Seconda Timoteo 1:15-18 4:9-18
Paolo al termine della sua vita sta per essere offerto in libazione e mentre è lì scrive una lettera quasi di addio a Timoteo. Egli parla di persone che lo hanno fatto soffrire, falsi fratelli che lo abbandonano di fronte alle difficoltà. Paolo non vuole parlare male di loro ma vuole far capire a Timoteo come funziona la vita. Onesiforo non si è vergognato della prigionia di Paolo per questo anche Timoteo viene esortato a non vergognarsi delle sue catene. Per la maggior parte lo hanno abbandonato. Di quelli che sono nella provincia romana detta Asia nella zona dell'attuale Turchia pochi sono rimasto con lui. Altri prima di Paolo furono abbandonati. Ricordiamo Gesù Cristo abbandonato anche dal Padre Celeste. Ma quando Giacobbe era inseguito Dio gli apparve per dirgli io sono con te. Ed è questo che Paolo sperimenta. Egli dice ma il Signore è stato con me. Sei solo. Perseguitato. Ma io sono con te. Così Giovanni isolato nell'isola di Patmos riceve dal Signore la consolazione della rivelazione. Giosuè solo a condurre il popolo nella terra. Dio dice io sono con te. Facile da capire. Ma importante è ricordarlo nel bisogno. È nel bisogno che noi esercitiamo la fede. De a ha amato il mondo. Significa ubriacarsi e fornicare? Non per forza. Può essere mettere al secondo posto le cose di Dio per dare la priorità alle cose legittime di questo mondo. Padre e madre più di me. Dema è andato di sua iniziativa senza il consenso dell'Apostolo perché aveva cose più importanti da fare. Crescente e Tito invece sono andati con consenso a motivo dell'opera lasciando Paolo solo. Alessandro invece ha cercato deliberatamente il male di Paolo calunniandolo probabilmente. E nel momento in cui necessitava di un amico intorno non aveva più nessuno. La nostra fede non dipende dai fratelli. Se tutti ci abbandonano Egli non ci abbandona. D'altra parte è un'esortazione a non abbandonare mai i fratelli affinché si sentano sostenuti nella prova. Non è una sfida: Abbandonatemi tanto ho il Signore. 2:1 Figlio mio fortificati nella grazia. Questa è la chiave di svolta. Non hai forza in te ma diventa forte nella sua grazia. Quando siamo a zero sperimentiamo la grazia di Dio che ci fortifica. Quando siamo deboli allora siamo forti. Timoteo e ora di affidarti al piano B. Non di riserva ma il piano strategico in cui nessuno e più con noi dove possiamo avere la benedizione di sperimentare concretamente la forza della grazia di Dio. Quando tocchi il fondo. Fortificati nella grazia. È il momento ideale per capire il significato di una tale esortazione. 1 Samuele 30:3-6. Tutti i suoi amici parlavano di farlo fuori ma egli si fortificò nell'Eterno il suo Dio. Non resti che te. Sono fritto senza risorse. Intervieni. Davide ha sbagliato ha fatto tanti errori nella sua vita. Ma non si è lasciato andare nell'angoscia alla disperazione. Dio non promette la vita facile. Ma ci promette di farci sperimentare la sua grazia. Salmo 84. Nella valle di baca le lacrime si trasformano in benedizione. Ma prima è necessario il pianto e la sofferenza. Fino a che punto siamo pronti a piangere e sopportare. Fino anche punto siamo coscienti di aver bisogno della grazia di Dio. 2 Pietro 3:18. crescere nella grazia. La grazia è la scuola nella quale è inserito ogni figlio di Dio. Siamo nella grazia di Dio? Nella grazia di Dio non saremo mai soli. Chi cresce nella grazia agli occhi di Dio cresce in forza anche agli occhi degli uomini. Bisogna che lui cresca e che io diminuisca.