domenica 7 ottobre 2012

Custode di tuo fratello

Nella Bibbia delle volte troviamo delle domande che Dio pone ma che
non trovano immediata risposta. Si chiamano domande retoriche. Esse
vogliono spinger i ad una riflessione più profonda. Esempio: la fine
del libro di Giona. Oppure il capitolo 4 della genesi v.9. Dov'è tuo
fratello Abele? Che ne so sono forse il custode di mio fratello?
Poniamo a noi questa domanda. Sono forse il custode di mio fratello?
In prima Giovanni abbiamo una prima risposta 3:10. Da questo si
riconoscono i figli di Dio. Fino al 19. Anche qui è citato Caino.
Amare non è solo sentimento ma azione. Dobbiamo dare la vita per i
nostri fratelli come Gesù l'ha data per noi. Che senso ha sacrificare
la nostra vita? Potremmo morire per uno o per due ma come possiamo
eguagliare l'opera di Cristo? In Giovanni è questo il mio comandamento
non c'è amore più grande che dare la vita per i nostri fratelli. Non è
una vita di morte ma di servizio verso il fratello. Non dobbiamo
pensare di continuare a delegare agli altri ma ciascuno di noi è
chiamato ad essere al servizio gli uno degli altri. Non parole ma
fatti. Quali azioni rendono custodi ai nostri fratelli? In romani:
esercitate l'ospitalitalà e provvedere ai bisogni. Il primo passo è
conoscere i bisogni e poi provvedere. L'ospitalitalà è descritta anche
nella lettera di Pietro ed è richiesta senza mormorii. Il lavoro se
l'abbiamo ci occupa molto tempo, poi c'é il viaggio poi il mangiare e
il dormire. Trovare il tempo di ospitare diventa difficile. Ma è
fondamentale. Senza ospitalità come possiamo condividere i bisogni?
Tutto quello di cui ho bisogno dovrebbe essere scambiato. Le mie
richieste devono diventare quelle degli altri. I miei bisogni il tempo
che ci dedicò deve diventare quello degli altri. Non basta conoscere
le necessità però ed esprimere a parole il nostro amore. In Giacomo
2:15-16. Non basta dire il Signore ti aiuterà. È lasciamo il fratello
con il suo problema. Forse noi potevamo sostenerlo con un po' di
sacrificio spirituale. Dobbiamo servire, consolare, nutrire, custodire
i nostri fratelli. Materialmente e con parole di grazia, incoraggiamo.
Piangi con chi piange. Gioisci con chi gioisce. Pensiamo a chi non ha
fratelli credenti. A chi vive nella solitudine. Offriamo le nostre
spalle a chi vuole piangere. Consideriamo di incitarci ad amore e
buone opere esortandoci a vicenda finché vediamo avvicinarsi il
giorno. Ma anche chi è nel bisogno di ricevere sappia che anch'egli a
qualcosa da poter donare al fratello. In ricchezze spirituali. 1
lettera Tessalonicesi 5:11. Consolatevi. Edificatevi. L'esito azione
richiede applicazione alla parola di Dio questo ci avvicina alla
volontà di Dio. Ma la conoscenza ci deve far crescere nel servizio.
L'edificazione condivide con i fratelli quello che
Ci è stato rivelato affinché anche gli altri conoscano le cose che Dio
ci ha rivelato. Non aspettiamo dagli altri. Ma Dio è il nostro
esempio. Egli ha dato quando noi non stavamo facendo nulla. Il
servizio deve essere la nostra aspirazione nella chiesa e nel
quotidiano. Custodiamo i nostri fratelli siamo vescovi e pastori gli
uni degli altri.


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