Ma quanto è grande la grazia di Dio?
Giovanni 1:16 questo è un passo importante. Non abbiamo ricevuto solo
grazia. Ma grazia su grazia. La svariata grazia di Dio. Quali sono le
dimensioni della grazia di Dio?
Ef 2:8
Questa è la prima dimensione. La base. La più importante di tutte per
la nostra vita. Perché è un dono di Dio per la nostra salvezza. Dalla
base di questa grazia ne abbiamo ricevute molte altre. Filippesi 1:29
un passo bello ma sconvolgente. Com'è possibile che la sofferenza sia
una grazia un privilegio della vita cristiana. Soffrire per Cristo. Se
uno soffre come cristiano non se ne vergogni ma glorifichi Dio. C'era
una chiesa in Nigeria completamente bruciata e donne e uomini
tantissimi seduti su mattoni. L'edificio era stato bruciato dagli
integralisti ma loro erano li ad adorare. La grazia non dipende da ciò
che abbiamo fuori ma cosa abbiamo nel cuore. Il cristiano è l'unico
uomo che può gioire in momenti difficili. Perché la grazia è sempre
per noi. Spesso pensiamo che se troviamo degli ostacoli allora non è
la volontà di Dio invece la volontà di Dio è piena di ostacoli. Paolo
ai colossesi. Una chiesa che soffre è una chiesa che vive. 2Corinzi 8
e9 primi versetti dell'8. La grazia di donare. Il fare il dono è una
grazia di Dio. Non sto facendo un piacere a Dio ma Dio mi concede il
privilegio di donare qualcosa usandomi come strumento. Negli atti
mettevano insieme i loro beni essi non consideravano ciò che avevano
come qualcosa che gli apparteneva ma come possesso di Dio. 2Corinzi
9:14-15 v.11 quello che do produce ringraziamento a Dio. L'opera di
grazia produce ringraziamento a Dio. Non sono io che ti dono ma è Dio
tramite me. Salmo 9:16 l'Eterno si è fatto conoscere. Geremia
Giovanni parlano del conoscere Dio. Un privilegio che lui ci ha fatto.
Dio ha preso l'iniziativa per conoscerci. Lui si è fatto conoscere.
Non è una grazia? Che grande dono? Conoscere non è sapere. Chi lo
conosce davvero nel proprio cuore? Alla fine ciò che conta non è che
io conosco Dio ma che Dio conosce me. Ciascuno conosce i propri
peccati. Nonostante tu mi conosci tu mi hai amato. Nonostante i miei
falli. Egli ci permette di conoscerlo ogni giorni. Sono stato
perfettamente conosciuto dice Davide. La conoscenza che hai di me è
meravigliosa. Paolo dice che Dio si conosce per esperienza. Se non ho
il coraggio di camminare sull'acqua non scoprirò mai che che Dio può
farmi camminare sull'acqua. Se non vado nella fossa non conoscerò mai
la sua potenza di liberazione. Osea disse conosciamo il Signore
sforziamoci di conoscerlo. Romani 15:15 ci parla dell'ultima
dimensione della grazia di Dio. La grazia di essere un ministro. Di
servirlo. Questo è un privilegio. I doni sono qualcosa che lui ci ha
dato. E che stiamo dando se in realtà l'abbiamo da lui ricevuto? Egli
me ne da la possibilità È per la grazia di Dio se sono quello
che sono. Un privilegio che Dioi ha dato. Qual'è il tetto della grazia
di Dio? Il ringraziamento. Grazie per la vita eterna. Per la
sofferenza. Per i beni materiali. Perché ti fai conoscere ogni giorno.
Che mi permetti di servire. Non riceviamo invano la grazia di Dio. La
grazia di Dio sia con tutti noi.
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Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
domenica 29 aprile 2012
domenica 22 aprile 2012
Che tipo di pane siete?
Che tipo di pane siete? Gesù disse di essere il pane della vita.
Giovanni 12. La resurrezione di Lazzaro venne festeggiata con una
festa. Quando il pane è appena cotto emana un profumo che si espande.
Al v.20 leggiamo che alcuni Greci andavano a celebrare la Pasqua.
