giovedì 7 novembre 2013

Romani 2:1-29

Romani 2:1-29
A chi sta parlando Paolo? Prima ha lodato i romani per la loro fede
divulgata a a tutto il mondo. Dall'altra questo passo così duro a chi
è rivolto? Egli non parla solo alla chiesa di Roma. Ma a tutti i
romani perché egli desiderava predicare il suo vangelo a tutta Roma
col sostegno della chiesa. Così per tutta la lettera egli parla sia
alla chiesa a tratti sia ai pagani in altri passi. Capiamo che
l'annuncio del vangelo non è solo la morte e la resurrezione di
Cristo. Davanti alle persone fortemente religiose Paolo tocca un tasto
diverso. Quello della legge. Il vangelo è semplice ma non banale.
Qualcuno certe cose le sa. I religiosi vanno colpiti sulla legge e la
giustificazione. Tu stabilisci che la legge è buona infatti giudichi
gli altri però la trasgredisci nei fatti. Tu sbagli a giudicare v.1.
Dio no v.2 perché giustizia e verità sono le basi del suo trono.
Giudicare l'uomo porta l'uomo ad illudersi di essere migliore
dell'altro e quindi di essere in grado di scampare l'ira di Dio. Ma
nel giudizio di Dio v.4 c'è pazienza e benignità. Il suo giudizio non
è ancora condanna ma è per portare l'uomo a ravvedimento. L'uomo
invece quando giudica condanna. L'uomo giudica per annegare. Dio per
portare a riva e salvare. C'è differenza tra condannare un
comportamento e una persona.
Dio manifesterà la pienezza della sua ora solo nel giorno del giudizio
v.5. Coloro che erano pronti a lapidare la donna adultera l'avevano
già condannata. Gesù condanna il suo peccato ma redime la donna. Il
cuore della donna non era impenitente. Quello di questi giudei invece
si. Quello sarà il giorno del giudizio per le opere di ciascuno. È
così? 7 e 8 ci spiegano che chi anela alla vita eterna, ubbidisce alla
verità e di conseguenza compie le opere. O ubbidisci alla verità o
obbedisci all'ingiustizia. Non esiste giustizia al di fuori della
verità.
Ogni uomo ha una coscienza. Non esiste uomo che non sappia che
uccidere rubare prendere la moglie altrui sia sbagliato. Questo lo
rende ancora più responsabile se anche non avesse mai conosciuto la
legge scritta di Dio. Se riuscisse a far tutto quello che la coscienza
gli chiede sarebbe salvato. Ma esiste un tale uomo? No giudeo o pagano
siamo tutti privi della gloria di Dio. V.16 la coscienza registra
tutti i segreti e tutto sarà mese in luce al suo ritorno. Secondo il
suo vangelo. Paolo si immedesima con le sofferenze di Cristo come se
il vangelo fosse suo ma anche che egli ne è partecipe. Come dire è la
mia chiesa. Il vangelo a cui ho aderito. I pensieri si accusano e si
scusano e l'uomo crea dei dialoghi interni e poi arriva a vani
ragionamenti. Solo Cristo può nettare la nostra coscienza. Tutto si
vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini.