Giudici 2:18-23; 3:1-2.
Un popolo con alti e bassi. Nonostante questo un Dio sempre pronto ad aiutarli. Dio suscitava i loro liberatori. Dio si diletta a salvare il suo popolo. Quel Dio di allora e lo stesso di oggi. Anche noi viviamo momenti di miseria dovuti al nostro peccato. Ma Egli si diletta a salvarci nel momento che ci ravvediamo. Attraverso la disobbedienza Dio manifestava la sua grazia. Che tipo di liberazione necessitava Israele ai tempi dei giudici? Essi avevano ricevuto già tutto ma invece di manifestare gratitudine imitavano i popoli Cananei. Essi necessitavano liberazione dal loro stesso peccato. Un popolo liberato dalla schiavitù, introdotto nella terra promessa e benedetto deve essere liberato dal proprio peccato. La mano di Dio si appesantiva su di loro perché si ravvedessero dal loro peccato. Avevano modo così di capire la differenza tra servire dei stranieri e l'Iddio di Israele. Sicurezza e benessere con Dio miseria e sofferenza con gli altri dei. In Ebrei 12 leggiamo di uomini di fede prima di Abramo, poi Mosé e quattro giudici. Quando leggi questi uomini nel libro dei giudici ti chiedi ma dov'è la loro fede? Barak che non andava senza donna. Gedeone che quando vinse fece l'idolo. Iefte che combattè i suoi fratelli. Sansone che sposò una pagana e morì schiavo del Dio dei filistei. Eppure sono scritti nel libro di Dio. Egli vede la loro fede genuina nonostante i loro peccati. Quando scriverà della mia vita evidenzierà le cose belle nonostante la nostra miseria. Egli non dimentica le cose belle per le brutte. Possiamo proseguire dunque nonostante le nostre cadute. L primo comandamento era non farsi altri dei. È questa fu la prima cosa che fecero. 1Giovanni 5:21 anche noi abbiamo da guardarci dagli idoli. Perché può succedere a noi in ogni momento. La prima cattività venne dalla Mesopotamia da dove veniva anche Abramo. È la stessa babilonia torna in terra promessa per farli sciavi poi arriva Otniel. Poi fu sottoposta Gerico che fu la prima ad essere conquistata da Israele. Moab è la carne che agisce dall'interno del popolo. La terza cattività è del re di Canann. Debora fu il liberatore. Questa schiavitù è peggiore di quella d'Egitto. Questa è la schiavitù del peccato. Il piolo alla testa è a volte la soluzione al nostro peccato. La quarta erano i madianiti con giudice Gedeone. Essi arrivavano come cavallette. Dio prometteva latte e miele e loro rubavano. Non volevano la terra ma la raccolta. Nascondere il cibo era l'unico modo. La assemblee cadono in liti e divisioni perché il nutrimento non è radicato.
Il figlio di Gedeone è giudice della quinta cattività. Esso stesso fu il tiranno e fu ucciso da una donna. Con una macina in testa che lo fece per amore della famiglia. Anche la chiesa a volte deve farlo per liberarsi da falsi servi.
La sesta e di Iefte. Il re di Ammon vuole una terra persa trecento anni prima. Voi avevate attaccato noi perché la pretendi chiede Iefte? Egli prima rigettato e poi accolto come giudice.
La settima è Salomone. Questi no fanno più buon esempio. Il primo giudice sposo una credente e questo una straniera e peri.
Mika aveva un idolo il casa. Beniamini fecero un grave peccato. L'anarchia è completa. Mika aveva trovato come sacerdote un nipote di Mosè. Primo sacerdote pagato.
Canaan non era una casa libera ma occupata da popoli malvagi. Dio decide di giudicare questi popoli. Invece di usare acqua o fuoco usò Israele. Ma non per la vostra giustizia ma per la loro malvagità. Questa terra li vomita non li vuole più. Ma se fate lo stesso farete la stessa fine.
Non compromettetevi non smettete di combattere perché la vittoria è promessa. A loro disse se farete io farò. Ma a noi dice solo io faccio. Un nuovo patto. Unico. Perché continuare a combattere queste orride battaglie? Perché Gesù ha vinto. Anche noi non dobbiamo arrenderci mai. Seguiamo l'esempio di Gesù.