Essi non potevano e entrare nel tempio ma vennero no. Solo per
conoscere la Pasqua ma per conoscere Gesù. Filippo è un po' titubante
va prima da Andrea e poi da Gesù. Gesù non dice ah piacere usando un
linguaggio semplice. Gesù fa un discorso che avranno capito 'sti
greci?
L'ora è venuta. Se il granello non muore non porta frutto. Egli è
questo granello. Con la sua morte e resurrezione da la vita eterna.
Altrove il seme è la parola che entra nella nostra anima. Chi ama la
propria vita la perde. Devo morire per vivere. Siamo tutti morti in
Cristo e resuscitati in Cristo? Il granello che germoglia deve
crescere e poi produrre frutti. Con lo stelo cresce la zizzania che
cerca di soffocare questo seme. Quando ci convertiamo tutti ci
ostacolano e cercano di soffocarci. Se non portiamo frutto dobbiamo
chiederci: sono davvero morto? Questo frutto diventerà un pane
straordinario. Il grano viene falciato e questa sembrerebbe la fine.
Invece si divide la paglia dal grano. Anche noi dobbiamo essere
separati dal mondo. Non in clausura. Ma a cuore abbiamo cose di erse
dal mondo. Tre nemici dice Giovanni io mondo satana. Dopo la
falciatura avviene la trebbiatura. Cioè la spiga è tolta dal grano. A
volte degli animali camminavano sulle spighe per far saltare fuori il
chicco dalla spiga. Anche noi siamo calpestati e provati. Con le prove
possiamo capire a che punto siamo arrivati e da li proseguire. Spesso
non superiamo la prova. Ma questo ci aiuta a ripartire con impegno
rinnovato quando confessiamo. Capita la lezione si riprende a crescere
e conosciamo di più l'amore di Dio per noi. A volte critichiamo e
rifiutiamo la prova e ce la prendiamo con Dio. Questa è un occasione
per Satana per farci peccare. Anche Giobbe chiedeva perché mi succede
questo. E gli amici dicevano si vede che hai peccato. Il Signore ci
punisce per amore ma non per il piacere di farci soffrire. Giacomo 1:2
abbiamo mai pensato alla prova come una grande gioia? Io no. Ma perché
possiamo gioire? Perché Dio ci sta perfezionando alla sua gloria.
Signore cosa mi vuoi fare capire con questo? Questo è il giusto
approccio. Dopo la trebbiatura. La vagliatura. Si getta per aria per
separarlo dalla pula eliminando la pellicina. Pietro alla Cena disse
di essere pronto a dare la vita. Ma Gesù disse Satana ha chiesto di
vagliarvi ma io ho pregato per te. Quante volte abbiamo tanti bei
propositi e poi non combiniamo nulla! Spesso il vaglio permette di
capire se i propositi sono davvero nel nostro cuore o piuttosto sono
frutti di emozioni momentanee. Con lamacinatura il chicco perde la sua
individualità e diventa uno con la farina. Nella chiesa diventiamo un
corpo. Siano uno come noi siamo uno. Quanto spesso invece affermiamo
la nostra individualità tra i fratelli. Non si parla di ecumenismo. Ma
di unità con chi è fedele a Dio. Noi siamo il profumo di Cristo. Dio
aveva il suo profumo speciale nel tempio. Dio ama il profumo. Poi la
farina è setacciata per selezionare il fior di farina. Nella farina
naturale ci sono dei granuli che vanno eliminati. Spesso abbiamo degli
spigoli in noi che vanno ancora eliminati e che spesso vediamo quando
ci troviamo in discussioni. Le prostitute e i pubblicati si
accostavano a Gesù ma non dai sacerdoti e scribi. Perché? Egli non
criticava ma gli parlava dei loro bisogni di lasciare il peccato con
amore. Poi l'impasto a cui do la forma che voglio. DIO è il vasaio che
mi da la forma e lo scopo che egli vuole. Io sono formato da Dio
personalmente. Non tutti i pani sono uguali. Dio ha un progetto per
ciascuno di noi. Vasi ad onore e a disonore. Usi diversi ma tutti
utili. A chi diamo la colpa se non ci piacciamo. Ama il prossimo come
te stesso. Io sono quello che sono per grazia di Dio. Dio ti ha dato
una forma. Accettalo e onoralo. Poi andiamo nel forno. Il culto
d'adorazione è solo la domenica. No ogni giorno. Il pane va sfornato
al momento giusto. Chi controlla? Gesù. Egli lo sa. Il mondo non ha
bisogno di parole ma di vedere che sei un buon pane. Voglia il Signore
che lo possano dire di noi. Che siamo un buon pane. Che pane sei?
