da lui abbiamo ereditato la
morte. Ma da Gesù la salvezza e la vita.
Romani 5:10-19
Perché siamo in pericolo ad ogni ora se dopo la fine della vita su
questa terra tutto fosse finito? Io mi metto a morte ogni giorno per
la speranza di Cristo. Certezza di resurrezione e desiderio di stare
con Gesù per l'eternità.
1Corinzi 15:36
Giovanni 12:24
1Corinzi 15:42-49-58
Marco 8:27-33
Marco 8:27-33
Giovanni 13:6
La cosa curiosa di questi versetti è l'atteggiamento di Pietro. Egli
riconosce in Cristo il Signore e poi si permette di rimproverarlo!
Pietro parlava carnalmente e non spiritualmente. Egli non capiva che
il messia avrebbe dovuto soffrire morire e resuscitare. Il messia deve
liberare Israele e non soffrire! La prima frase è ispirata dal Padre e
la seconda da Satana. Nel giro di pochi secondi! Quante volte
cerchiamo la volontà di Dio lo chiediamo non riceviamo e poi
incolpiamo Dio di quello che facciamo perché non abbiamo ricevuto
quello che volevamo. Spesso rifiutiamo che i fratelli ci lavino i
piedi perché questo ci espone davanti a loro. Egli avrebbe dovuto
pascere il gregge ma non stando davanti al gregge ma lavando i piedi.
Non deve parlare Piero ma deve parlare lo Spirito Santo.
Giovanni 13:6
La cosa curiosa di questi versetti è l'atteggiamento di Pietro. Egli
riconosce in Cristo il Signore e poi si permette di rimproverarlo!
Pietro parlava carnalmente e non spiritualmente. Egli non capiva che
il messia avrebbe dovuto soffrire morire e resuscitare. Il messia deve
liberare Israele e non soffrire! La prima frase è ispirata dal Padre e
la seconda da Satana. Nel giro di pochi secondi! Quante volte
cerchiamo la volontà di Dio lo chiediamo non riceviamo e poi
incolpiamo Dio di quello che facciamo perché non abbiamo ricevuto
quello che volevamo. Spesso rifiutiamo che i fratelli ci lavino i
piedi perché questo ci espone davanti a loro. Egli avrebbe dovuto
pascere il gregge ma non stando davanti al gregge ma lavando i piedi.
Non deve parlare Piero ma deve parlare lo Spirito Santo.
Tito 2:11
Tito 2:11
Poiché la grazia di Dio, salutare per tutti gli uomini, è apparsa e ci
ammaestra a rinunziare all'empietà e alle mondane concupiscenze, per
vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente,
aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro
grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù; il quale ha dato se stesso per
noi al fine di riscattarci da ogni iniquità e di purificarsi un popolo
suo proprio, zelante nelle opere buone. Insegna queste cose, ed esorta
e riprendi con ogni autorità.
Poiché la grazia di Dio, salutare per tutti gli uomini, è apparsa e ci
ammaestra a rinunziare all'empietà e alle mondane concupiscenze, per
vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente,
aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro
grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù; il quale ha dato se stesso per
noi al fine di riscattarci da ogni iniquità e di purificarsi un popolo
suo proprio, zelante nelle opere buone. Insegna queste cose, ed esorta
e riprendi con ogni autorità.
giovedì 3 ottobre 2013
Romani 1:8-16
Romani 1:8-16
Atti 19:1
Romani 15:28
Paolo non era mai stato a Roma ma sperava andarci. Siamo negli anni
56-57 del primo secolo.
La lettera è indirizzata ai Romani. Costoro erano dai pagani ma anche
dai giudei convertiti. Alcuni capitoli sono dedicati ai giudei
convertiti per aiutarli a vivere nella libertà in Cristo.
V. 8-16
La lettera inizia con un ringraziamento a Dio e fa un elogio alla fede
dei Romani. Non è una frase di circostanza come le nostre. Paolo è
convinto che i suoi lettori hanno bisogno di queste informazioni. La
preghiera va fatta a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Gesù passaggio
fondamentale per i giudei convertiti. E Dio per i pagani.
Anche oggi chi si converte dal cattolicesimo si porta dietro nella
fede residui del passato cattolico perché ancora non le abbiamo
capite. Pensiamo a quel primo secolo quale poteva essere la
difficoltà. Paolo non rimprovera ma dice che la fede è divulgata in
tutto il mondo. Benché dopo Paolo dovrà stabilire nella sua lettera la
sana dottrina. Segno che non era comunque così chiara. Anche se non
c'era la Tv la loro fede arrivava per le strade in tutto l'impero
romano. La lettera veniva passata di città in città perché tutte le
chiese la leggessero.
Dio che servo nello spirito. Questo vive Paolo. Il servizio non è
religioso o obbligatorio. Ma è una cosa vissuta intimamente nello
spirito nel suo rapporti con Cristo. Non è fare ma vivere. Il vangelo
è la buona notizia. Ed è del Figlio suo. Ancora un accenno a Gesù. E
prende a testimone Dio. Che coraggio! Noi rispettiamo i nostri impegni
di preghiera richiesti dai fratelli? Eppure egli aveva invece il
coraggio di chiamare Dio a testimone. La sua vita di preghiera era
davvero intensa. In questo aveva preso da Cristo. Prima di scrivere
lettere ricordiamo finché siamo una lettera aperta in Cristo. Ti dico
questo ma Dio è testimone. La fiducia non è una pacca sulla spalla ma
davanti a Dio. Prego per voi e che Dio mi permetta di incontrarvi. Il
mio viaggio. Anche questo lo metto in preghiera per molto tempo. Il
desiderio di Paolo è vivo vuole vedere i fratelli anche quelli che non
conosce perché sa che Cristo è morto per loro è quindi lo ama nello
spirito. Nonostante anche la lo calunniassero. Voleva trasmettere
qualche dono. Non desidera solo stare in loro compagnia ma aiutarli
edificandoli. Il tempo è poco e prezioso. Usiamolo a confrontarci a
vicenda. Egli è un grande eppure anche lui ha bisogno di loro e
desidera essere confortato come un fratello. Altro che pulpito. La
fede è comune. La pasta è la stessa. I romani si sentiranno amati.
Sempre di più il fratello diventa oratore dottore emerito reverendo
ecc. Ma Paolo è solo schiavo e fratello. Carisma è dono. Non è
imporre le mani ma comunicare. Un insegnante impara da un insegnante.
Un pastore da un pastore. Ma solo da chi lo Spirito ha qualificato. Ma
il dono va coltivato e nutrito. E in questo Paolo può aiutare.
Proverbi 27:17
Il ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro.
V.13 perché lo dice? Ci tengo che sappiate che siete importanti per me
ma se non stato da voi è solo perché sono stato impedito e non perché
non volevo. Lo desiderato perché volevo frutto. Frutto di salvezza.
Voglio venire per annunciare con voi il vangelo a Roma ed averne
frutto. Allargherò la visita della chiesa a tutta Roma. Anche i non
credenti. Perché io sono in debito con tutti. Qual è il vangelo?
Quello del v.9. No parla di edificare chiese ma della pressione che ha
nel cuore di annunciare il vangelo. Il v.17 è il cuore della lettera.
Il tema.
1 Co 15
Gesù morto sepolto risorto. Questo è il vangelo e la potenza. Per
tutti. Che tu sia giudeo o greco. Vengo da voi ma desidero con voi
evangelizzare tutti quelli che vi circondano.
