Dal v.34 Gesù parla alla folla che lo segue e tra essa ci sono i suoi
discepoli i dodici che ha scelto tra cui Pietro. C'è una condizione
per seguirlo. Ascoltarlo come maestro e imitandolo in ogni cosa. La
chiamata è per chiunque pubblicani e farisei. Per chi lo vuole
ascoltare. Molti lo seguivano per la guarigione ma non lo
riconoscevano come messia. Il fatto di essere popolo d'Israele li
faceva pensare di avere la garanzia del cielo. Ma anche loro dovevano
conoscere il Cristo. 8:16-21 il loro cuore era chiuso buio di fronte
alla conoscenza di Dio Matteo 15:18. Gesù non si impone ma invita
ciascuno a seguirlo piuttosto del proprio ego. La scelta non è
leggera. Essa trasforma la vita e la condotta. Dio deve essere
cercato. Il proprio debito di peccato al cospetto di Dio va
riconosciuto seguito da un pentimento sincero e dall'accogliere il
sacrificio di Cristo come unico termine di giustificazione.
Un vero discepolo è fedele al suo maestro. Non come Giuda. Luca 9:23
rinneghi se stesso e prenda ogni giorno la sua croce. È una scelta
quotidiana di rinuncia al piacere proprio per seguire Dio. Non vuol
dire non mangiare o torturarsi. Ma significa essere pronti ad imitare
Cristo quando prese la croce. Egli si rimise nelle mani della volontà
di Dio nonostante la sofferenza che comportava. Potrebbe essere per
noi sopportare una persona difficile. Aiutare un bisognoso nel nostro
tempo libero. Non dobbiamo cercare il martirio ma se dovesse arrivare
rimettiamoci alla volontà di Dio. Cosa vuole Dio oggi da me. E cosa
invece desidererei io? Muoriamo a noi stessi, portando la nostra
croce. Affermiamo e dimostriamo pubblicamente che siamo di Cristo e
siamo pronti a portare la sua croce. Il mondo si chiede dov'è il
vantaggio di aderire ad una certa religione. Ma Gesù non offre piaceri
ma sofferenza sulla terra. Perché la vera ricchezza è la vita eterna
che Cristo ci ha acquistata.
Non è facile capire la portata di questo versetto perché va contro
l'uomo naturale. Ma per l'anima morta nel peccato egli ha la vita
nello Spirito per un cuore nuovo.
A Dio dobbiamo la nostra vita. Che uso ne vogliamo fare? Se ci
concentriamo sul benessere materiale perderemo la nostra anima, ma se
cerchiamo la sua volontà avremo vita eterna.
V.8:38
Egli ritorna come giudice. E sarà terribile per chi non ha voluto
ascoltarlo. Cristo è disprezzato in nome della democrazia: famiglie
sfasciate, giovani ribelli...
Troviamo il coraggio di tempere fuori dalla nostra porta il fango che
ci circonda nel mondo. Incidiamo nel mondo lasciando che Cristo parli
in noi e con noi. Cerchiamo la chiarezza senza comproessi. Senza
rimorsi per il suo ritorno. Pensiamo alla vergogna di Pietro di frante
al rinnegamento! Non vergognamoci di Cristo. Non perdiamo
l'opportunità. Ogni opportunità persa è persa per sempre. Guadagniamo
il tempo.
9:1
Questa realtà é in netta contrapposizione con quelli del v. 8:38.
Facciamo nostra questa speranza.
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