domenica 24 novembre 2013

Vivere sotto l'impulso della grazia.

La lettera ai Colossesi è scritta da Paolo ed egli ringrazia per la
fede la speranza l'amore di tutti i santi che c'erano nella chiesa di
Colosse. Chi sa cosa avrebbe detto Paolo visitando la nostra chiesa?
Colosse è un esempio di fede amore e speranza per le chiese di tutti i
tempi. Nonostante questo alcuni pericoli si erano infiltrati in quella
chiesa. False dottrine e profeti. Nel secondo capitolo viene ribadito
il primato di Cristo non solo nella chiesa ma in ogni ambito che
concerne la nostra vita. L'eresia di Colosse voleva introdurre
cerimonie e rituali nella chiesa. Filosofie che erano solo tradizioni
di uomini. Ma queste cose dice Paolo servono solo a soddisfare la
carne. Nel capitolo tre Paolo ci parla di resurrezione. Chi è morto in
Cristo è pure resuscitato con lui. In Cristo ci identifichiamo
completamente nella morte e nella vita. Non c'è separazione tra Cristo
e il credente per questo egli ricerca le cose del cielo e vuole vivere
una nuova vita. Il prezzo pagato è così caro che non abbiamo più il
diritto di vivere come prima. Cristo ora vive per noi. Per intercedere
quando cadiamo. Per identificarsi con noi come avvocato. Le cose del
cielo sono pure sante perfette in cui Dio trova il suo piacere. Per
questo ogni mattina dobbiamo ricercare queste cose affinché le
pratichiamo durante la giornata. Non accontentiamoci di salvezza per
continuare a vivere come prima. Se davvero abbiamo a cuore il cielo
aspiriamo alle cose che gli appartengono. Noi siamo morti alle cose
del mondo. Alla mentalità di questa generazione. La nostra vita è
nascosta con Cristo in Dio. Cristo è la nostra vita. Amo davvero
Cristo come lui ama me? La sua vita verrà manifestata in gloria e noi
con lui. Essere nuova creatura e far passare le cose vecchie. Vivere
col futuro e non con il nostro passato. Fate morire ciò che in voi è
terreno. L'elenco è lungo. Purtroppo sono presenti anche nella chiesa
e vanno fatte morire. Fornicazione qualsiasi relazione sessuale
illecita. Impurità tutte quelle parole che non sono nel vocabolario di
Gesù. Le passioni sono sentimenti disordinati per desiderare cose
sbagliate. Desideri cattivi voler fare peccato pur sapendo che è
peccato. La cupidigia e idolatria è desiderio di avere e accumulare
sempre di più. Il nostro desiderio deve essere che il desiderio di Dio
riempia il nostro cuore e non le ricchezze di questo mondo. Dove è il
nostro tesoro la c'è anche il nostro cuore. Dio condanna queste cose.
È per queste che la sua ira si abbatte su questo mondo. Poi c'è l'ira
umana che è desiderio di vendetta sul prossimo. Collera è mancanza di
autocontrollo sul prossimo. Cattiveria è godere delle disgrazie
altrui. Calunnia è inventare cose per screditare le altre persone.
Parole oscene è un linguaggio volgare che sentiamo e facilmente
utilizziamo. Ciò che edifica deve uscire dalla nostra bocca. Non
mentire e dire la verità perché mentire significa essere figli di
Satana che è il padre della menzogna. Non solo ai fratelli ma a
qualsiasi prossimo nostro. Così dimostriamo che la nostra vita è una
con la sua. Questo implica essere coerenti così da non dover temere la
verità. Noi siamo rivestiti del nuovo che si va rinnovando nella
conoscenza e nell'immagine di Cristo. Che privilegio assomigliare
sempre più a Cristo. Indipendentemente dalla nostra nazionalità o
provenienza. Vestiamoci come eletti di Dio. Prima ci spogliamo del
vecchio e poi vestiamo del nuovo perché siamo eletti di Dio. Prima che
il mondo esistesse noi eravamo nei suoi piani. Eletti dal mondo per
metterci in un posto meraviglioso appartati per Dio. Questo significa
essere santi. Messi a parte. Ecco perché anche i sentimenti di
misericordia ci devono caratterizzare. Immedesimarsi con la miseria
altrui per essere vicini e condividere i problemi. La benevolenza è
essere favorevoli verso chi non lo merita come Cristo con noi. Umiltà
è il contrario dell'orgoglio. È essere modesti. Mansuetudine dolci con
gli altri all'opposto del l'arroganza con gli altri. Pazienza vuol
dire sopportare quando le cose non vanno o qualcuno non si comporta
bene con noi. Sopportare gli uni gli altri. Non ci ha forse sopportati
Dio? Certo non siamo stati castigati per quanto meritano i nostri
peccati. In modo particolare dentro la chiesa. Perdoniamoci a
differenza di quanto può succedere nel mondo. Cristo ci ha perdonato
tutti i peccati.
Ma la cosa più importante sopra a tutte queste cose dobbiamo essere
spinti con amore. Tutto quello che facciamo deve avere questo motore.
Se così non è ogni opera è morta. Ogni rituale inutile.
Cristo vuole che la sua pace sia dentro di noi. Se noi ricerchiamo
queste cose certo la pace di Dio dimorerà nei nostri cuori per mezzo
dello Spirito Santo che nel cuore del credente opera queste cose.
Questo è possibile se la parola di Dio abita in noi abbondantemente.
Per questo abbiamo bisogno di ascoltare la sua parola quotidianamente
perché la conosciamo e lo Spirito Santo possa agire in noi. Queste
cose si fanno non dimenticando istruzione l'esortazione i canti e gli
inni e i salmi tra fratelli in Cristo. Spinti dall'impulso della
grazia. Inni che parlano delle sue benedizioni.
Qualunque cosa facciate in parola od opera fatelo nel nome del Signore
Gesù Cristo. E questo è molto difficile. Ogni nostro gesto
chiediamoci cosa farebbe Gesù al mio posto? Cosa farei se Egli fosse
qui presente con me? Se Cristo fosse qui farei diversamente? Viviamo
sempre con Cristo sotto l'impulso della grazia.