Nel vangelo è rivelata la giustizia ecco perché dal è potenza di Dio.
Questa giustizia ha effetto nell'uomo da fede a fede. Per i giudei e
per i pagani la fede è cruciale. Dio muore per i peccatori e quindi
per fare e dare giustizia. In Cristo è dunque manifestata la
giustizia. È la resurrezione è sigillo di successo. Ma l'uomo deve
fare l'atto di fede.
Atti 19:1
Romani 15:28
Paolo non era mai stato a Roma ma sperava andarci. Siamo negli anni
56-57 del primo secolo.
La lettera è indirizzata ai Romani. Costoro erano dai pagani ma anche
dai giudei convertiti. Alcuni capitoli sono dedicati ai giudei
convertiti per aiutarli a vivere nella libertà in Cristo.
V. 8-16
La lettera inizia con un ringraziamento a Dio e fa un elogio alla fede
dei Romani. Non è una frase di circostanza come le nostre. Paolo è
convinto che i suoi lettori hanno bisogno di queste informazioni. La
preghiera va fatta a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Gesù passaggio
fondamentale per i giudei convertiti. E Dio per i pagani.
Anche oggi chi si converte dal cattolicesimo si porta dietro nella
fede residui del passato cattolico perché ancora non le abbiamo
capite. Pensiamo a quel primo secolo quale poteva essere la
difficoltà. Paolo non rimprovera ma dice che la fede è divulgata in
tutto il mondo. Benché dopo Paolo dovrà stabilire nella sua lettera la
sana dottrina. Segno che non era comunque così chiara. Anche se non
c'era la Tv la loro fede arrivava per le strade in tutto l'impero
romano. La lettera veniva passata di città in città perché tutte le
chiese la leggessero.
Dio che servo nello spirito. Questo vive Paolo. Il servizio non è
religioso o obbligatorio. Ma è una cosa vissuta intimamente nello
spirito nel suo rapporti con Cristo. Non è fare ma vivere. Il vangelo
è la buona notizia. Ed è del Figlio suo. Ancora un accenno a Gesù. E
prende a testimone Dio. Che coraggio! Noi rispettiamo i nostri impegni
di preghiera richiesti dai fratelli? Eppure egli aveva invece il
coraggio di chiamare Dio a testimone. La sua vita di preghiera era
davvero intensa. In questo aveva preso da Cristo. Prima di scrivere
lettere ricordiamo finché siamo una lettera aperta in Cristo. Ti dico
questo ma Dio è testimone. La fiducia non è una pacca sulla spalla ma
davanti a Dio. Prego per voi e che Dio mi permetta di incontrarvi. Il
mio viaggio. Anche questo lo metto in preghiera per molto tempo. Il
desiderio di Paolo è vivo vuole vedere i fratelli anche quelli che non
conosce perché sa che Cristo è morto per loro è quindi lo ama nello
spirito. Nonostante anche la lo calunniassero. Voleva trasmettere
qualche dono. Non desidera solo stare in loro compagnia ma aiutarli
edificandoli. Il tempo è poco e prezioso. Usiamolo a confrontarci a
vicenda. Egli è un grande eppure anche lui ha bisogno di loro e
desidera essere confortato come un fratello. Altro che pulpito. La
fede è comune. La pasta è la stessa. I romani si sentiranno amati.
Sempre di più il fratello diventa oratore dottore emerito reverendo
ecc. Ma Paolo è solo schiavo e fratello. Carisma è dono. Non è
imporre le mani ma comunicare. Un insegnante impara da un insegnante.
Un pastore da un pastore. Ma solo da chi lo Spirito ha qualificato. Ma
il dono va coltivato e nutrito. E in questo Paolo può aiutare.
Proverbi 27:17
Il ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro.
V.13 perché lo dice? Ci tengo che sappiate che siete importanti per me
ma se non stato da voi è solo perché sono stato impedito e non perché
non volevo. Lo desiderato perché volevo frutto. Frutto di salvezza.
Voglio venire per annunciare con voi il vangelo a Roma ed averne
frutto. Allargherò la visita della chiesa a tutta Roma. Anche i non
credenti. Perché io sono in debito con tutti. Qual è il vangelo?
Quello del v.9. No parla di edificare chiese ma della pressione che ha
nel cuore di annunciare il vangelo. Il v.17 è il cuore della lettera.
Il tema.
1 Co 15
Gesù morto sepolto risorto. Questo è il vangelo e la potenza. Per
tutti. Che tu sia giudeo o greco. Vengo da voi ma desidero con voi
evangelizzare tutti quelli che vi circondano.
Nel vangelo è rivelata la giustizia ecco perché dal è potenza di Dio.
Questa giustizia ha effetto nell'uomo da fede a fede. Per i giudei e
per i pagani la fede è cruciale. Dio muore per i peccatori e quindi
per fare e dare giustizia. In Cristo è dunque manifestata la
giustizia. È la resurrezione è sigillo di successo. Ma l'uomo deve
fare l'atto di fede.
domenica 29 settembre 2013
I segni di una vera autorità
Matteo 7:28-8:17
Matteo ci dice quello che è Gesù e la sua autorità. Ci parla di
discepolato. Abbiamo due facce della stessa medaglia. Autorità di Gesù
e discepolo che riconoscendola la segue (8). Dio comanda e molti lo
seguono. Dal suo lato dobbiamo ubbidirlo e dal nostro dobbiamo
seguirlo.
Quando Gesù finì i discorsi la folla si stupiva primariamente per la
sua autorità. Il suo insegnamento era un segno. CAP 10 v1 la stessa
autorità viene data ai suoi discepoli. Se noi non rispecchiamo in
questo Cristo la nostra parola sarà vana. Cap9 e altri Matteo cita
diverse volte la parola Autorità di Gesù. Non stiamo incoraggiando
l'autoritarismo ma l'autorità. Noi dobbiamo essere autorevoli con
umiltà come Gesù. La scrittura non sarà credibile se non parliamo con
autorità. Se ciò non avviene le pecore sono sbandate. Gesù ci delega e
noi dobbiamo eseguire. Discepolo è chi segue ascolta e mette in atto
ciò che dice Gesù. Cap9:9 proprio Matteo ha vissuto così il suo
discepolato. Gesù chiama Matteo si alza si converte e lo segue.
Credere significa non solo essere salvati ma seguire Gesù. Matteo era
esattore e questo lavoro è stato interrotto. Il discepolato non è un
extra optional. Bisogna essere salvati poi se ti piace puoi fare di
più. Si dice così. Ma la scrittura ci dice che non c'è differenza tra
salvato e discepolo. Facce della stessa medaglia. Tutto questo deve
essere chiaro fin dall'inizio fin dalla predicazione del vangelo. Chi
si converte deve sapere a cosa va incontro. Alcuni pensano che il
discepolato sia una cosa severa che contrasta con il vangelo. L'amaro
dopo il dolce. Ma non per Matteo questi sono due dolci aspetti della
vita cristiana.
Quale era la natura della sua autorità ?
Gesù scende dalla montagna e incontra un lebbroso. Non gli dice vai a
purificarsi come puoi perché io non ti posso toccare. La legge
condanna l'uomo impuro. Ma Gesù vuole la sua purificazione. Ma per
questo non contraddisse la legge ma lo fece in sottomissione a questa.
Solo la sua attenzione non era sull'impurità ma soprattutto sulla
guarigione. Tali eravate alcuni ma...