Giudici 1:4-7
Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
domenica 20 aprile 2014
domenica 13 aprile 2014
Salmi 22
Salmi 22
Salmi 45
Matteo 19:16-26
Due personaggi: Gesù e un uomo interessato alla vita eterna. La domanda è cosa devo fare? Sono giovane ricco benestante religioso e privilegiato. Eppure ho ancora una domanda irrisolta. Cosa devo fare per avere la vita eterna. Egli spera di avere la risposta da Gesù. La domanda rivela la mentalità. Maestro cosa devo fare per avere la vita eterna. La vita terrena non è tutto ma manca di una dimensione eterna. È un uomo abituato alla meritocrazia. Se farò forse avrò. Chi ragiona così non avrà mai la certezza di avere. Ma più farà e più avrà la sensazione che gli manca qualcosa. È un paradosso spirituale. Faccio faccio e ancora mi manca. Eppure egli è convinto che chi cerca trova. Non si ferma ad accettare il paradosso ma vive il dubbio cercando risposte e facendo domande. Egli si avvicina a Gesù. Ed in questo sembra sincero.e carte sono in regola per ricevere una risposta da Gesù. Gesù dammi un feedback. Che mi manca ancora? Gesù gli dice. Perché mi interroghi riguardo a ciò che è buono. Uno solo è Buono. Le cose buone appartengono a colui che è il Buono. Gesù mostra la sua umiltà ma allo stesso tempo dice se interroghi me allora credo che sia io il Buono? Ma se il cuore dell'uomo è malato come mai potrà uscire qualcosa di buono da lui? Cosa serve fare se il cuore non è buono? Si ma Dio è misericordioso, qualcuno dice. Tante famiglie belle intorno a noi che fanno cose belle anche nel mondo. Come questo giovane che rispetta tutti i comandamenti. E Gesù lo ama per questo. Gesù gli elenca i comandamenti legati al rapporto con il prossimo. E qui il ragazzo è incoraggiato e contento perché ha sempre rispettato e onorato il prossimo fin dalla sua giovinezza. Senza parlare male, senza pensare male, ecc. Gesù non dice ti manca tutto. Ma una sola. Tutto bello quello che fai. Ma ancora una cosa manca. Tu hai la certezza della vita eterna? Perché c'è l'ho o non ce l'ho? Perché conto su me stesso oppure su Dio? Se conto su me stesso domani Dio potrebbe dirmi ti manca ancora qualcosa. Ogni uomo che si fonda su se stesso ha sempre un punto dolente. Va e vendi tutto quello che hai e seguimi. Io sono la porta a paradiso. Vieni dietro a me. La vita eterna non è una religione ma una persona che decidiamo di seguire. Ma per seguirla dobbiamo mollare quello che ci lega. Per il giovane la ricchezza era un impedimento a seguirlo. Per qualcun altro potrebbe essere la traduzione religiosa. Per qualcun altro potrebbe essere il sesso , il lavoro, ecc... Per lui era il denaro. Egli ci pensa un attimo. E rattristato se ne allontana. L'amore per le sue cose e le sue azioni è troppo importante per lui. Come potrei rinunciare alla mia capacità di fare e alle mie ricchezze? Sei pronto ad arrenderti completamente? Gesù lo insegue per convincerlo? No, lo lascia andare. Egli è venuto ed egli lo ha lasciato. Gesù si è reso disponibile ma non si impone. Non ci costringe ad essere suoi. Vuoi tu vendere tutto o hai ancora qualcosa che ti trattiene. E se sei suo c'è ancora qualcosa nella tua vita che ancora ti rallenta? Egli ci parla: Giovanni questa è tua madre, pietro prendi la rete, ascoltiamo quotidianamente la sua voce? Continuano a puntare e ad investire su di lui.