Geremia 2:19

Geremia 2:19
Il nostro vero nemico non sono gli alieni dai quali Superman ci può
salvare. Non è un superuomo che ci può salvare. Perché il vero nemico
è il nostro peccato. È il nostro peccato che ci punisce. E l'uomo
perfetto non è venuto a sconfiggere il nostro peccato con i suoi
superpoteri ma con la propria morte. Anche noi vinciamo solo se
impariamo a morire a noi stessi. Non cadiamo nella seduzione "sarete
come Dio".

domenica 17 novembre 2013

Donare



Marco 12:42-13:10

Ed una povera vedova venne, e vi gettò due spiccioli, che sono un quattrino. E Gesù, chiamati a sè i suoi discepoli, disse loro:Io vi dico in verità, che questa povera vedova ha gettato più di tutti quanti hanno gettato nella cassa delle offerte. Poichè tutti gli altri vi hanno gettato di ciò che soprabbonda loro; ma essa, della sua inopia, vi ha gettato tutto ciò ch'ella avea, tutta la sua sostanza. E COME egli usciva del tempio, uno de 'suoi discepoli gli disse:Maestro, vedi quali pietre, e quali edifici! E Gesù, rispondendo, gli disse:Vedi tu questi grandi edifici? ei non sarà lasciata pietra sopra pietra, che non sia diroccata. Poi, sedendo egli sopra il monte degli Ulivi, di rincontro al tempio, Pietro, e Giacomo, e Giovanni, e Andrea lo domandarono in disparte, dicendo: Dicci, quando avverranno queste cose? e qual sarà il segno del tempo, nel quale tutte queste cose avranno fine?
 E Gesù, rispondendo loro, prese a dire:Guardate che nessun vi seduca. Perciocchè molti verranno sotto il mio nome, dicendo:Io son desso; e ne sedurranno molti. Ora, quando udirete guerre, e romori di guerre, non vi turbate; perciocchè conviene che queste cose avvengano; ma non sarà ancora la fine. Perciocchè una gente si leverà contro all'altra, ed un regno contro all'altro; e vi saranno tremoti in ogni luogo, e fami, e turbamenti. Queste cose saranno solo principii di dolori; or prendete guardia a voi stessi; perciocchè sarete messi in man de' concistori, e sarete battuti nelle raunanze; e sarete fatti comparire davanti a 'rettori, ed ai re, per cagion mia, in testimonianza a loro. E conviene che prima l'evangelo sia predicato fra tutte le genti.