Il centurione aveva un servo non utile. Ma Gesù comanda e lo rende
utile al servizio. Lo stesso fa con la suocera. Gesù comanda ma rende
anche capaci di servire.
Non vergogniamoci del vangelo perché non solo salva ma rende abili a servire.
Gesù si è caricato delle nostre iniquità anche noi dobbiamo caricarci
dei pesi e servirlo e servire gli uni e gli altri.
Gesù ci rende capaci a servire.
CAP 9:27
I due ciechi gridano a Gesù ma Gesù non ascolta finché non lo
raggiungono a casa. Egli vuole mettere alla prova la nostra volontà di
liberarci da queste cose. Egli guarda se lo seguiranno.
Cosa pensi di Gesù della sua autorità. Giovanni Pietro e Giacomo
dovettero lasciare il lavoro per seguire il messia. Immaginiamo le
reazioni delle mogli. Forse è un guru che vuole schiavizzarti. Perché
Gesù era diverso da tutti i presunto Messia?
I guru di questo mondo condizionano gli adepti per fare tutto quello
che essi vogliono.
Qual'è il marchio della vera autorità?
1) Si sottomette e si appella alla legge di Dio. Li manda dal sommo
sacerdote. Gesù lo reintegra e lo rimanda alla legge per essere
reintegrato. Anche noi dobbiamo essere sottomessi alla parola di Dio.
2) Egli ti lascia libero di fare e di agire. Oggi vuoi peccare o non
mi vuoi seguire? Fallo. v.8 Io non sono degno. In nessuno in Israele
ho trovato una fede così grande. Perché mettere fuori gli israeliti?
Era in mezzo a loro ma l'hanno rigettato. Egli li lascia. Il Signore
non s'impome e lascia alla nostra libera volontà
3) Si mette a disposizione e si carica dei bisogni degli altri. egli
ha preso le nostre iniquità e ha portato le nostre malattie.
Paolo disse questo agli anziani chiamati da Mileto in atti 20:28-30.
Vi ho lasciato un esempio vi è più gioia nel dare che nel ricevere.
Noi dobbiamo essere un esempio per i deboli.
Chi ha autorità espone tutto il consiglio di Dio, lascia libertà di
seguirle e si mette al servizio di tutti.
Matteo ci dice quello che è Gesù e la sua autorità. Ci parla di
discepolato. Abbiamo due facce della stessa medaglia. Autorità di Gesù
e discepolo che riconoscendola la segue (8). Dio comanda e molti lo
seguono. Dal suo lato dobbiamo ubbidirlo e dal nostro dobbiamo
seguirlo.
Quando Gesù finì i discorsi la folla si stupiva primariamente per la
sua autorità. Il suo insegnamento era un segno. CAP 10 v1 la stessa
autorità viene data ai suoi discepoli. Se noi non rispecchiamo in
questo Cristo la nostra parola sarà vana. Cap9 e altri Matteo cita
diverse volte la parola Autorità di Gesù. Non stiamo incoraggiando
l'autoritarismo ma l'autorità. Noi dobbiamo essere autorevoli con
umiltà come Gesù. La scrittura non sarà credibile se non parliamo con
autorità. Se ciò non avviene le pecore sono sbandate. Gesù ci delega e
noi dobbiamo eseguire. Discepolo è chi segue ascolta e mette in atto
ciò che dice Gesù. Cap9:9 proprio Matteo ha vissuto così il suo
discepolato. Gesù chiama Matteo si alza si converte e lo segue.
Credere significa non solo essere salvati ma seguire Gesù. Matteo era
esattore e questo lavoro è stato interrotto. Il discepolato non è un
extra optional. Bisogna essere salvati poi se ti piace puoi fare di
più. Si dice così. Ma la scrittura ci dice che non c'è differenza tra
salvato e discepolo. Facce della stessa medaglia. Tutto questo deve
essere chiaro fin dall'inizio fin dalla predicazione del vangelo. Chi
si converte deve sapere a cosa va incontro. Alcuni pensano che il
discepolato sia una cosa severa che contrasta con il vangelo. L'amaro
dopo il dolce. Ma non per Matteo questi sono due dolci aspetti della
vita cristiana.
Quale era la natura della sua autorità ?
Gesù scende dalla montagna e incontra un lebbroso. Non gli dice vai a
purificarsi come puoi perché io non ti posso toccare. La legge
condanna l'uomo impuro. Ma Gesù vuole la sua purificazione. Ma per
questo non contraddisse la legge ma lo fece in sottomissione a questa.
Solo la sua attenzione non era sull'impurità ma soprattutto sulla
guarigione. Tali eravate alcuni ma...
Il centurione aveva un servo non utile. Ma Gesù comanda e lo rende
utile al servizio. Lo stesso fa con la suocera. Gesù comanda ma rende
anche capaci di servire.
Non vergogniamoci del vangelo perché non solo salva ma rende abili a servire.
Gesù si è caricato delle nostre iniquità anche noi dobbiamo caricarci
dei pesi e servirlo e servire gli uni e gli altri.
Gesù ci rende capaci a servire.
CAP 9:27
I due ciechi gridano a Gesù ma Gesù non ascolta finché non lo
raggiungono a casa. Egli vuole mettere alla prova la nostra volontà di
liberarci da queste cose. Egli guarda se lo seguiranno.
Cosa pensi di Gesù della sua autorità. Giovanni Pietro e Giacomo
dovettero lasciare il lavoro per seguire il messia. Immaginiamo le
reazioni delle mogli. Forse è un guru che vuole schiavizzarti. Perché
Gesù era diverso da tutti i presunto Messia?
I guru di questo mondo condizionano gli adepti per fare tutto quello
che essi vogliono.
Qual'è il marchio della vera autorità?
1) Si sottomette e si appella alla legge di Dio. Li manda dal sommo
sacerdote. Gesù lo reintegra e lo rimanda alla legge per essere
reintegrato. Anche noi dobbiamo essere sottomessi alla parola di Dio.
2) Egli ti lascia libero di fare e di agire. Oggi vuoi peccare o non
mi vuoi seguire? Fallo. v.8 Io non sono degno. In nessuno in Israele
ho trovato una fede così grande. Perché mettere fuori gli israeliti?
Era in mezzo a loro ma l'hanno rigettato. Egli li lascia. Il Signore
non s'impome e lascia alla nostra libera volontà
3) Si mette a disposizione e si carica dei bisogni degli altri. egli
ha preso le nostre iniquità e ha portato le nostre malattie.
Paolo disse questo agli anziani chiamati da Mileto in atti 20:28-30.
Vi ho lasciato un esempio vi è più gioia nel dare che nel ricevere.
Noi dobbiamo essere un esempio per i deboli.
Chi ha autorità espone tutto il consiglio di Dio, lascia libertà di
seguirle e si mette al servizio di tutti.
domenica 15 settembre 2013
Camminiamo nella vita cristiana.
Genesi 5:21-24
Enok fa vita normale fino a 65 poi fa Matusela ( quando lui morirà
accadrà) che genera il padre di Noè. Matusela è l'uomo che visse di
più. Il diluvio iniziò l'anno della morte di Metusela. Enok camminava
così vicino a Dio che un giorno Dio gli disse sei così lontano da casa
tua che a questo punto vieni a casa mia.
Abramo a 75 anni lascia le ricchezze per fare campeggio con Dio.