Giovanni 12. La resurrezione di Lazzaro venne festeggiata con una
festa. Quando il pane è appena cotto emana un profumo che si espande.
Al v.20 leggiamo che alcuni Greci andavano a celebrare la Pasqua.
Essi non potevano e entrare nel tempio ma vennero no. Solo per
conoscere la Pasqua ma per conoscere Gesù. Filippo è un po' titubante
va prima da Andrea e poi da Gesù. Gesù non dice ah piacere usando un
linguaggio semplice. Gesù fa un discorso che avranno capito 'sti
greci?
L'ora è venuta. Se il granello non muore non porta frutto. Egli è
questo granello. Con la sua morte e resurrezione da la vita eterna.
Altrove il seme è la parola che entra nella nostra anima. Chi ama la
propria vita la perde. Devo morire per vivere. Siamo tutti morti in
Cristo e resuscitati in Cristo? Il granello che germoglia deve
crescere e poi produrre frutti. Con lo stelo cresce la zizzania che
cerca di soffocare questo seme. Quando ci convertiamo tutti ci
ostacolano e cercano di soffocarci. Se non portiamo frutto dobbiamo
chiederci: sono davvero morto? Questo frutto diventerà un pane
straordinario. Il grano viene falciato e questa sembrerebbe la fine.
Invece si divide la paglia dal grano. Anche noi dobbiamo essere
separati dal mondo. Non in clausura. Ma a cuore abbiamo cose di erse
dal mondo. Tre nemici dice Giovanni io mondo satana. Dopo la
falciatura avviene la trebbiatura. Cioè la spiga è tolta dal grano. A
volte degli animali camminavano sulle spighe per far saltare fuori il
chicco dalla spiga. Anche noi siamo calpestati e provati. Con le prove
possiamo capire a che punto siamo arrivati e da li proseguire. Spesso
non superiamo la prova. Ma questo ci aiuta a ripartire con impegno
rinnovato quando confessiamo. Capita la lezione si riprende a crescere
e conosciamo di più l'amore di Dio per noi. A volte critichiamo e
rifiutiamo la prova e ce la prendiamo con Dio. Questa è un occasione
per Satana per farci peccare. Anche Giobbe chiedeva perché mi succede
questo. E gli amici dicevano si vede che hai peccato. Il Signore ci
punisce per amore ma non per il piacere di farci soffrire. Giacomo 1:2
abbiamo mai pensato alla prova come una grande gioia? Io no. Ma perché
possiamo gioire? Perché Dio ci sta perfezionando alla sua gloria.
Signore cosa mi vuoi fare capire con questo? Questo è il giusto
approccio. Dopo la trebbiatura. La vagliatura. Si getta per aria per
separarlo dalla pula eliminando la pellicina. Pietro alla Cena disse
di essere pronto a dare la vita. Ma Gesù disse Satana ha chiesto di
vagliarvi ma io ho pregato per te. Quante volte abbiamo tanti bei
propositi e poi non combiniamo nulla! Spesso il vaglio permette di
capire se i propositi sono davvero nel nostro cuore o piuttosto sono
frutti di emozioni momentanee. Con lamacinatura il chicco perde la sua
individualità e diventa uno con la farina. Nella chiesa diventiamo un
corpo. Siano uno come noi siamo uno. Quanto spesso invece affermiamo
la nostra individualità tra i fratelli. Non si parla di ecumenismo. Ma
di unità con chi è fedele a Dio. Noi siamo il profumo di Cristo. Dio
aveva il suo profumo speciale nel tempio. Dio ama il profumo. Poi la
farina è setacciata per selezionare il fior di farina. Nella farina
naturale ci sono dei granuli che vanno eliminati. Spesso abbiamo degli
spigoli in noi che vanno ancora eliminati e che spesso vediamo quando
ci troviamo in discussioni. Le prostitute e i pubblicati si
accostavano a Gesù ma non dai sacerdoti e scribi. Perché? Egli non
criticava ma gli parlava dei loro bisogni di lasciare il peccato con
amore. Poi l'impasto a cui do la forma che voglio. DIO è il vasaio che
mi da la forma e lo scopo che egli vuole. Io sono formato da Dio
personalmente. Non tutti i pani sono uguali. Dio ha un progetto per
ciascuno di noi. Vasi ad onore e a disonore. Usi diversi ma tutti
utili. A chi diamo la colpa se non ci piacciamo. Ama il prossimo come
te stesso. Io sono quello che sono per grazia di Dio. Dio ti ha dato
una forma. Accettalo e onoralo. Poi andiamo nel forno. Il culto
d'adorazione è solo la domenica. No ogni giorno. Il pane va sfornato
al momento giusto. Chi controlla? Gesù. Egli lo sa. Il mondo non ha
bisogno di parole ma di vedere che sei un buon pane. Voglia il Signore
che lo possano dire di noi. Che siamo un buon pane. Che pane sei?