La vedova mette solo le due lire che aveva per vivere nell'offerta del tempio. Gesù di fronte alla cassa guarda senza tener conto della privacy. Anche oggi è lì a guardare. Ma ciò che vedeva e gli altri no è che quello che metteva erano tutte le sue disponibilità economiche. I farisei danno tanto ma questo tanto è solo il superfluo.
Parleremo di soldi. Due persone sono grandi amici. Quando tocchi i soldi è finita l'amicizia. Per questo è importante affrontare l'argomento con lo spirito di Dio. Due lire agli occhi di Dio possono valere più di mille euro. Lei disse: prima di tutto quello che serve a Dio e se poi avanzerà lo userò per me. I farisei l’esatto contrario. Dio provvederà al mio pane come ha fatto col suo popolo in Egitto. La vedova riponeva la sua fede nel Dio dell'antico testamento che ora era lì a guardarla. 
Il discorso di Gesù non sembra toccare i discepoli. All'uscita essi pongono i loro occhi sulla ricchezza del tempio. E Gesù spiega che questa ricchezza sarà distrutta. Grandi dolori attendono Israele. Quando tutto crolla i discepoli sono invitati a vedere i segni precursori. Maremoti, terremoti, ecc. guardate i segni. 

Marco 6:35-41
Ed essendo già tardi, i suoi discepoli vennero a lui, e gli dissero:Questo luogo è deserto, e già è tardi. Licenzia questa gente, acciocchè vadano per le villate, e per le castella d'intorno, e si comperino del pane, perciocchè non hanno nulla da mangiare. Ma egli, rispondendo, disse loro:Date lor voi da mangiare. Ed essi gli dissero:Andremmo noi a comperar per dugento denari di pane, e darem loro da mangiare? Ed egli disse loro:Quanti pani avete? andate, e vedete. Ed essi, dopo essersene accertati, dissero:Cinque, e due pesci. Ed egli comandò loro che il facesser tutti coricar sopra l'erba verde, per brigate. Ed essi si coricarono per cerchi, a cento, ed a cinquanta, per cerchio. Poi prese i cinque pani, e i due pesci, e levò gli occhi al cielo, e fece la benedizione; poi ruppe i pani, e li diede a 'suoi discepoli, acciocchè li mettessero davanti a loro:egli spartì eziandio i due pesci a tutti