Mosè per quarant'anni fece il pastore nel deserto dopo essere stato
principe d'Egitto. Poi altri quaranta per essere pastore di uomini nel
deserto.
Davide scappa da Saul per 10 anni.
La natura della fede è dinamica perché siamo forestieri e pellegrini.
Larga è la porta e la via che conducono alla perdizione. Ma stretta e angusta...
Romani 6:4
Quando parliamo di Gesù nel 90% pensano a una religione. Ma Gesù è
vita nuova. Il cristiano è una nuova vita che cammini con una nuova
persona. Imparerai chi è l'altro cosa gli piace e cosa non gli piace.
Ci sono degli scontri. Ma alla fine si impara a camminare insieme. Un
ferro forgia un altro ferro. Quando stiamo insieme tu formi me è io
formo te. Questo è il vero "cristianesimo". Il nostro matrimonio con
Cristo. Lavoriamo sui nostri difetti per camminare con lui.
2Corinzi 5:6
Camminiamo per fede e non per visione. Se vado a Torino trovo dei
cartelli indicatori. Ma per andare a Dio non esistono cartelli a vista
ma noi navighiamo per fede e non perché vediamo Dio.
L'uomo si differenzia dall'animale perché lascia monumenti dopo la sua
morte. I monumenti più visitati al mondo sono tombe. Come la piramidi.
Egli sa che c'è qualcosa dopo la morte e per questo costruisce grandi
tombe.
Veramente seguiamo Gesù che non vediamo?
Galati 5:16
Io dico. Camminate secondo lo spirito. Questa è la sfida più grande
all'inizio della vita cristiana. Preferiremmo avere degli ordini e
delle regole invece che ascoltare lo spirito. Se già mi chiedo se
indossare ancora o meno quella minigonna non devo aspettare un ordine
ma se me lo chiedo e perché lo spirito già mi sta parlando. La libertà
dello spirito è che lo faccio perché mi chiedo se Gesù verrebbe con
me è non perché me lo ha detto tizio. Libero di fare la volontà di Dio
perché amo Gesù e non perché mi hanno dato una regola.
Efesini 5:2
Gesù è venuto a vivere una vita così perfetta da essere crocifisso.
Che ci fai in mezzo a noi? Vi riconosceranno se avete amore gli uni
per gli altri come faccio io.
Spesso come Pietro pensiamo di essere più saggi di Dio e dirgli cosa deve fare.
Colossesi 2:6-7
Come abbiamo conosciuto Gesù? In treno, in una tenda, in una sagra
del vino. Qual era il nostro desiderio di lui e il nostro interesse?
Quale spinta avevamo per conoscerlo? La stessa spinta ci deve guidare
tutta la vita. Non scopriamo mai abbastanza di Dio. Non stanchiamoci
di conoscerlo e di meravigliarci di Lui. Conosco ma continuo a
conoscere. Solo un giorno lo conosceremo appieno perché ci verrà
concesso di vederlo: come egli è.
1Giovanni 1:7
È il versetto più umano della Bibbia. Giovanni dice tutti pecchiamo.
Questa è una realtà. Importante capire questo soprattutto nei primi
anni della nostra vita cristiana. Vederci ancora cadere potrebbe
portarci alla disperazione. Ma Giovanni dice incontratevi sempre sotto
il lampione perché al buio son sempre guai. Non pensare di fare
qualcosa di nascosto perché qualcuno ti vede sempre. Non nascondere
che sei caduto. Rialzati e torna a camminare nella luce. Alla luce
siamo tutti uguali. Tutti pecchiamo. Senza orgoglio ipocrisia o
superiorità. Quando uno cade l'altro lo rialza. E viceversa. Senza
viceversa da qualche parte si cela l'orgoglio.
1Giovanni 2:6
Gesù camminava sempre a piedi. Egli era sostenuto da donne ricche e
viveva in una grande città. Avrebbe potuto avere un asino come i
rabbini dell'epoca. Un registro di iscrizione ai suoi corsi. Ma lui
cercava i suoi discepoli. Non tra persone pigre davanti alla tv. Ma
tra persone già all'opera nel loro lavoro. Pescatori esattori ecc.
Dove sei. Dice Dio ad Adamo sul far della sera. Voleva camminare con
il suo amico ma non lo trova più. Facciamoci trovare da Gesù nostro
amico e sposo.
Enok fa vita normale fino a 65 poi fa Matusela ( quando lui morirà
accadrà) che genera il padre di Noè. Matusela è l'uomo che visse di
più. Il diluvio iniziò l'anno della morte di Metusela. Enok camminava
così vicino a Dio che un giorno Dio gli disse sei così lontano da casa
tua che a questo punto vieni a casa mia.
Abramo a 75 anni lascia le ricchezze per fare campeggio con Dio.
Mosè per quarant'anni fece il pastore nel deserto dopo essere stato
principe d'Egitto. Poi altri quaranta per essere pastore di uomini nel
deserto.
Davide scappa da Saul per 10 anni.
La natura della fede è dinamica perché siamo forestieri e pellegrini.
Larga è la porta e la via che conducono alla perdizione. Ma stretta e angusta...
Romani 6:4
Quando parliamo di Gesù nel 90% pensano a una religione. Ma Gesù è
vita nuova. Il cristiano è una nuova vita che cammini con una nuova
persona. Imparerai chi è l'altro cosa gli piace e cosa non gli piace.
Ci sono degli scontri. Ma alla fine si impara a camminare insieme. Un
ferro forgia un altro ferro. Quando stiamo insieme tu formi me è io
formo te. Questo è il vero "cristianesimo". Il nostro matrimonio con
Cristo. Lavoriamo sui nostri difetti per camminare con lui.
2Corinzi 5:6
Camminiamo per fede e non per visione. Se vado a Torino trovo dei
cartelli indicatori. Ma per andare a Dio non esistono cartelli a vista
ma noi navighiamo per fede e non perché vediamo Dio.
L'uomo si differenzia dall'animale perché lascia monumenti dopo la sua
morte. I monumenti più visitati al mondo sono tombe. Come la piramidi.
Egli sa che c'è qualcosa dopo la morte e per questo costruisce grandi
tombe.
Veramente seguiamo Gesù che non vediamo?
Galati 5:16
Io dico. Camminate secondo lo spirito. Questa è la sfida più grande
all'inizio della vita cristiana. Preferiremmo avere degli ordini e
delle regole invece che ascoltare lo spirito. Se già mi chiedo se
indossare ancora o meno quella minigonna non devo aspettare un ordine
ma se me lo chiedo e perché lo spirito già mi sta parlando. La libertà
dello spirito è che lo faccio perché mi chiedo se Gesù verrebbe con
me è non perché me lo ha detto tizio. Libero di fare la volontà di Dio
perché amo Gesù e non perché mi hanno dato una regola.
Efesini 5:2
Gesù è venuto a vivere una vita così perfetta da essere crocifisso.
Che ci fai in mezzo a noi? Vi riconosceranno se avete amore gli uni
per gli altri come faccio io.
Spesso come Pietro pensiamo di essere più saggi di Dio e dirgli cosa deve fare.
Colossesi 2:6-7
Come abbiamo conosciuto Gesù? In treno, in una tenda, in una sagra
del vino. Qual era il nostro desiderio di lui e il nostro interesse?
Quale spinta avevamo per conoscerlo? La stessa spinta ci deve guidare
tutta la vita. Non scopriamo mai abbastanza di Dio. Non stanchiamoci
di conoscerlo e di meravigliarci di Lui. Conosco ma continuo a
conoscere. Solo un giorno lo conosceremo appieno perché ci verrà
concesso di vederlo: come egli è.
