domenica 1 luglio 2012

Romani 8:18-23

Romani 8:18-23
Sofferenza e gloria. Per chi è di Criati sono due fasi tra loro legate
strettamente. Nel mondo non è così. Difficilmente queste due cose
vanno insieme o sono considerate al posti giusto. Pensiamo ai paesi
con dittatura in cui la sofferenza è tale da non trovare guarigione.
Mio nonno ha fatto la prima guerra mondiale ed è tornato a casa due
anni dopo gli altri battaglioni e per i compiti che aveva come soldato
era sottoposto a molti pericoli. Ricevette molte medaglie ma non le ha
mai indossate. Sofferenza senza gloria. La sofferenza del cristiano è
pegno d'amore per Cristo. Non dobbiamo però cadere nel tranello che la
nostra sofferenza ci da diritto alla gloria come penserebbe il mondo.
1)Le nostre sono sofferenze del tempo presente.
I nostri fratelli del passato da questo punto di vista soffrirono di più.
2) riguardano tutta l'umanità fin dalla genesi.
Genesi 3:17-19
E' la conseguenza della caduta iniziale. Questa sofferenza non é un
merito per la vita futura. Ma le malattie e le sofferenze attuali non
sono da vedere in questa prospettiva di riscatto spirituale.
3) ma c'è una sofferenza che è pegno di gloria
2Corinzi11. Quanto ha sofferto Paolo. Come cristiano. Quando
constatiamo il rifiuto del prossimo verso il Signore. Quando seminiamo
senza un risultato evidente. Quando i membri della chiesa si
allontanano dalla via dell'umiltà piuttosto che mettere il proprio ego
ai piedi della croce di Cristo. Ciò nonostante nulla di tutto ciò ci
fa meritare la vita eterna. 2corinzi 4:17. Ma la prospettiva della
gloria futura ci ridimensiona la sofferenza in prospettiva. Paolo in
romani personifica la Creazione che geme e aspetta con pazienza la
manifestazione dei figli di Dio. Tutte le manifestazioni negative
della creazione, le catastrofi naturali, testimoniano questa
sofferenza. Ma questo è solo per un tempo. Tutto il creato è sotto la
vanità dal peccato di Adamo. Ma quando verrá il nuovo Adamo anche
questa maledizione sarà tolta. E mutata in gloria. Rm 8:21. Lo stesso
accade in noi. Soffriamo in noi stessi ma in noi stessi aspettiamo
pure con certezza l'adozione e la redenzione del nostro corpo. Il
piano di Dio è una nuova Creazione che trasformerà non solo noi ma
tutto il creato. Questo è il compimento dell'adozione. Non siamo soli
in questa temporanea sofferenza ma lo Spirito Santo trasforma in noi
la speranza in certezza. Se a volte quel che vediamo nella natura ci
sembra fantastico come sarà alla nuova creazione?



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