Salmi 45
Matteo 19:16-26
Due personaggi: Gesù e un uomo interessato alla vita eterna. La domanda è cosa devo fare? Sono giovane ricco benestante religioso e privilegiato. Eppure ho ancora una domanda irrisolta. Cosa devo fare per avere la vita eterna. Egli spera di avere la risposta da Gesù. La domanda rivela la mentalità. Maestro cosa devo fare per avere la vita eterna. La vita terrena non è tutto ma manca di una dimensione eterna. È un uomo abituato alla meritocrazia. Se farò forse avrò. Chi ragiona così non avrà mai la certezza di avere. Ma più farà e più avrà la sensazione che gli manca qualcosa. È un paradosso spirituale. Faccio faccio e ancora mi manca. Eppure egli è convinto che chi cerca trova. Non si ferma ad accettare il paradosso ma vive il dubbio cercando risposte e facendo domande. Egli si avvicina a Gesù. Ed in questo sembra sincero.e carte sono in regola per ricevere una risposta da Gesù. Gesù dammi un feedback. Che mi manca ancora? Gesù gli dice. Perché mi interroghi riguardo a ciò che è buono. Uno solo è Buono. Le cose buone appartengono a colui che è il Buono. Gesù mostra la sua umiltà ma allo stesso tempo dice se interroghi me allora credo che sia io il Buono? Ma se il cuore dell'uomo è malato come mai potrà uscire qualcosa di buono da lui? Cosa serve fare se il cuore non è buono? Si ma Dio è misericordioso, qualcuno dice. Tante famiglie belle intorno a noi che fanno cose belle anche nel mondo. Come questo giovane che rispetta tutti i comandamenti. E Gesù lo ama per questo. Gesù gli elenca i comandamenti legati al rapporto con il prossimo. E qui il ragazzo è incoraggiato e contento perché ha sempre rispettato e onorato il prossimo fin dalla sua giovinezza. Senza parlare male, senza pensare male, ecc. Gesù non dice ti manca tutto. Ma una sola. Tutto bello quello che fai. Ma ancora una cosa manca. Tu hai la certezza della vita eterna? Perché c'è l'ho o non ce l'ho? Perché conto su me stesso oppure su Dio? Se conto su me stesso domani Dio potrebbe dirmi ti manca ancora qualcosa. Ogni uomo che si fonda su se stesso ha sempre un punto dolente. Va e vendi tutto quello che hai e seguimi. Io sono la porta a paradiso. Vieni dietro a me. La vita eterna non è una religione ma una persona che decidiamo di seguire. Ma per seguirla dobbiamo mollare quello che ci lega. Per il giovane la ricchezza era un impedimento a seguirlo. Per qualcun altro potrebbe essere la traduzione religiosa. Per qualcun altro potrebbe essere il sesso , il lavoro, ecc... Per lui era il denaro. Egli ci pensa un attimo. E rattristato se ne allontana. L'amore per le sue cose e le sue azioni è troppo importante per lui. Come potrei rinunciare alla mia capacità di fare e alle mie ricchezze? Sei pronto ad arrenderti completamente? Gesù lo insegue per convincerlo? No, lo lascia andare. Egli è venuto ed egli lo ha lasciato. Gesù si è reso disponibile ma non si impone. Non ci costringe ad essere suoi. Vuoi tu vendere tutto o hai ancora qualcosa che ti trattiene. E se sei suo c'è ancora qualcosa nella tua vita che ancora ti rallenta? Egli ci parla: Giovanni questa è tua madre, pietro prendi la rete, ascoltiamo quotidianamente la sua voce? Continuano a puntare e ad investire su di lui.
giovedì 3 aprile 2014
Colossesi 1:1-12
Colossesi 1:1-12
Paolo parla di preghiera legata all'intercessione. Paolo riceve notizie e la prima cosa che fa e ringraziare e poi intercedere. Quando riceviamo delle notizie prima ringraziamo e poi preghiamo. Questo ci preserva dal giudizio e alimenta l'amore fraterno.
Paolo non si isola nella preghiera ma dice "noi". Non è solo egli prega con la chiesa e tutti i fratelli. Quando riceviamo le notizie non dimentichiamo di pregare. Soprattutto quando le riceviamo via mail.
Dio vuole parlare non è un Dio muto ma vuole rivelare la sua volontà. Ripieni di spirito dice efesini 5:15 continuamente. E qui dice continuate a riempirvi della volontà di Dio. Dio non dice te l'ho già detto. Ma la volontà di Dio è una volontà profonda la cui conoscenza non si esaurisce mai. Per questo è un azione continua e costante. Siate continuamente riempiendovi. Il rubinetto è aperto ma continuiamo a bere per non morire assetati. La ricerca è continua ma non perché siamo insoddisfatti.
5 pilastri:
Conoscenza con ogni sapienza e intelligenza spirituale. Con le nostre forze intellettuali non arriviamo da nessuna parte. La saggezza non è umana ma viene dalla sapienza di Cristo. Romani 1 dice intelligenza onorata.