1Giovanni 1:7
È il versetto più umano della Bibbia. Giovanni dice tutti pecchiamo.
Questa è una realtà. Importante capire questo soprattutto nei primi
anni della nostra vita cristiana. Vederci ancora cadere potrebbe
portarci alla disperazione. Ma Giovanni dice incontratevi sempre sotto
il lampione perché al buio son sempre guai. Non pensare di fare
qualcosa di nascosto perché qualcuno ti vede sempre. Non nascondere
che sei caduto. Rialzati e torna a camminare nella luce. Alla luce
siamo tutti uguali. Tutti pecchiamo. Senza orgoglio ipocrisia o
superiorità. Quando uno cade l'altro lo rialza. E viceversa. Senza
viceversa da qualche parte si cela l'orgoglio.
1Giovanni 2:6
Gesù camminava sempre a piedi. Egli era sostenuto da donne ricche e
viveva in una grande città. Avrebbe potuto avere un asino come i
rabbini dell'epoca. Un registro di iscrizione ai suoi corsi. Ma lui
cercava i suoi discepoli. Non tra persone pigre davanti alla tv. Ma
tra persone già all'opera nel loro lavoro. Pescatori esattori ecc.
Dove sei. Dice Dio ad Adamo sul far della sera. Voleva camminare con
il suo amico ma non lo trova più. Facciamoci trovare da Gesù nostro
amico e sposo.
domenica 8 settembre 2013
Giovanni 17
Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse:«Padre,
l'ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi
te, poiché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita
eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. Questa è la vita eterna:che
conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù
Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che
tu mi hai data da fare. Ora, o Padre, glorificami tu presso di te
della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.
Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal
mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua
parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date vengono
da te; poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi
le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto
da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non
prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono
tuoi. E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono
glorificato in loro. Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel
mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli
che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre io ero con
loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho
anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di
perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Ma ora io vengo a
te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se
stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha
odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non
prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella
verità:la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo,
anch'io ho mandato loro nel Io ho manifestato il tuo nome agli uomini
che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi
hanno osservato la tua parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose
che mi hai date vengono da te; poiché le parole che tu mi hai date le
ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto
che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io
prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai
dati, perché sono tuoi. E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue
sono mie; e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo, ma
essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo
nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre
io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai
dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il
figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Ma ora io
vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in
se stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li
ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non
prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella
verità:la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo,
anch'io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso,
affinché anch'essi siano santificati nella verità.
Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me
per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre,
sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi, affinché il mondo
creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data
a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me,
affinché siano perfetti nell'unità e affinché il mondo conosca che tu
mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me. Padre, io voglio
che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati,
affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato
prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha
conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu
mi hai mandato. E io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò
conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e
io in loro>>.
Dette queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal
torrente Chidron, dove c'era un giardino, nel quale entrò con i suoi
discepoli.
l'ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi
te, poiché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita
eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. Questa è la vita eterna:che
conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù
Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che
tu mi hai data da fare. Ora, o Padre, glorificami tu presso di te
della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.
Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal
mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua
parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date vengono
da te; poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi
le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto
da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non
prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono
tuoi. E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono
glorificato in loro. Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel
mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli
che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre io ero con
loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho
anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di
perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Ma ora io vengo a
te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se
stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha
odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non
prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella
verità:la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo,
anch'io ho mandato loro nel Io ho manifestato il tuo nome agli uomini
che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi
hanno osservato la tua parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose
che mi hai date vengono da te; poiché le parole che tu mi hai date le
ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto
che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io
prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai
dati, perché sono tuoi. E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue
sono mie; e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo, ma
essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo
nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre
io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai
dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il
figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Ma ora io
vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in
se stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li
ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non
prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella
verità:la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo,
anch'io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso,
affinché anch'essi siano santificati nella verità.
Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me
per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre,
sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi, affinché il mondo
creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data
a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me,
affinché siano perfetti nell'unità e affinché il mondo conosca che tu
mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me. Padre, io voglio
che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati,
affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato
prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha
conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu
mi hai mandato. E io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò
conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e
io in loro>>.
Dette queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal
torrente Chidron, dove c'era un giardino, nel quale entrò con i suoi
discepoli.
Il cuore del credente è un campo che può diventare un meraviglioso giardino.
Prima di diventare credenti viviamo in un mondo con abitudini che Dio
odia. Ma quando capiamo che Dio si è umiliato sulla croce per poter
godere della sua comunione con lui. Ecco che il nostro cuore si
abbassa di umilia. Confessiamo il nostro peccato e la nostra vita
chiama prospettiva e quindi obiettivo.
Immaginiamo la nostra vita come un campo e un terreno senza nulla. Lo
dividiamo in quattro. In ogni parte coltiviamo qualcosa. Nella prima
coltiviamo il nostro rapporto con il peccato che è andato a far parte
della nostra abitudine di vita. Queste abitudini man mano dopo la
conversione vanno eradicare dal nostro campo. 1Giovanni 1:8-10
1 John 1:10
Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola
non è in noi.
Anche da credenti sbagliamo e ce ne accorgiamo. Ma nel momento che ce
ne accorgiamo dobbiamo fermarci e chiedere perdono. L'uomo perfetto
cade almeno sette volte al giorno. Noi ci fermiamo almeno sette volte
al giorno per chiedere perdono?
Immaginiamoci in questa parte del nostro campo una cascata e tanta
acqua. La sua quantità aumenta con le volte che ci fermiamo a
riconoscere il nostro peccato e chiediamo perdono. Quante volte ti
fermi? Ora sai quanta acqua c'è nel tuo campo. È tanta o poca? Siamo
pronti a confessare costantemente il nostro peccato a Dio.
Salmo 139:24-40
Veniamo alla seconda parte del nostro campo.
Giosuè 1:8
Salmo 1:1-2
Quante volte al giorno leggiamo la Parola? Dieci minuti al giorno è un
alberello. Mezz'ora due alberelli. Ventiquattro ore di meditazione
giorno e notte dice il salmo. La nostra mente è abituata a fare più
cose contemporaneamente. Mentre siamo qui una parte della nostra mente
fa altro. Dobbiamo allenare questa parte della mia mente a meditare
sulla Parola di Dio giorno e notte. Quei versetti rimbombano nella mia
mente tutto il giorno mentre lavoro o faccio altro. Se poi imparerò
versetti a memoria questi riaffiorano nella nostra al momento giusto.
Com'è questa parte del mio campo. È ricca di alberi o è un deserto.
Chiedi telo al cospetto di Dio. Se trovi deserto inizia con poco. Ma
parti. Si inizia un po' per volta.
La terza parte
Salmo 5:3
Pregare al mattino è parlare con Dio. Il nostro rapporto con la
preghiera è un campo fiorito. Dedichiamo tanto tempo tanti fiori.
Altrimenti pochi fiori oppure aridità. Dedichi ogni giorno tempo a
pregare adorare ringraziare intercedere affidando le necessità a Dio.
Fai questo ogni giorno. Quanto tempo? Quando ci mettiamo a pregare la
mattina siamo addormentati. Di giorno siamo stanchi. Non
scoraggiamoci. Proviamo ad alta voce in piedi così restiamo svegli. O
in ginocchio che il dolore ci tiene sveglio.
