Ci sono tanti eroi nel mondo. Calciatori campioni olimpionici. La
televisione li glorifica. Ai giovani piace essere famosi come loro. E
sono fanatici. Nella Bibbia abbiamo altri eroi dei quali abbiamo
possibilità di seguire l'esempio. Ma ciascuno di noi è chiamato da Dio
ad essere un eroe. Ma qualcosa ci manca. Non siamo ancora
completamente arresi a lui. Libro dei giudici. 3:15-30. Per un eroe
poco conosciuto. Con tante debolezze e paure. Paura come noi di
parlare con i nostri vicini. In maggio vado all'areoporto. C'erano
molti sportivi. Ma avevo il sedile vicino vuoto. Io avevo prima
pregato che ci fosse qualcuno. Arriva l'ultimo passeggero alto e si
addormenta subito. Come parlo con lui? Arriva l'hostess. Passo il
bicchiere ad un passeggero e lo rovescio addosso un bicchiere. Mi
scusi! Questa è la prima parola! Abbiamo iniziato a parlare. Era un
famoso tennista ma non lo conoscevo. Lui stava così perché aveva
bevuto tanto la sera prima. Non aveva mai sentito parlare di Dio prima
d'ora. Mi ringraziò. Lui era famoso intoccabile. Io avevo paura.
Eppure mi ascoltò. Torniamo a Giudici. Nessuno vuole essere sottomesso
al peccato. Eglon era grasso e pigro e senza freni. Vorresti essere
sottomesso a uno così? Spesso però ci facciamo dominare dalla pigrizia
e diventi nervoso e occupi il tempo con altre attività dimenticando le
cose migliori più importanti. Preferiamo la nostra fama o la parola
del Signore. Persone intorno a noi vanno all'inferno e noi abbiamo il
pregiudizio di non parlare perché tanto non ci ad ascolteranno. Ehud
si era preparato. Egli era già li per il tributo. Poi va e torna
indietro e dice devi dirti qualcosa. Perché è andato e poi è tornato.
Giosuè 4: Israele passa il Giordano. 12 pietre e le porta a Ghilgal.
Un ricordo. Che Dio ha aperto il Giordano per il suo popolo e Dio è
con loro dando vittoria in qualsiasi posto andassero. Forse Ehud vide
questo monumento a Ghilgal e tornò da Eglon per aver vittoria secondo
la promessa di Dio. Ci sono cose nella vita che ci ricordano le
promesse di Dio e la sua parola. L'esempio buono di qualcosa. Il
calendario. La Bibbia. Il versetto in casa di un fratello. Il mondo fa
tante cose per ricordare. Fanno le statue agli eroi. Scrivono libri.
Anche noi dobbiamo ricordare la potenza di Dio. Un diario dove scrivi
che Dio ha risposto ad una preghiera. Dio non ha perso potenza.
Potente nel passato potente nel presente. Non fu facile tornare per
Ehud. Era solo. Ma se Dio è con noi non dobbiamo aver timore. Se ho
Dio non ho bisogno di altre persone. Isaia 6. Chi andrà per me oggi.
Il caldo di oggi non è paragonabile al caldo dell'inferno. Alziamoci e
facciamo come Ehud.
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Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
domenica 29 luglio 2012
domenica 22 luglio 2012
Matteo 6: ipocrisia formalismo e segreto del cuore
Matteo 5: Andrea giovedi
Matteo 6
Ipocriti v.5,6,16 ricorre tre volte ELEMOSINA PREGHIERA E DIGIUNO
È una caratteristica dell'uomo religioso. Egli sa che a Dio non si può
nascondere nulla. Egli dunque dissimula davanti ai fratelli si tratta
letteralmente di una messa in scena per sembrare ciò che non si è.
V.1-4
Il formalismo rigioso pratica la propria giustizia fondandosi
sull'opera per giustificarsi al cospetto degli uomini. Ma davanti a
Dio non valgono nulla. Quale nostra opera potremmo portare al cospetto
di Dio?
L'esempio è l'elemosina. Avvisano tutti perché gli uomini lo onorino.
Ma Dio da ricompensa nel segreto. Dio ha visto e nessun altro lo sa.