Camminiate col Signore per piacergli in ogni cosa. Camminare in modo degno di chi ci spinge e ci chiama. Noi siamo luce riflessa di Cristo. Non pensare mai che la volontà di Dio possa essere diversa da lui. Approccio interiore e manifestazione esteriore.
Piacergli in ogni cosa. La realizzazione non è di noi stessi. Ma la sua soddisfazione. La nostra realizzazione potrebbe non coincidere con la sua soddisfazione.
Frutto in ogni opera buona. Buono è ciò che lo è per Dio.
Fortificati dalla gloriosa presenza. La volontà di Dio non ci indebolisce ma ci fortifica. Quando gli anziani crollano. A volte andiamo avanti per inerzia. Ma se siamo alla sua gloriosa presenza la forza viene da se. Se abbiamo perso le forze siamo ancora nella sua presenza? Torniamo alla sua presenza.
Degni di partecipare alla sorte dei santi della luce. Questa espressione è fondamento di tutto il discorso a seguire. È il Padre che ci mette in grado. C'è un disegno, un privilegio scritto, la sorte dei credenti. Essi sono messi i grado di partecipare alla loro sorte. Questa è la predestinazione. È Cristo che ci rende degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Dio li mette in grado. C'è un progetto. Il progetto di Dio.
Dal v.13-20. Contro gli eretici questa è la risposta di Paolo. Le risposte di Paolo sono in tempo reale ritagliate su esperienze vissute dalla chiesa primitiva. Eretici, fornicatori. E subito la risposta di Dio. Così l'uomo di Dio si forma non alla scuola biblica ma passo a passo davanti alle difficoltà. Si cresce nelle difficoltà davanti a necessità reali. Paolo non chiede che la prova scompaia o gli eretici allontanati. La prova va affrontata di petto ma con l'attrezzatura giusta. Eccole le arme dottrinali. Un ateo o un Tg. La nostra fede è provata. Ma pure accresciuta. Se abbiamo le giuste armi. E adesso Dio? Come affronto questa prova? Una dietro l'altra. È necessario che la nostra vita sia provata. Ogni difficoltà misurata al momento giusto. Come genitori dovremmo imitare il nostro padre celeste.
Dio ci ha liberati e ci ha trasportati nel regno. La nostra posizione. Ora. Nei luoghi celesti in Cristo. Liberati dal potere e dall'autorità delle tenebre. Intelligenza nascosta che rende l'uomo schiavo. Diabolica. Se il figlio non ci affranca come saremmo liberi. L'amato figlio in cui Dio si compiace. Si tratta ora di un regno.
In lui abbiamo la redenzione cioè il riscatto. Devo operare per meritare? No il riscatto è Cristo. Questo riscatto paga il prezzo della libertà dal potere di satana ai quali eravamo sottomessi a schiavitù. Liberi del peccato che non può più dominarci. Il passato è cancellato.
Egli è l'immagine del Dio invisibile. L'immagine si vede ma Dio non si può vedere. Ma quando Dio si fa vedere è Gesù Cristo. Non è qualcosa di intangibile. Ma Cristo lo ha dimostrato. Dio ha un'immagine. È questa immagine è Gesù Cristo. Chi ha visto me ha visto il padre. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza. Ma qui non c'è creazione. Cristo è immagine di Dio. Quando satana attacca l'uomo attacca la fotocopia dell'immagine di Dio. Gesù è l'immagine originale. Senza di lui n'è uomini né angeli potrebbero conoscere Dio. Salmo 89:26-29. Da Davide sembra parlare qualcun altro. Primogenito di ogni creatura. Non primo creato. Ma primogenito di tutte le creature. Egli è colui che genera ogni cosa perché Dio crea tramite la sua parola. Per mezzo di lui ma anche in cista di lui. God is in control.
Paolo parla di preghiera legata all'intercessione. Paolo riceve notizie e la prima cosa che fa e ringraziare e poi intercedere. Quando riceviamo delle notizie prima ringraziamo e poi preghiamo. Questo ci preserva dal giudizio e alimenta l'amore fraterno.
Paolo non si isola nella preghiera ma dice "noi". Non è solo egli prega con la chiesa e tutti i fratelli. Quando riceviamo le notizie non dimentichiamo di pregare. Soprattutto quando le riceviamo via mail.