Matteo 26:41
Vegliate e pregate. Com'è il tuo campo.
Un'ultima porzione del campo, la quarta, è dedicata
all'evangelizzazione. Cioè parlare a Gesù agli altri qui crescono
piante da frutto. Più tempo dedichiamo agli altri a parlare di Gesù e
più fruttuoso sarà il nostro frutteto. Andate. Non possiamo non
parlare di quello che abbiamo visto.
Com'è il tuo campo? Manca acqua? Considera il tuo atteggiamento con il
peccato fermati e chiedi perdono e l'acqua inizierà a sgorgare nel
nostro campo. Si formerà col tempo un lago che darà da bere alla tua
vita. Se non hai alberi inizia a leggere e capirai cosa Dio vuole da
te. Com'è il tuo rapporto con la preghiera? Prendi oggi il tuo impegno
davanti a Dio per dedicare tempo alla preghiera. Il Signore
risponderà. Infine non taciamo davanti ai nostri amici, ai nostri
vicini di casa. Dio non sta in chiesa o su un crocifisso ma abita in
noi è anche il prossimo lo può conoscere con la nostra vicinanza.
Possiamo fare qualcosa per migliorare? Sei fruttifero? Continua così.
Confessione. Lettura. Preghiera. Predicazione.
Dio mise l'uomo in Eden. Un grande fiume arrivava fino al Sudafrica.
L'eden era più grande di quello che immaginiamo. Perché la presenza di
Dio è grande. E in apocalisse si chiude con un fiume. Il fiume
dell'acqua della vita che scaturisce limpido dal trono dell'agnello.
L'albero della vita cresce alle sue rive e dà frutto dodici mesi
all'anno. Le foglie sono per la guarigione delle nazioni. Dio desidera
che il campo del nostro cuore sia sovrabbondante di benedizioni.
odia. Ma quando capiamo che Dio si è umiliato sulla croce per poter
godere della sua comunione con lui. Ecco che il nostro cuore si
abbassa di umilia. Confessiamo il nostro peccato e la nostra vita
chiama prospettiva e quindi obiettivo.
Immaginiamo la nostra vita come un campo e un terreno senza nulla. Lo
dividiamo in quattro. In ogni parte coltiviamo qualcosa. Nella prima
coltiviamo il nostro rapporto con il peccato che è andato a far parte
della nostra abitudine di vita. Queste abitudini man mano dopo la
conversione vanno eradicare dal nostro campo. 1Giovanni 1:8-10
1 John 1:10
Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola
non è in noi.
Anche da credenti sbagliamo e ce ne accorgiamo. Ma nel momento che ce
ne accorgiamo dobbiamo fermarci e chiedere perdono. L'uomo perfetto
cade almeno sette volte al giorno. Noi ci fermiamo almeno sette volte
al giorno per chiedere perdono?
Immaginiamoci in questa parte del nostro campo una cascata e tanta
acqua. La sua quantità aumenta con le volte che ci fermiamo a
riconoscere il nostro peccato e chiediamo perdono. Quante volte ti
fermi? Ora sai quanta acqua c'è nel tuo campo. È tanta o poca? Siamo
pronti a confessare costantemente il nostro peccato a Dio.
Salmo 139:24-40
Veniamo alla seconda parte del nostro campo.
Giosuè 1:8
Salmo 1:1-2
Quante volte al giorno leggiamo la Parola? Dieci minuti al giorno è un
alberello. Mezz'ora due alberelli. Ventiquattro ore di meditazione
giorno e notte dice il salmo. La nostra mente è abituata a fare più
cose contemporaneamente. Mentre siamo qui una parte della nostra mente
fa altro. Dobbiamo allenare questa parte della mia mente a meditare
sulla Parola di Dio giorno e notte. Quei versetti rimbombano nella mia
mente tutto il giorno mentre lavoro o faccio altro. Se poi imparerò
versetti a memoria questi riaffiorano nella nostra al momento giusto.
Com'è questa parte del mio campo. È ricca di alberi o è un deserto.
Chiedi telo al cospetto di Dio. Se trovi deserto inizia con poco. Ma
parti. Si inizia un po' per volta.
La terza parte
Salmo 5:3
Pregare al mattino è parlare con Dio. Il nostro rapporto con la
preghiera è un campo fiorito. Dedichiamo tanto tempo tanti fiori.
Altrimenti pochi fiori oppure aridità. Dedichi ogni giorno tempo a
pregare adorare ringraziare intercedere affidando le necessità a Dio.
Fai questo ogni giorno. Quanto tempo? Quando ci mettiamo a pregare la
mattina siamo addormentati. Di giorno siamo stanchi. Non
scoraggiamoci. Proviamo ad alta voce in piedi così restiamo svegli. O
in ginocchio che il dolore ci tiene sveglio.
Matteo 26:41
Vegliate e pregate. Com'è il tuo campo.
Un'ultima porzione del campo, la quarta, è dedicata
all'evangelizzazione. Cioè parlare a Gesù agli altri qui crescono
piante da frutto. Più tempo dedichiamo agli altri a parlare di Gesù e
più fruttuoso sarà il nostro frutteto. Andate. Non possiamo non
parlare di quello che abbiamo visto.
Com'è il tuo campo? Manca acqua? Considera il tuo atteggiamento con il
peccato fermati e chiedi perdono e l'acqua inizierà a sgorgare nel
nostro campo. Si formerà col tempo un lago che darà da bere alla tua
vita. Se non hai alberi inizia a leggere e capirai cosa Dio vuole da
te. Com'è il tuo rapporto con la preghiera? Prendi oggi il tuo impegno
davanti a Dio per dedicare tempo alla preghiera. Il Signore
risponderà. Infine non taciamo davanti ai nostri amici, ai nostri
vicini di casa. Dio non sta in chiesa o su un crocifisso ma abita in
noi è anche il prossimo lo può conoscere con la nostra vicinanza.
Possiamo fare qualcosa per migliorare? Sei fruttifero? Continua così.
Confessione. Lettura. Preghiera. Predicazione.
Dio mise l'uomo in Eden. Un grande fiume arrivava fino al Sudafrica.
L'eden era più grande di quello che immaginiamo. Perché la presenza di
Dio è grande. E in apocalisse si chiude con un fiume. Il fiume
dell'acqua della vita che scaturisce limpido dal trono dell'agnello.
L'albero della vita cresce alle sue rive e dà frutto dodici mesi
all'anno. Le foglie sono per la guarigione delle nazioni. Dio desidera
che il campo del nostro cuore sia sovrabbondante di benedizioni.
giovedì 5 settembre 2013
Lettera Romani 1:1-7
Scritta dal l'apostolo Paolo. Paolo firmava all'inizio anziché la
fine. Chi la riceveva doveva capire subito chi l'aveva scritto. Questa
e stata scritta in uno dei suoi lunghi viaggi missionari. Viaggi non
di vacanza ma di servizio a a Dio. Paolo ha fatto tre viaggi. Nel
terzo lo Spirito lo chiamò a scrivere. Era stato a Efeso poi a Corinto
e da lì scrisse questa lettera. Egli voleva presentarsi ai romani
prima di andare. Io servo Gesù Cristo. Altro motivo CAP 3:8 alcuni
parlavano male di lui. Calunnia. Tanti parlavano male di lui senza
conoscerlo. Il calunniatore nella vita è il diavolo il suo nome
significa avversario e calunniatore. Egli parla male dei credenti al
cospetto di Dio. Chi non conosce Dio spesso ci tratta così. Parlano
male di noi. E noi dobbiamo preoccuparci. Siamo negli anni 56-57 nel
primo secolo dopo Cristo. Gesù era andato in cielo da solo vent'anni.