Gesù nel v.34 vede la gran folla appena sbarcato come pecore senza pastore. Primo punto. Vedere l'uomo come una grande folla che non conosce pastore. Un vero disastro. La prima pecora che vede un grappolo d'uva non pensa alla diarrea che le provocherà e al fatto che tutti la seguiranno e verranno malamente picchiate dal proprietario della vigna. 
Il sole sta calando, è in declino. Così le tenebre spirituali di questo mondo avanzano e la notte è vicina. Il mondo è sull'orlo di accogliere l'anticristo e rifiutare il riscatto del Cristo. Ai nostri occhi potrebbe sembrare troppo tardi. È deserto qui: lasciali andare. Non c'era più niente da fare. L'umanità è persa e senza pastore. Eppure non dobbiamo caricare su di essa una doppia responsabilità. Se ne vadano a cercarsi il pane. Vadano a comprarselo da soli. Ma Gesù dice: date voi il pane a loro! Questa è la grande responsabilità della chiesa. Il pane della vita è accessibile anche oggi. Non solo pane spirituale ma anche pane materiale. 
Cosa è successo nelle Filippine: possiamo dire se la sono cercata oppure capire che Dio lancia un monito a tutte le nazioni. Per quanto ci riguarda portiamo il pane anche se loro non hanno pensato a portarselo. Duecento denari uguale duecento giorni lavorativi. Per sfamare quella gente ci volevano diecimila euro. Chi ce lì ha? Qui va in crisi la fede dei discepoli. Gesù li fa sedere. Non basta buona volontà e fede ma anche ordine e organizzazione. Tutti siano sfamati. Non chi troppo e chi senza. Dopo aver fatto i gruppi Gesù chiede: cosa avete a disposizione? La buona volontà non basta per sfamare tanta gente con poche cose. La tentazione della situazione nelle Filippine è dire: ecco i giudizi di Dio. Ma Dio dice: date voi il pane. Ma i nostri soldi non bastano. Ma Dio dice: date comunque voi il vostro pane. Quello che hai. Guarda intorno e vedi ciò che devi e puoi fare per fare opere buone prima di tutto verso quelli della casa di Dio. Vedo le Filippine. Voglio aiutare. In primo luogo il popolo di Dio in quel luogo. Non hanno case. Non hanno più sale. Iniziamo ad aiutarli. Non compro caffè e vestiti ma dono affinché il mio fratello possa vestirsi. Invece di comprare il terzo pantalone darò al fratello bisognoso. Non daremo la nostra offerta a qualsiasi missione e non vogliamo che tutti lo sappiano. Questo spirito ci viene richiesto ogni settimana ogni domenica. Non aspettate il bisogno. Ma ogni primo giorno della settimana raccogliete per la necessità. Il disastro è un ricordo affinchè doniamo. C'è più gioia nel dare che nel ricevere. Perché quando dai prendi consapevolezza di quanto hai ricevuto da Dio. Ciascuno. Se oggi siamo in trenta in questa sala, tutti e trenta. Anche se la sola tua entrata è la mancetta. O se sei adulto e sei in crisi. Siamo tutti in crisi. Anche la vedova era in crisi. Ma non di fede. Ella era fedele ogni settimana. Svegliamoci ogni domenica con un promemoria che dice: prepara la tua offerta. Sii fedele. Quanto hai ricevuto oggi? Impara a donare e non scaricarti sul tuo prossimo. Metti a disposizione. La vedova non aveva nessun debito. La scrittura non ama il debito. Chi non ha debito è libero. 
Andate e vedete. Informatevi tramite i fratelli dei veri bisogni. Non tramite i mass media ma tramite fratelli di fiducia. Ed a questi daremo la nostra partecipazione e fiducia. 

Dio potrebbe fare tutto da solo. Ma ci dice: fatelo voi! Oltre alla decima nell'antico testamento c'erano anche le offerte volontarie extra. Queste sono le offerte volontarie che doneremo per aiutare i nostri fratelli nelle Filippine. Onoriamo Dio con i nostri beni!

domenica 10 novembre 2013

Ebrei 13:8-15

Ebrei 13:8-15
Non troviamo conforto nel cuore per l'osservanza di leggi o
prescrizioni. Noi abbiamo un altare che è Gesù Cristo. Chi si basa
sulla legge non ha diritto ad accostarsi. Solo il suo sangue santifica
il popolo. Egli ha portato la vergogna. Anche noi usciamo
dall'accampamento che è il nostro mondo per andare a Gesù al quale
siamo legati e uniti. La nostra città è nel futuro. Quando Gesù
tornerà.