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domenica 15 aprile 2012
Prendi la tua croce
Luca 9:23-27
Gesù si rivolge a tutti i presenti. L'invito a seguirlo è per tutta
l'umanità. Per i discepoli è un avvertimento. Nel v.22 Gesù annunciò
la sua morte e la sua resurrezione. Anche i discepoli che lo seguono
hanno lo stesso destino. Venire dietro significa amarlo e imitarlo.
Questo Se è la chiave che apre la strada alla vita eterna. Seguite me.
Ecco tutto quello che il Signore vuole che facciamo. Rinunciare ha se
stessi. Implica un cambiamento radicale. Al primo posto non c'è più il
mio interesse ma quello di Dio. È lo spirito Santo che diventa padrone
della mia vita. La chiave della mia vita va data a Gesù. La croce è la
morte dell'Io. Gesù non parla di un percorso facile. Ogni giorno
abbiamo una croce da prendere. Gesù è morto sulla croce. Anche noi
dobbiamo morire a noi stessi ogni giorno. Luca 14:26. Se vogliamo
seguire Cristo le nostre priorità cambiano. Luca 9:24. Chi pensa di
salvarsi da se stesso perderà la propria vita. Ma chi perde la propria
vita inchiodandola con Cristo avrà vita eterna. Sembra una
contraddizione invece è proprio questo che il Signore ci chiama a
fare. Se la nostra psiche non muore la metamorfosi da bruco a farfalla
non può avvenire. La croce è tristezza e gioia allo stesso tempo.
Tristezza da un punto di vista carnale ma gioia da un punto di vista
spirituale. A che serve conquistare la terra e poi morire in eterno?
Matteo 10:26. E' come ricevere la più grande collezione di opere
d'arte del mondo e perdere allo stesso tempo la vista per goderne.
Come sta la chiesa di Brescia? Cosa stiamo rincorrendo? Quali sono le
cose importanti che ci allontanano da Gesù? Matteo 25 ci vergogniamo
di Cristo? Gli ultimi versetti del brano di Luca fanno riferimento
alla trasfigurazione. Luca 17:21 dice che il regno di Dio è pure
dentro a coloro che hanno dato la loro vita a Cristo.
Gesù si rivolge a tutti i presenti. L'invito a seguirlo è per tutta
l'umanità. Per i discepoli è un avvertimento. Nel v.22 Gesù annunciò
la sua morte e la sua resurrezione. Anche i discepoli che lo seguono
hanno lo stesso destino. Venire dietro significa amarlo e imitarlo.
Questo Se è la chiave che apre la strada alla vita eterna. Seguite me.
