domenica 26 febbraio 2012

CELEBRIAMO L'ETERNO

Salmo 92
A tutti piace fare le cose belle. Ecco quali sono le cose belle che il
Signore apprezza. Celebrare e cantare le sue Lodi. Chi lo ama
fiorisce come la palma e porta frutto anche nella vecchiaia. L'empio
germoglia ma il suo destino è appassire ed essere distrutti in eterno.


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IL COMPROMESSO

2Corinzi 6:11-18
C'erano intrusi nella chiesa che volevano introdurre insegnamenti
diversi. Anche noi nel mondo siamo esposti a cadere nel compromesso se
non abbiamo una chiara convinzione nelle nostre attitudini e scelte.
Se abbiamo un coniuge non credente non siamo chiamati ad
allontanarcene ma il nostro comportamento deve dimostrare la nostra
appartenenza a Cristo.
Se abbiamo comunione con Lui egli ci mostra le opere buone che egli ha
preparato per noi.

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IL NUOVO TESTAMENTO

Esodo 24
Mosè dopo aver ricevuto la legge lesse al popolo. Il popolo si impegna
davanti al libro. Quando Dio parla ogni parola di venta un impegno per
l'uomo. L'uomo dichiara in questo caso di rispondere al patto con la
propria obbedienza. Questo patto viene fondato sulle parole di Dio e
sulla fedeltà dell'uomo. E qui stava la debolezza. Il patto era
sigillato dal sangue degli animali sacrificati ma vincolato all
obbedienza del popolo. Mosè asperse di sangue il popolo. Il popolo è
vincolato all'obbedienza dall'aspersione del sangue. In levitico
leggiamo che nel sangue è la vita. E Dio attestava la propria fedeltà
col sangue. In Matteo 26 la prima cena avvenne in ordine alla presenza
di Gesù. Ad un certo punto al versetto 27 prese un bicchiere e
ringraziò. Lo diede loro dopo l'uscita di Giuda e disse bevetene tutti
perché questo è il mio sangue il sangue del patto. Questo riportava al
sangue dei patti. Ma questa volta è il mio sangue. È un patto nuovo.
Non è sangue di animali ma il sangue è di Cristo. Si tratta di un
nuovo patto di un nuovo testamento. Il sacrificio non è più offerto
dall'uomo ma da Gesù CRisto. Questo sacrificio viene da Dio ed è
allora perfetto. Lo leggiamo nella lettera agli Ebrei. Per: in vista
di. Dio vi offre il perdono con il sacrificio di Cristo sulla croce.
Il patto è per la moltitudine dei credenti che entrano nel patto. Non
sulla nostra obbedienza ma sul suo riscatto e perdono.


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COME USARE LE ORECCHIE

Lettera di Giacomo 1:18-21
Spesso i nostri organi sono pronti a far qualcosa. La lingua a
parlare. I piedi a correre. Ma che dire delle nostre orecchie. Invece
di fare tante cose perché piuttosto non prepariamo le nostre orecchie
per essere pronte all ascolto della parola
Ec. 5
1Sam15
Questo ascolto va pure regolato. Spesso torniamo ad ascoltare cose che
non sembrano nuove alle nostre orecchie.
Lu 8:16
Fate attenzione a come ascoltate. Per non perder anche quello che
pensiamo di avere. Dobbiamo piuttosto renderci conto che anche quello
che già sappiamo ascoltato col giusto orecchio può regalarci
insegnamenti inaspettati.
Atti 17:19-34
Questi ateniesi amavano ascoltare tutte le novità. Ma quando si tratta
di parlare di salvezza e resurrezione ci salutano. Anche il popolo
d'Israele fu incirconciso di orecchio (Isaia). Quello che vogliamo
ascoltare è uno specchio di quello che siamo.
Atti 20:7-12
Paolo parla a lungo ma tutti lo ascoltano volentieri. Eutico si mette
ai margini, alla finestra, un orecchio dentro e uno fuori. Dopo la sua
resurrezione il discorso prosegui fino all'alba. Anche se lunghi e
uguali abbiamo sempre qualcosa da imparare. Come per esempio le
genealogie.
In Neemia leggiamo nel capitolo 8 la pubblica lettura e spiegazione
della legge. Grande fu l'allegrezza nel capire cosa la parola di Dio
chiedeva.
Tornando ai capitoli della lettera di Giacomo: 1:22-25
Ritroviamo la gioia di ascoltare ancora una volta la parola di Dio.

