giovedì 3 ottobre 2013

Romani 1:8-16

Romani 1:8-16

Atti 19:1
Romani 15:28
Paolo non era mai stato a Roma ma sperava andarci. Siamo negli anni
56-57 del primo secolo.
La lettera è indirizzata ai Romani. Costoro erano dai pagani ma anche
dai giudei convertiti. Alcuni capitoli sono dedicati ai giudei
convertiti per aiutarli a vivere nella libertà in Cristo.
V. 8-16
La lettera inizia con un ringraziamento a Dio e fa un elogio alla fede
dei Romani. Non è una frase di circostanza come le nostre. Paolo è
convinto che i suoi lettori hanno bisogno di queste informazioni. La
preghiera va fatta a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Gesù passaggio
fondamentale per i giudei convertiti. E Dio per i pagani.
Anche oggi chi si converte dal cattolicesimo si porta dietro nella
fede residui del passato cattolico perché ancora non le abbiamo
capite. Pensiamo a quel primo secolo quale poteva essere la
difficoltà. Paolo non rimprovera ma dice che la fede è divulgata in
tutto il mondo. Benché dopo Paolo dovrà stabilire nella sua lettera la
sana dottrina. Segno che non era comunque così chiara. Anche se non
c'era la Tv la loro fede arrivava per le strade in tutto l'impero
romano. La lettera veniva passata di città in città perché tutte le
chiese la leggessero.
Dio che servo nello spirito. Questo vive Paolo. Il servizio non è
religioso o obbligatorio. Ma è una cosa vissuta intimamente nello
spirito nel suo rapporti con Cristo. Non è fare ma vivere. Il vangelo
è la buona notizia. Ed è del Figlio suo. Ancora un accenno a Gesù. E
prende a testimone Dio. Che coraggio! Noi rispettiamo i nostri impegni
di preghiera richiesti dai fratelli? Eppure egli aveva invece il
coraggio di chiamare Dio a testimone. La sua vita di preghiera era
davvero intensa. In questo aveva preso da Cristo. Prima di scrivere
lettere ricordiamo finché siamo una lettera aperta in Cristo. Ti dico
questo ma Dio è testimone. La fiducia non è una pacca sulla spalla ma
davanti a Dio. Prego per voi e che Dio mi permetta di incontrarvi. Il
mio viaggio. Anche questo lo metto in preghiera per molto tempo. Il
desiderio di Paolo è vivo vuole vedere i fratelli anche quelli che non
conosce perché sa che Cristo è morto per loro è quindi lo ama nello
spirito. Nonostante anche la lo calunniassero. Voleva trasmettere
qualche dono. Non desidera solo stare in loro compagnia ma aiutarli
edificandoli. Il tempo è poco e prezioso. Usiamolo a confrontarci a
vicenda. Egli è un grande eppure anche lui ha bisogno di loro e
desidera essere confortato come un fratello. Altro che pulpito. La
fede è comune. La pasta è la stessa. I romani si sentiranno amati.
Sempre di più il fratello diventa oratore dottore emerito reverendo
ecc. Ma Paolo è solo schiavo e fratello. Carisma è dono. Non è
imporre le mani ma comunicare. Un insegnante impara da un insegnante.
Un pastore da un pastore. Ma solo da chi lo Spirito ha qualificato. Ma
il dono va coltivato e nutrito. E in questo Paolo può aiutare.
Proverbi 27:17
Il ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro.
V.13 perché lo dice? Ci tengo che sappiate che siete importanti per me
ma se non stato da voi è solo perché sono stato impedito e non perché
non volevo. Lo desiderato perché volevo frutto. Frutto di salvezza.
Voglio venire per annunciare con voi il vangelo a Roma ed averne
frutto. Allargherò la visita della chiesa a tutta Roma. Anche i non
credenti. Perché io sono in debito con tutti. Qual è il vangelo?
Quello del v.9. No parla di edificare chiese ma della pressione che ha
nel cuore di annunciare il vangelo. Il v.17 è il cuore della lettera.
Il tema.
1 Co 15
Gesù morto sepolto risorto. Questo è il vangelo e la potenza. Per
tutti. Che tu sia giudeo o greco. Vengo da voi ma desidero con voi
evangelizzare tutti quelli che vi circondano.
Nel vangelo è rivelata la giustizia ecco perché dal è potenza di Dio.
Questa giustizia ha effetto nell'uomo da fede a fede. Per i giudei e
per i pagani la fede è cruciale. Dio muore per i peccatori e quindi
per fare e dare giustizia. In Cristo è dunque manifestata la
giustizia. È la resurrezione è sigillo di successo. Ma l'uomo deve
fare l'atto di fede.

Nessun commento:

Posta un commento

E tu, che ne pensi?