Questa è la sfida per la nostra anima. Nel formalismo è invece
importante quello che si vede e no quello che si è. I corinzi vedevano
Paolo un uomo da poco nell'apparenza ma potente nel servizio al
cospetto di Dio. Quando Samuele doveva ungere Davide Dio gli disse che
io non guardo l'apparenza ma il cuore. Perché vi preoccupate del
vestire? Oggi ci preoccupiamo non solo del vestite ma del vestito
addirittura che sia di qualità !
Pensiamo ancora al fariseo e al pubblicano.
All'elemosina della vedova. I farisei davano il di più la vedova tutto
quello che aveva. Il credente no si aspetta gli applausi o i
ringraziamenti. Chi lo fa lo faccia ma no. Deve essere frustrato dalla
mancanza di gratitudine perché lo fa per Dio. Dar soldi è una cosa
difficile. A volte è più facile dare una mano.
I farisei pregano in piedi per farsi vedere. E questo è il loro
premio. Ma tu fallo nel segreto come l'elemosina. Il dare al fratello
nell'elemosina e dare a Dio nella preghiera. Io guardo al cuore e non
alla posizione.
Poi abbiamo il Padre Nostro di cui non parliamo.
Al v. 16 il digiuno
Questi divennero esperti nel farsi vedere sofferenti quando si
astenevano da qualcosa. Tre volte parla di ipocriti e tre volte di
segreto nel cuore. La ricompensa è promessa.
Il formalismo soffoca la voce dello Spirito e la chiesa che ne è
afflitta non ha più la voce di Dio che gli parla dopo aver già
soffocato quella dei profeti. Guardatevi.
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Matteo 6
Ipocriti v.5,6,16 ricorre tre volte ELEMOSINA PREGHIERA E DIGIUNO
È una caratteristica dell'uomo religioso. Egli sa che a Dio non si può
nascondere nulla. Egli dunque dissimula davanti ai fratelli si tratta
letteralmente di una messa in scena per sembrare ciò che non si è.
V.1-4
Il formalismo rigioso pratica la propria giustizia fondandosi
sull'opera per giustificarsi al cospetto degli uomini. Ma davanti a
Dio non valgono nulla. Quale nostra opera potremmo portare al cospetto
di Dio?
L'esempio è l'elemosina. Avvisano tutti perché gli uomini lo onorino.
Ma Dio da ricompensa nel segreto. Dio ha visto e nessun altro lo sa.
Questa è la sfida per la nostra anima. Nel formalismo è invece
importante quello che si vede e no quello che si è. I corinzi vedevano
Paolo un uomo da poco nell'apparenza ma potente nel servizio al
cospetto di Dio. Quando Samuele doveva ungere Davide Dio gli disse che
io non guardo l'apparenza ma il cuore. Perché vi preoccupate del
vestire? Oggi ci preoccupiamo non solo del vestite ma del vestito
addirittura che sia di qualità !
Pensiamo ancora al fariseo e al pubblicano.
All'elemosina della vedova. I farisei davano il di più la vedova tutto
quello che aveva. Il credente no si aspetta gli applausi o i
ringraziamenti. Chi lo fa lo faccia ma no. Deve essere frustrato dalla
mancanza di gratitudine perché lo fa per Dio. Dar soldi è una cosa
difficile. A volte è più facile dare una mano.
I farisei pregano in piedi per farsi vedere. E questo è il loro
premio. Ma tu fallo nel segreto come l'elemosina. Il dare al fratello
nell'elemosina e dare a Dio nella preghiera. Io guardo al cuore e non
alla posizione.
Poi abbiamo il Padre Nostro di cui non parliamo.
Al v. 16 il digiuno
Questi divennero esperti nel farsi vedere sofferenti quando si
astenevano da qualcosa. Tre volte parla di ipocriti e tre volte di
segreto nel cuore. La ricompensa è promessa.
Il formalismo soffoca la voce dello Spirito e la chiesa che ne è
afflitta non ha più la voce di Dio che gli parla dopo aver già
soffocato quella dei profeti. Guardatevi.