Ecco tutto quello che il Signore vuole che facciamo. Rinunciare ha se
stessi. Implica un cambiamento radicale. Al primo posto non c'è più il
mio interesse ma quello di Dio. È lo spirito Santo che diventa padrone
della mia vita. La chiave della mia vita va data a Gesù. La croce è la
morte dell'Io. Gesù non parla di un percorso facile. Ogni giorno
abbiamo una croce da prendere. Gesù è morto sulla croce. Anche noi
dobbiamo morire a noi stessi ogni giorno. Luca 14:26. Se vogliamo
seguire Cristo le nostre priorità cambiano. Luca 9:24. Chi pensa di
salvarsi da se stesso perderà la propria vita. Ma chi perde la propria
vita inchiodandola con Cristo avrà vita eterna. Sembra una
contraddizione invece è proprio questo che il Signore ci chiama a
fare. Se la nostra psiche non muore la metamorfosi da bruco a farfalla
non può avvenire. La croce è tristezza e gioia allo stesso tempo.
Tristezza da un punto di vista carnale ma gioia da un punto di vista
spirituale. A che serve conquistare la terra e poi morire in eterno?
Matteo 10:26. E' come ricevere la più grande collezione di opere
d'arte del mondo e perdere allo stesso tempo la vista per goderne.
Come sta la chiesa di Brescia? Cosa stiamo rincorrendo? Quali sono le
cose importanti che ci allontanano da Gesù? Matteo 25 ci vergogniamo
di Cristo? Gli ultimi versetti del brano di Luca fanno riferimento
alla trasfigurazione. Luca 17:21 dice che il regno di Dio è pure
dentro a coloro che hanno dato la loro vita a Cristo.
Roberto Balbiani
domenica 1 aprile 2012
USARE DELLA LIBERTÀ PER FLIRTARE CON IL MONDO
Colossesi 2:8-23
Marco 7:17-23
Oggi il primo aprile una tradizione antica vuole che si facciano degli
scherzi gli uni agli altri. Prendersi in giro. Il mondo prende questo
come momento di gioia. Anche noi partecipiamo a queste cose perché le
troviamo innocue e divertenti anche invitati da quello che abbiamo
letto: non c'è più nulla che può contaminarci perché siamo liberi in
Cristo. Ma la libertà è un arma a doppio taglio. Il nostro scherzare
può aprire una porta, apre una breccia. Per esempio il bimbo impara
una brutta parola e noi ridiamo. Lui pensa che è una cosa da rifare.
Non è la parola che contamina il bambino ma il fatto che
inconsciamente la approviamo. Certe espressioni al lavoro entrano nel
nostro vocabolario. Poi nella chiesa. Abbiamo libertà di ascoltare
qualsiasi cosa questa non ci contamina ma il problema nasce quando la
cosa si insinua nel nostro cuore come uno scherzo e tpoi si radica e
in un occasione "appropriata" senza pensarci facciamo quella stessa
cosa che disapprovavamo.
Proverbi 9:12
Proverbi 26:18-19
Ho fatto per scherzo. Ma lo scherzo non è da Dio. E' un modo dolce per
ingannare il prossimo per divertirsi un attimo. Con l'inganno ci
rubiamo un divertimento. Pensiamo al carnevale. Ci travestiamo per
fare scherzi senza farsi conoscere. In Giosuè i gabaoniti ingannano
gli Israeliani perché sanno che dovrebbero essere sterminati per
ordine di Dio. Si recano dai capi facendo credere di essere un popolo
lontano e inducono a stringere un patto. Dopo tre giorni si scopre
l'inganno. Non possono più sterminarlo ma quel popolo sarà schiavo per
sempre in mezzo al popolo. Nel tentativo di ingannare qualcuno
potremmo essere noi stessi scottati.
Efesini 5:3
La buffoneria e il parlare sciocco non dvo o essere nemmeno nominati.
Colossesi 4:5
Parlare con sale.
Mischiarvi ai giochi del mondo ci fa apparire come uno del mondo. Ma
se siamo liberi dal giudizio di feste e noviluni perché ci sentiamo
ancora di partecipare creando per noi un mezzo di caduta.
Efesini - contristare lo spirito
Quante cose pensiamo non ci toccano ma poi corrompono il nostro cuore
o la nostra testimonianza. Se siamo liberi che bisogno abbiamo ancora
di seguire lo scherzo del mondo. Siamo anche noi giudicati maliziosi
come il mondo. Una trasmissione può illuderci di darci gioia o
divertimento ma in modo piacevole vuole instillare in noi i costumi dl
mondo.