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domenica 19 febbraio 2012

Salmo 32

http://www.laparola.net/testo.php


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Giovanni 20

Giovanni 20
Il primo giorno della settimana risorge il Cristo. Alla sera poi
appare dove sono riuniti. Al versetto 26 otto giorni dopo è ancora
domenica. In atti 20 v.6 la chiesa si incontra la domenica. E' lo
Spirito Santo che introduca questo giorno non come regola ma come
consuetudine benedetta per il popolo della grazia. La domenica è per
noi oggi giorno consacrato al Signore.
Anche il giorno di Pentecoste era domenica Lev . 2:15.
Dio ha scelto la domenica per rivelarsi in modo particolare alla sua chiesa.


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IL PREZZO DEL DISCEPOLATO

Marco 8 v 27-33 + v34-9:1
Dal v.34 Gesù parla alla folla che lo segue e tra essa ci sono i suoi
discepoli i dodici che ha scelto tra cui Pietro. C'è una condizione
per seguirlo. Ascoltarlo come maestro e imitandolo in ogni cosa. La
chiamata è per chiunque pubblicani e farisei. Per chi lo vuole
ascoltare. Molti lo seguivano per la guarigione ma non lo
riconoscevano come messia. Il fatto di essere popolo d'Israele li
faceva pensare di avere la garanzia del cielo. Ma anche loro dovevano
conoscere il Cristo. 8:16-21 il loro cuore era chiuso buio di fronte
alla conoscenza di Dio Matteo 15:18. Gesù non si impone ma invita
ciascuno a seguirlo piuttosto del proprio ego. La scelta non è
leggera. Essa trasforma la vita e la condotta. Dio deve essere
cercato. Il proprio debito di peccato al cospetto di Dio va
riconosciuto seguito da un pentimento sincero e dall'accogliere il
sacrificio di Cristo come unico termine di giustificazione.
Un vero discepolo è fedele al suo maestro. Non come Giuda. Luca 9:23
rinneghi se stesso e prenda ogni giorno la sua croce. È una scelta
quotidiana di rinuncia al piacere proprio per seguire Dio. Non vuol
dire non mangiare o torturarsi. Ma significa essere pronti ad imitare
Cristo quando prese la croce. Egli si rimise nelle mani della volontà
di Dio nonostante la sofferenza che comportava. Potrebbe essere per
noi sopportare una persona difficile. Aiutare un bisognoso nel nostro
tempo libero. Non dobbiamo cercare il martirio ma se dovesse arrivare
rimettiamoci alla volontà di Dio. Cosa vuole Dio oggi da me. E cosa
invece desidererei io? Muoriamo a noi stessi, portando la nostra
croce. Affermiamo e dimostriamo pubblicamente che siamo di Cristo e
siamo pronti a portare la sua croce. Il mondo si chiede dov'è il
vantaggio di aderire ad una certa religione. Ma Gesù non offre piaceri
ma sofferenza sulla terra. Perché la vera ricchezza è la vita eterna
che Cristo ci ha acquistata.
Non è facile capire la portata di questo versetto perché va contro
l'uomo naturale. Ma per l'anima morta nel peccato egli ha la vita
nello Spirito per un cuore nuovo.
A Dio dobbiamo la nostra vita. Che uso ne vogliamo fare? Se ci
concentriamo sul benessere materiale perderemo la nostra anima, ma se
cerchiamo la sua volontà avremo vita eterna.
V.8:38
Egli ritorna come giudice. E sarà terribile per chi non ha voluto
ascoltarlo. Cristo è disprezzato in nome della democrazia: famiglie
sfasciate, giovani ribelli...
Troviamo il coraggio di tempere fuori dalla nostra porta il fango che
ci circonda nel mondo. Incidiamo nel mondo lasciando che Cristo parli
in noi e con noi. Cerchiamo la chiarezza senza comproessi. Senza
rimorsi per il suo ritorno. Pensiamo alla vergogna di Pietro di frante
al rinnegamento! Non vergognamoci di Cristo. Non perdiamo
l'opportunità. Ogni opportunità persa è persa per sempre. Guadagniamo
il tempo.
9:1
Questa realtà é in netta contrapposizione con quelli del v. 8:38.
Facciamo nostra questa speranza.


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domenica 5 febbraio 2012

La mia identità.