Dio vuole parlare non è un Dio muto ma vuole rivelare la sua volontà. Ripieni di spirito dice efesini 5:15 continuamente. E qui dice continuate a riempirvi della volontà di Dio. Dio non dice te l'ho già detto. Ma la volontà di Dio è una volontà profonda la cui conoscenza non si esaurisce mai. Per questo è un azione continua e costante. Siate continuamente riempiendovi. Il rubinetto è aperto ma continuiamo a bere per non morire assetati. La ricerca è continua ma non perché siamo insoddisfatti.
5 pilastri:
Conoscenza con ogni sapienza e intelligenza spirituale. Con le nostre forze intellettuali non arriviamo da nessuna parte. La saggezza non è umana ma viene dalla sapienza di Cristo. Romani 1 dice intelligenza onorata.
Camminiate col Signore per piacergli in ogni cosa. Camminare in modo degno di chi ci spinge e ci chiama. Noi siamo luce riflessa di Cristo. Non pensare mai che la volontà di Dio possa essere diversa da lui. Approccio interiore e manifestazione esteriore.
Piacergli in ogni cosa. La realizzazione non è di noi stessi. Ma la sua soddisfazione. La nostra realizzazione potrebbe non coincidere con la sua soddisfazione.
Frutto in ogni opera buona. Buono è ciò che lo è per Dio.
Fortificati dalla gloriosa presenza. La volontà di Dio non ci indebolisce ma ci fortifica. Quando gli anziani crollano. A volte andiamo avanti per inerzia. Ma se siamo alla sua gloriosa presenza la forza viene da se. Se abbiamo perso le forze siamo ancora nella sua presenza? Torniamo alla sua presenza.
Degni di partecipare alla sorte dei santi della luce. Questa espressione è fondamento di tutto il discorso a seguire. È il Padre che ci mette in grado. C'è un disegno, un privilegio scritto, la sorte dei credenti. Essi sono messi i grado di partecipare alla loro sorte. Questa è la predestinazione. È Cristo che ci rende degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Dio li mette in grado. C'è un progetto. Il progetto di Dio.
Dal v.13-20. Contro gli eretici questa è la risposta di Paolo. Le risposte di Paolo sono in tempo reale ritagliate su esperienze vissute dalla chiesa primitiva. Eretici, fornicatori. E subito la risposta di Dio. Così l'uomo di Dio si forma non alla scuola biblica ma passo a passo davanti alle difficoltà. Si cresce nelle difficoltà davanti a necessità reali. Paolo non chiede che la prova scompaia o gli eretici allontanati. La prova va affrontata di petto ma con l'attrezzatura giusta. Eccole le arme dottrinali. Un ateo o un Tg. La nostra fede è provata. Ma pure accresciuta. Se abbiamo le giuste armi. E adesso Dio? Come affronto questa prova? Una dietro l'altra. È necessario che la nostra vita sia provata. Ogni difficoltà misurata al momento giusto. Come genitori dovremmo imitare il nostro padre celeste.
Dio ci ha liberati e ci ha trasportati nel regno. La nostra posizione. Ora. Nei luoghi celesti in Cristo. Liberati dal potere e dall'autorità delle tenebre. Intelligenza nascosta che rende l'uomo schiavo. Diabolica. Se il figlio non ci affranca come saremmo liberi. L'amato figlio in cui Dio si compiace. Si tratta ora di un regno.
In lui abbiamo la redenzione cioè il riscatto. Devo operare per meritare? No il riscatto è Cristo. Questo riscatto paga il prezzo della libertà dal potere di satana ai quali eravamo sottomessi a schiavitù. Liberi del peccato che non può più dominarci. Il passato è cancellato.
Egli è l'immagine del Dio invisibile. L'immagine si vede ma Dio non si può vedere. Ma quando Dio si fa vedere è Gesù Cristo. Non è qualcosa di intangibile. Ma Cristo lo ha dimostrato. Dio ha un'immagine. È questa immagine è Gesù Cristo. Chi ha visto me ha visto il padre. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza. Ma qui non c'è creazione. Cristo è immagine di Dio. Quando satana attacca l'uomo attacca la fotocopia dell'immagine di Dio. Gesù è l'immagine originale. Senza di lui n'è uomini né angeli potrebbero conoscere Dio. Salmo 89:26-29. Da Davide sembra parlare qualcun altro. Primogenito di ogni creatura. Non primo creato. Ma primogenito di tutte le creature. Egli è colui che genera ogni cosa perché Dio crea tramite la sua parola. Per mezzo di lui ma anche in cista di lui. God is in control.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)