Marco 7:17-23
Oggi il primo aprile una tradizione antica vuole che si facciano degli
scherzi gli uni agli altri. Prendersi in giro. Il mondo prende questo
come momento di gioia. Anche noi partecipiamo a queste cose perché le
troviamo innocue e divertenti anche invitati da quello che abbiamo
letto: non c'è più nulla che può contaminarci perché siamo liberi in
Cristo. Ma la libertà è un arma a doppio taglio. Il nostro scherzare
può aprire una porta, apre una breccia. Per esempio il bimbo impara
una brutta parola e noi ridiamo. Lui pensa che è una cosa da rifare.
Non è la parola che contamina il bambino ma il fatto che
inconsciamente la approviamo. Certe espressioni al lavoro entrano nel
nostro vocabolario. Poi nella chiesa. Abbiamo libertà di ascoltare
qualsiasi cosa questa non ci contamina ma il problema nasce quando la
cosa si insinua nel nostro cuore come uno scherzo e tpoi si radica e
in un occasione "appropriata" senza pensarci facciamo quella stessa
cosa che disapprovavamo.
Proverbi 9:12
Proverbi 26:18-19
Ho fatto per scherzo. Ma lo scherzo non è da Dio. E' un modo dolce per
ingannare il prossimo per divertirsi un attimo. Con l'inganno ci
rubiamo un divertimento. Pensiamo al carnevale. Ci travestiamo per
fare scherzi senza farsi conoscere. In Giosuè i gabaoniti ingannano
gli Israeliani perché sanno che dovrebbero essere sterminati per
ordine di Dio. Si recano dai capi facendo credere di essere un popolo
lontano e inducono a stringere un patto. Dopo tre giorni si scopre
l'inganno. Non possono più sterminarlo ma quel popolo sarà schiavo per
sempre in mezzo al popolo. Nel tentativo di ingannare qualcuno
potremmo essere noi stessi scottati.
Efesini 5:3
La buffoneria e il parlare sciocco non dvo o essere nemmeno nominati.
Colossesi 4:5
Parlare con sale.
Mischiarvi ai giochi del mondo ci fa apparire come uno del mondo. Ma
se siamo liberi dal giudizio di feste e noviluni perché ci sentiamo
ancora di partecipare creando per noi un mezzo di caduta.
Efesini - contristare lo spirito
Quante cose pensiamo non ci toccano ma poi corrompono il nostro cuore
o la nostra testimonianza. Se siamo liberi che bisogno abbiamo ancora
di seguire lo scherzo del mondo. Siamo anche noi giudicati maliziosi
come il mondo. Una trasmissione può illuderci di darci gioia o
divertimento ma in modo piacevole vuole instillare in noi i costumi dl
mondo.
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Giovanni 16:17
Giovanni 16:17
Gesù parla col Padre e intercede per i suoi.
L'ora è venuta. La morte. L'ultimo nemico dell'uomo. Il Padre avrebbe
glorificato il Figlio con questa morte.
Anche noi vogliamo dare gloria al figlio ricordando il suo sacrificio
per i nostri peccati. In questo modo il Padre stesso è glorificato.
Perché sono Uno. Cristo ha autorità su ogni cosa per dare vita eterna
a chi vuole. Ancora prima. Da sempre. Questa è la vita eterna. Solo
con il figlio si conosce davvero il Padre. Senza Gesù non c'è
conoscenza di Dio. Glorificami della gloria che ho sempre avuto. In
questi simboli ricordiamo che siamo qui per dare a lui la gloria
perché la nostra vita gli appartiene.
Gesù parla col Padre e intercede per i suoi.
L'ora è venuta. La morte. L'ultimo nemico dell'uomo. Il Padre avrebbe
glorificato il Figlio con questa morte.
Anche noi vogliamo dare gloria al figlio ricordando il suo sacrificio
per i nostri peccati. In questo modo il Padre stesso è glorificato.
Perché sono Uno. Cristo ha autorità su ogni cosa per dare vita eterna
a chi vuole. Ancora prima. Da sempre. Questa è la vita eterna. Solo
con il figlio si conosce davvero il Padre. Senza Gesù non c'è
conoscenza di Dio. Glorificami della gloria che ho sempre avuto. In
questi simboli ricordiamo che siamo qui per dare a lui la gloria
perché la nostra vita gli appartiene.
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