Paolo è servo in greco significa schiavo. Erano persone vendute da un
padrone ad un altro. Quando un re vinceva le persone vinte le legava è
le faceva schiavi. Alcuni lo uccideva e altri lo teneva schiavi e
andava al porto a venderli. Essere schiavi era brutto. Una schiava
giovanissima nell'antico testamento aveva un padrone di nome Naman.
Dio usò questa bambina. Io sono schiavo di Gesù Cristo e lo dice senza
vergogna. Il suo padrone è buono. Io sono Paolo ma anche schiavo.
Nessun diritto da vendicare. Non sono protetto in alcun modo. Ho il
diritto di uscire di chiedere questo. Ma lo schiavo no. Pure la vita
era una grazia per schiavo. Ma Paolo non ha perso la sua identità ma
l'ha trovata. Prima si chiamava Saulo poi Gesù lo chiama Paolo. Ha
ritrovato una nuova identità. Esistono molte schiavitù nel mondo. Ci
sono cose che ci rendono schiavi. Le cattive compagnie. Ci dicono di
fare cose che non osiamo dire di no perché poi facciamo brutte figure.
Il fumo della sigaretta. Il bambino si sente grande e non può
smettere. Diventando schiavo di Cristo si trova la vera identità.
Sotto i comandi di Cristo scopriamo di essere veramente liberi. Stiamo
bene. Oltre a questo Paolo è apostolo. Cioè mandato o missionario.
Sono chiamato a essere mandato. Andare a Cristo per servire. Era sul
cavallo. In atti nove. Diretto per mettere a morte i vero cristiani.
Pensava di fare una cosa buona gradita a Dio. Ma sente una voce cade
da cavallo e diventa cieco. Anania lo aiuta e Dio lo chiama per
annunziare il suo nome per le nazioni. Egli è stato scelto da Dio. Non
è stata sua scelta. Messo a parte per il vangelo di Dio. Vangelo vuol
dire buona notizia. Sul giornale è difficile trovare una buona
notizia. Una notizia è buona se me ne porta un vantaggio. Se sono
malato e leggo che hanno trovato la cura allora si che è una buona
notizia. La buona notizia di Dio era già stata promessa per bocca dei
suoi profeti nell'antico testamento. Il seme della donna ti schiaccerà
il capo. Questo è il primo annuncio della storia del vangelo. Il seme
della donna è Cristo.
fine. Chi la riceveva doveva capire subito chi l'aveva scritto. Questa
e stata scritta in uno dei suoi lunghi viaggi missionari. Viaggi non
di vacanza ma di servizio a a Dio. Paolo ha fatto tre viaggi. Nel
terzo lo Spirito lo chiamò a scrivere. Era stato a Efeso poi a Corinto
e da lì scrisse questa lettera. Egli voleva presentarsi ai romani
prima di andare. Io servo Gesù Cristo. Altro motivo CAP 3:8 alcuni
parlavano male di lui. Calunnia. Tanti parlavano male di lui senza
conoscerlo. Il calunniatore nella vita è il diavolo il suo nome
significa avversario e calunniatore. Egli parla male dei credenti al
cospetto di Dio. Chi non conosce Dio spesso ci tratta così. Parlano
male di noi. E noi dobbiamo preoccuparci. Siamo negli anni 56-57 nel
primo secolo dopo Cristo. Gesù era andato in cielo da solo vent'anni.
Paolo è servo in greco significa schiavo. Erano persone vendute da un
padrone ad un altro. Quando un re vinceva le persone vinte le legava è
le faceva schiavi. Alcuni lo uccideva e altri lo teneva schiavi e
andava al porto a venderli. Essere schiavi era brutto. Una schiava
giovanissima nell'antico testamento aveva un padrone di nome Naman.
Dio usò questa bambina. Io sono schiavo di Gesù Cristo e lo dice senza
vergogna. Il suo padrone è buono. Io sono Paolo ma anche schiavo.
Nessun diritto da vendicare. Non sono protetto in alcun modo. Ho il
diritto di uscire di chiedere questo. Ma lo schiavo no. Pure la vita
era una grazia per schiavo. Ma Paolo non ha perso la sua identità ma
l'ha trovata. Prima si chiamava Saulo poi Gesù lo chiama Paolo. Ha
ritrovato una nuova identità. Esistono molte schiavitù nel mondo. Ci
sono cose che ci rendono schiavi. Le cattive compagnie. Ci dicono di
fare cose che non osiamo dire di no perché poi facciamo brutte figure.
Il fumo della sigaretta. Il bambino si sente grande e non può
smettere. Diventando schiavo di Cristo si trova la vera identità.
Sotto i comandi di Cristo scopriamo di essere veramente liberi. Stiamo
bene. Oltre a questo Paolo è apostolo. Cioè mandato o missionario.
Sono chiamato a essere mandato. Andare a Cristo per servire. Era sul
cavallo. In atti nove. Diretto per mettere a morte i vero cristiani.
Pensava di fare una cosa buona gradita a Dio. Ma sente una voce cade
da cavallo e diventa cieco. Anania lo aiuta e Dio lo chiama per
annunziare il suo nome per le nazioni. Egli è stato scelto da Dio. Non
è stata sua scelta. Messo a parte per il vangelo di Dio. Vangelo vuol
dire buona notizia. Sul giornale è difficile trovare una buona
notizia. Una notizia è buona se me ne porta un vantaggio. Se sono
malato e leggo che hanno trovato la cura allora si che è una buona
notizia. La buona notizia di Dio era già stata promessa per bocca dei
suoi profeti nell'antico testamento. Il seme della donna ti schiaccerà
il capo. Questo è il primo annuncio della storia del vangelo. Il seme
della donna è Cristo.
domenica 1 settembre 2013
Resi perfetti in virtù di Cristo
Ebrei 9:22
Senza spargimento di sangue non c'è perdono dei peccati. Una vita deve
essere sacrificata per il nostro perdono. E questa vita è quella di
Cristo. Il nostro Signore è ora alla destra di Dio per comparire alla
presenza di Dio per noi. Egli si presenta al Padre per noi. Egli è il
nostro avvocato seduto alla destra del padre.
I sacrifici degli animali non possono rendere perfetti coloro che si
avvicinano a Dio. Ma Gesù rende perfetti per avvicinarsi a Dio. E al
cospetto di Dio non può esistere il benché minimo peccato.
Noi vediamo che non siamo perfetti e spesso pecchiamo però ricordiamo
i che alla presenza di Dio siamo senza peccato in virtù del sacrificio
perfetto di Cristo. Cristo è entrato nel mondo per questo.
Hebrews 10:14
Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli
che sono santificati.
La sua giustizia è diventata la nostra giustizia.
Senza spargimento di sangue non c'è perdono dei peccati. Una vita deve
essere sacrificata per il nostro perdono. E questa vita è quella di
Cristo. Il nostro Signore è ora alla destra di Dio per comparire alla
presenza di Dio per noi. Egli si presenta al Padre per noi. Egli è il
nostro avvocato seduto alla destra del padre.
I sacrifici degli animali non possono rendere perfetti coloro che si
avvicinano a Dio. Ma Gesù rende perfetti per avvicinarsi a Dio. E al
cospetto di Dio non può esistere il benché minimo peccato.
