domenica 3 novembre 2013

Luca 12:49-53

Luca 12:49-53
Gesù è chiaro. Egli è venuto ad accendere un fuoco cioè un giudizio. È
acceso e non vedo l'ora che finisca. Affettiamo. La sofferenza non
piace. Egli non corregge volentieri ma lo deve fare per il bene e non
vede l'ora che finisca. Infatti c'è un battesimo che deve avvenire.
Questo battesimo è l'immersione nella morte di Gesù sul Golgota.
Battesimo = immersione. E sono angosciato non nel senso di Luca 2 ma
nel senso che qualcosa pressa Gesù interiormente. Matteo 25 si parla
dell'angoscia delle nazioni. Una pressione interiore che si vive nella
sofferenza. Il dolore è anticipato. Egli vive già le sofferenze della
croce. Egli ha subito il primo taglio di tralcio prima di noi. Egli è
nel frantoio che pressa le ulive per farne uscire dell'olio. Questo
provoca divisione. Le persone erano normalmente di cinque persone. Due
contro tre. Beato colui che è innestato in Cristo e tramite la
sofferenza può portare frutto.

Giovanni 15:1-17

Giovanni 15:1-17
Siamo veramente pieni di gioia e pronti per il ritorno di Cristo? Il
versetto 2 ci parla di potatura. Accorciare il ramo per taglio evoca
il dolore ma è qualcosa di positivo per il vantaggio della salute
della vite. Il termine potare può essere reso anche come pulire e
purgare per portare grappoli forti e succosi. La funzione dei tralci è
sorreggere grossi grappoli d'uva. Questa forza si crea con la potatura
che rende i tralci idonei a sorreggere i frutti. Questa metafora è per
la chiesa. Noi siamo tralci della vite di Cristo. Romani 5:1-5. Nel
versetto tre e quattro ci si dice che la sofferenza serve e fa parte
della nostra vita. Abbiamo la tendenza a minimizzare i nostri peccati
ricorrenti quando invece sono proprio quelli che ci portano alla
sterilità spirituale. Ebrei 12:4-8. Il viticoltore conosce lo stato
dei tralci. Madre pietosa fa figli rognosi. Quando manca l'attitudine
alla correzione dei fanciulli i figli crescono male. Galati 5:22 ci
parla dei frutti dello Spirito. Esistono due tipi di tralci: quello
che non fa frutto va tolto. Quello che porta frutto va tagliato perché
ne faccia molto di più. Ogni tralcio che non vuole portare frutto in
me. Chiunque si dichiara cristiano ma non ha mai sperimentato la
salvezza di Cristo. Cerca il proprio vantaggio personale e non porta
frutto. Vuole salvare la sua vita e la perderà. Ma chi la perderà per
me la guadagnerà. Dove sta Gesù nella tua vita? Se non siamo uniti a
Cristo tutti i nostri sforzi per portare frutto sono inutili. Il
Cristiano resta unito a Cristo per scelta e se ne prende la
responsabilità. Il Padre è glorificato quando portiamo molto frutto.
Giovanni 14:15,24. Gesù vive in obbedienza al Padre. Siamo invitati a
seguire il suo esempio. Non costretto o obbligato. In totale amore del
figlio per il padre e viceversa. Gesù parla del mio comandamento. Uno
solo. Amare Dio e il prossimo come Gesù ha donato a noi fino
all'ultima goccia del suo sangue per la nostra salvezza. L'obbiettivo
suo è che andiamo e non semplicemente essere ripieni di conoscenza da
condividere solo nell'ambiente di chiesa. Il buon seme che ha
trasformato le nostre vite va seminato. È le pianticelle che
cresceranno curate. Per ben tre volte nel capitolo 15 ribadisce le sue
promesse che non siamo soli è Dio che apre le menti di coloro che
ascoltano quelli che sono mandati a seminare.

Ebrei 7:22-28

Ebrei 7:22-28