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domenica 1 luglio 2012
Ebrei 10
Ebrei 10
I sacrifici della legge non rendono perfetti. La coscienza non è
sgravata dal peccato. Essendo impossibile entrare alla presenza di Dio
Cristo si offre volontario. Dopo la sofferenza viene la gloria e
Cristo è incoronato re dopo essere stato umiliato nel corpo. Egli non
attirava gli sguardi ma tocca a i cuori. Questo sacrificio è unico
fatto una volta per sempre e la coscienza è sanata. Non dobbiamo
aspettare un altro Salvatore. La salvezza di Cristo è perfetta. V.14
siamo resi perfetti per sempre. Quale messaggio per la nostra vita.
Vediamo il peccato ma davanti a Dio siamo resi perfetti in eterno.
Rivestiti della giustizia di Cristo davanti a Dio Padre.
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I sacrifici della legge non rendono perfetti. La coscienza non è
sgravata dal peccato. Essendo impossibile entrare alla presenza di Dio
Cristo si offre volontario. Dopo la sofferenza viene la gloria e
Cristo è incoronato re dopo essere stato umiliato nel corpo. Egli non
attirava gli sguardi ma tocca a i cuori. Questo sacrificio è unico
fatto una volta per sempre e la coscienza è sanata. Non dobbiamo
aspettare un altro Salvatore. La salvezza di Cristo è perfetta. V.14
siamo resi perfetti per sempre. Quale messaggio per la nostra vita.
Vediamo il peccato ma davanti a Dio siamo resi perfetti in eterno.
Rivestiti della giustizia di Cristo davanti a Dio Padre.
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Il cubo di Dio
A scuola impariamo che la storia si calcola in millioni di anni. Così
se il passato è così lontano figuriamoci il futuro. E quindi il
giudizio.
In apocalisse 21 la Gerusalemme celeste è a forma di cubo e l'unico
altro cubo nella scrittura è il santo dei santi che nel tempio era
solo un assaggio della perfezione della santità divina. Lassù
contempleremo la santità di Dio.
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se il passato è così lontano figuriamoci il futuro. E quindi il
giudizio.
In apocalisse 21 la Gerusalemme celeste è a forma di cubo e l'unico
altro cubo nella scrittura è il santo dei santi che nel tempio era
solo un assaggio della perfezione della santità divina. Lassù
contempleremo la santità di Dio.
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Romani 8:18-23
Romani 8:18-23
Sofferenza e gloria. Per chi è di Criati sono due fasi tra loro legate
strettamente. Nel mondo non è così. Difficilmente queste due cose
vanno insieme o sono considerate al posti giusto. Pensiamo ai paesi
con dittatura in cui la sofferenza è tale da non trovare guarigione.
Mio nonno ha fatto la prima guerra mondiale ed è tornato a casa due
anni dopo gli altri battaglioni e per i compiti che aveva come soldato
era sottoposto a molti pericoli. Ricevette molte medaglie ma non le ha
mai indossate. Sofferenza senza gloria. La sofferenza del cristiano è
pegno d'amore per Cristo. Non dobbiamo però cadere nel tranello che la
nostra sofferenza ci da diritto alla gloria come penserebbe il mondo.
1)Le nostre sono sofferenze del tempo presente.
I nostri fratelli del passato da questo punto di vista soffrirono di più.
2) riguardano tutta l'umanità fin dalla genesi.
Genesi 3:17-19
E' la conseguenza della caduta iniziale. Questa sofferenza non é un
merito per la vita futura. Ma le malattie e le sofferenze attuali non
sono da vedere in questa prospettiva di riscatto spirituale.