La maggior parte di noi sa chi è. Di solito ci identifichiamo con il
lavoro che facciamo es. Un commesso. Oppure se sono sposato sono
marito e padre. Allora ci identifichiamo con il nome. Ma quanti Andrea
esistono. Allora come ci definiamo?
In principio eravamo tutti figli di Adamo. Poi già in Genesi inizia la
distinzione tra figli di Dio e figli dell'uomo. Al 14 Abramo viene
identificato come ebreo che potrebbe significare " colui che viene da
un altro paese". Gli ebrei sono figli di Abramo e suo popolo. Poi Dio
cambia nome a Giacobbe e i figli di Abramo diventano figli di Israele.
Esodo 8 il faraone li chiama popolo d'Israele. Al giorno d'oggi c'è lo
stato d'Israele ma non tutti gli abitanti d'Istaele sono ebrei. Nel
passato invece gli ebrei erano i figli di Israele.
Giovanni 8
Venne Gesù a spezzare questo senso d'identità. Versetto30-52
essi disputano per la loro identità. Dicono di essere sempre stati
liberi invece furono schiavi in Egitto. Voi non siete di Abramo perché
non vi comportate come lui. Inutile definirsi per un nostro aspetto
esteriore. Giovanni Battista dice che Dio potrebbe far sorgere dalle
pietre figli di Abramo. Ogni definizione è vuota se non cambia il
contenuto. Due libri fuori possono essere identici ma solo leggendoli
possiamo distinguere il contenuto. L'esteriore non fa l'identità. Ma è
quello che c'è dentro.
Luca 10:16
Dobbiamo identificarci con Gesù in ogni cosa.
1corinti
Abbiamo la mente di Cristo. Dobbiamo fermarci e ricordare questo.
Perché spesso lo dimentichiamo. È quella la nostra identità.
Giovanni 15
La vite e i tralci. Cristo dimora in noi se noi vogliamo dimorare in lui.
Galati
Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me. Non è bestemmia.
Egli dimora in noi.
E' da Dio che ogni famiglia prende nome sulla terra. È Gesù che ci
identifica davanti agli altri. Non è la definizione della nostra
denominazione ma la potenza di Dio in noi.

1 giovanni 4:15-17
Dimentichiamo di essere mariti delusi, mogli stanche. Ma ricordiamo
quale è la nostra identità. Quale egli è tali anche siamo noi in
questo mondo. Dimoriamo nel suo amore.

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Conoscere Dio

1corinti8:1-3
Inizia un tema che dura fino al capitolo 11. I Corinti travisavano il
senso del conoscere Dio e corrompevano la chiesa. Paolo inizia così il
tema della conoscenza. Sappiamo che tutti abbiamo conoscenza. Ma non è
vero è una provocazione. Se uno pensa di conoscere allora non ha
ancora capito come si conosce. Ma se uno ama Dio. Un tempo pensavo più
Bibbia a memoria conosci più conosci Dio. Ma un certo punto mi sono
sentito pieno e non ne potevo più. Mi veniva la nausea. Ma la
conoscenza della Bibbia non è conoscenza di Dio. Avevo problemi di
relazione e correggevo chi sapeva meno come facevo all'università. Che
chili dire che se uno ama Dio è conosciuto da lui. Dio già mi conosce
non c'è bisogno che io lo sezioni come una rana per conoscerlo. Non è
la teologia ma è l'amore. Non amo perchè lo conosco, ma amo e quindi
cresco in conoscenza e pratica. Quanti teologi conoscono tutto ma non
amano Dio. La vera conoscenza è che non lo conosco ma nella mia
miseria lo amo e lo ringrazio perché realizzo il suo amore per me. La
conoscenza dei Corinti aveva sezionato e giudicato persino Paolo. Noi
siamo solo dei vasi al servizio di Dio non sentiamoci saccenti e
sforziamoci di crescere nell'amore per Dio e per i fratelli.


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Marco 3

Due aspetti molto importanti per la nostra vita.
Dio fece il sabato come giorno di riposo per l'uomo e non l'uomo per
il sabato. Non adoriamo il Signore perché abbiamo una regola da
seguire ma è la gioia la sua presenza in noi che ci spinge e ci
chiama. Desideriamo condividere insieme la sua gloria. Il secondo
aspetto è che il Signore vuole cose buone non solo formalità. Non
opponiamoci al bene perché accecati dalla nostra formalità. Se abbiamo
davanti un bene dobbiamo farlo. Non fare il bene è peccato. Gesù è
rattristato davanti a tale tipo di durezza del cuore. Non serve
l'atteggiamento farisaico. Dio vuole il nostro cuore. Realizzare ciò
che crediamo.
A volte mi accorgo anch'io di fare cose per abitudine. Ma non è così
che siamo chiamati ad operare.


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