Noi vediamo che non siamo perfetti e spesso pecchiamo però ricordiamo
i che alla presenza di Dio siamo senza peccato in virtù del sacrificio
perfetto di Cristo. Cristo è entrato nel mondo per questo.
Hebrews 10:14
Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli
che sono santificati.
La sua giustizia è diventata la nostra giustizia.
Lettera o spirito?
Giovanni 4
Gesù e la donna samaritana: saggezza ed equilibrio al di la di ogni
ragionamento umano. Nei pressi della città di Sicar c'era il pozzo di
Giacobbe e poco più in là sul monte Garizim avevano costruito un
tempio antagonista a quello di Gerusalemme. Che poi fu distrutto. Ma i
samaritani continuavano a pensare che fosse quello il monte su chi
adorare. La sete che Gesù ingenera in questa donna la salva
probabilmente anche fisicamente. Nel 36 un loro profeta li indusse a
salire sul more Garizim dove molti samaritani vennero sterminati.
Credendo a Gesù questi samaritani scamparono la morte. Gesù vedeva
oltre. Salvezza eterna e salvezza temporale. I samaritani pensavano di
avere costruito per Dio ma avevano confuso la giustizia di Dio
interpretando la legge di Dio per gli uomini. Lettera o spirito?
Gesù e la donna samaritana: saggezza ed equilibrio al di la di ogni
ragionamento umano. Nei pressi della città di Sicar c'era il pozzo di
Giacobbe e poco più in là sul monte Garizim avevano costruito un
tempio antagonista a quello di Gerusalemme. Che poi fu distrutto. Ma i
samaritani continuavano a pensare che fosse quello il monte su chi
adorare. La sete che Gesù ingenera in questa donna la salva
probabilmente anche fisicamente. Nel 36 un loro profeta li indusse a
salire sul more Garizim dove molti samaritani vennero sterminati.
Credendo a Gesù questi samaritani scamparono la morte. Gesù vedeva
oltre. Salvezza eterna e salvezza temporale. I samaritani pensavano di
avere costruito per Dio ma avevano confuso la giustizia di Dio
interpretando la legge di Dio per gli uomini. Lettera o spirito?
Equilibrio del servizio
Vangelo di Matteo 22:15
Date a Cesare ciò che è di Cesare
17:24
Sempre Matteo aveva già parlato di tributi. Forse perché era esattore.
Gesù paga le tasse ma questi soldi li ricava in modo particolare. I
suoi discepoli raccoglievano delle offerte e tenevano una cassa ma
Gesù prende i soldi delle tasse da fuori. Egli riesce a non mescolare
le cose di Dio alle cose degli uomini.
15:3...
I farisei non avevano un equilibrio nel mescolare cose di Dio e di
cose degli uomini. Prendono una legge di Dio per trascurare un' altra
a loro piacere. Cosa trascuriamo di una cosa per fare un altra? Stiamo
dando il giusto peso ad ogni dovere di cui dobbiamo vari arco ogni
giorno.
Matthew 23:23
23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima
della menta, dell'aneto e del comino e trascurate le cose più
importanti della legge:il giudizio, la misericordia e la fede. Queste
sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre.
Attenti alla legge e trascuriamo la misericordia.
Capitolo 19
Lasciare padre e madre.
Cosa significa questo? Lascia i tuoi figli al tuo destino?
1 Timoteo 5:7
Se non provvedi ai tuoi hai rinnegato la fede. Se per servire Dio lo
fai alla lettera e non per lo Spirito rinnegheremo nei fatti la loro
fede. Come curi la tua famiglie e i tuoi figli è un segno di devozione
a Dio. Come il rispetto delle Autorità. Abbiamo una vita da credenti
bilanciata? Applichiamo alla lettera lascia i morti seppellire i loro
morti e no. Prestiamo assistenza a nostro padre morente?
Romani 12
Sottoposti alle autorità superiori perché queste sono stabilite da Dio
e non perché sono autorità e basta. Ogni autorità è al suo posto per
volere di Dio. Anche i nostri parlamentari sono servitori di Dio
perché egli li ha stabiliti per amministrare la giustizia. Chi devi
onorare cittadino, moglie, marito, figlio? Ogni cosa ha un ordine
stabilito da Dio per dare equilibrio ad ogni cosa. I figli onorano i
genitori senza dimenticare Dio. L'uomo onora la moglie senza
dimenticare Dio. Elia disse alla vedova fai prima a me le focacce e
poi ne avrai anche tu. Non preoccuparti di fare le tue cose calcolate
perché tutto vada bene ma fate la volontà di Dio e tutto sarà da lui
benedetto. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e ogni
cosa sarà sopraggiunta. Pietro molla tutto per seguire Gesù ma quando
la suocera è in punto di morte egli è là!
Esercitiamo con saggezza e equilibrio la nostra devozione a Dio.
Date a Cesare ciò che è di Cesare
17:24
Sempre Matteo aveva già parlato di tributi. Forse perché era esattore.
Gesù paga le tasse ma questi soldi li ricava in modo particolare. I
suoi discepoli raccoglievano delle offerte e tenevano una cassa ma
Gesù prende i soldi delle tasse da fuori. Egli riesce a non mescolare
le cose di Dio alle cose degli uomini.
15:3...
I farisei non avevano un equilibrio nel mescolare cose di Dio e di
cose degli uomini. Prendono una legge di Dio per trascurare un' altra
a loro piacere. Cosa trascuriamo di una cosa per fare un altra? Stiamo
dando il giusto peso ad ogni dovere di cui dobbiamo vari arco ogni
giorno.
Matthew 23:23
23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima
della menta, dell'aneto e del comino e trascurate le cose più
importanti della legge:il giudizio, la misericordia e la fede. Queste
sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre.
Attenti alla legge e trascuriamo la misericordia.
Capitolo 19
Lasciare padre e madre.
Cosa significa questo? Lascia i tuoi figli al tuo destino?
1 Timoteo 5:7
Se non provvedi ai tuoi hai rinnegato la fede. Se per servire Dio lo
fai alla lettera e non per lo Spirito rinnegheremo nei fatti la loro
fede. Come curi la tua famiglie e i tuoi figli è un segno di devozione
a Dio. Come il rispetto delle Autorità. Abbiamo una vita da credenti
bilanciata? Applichiamo alla lettera lascia i morti seppellire i loro
morti e no. Prestiamo assistenza a nostro padre morente?
Romani 12
Sottoposti alle autorità superiori perché queste sono stabilite da Dio
e non perché sono autorità e basta. Ogni autorità è al suo posto per
volere di Dio. Anche i nostri parlamentari sono servitori di Dio
perché egli li ha stabiliti per amministrare la giustizia. Chi devi
onorare cittadino, moglie, marito, figlio? Ogni cosa ha un ordine
stabilito da Dio per dare equilibrio ad ogni cosa. I figli onorano i
genitori senza dimenticare Dio. L'uomo onora la moglie senza
dimenticare Dio. Elia disse alla vedova fai prima a me le focacce e
poi ne avrai anche tu. Non preoccuparti di fare le tue cose calcolate
perché tutto vada bene ma fate la volontà di Dio e tutto sarà da lui
benedetto. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e ogni
cosa sarà sopraggiunta. Pietro molla tutto per seguire Gesù ma quando
la suocera è in punto di morte egli è là!
Esercitiamo con saggezza e equilibrio la nostra devozione a Dio.
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