3) ma c'è una sofferenza che è pegno di gloria
2Corinzi11. Quanto ha sofferto Paolo. Come cristiano. Quando
constatiamo il rifiuto del prossimo verso il Signore. Quando seminiamo
senza un risultato evidente. Quando i membri della chiesa si
allontanano dalla via dell'umiltà piuttosto che mettere il proprio ego
ai piedi della croce di Cristo. Ciò nonostante nulla di tutto ciò ci
fa meritare la vita eterna. 2corinzi 4:17. Ma la prospettiva della
gloria futura ci ridimensiona la sofferenza in prospettiva. Paolo in
romani personifica la Creazione che geme e aspetta con pazienza la
manifestazione dei figli di Dio. Tutte le manifestazioni negative
della creazione, le catastrofi naturali, testimoniano questa
sofferenza. Ma questo è solo per un tempo. Tutto il creato è sotto la
vanità dal peccato di Adamo. Ma quando verrá il nuovo Adamo anche
questa maledizione sarà tolta. E mutata in gloria. Rm 8:21. Lo stesso
accade in noi. Soffriamo in noi stessi ma in noi stessi aspettiamo
pure con certezza l'adozione e la redenzione del nostro corpo. Il
piano di Dio è una nuova Creazione che trasformerà non solo noi ma
tutto il creato. Questo è il compimento dell'adozione. Non siamo soli
in questa temporanea sofferenza ma lo Spirito Santo trasforma in noi
la speranza in certezza. Se a volte quel che vediamo nella natura ci
sembra fantastico come sarà alla nuova creazione?
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Sofferenza e gloria. Per chi è di Criati sono due fasi tra loro legate
strettamente. Nel mondo non è così. Difficilmente queste due cose
vanno insieme o sono considerate al posti giusto. Pensiamo ai paesi
con dittatura in cui la sofferenza è tale da non trovare guarigione.
Mio nonno ha fatto la prima guerra mondiale ed è tornato a casa due
anni dopo gli altri battaglioni e per i compiti che aveva come soldato
era sottoposto a molti pericoli. Ricevette molte medaglie ma non le ha
mai indossate. Sofferenza senza gloria. La sofferenza del cristiano è
pegno d'amore per Cristo. Non dobbiamo però cadere nel tranello che la
nostra sofferenza ci da diritto alla gloria come penserebbe il mondo.
1)Le nostre sono sofferenze del tempo presente.
I nostri fratelli del passato da questo punto di vista soffrirono di più.
2) riguardano tutta l'umanità fin dalla genesi.
Genesi 3:17-19
E' la conseguenza della caduta iniziale. Questa sofferenza non é un
merito per la vita futura. Ma le malattie e le sofferenze attuali non
sono da vedere in questa prospettiva di riscatto spirituale.
3) ma c'è una sofferenza che è pegno di gloria
2Corinzi11. Quanto ha sofferto Paolo. Come cristiano. Quando
constatiamo il rifiuto del prossimo verso il Signore. Quando seminiamo
senza un risultato evidente. Quando i membri della chiesa si
allontanano dalla via dell'umiltà piuttosto che mettere il proprio ego
ai piedi della croce di Cristo. Ciò nonostante nulla di tutto ciò ci
fa meritare la vita eterna. 2corinzi 4:17. Ma la prospettiva della
gloria futura ci ridimensiona la sofferenza in prospettiva. Paolo in
romani personifica la Creazione che geme e aspetta con pazienza la
manifestazione dei figli di Dio. Tutte le manifestazioni negative
della creazione, le catastrofi naturali, testimoniano questa
sofferenza. Ma questo è solo per un tempo. Tutto il creato è sotto la
vanità dal peccato di Adamo. Ma quando verrá il nuovo Adamo anche
questa maledizione sarà tolta. E mutata in gloria. Rm 8:21. Lo stesso
accade in noi. Soffriamo in noi stessi ma in noi stessi aspettiamo
pure con certezza l'adozione e la redenzione del nostro corpo. Il
piano di Dio è una nuova Creazione che trasformerà non solo noi ma
tutto il creato. Questo è il compimento dell'adozione. Non siamo soli
in questa temporanea sofferenza ma lo Spirito Santo trasforma in noi
la speranza in certezza. Se a volte quel che vediamo nella natura ci
sembra fantastico come sarà alla nuova creazione?
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Salmo 139
Salmo 139
Celebriamolo davanti agli dei. L'adorazione è testimonianza al mondo
invisibile della potenza di Cristo. Noi tifiamo per Cristo. E in lui
ci identifichiamo.
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Celebriamolo davanti agli dei. L'adorazione è testimonianza al mondo
invisibile della potenza di Cristo. Noi tifiamo per Cristo. E in lui
ci identifichiamo.
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