Apocalisse 21

Apocalisse 21
Romani 3:19-30
Ebrei 8:6-10

Il membro il più difficile da controllare

Il membro il più difficile da controllare seconda parte. La lingua
supera tutti i membri difficili. Essa può fare danni irreparabili. Un
mondo di iniquità. Fin da quando Adamo ed Eva credettero alla lingua
bugiarda di Satana. Dio ha dotato l'uomo della capacità di esprimersi.
La lingua è per la gloria di Dio in vista di Cristo. Per questo Satana
incita presto Eva alla parola. In Efesini parliamo della semplicità di
Cristo. Se la mia conoscenza è filosofica o scientifica allora Gesù è
lontano. Ma nella semplicità anche i bambini si accostano a lui.
Davanti alla donna adultera i primi ad andarsene furono gli anziani e
gli ultimi i più giovani pronti ad ascoltare fino alla fine la parola
irresistibile di Gesù. Efesini 4:25-32.
V.25 bandire la menzogna e dire la verità. Nell'Eden è evidente il
contrasto tra menzogna e verità. La verità nella bocca del bugiardo
produce rovina. Satana manipola la parola di Dio. Eva si lascia
ingannare. Cosa successe dopo? Immaginiamo la reazione di Satana e dei
suoi demoni. Di Dio e di tutti gli angeli. I primi giubilano per la
vittoria schernendo Dio nel mondo della tenebre perché Eva ha creduto
alla menzogna. Il conflitto è dunque nel mondo invisibile per il
trionfo della menzogna. Abbiamo separato Dio dall'uomo suo figliolo.
Ma Paolo ci esorta a bandire la menzogna nel modo più assoluto. Non
solo l'opposto della verità ma anche la verità per sostenere la
menzogna (salmo 139). Il credente ad un certo punto decide a bandire
tutto ciò che non ha a che fare con la pura verità. Ciascuno dica la
verità al suo prossimo perché siamo membra. La verità ci unisce ad
uno stesso corpo. Un corpo ben unito non è gradito al nemico.
Nessuna parola cattiva ma solo parole che edifichino secondo il
bisogno e non col copia incolla. La parola edificante conferisce
grazia anche se riprende. Dio giudica e non condanna subito. Egli
giudica il nostro comportamento ma ci condannerà solo nel giorno del
giudizio sulla base del sangue di Cristo.
Nessuna parola volgare, la perversità. Di solito la volgarità è legata
al mondo perverso soprattutto se siamo uniti a Dio. Parole di cui una
volta ci si vergognava ed oggi si accettano senza tabù. Le parole
sciocche sono l'ironia e non capisci cosa è vero e cosa e falso e poi
dici ma scherzavo. Ma è l'uomo perverso che dice l'avevo detto per
scherzo. Che bella la parola schietta e pulita. Molti non comprendono
la schiettezza della parola perché non riescono a trovarne un secondo
fine. Ma i santo devono avere un linguaggio simile al suo. Parlerei
nello stesso modo se avessi di fronte fisicamente Gesù. Parlerei allo
stesso modo se stessi parlando a Gesù. Essere amici non vuol dire
mancare di rispetto. A volte risiamo pure di argomenti biblici.
Colossesi 4:5-6. Il processo di santificazione nel parlare e richiesto
al credente. Grazia non significa accarezzare nel senso del pelo o
lodare. L'amico non è quello che loda oggi ma la correzione che domani
riconoscerò come elemento importante per la mia santificazione. Come
posso capire la grazia? In me mi faccio grazia quando mi fa comodo. Ma
solo guardando Cristo capiamo la grazia e di conseguenza moderiamo il
nostro parlare perché sia salato ma solo quanto basta. Imitiamo Gesù
in modo legittimo. Non parlando tanto. Nè poco. Ma quanto basta. Devo
sapere cosa l'altro ha bisogno. Parlare richiede preparazione. Non
solo nell'insegnamento ma anche tra noi. Quando non sono sicuro di una
cosa è meglio dire non lo so che inventare.
Geremia 18:18 venite attacchiamolo con la lingua. È meglio con la
lingua che no finiamo in carcere.
La bocca adulatrice produce rovina. La parola dolce produce vita. Come
diciamo conta quanto cosa diciamo. Moriranno tutti i tuoi famigliari e
poi anche tu. Oppure tu sarai l'ultimo a morire tra tutti i tuoi
famigliari. L'informazione è la stessa ma con un approccio totalmente
diverso. E così diverso sarà il feedback del nostro ascoltatore.
1Timoteo 5:13-15
In questo esempio giovani donne vanno in giro a fare le pettegole ed
essere curiose. Se ti dico una cosa strana su un fratello tu aspetti
con ansia la frase successiva. La pettegola arriva dall'ozio. Troppo
tempo libero. Bisogna lavorare. Svegliarsi presto. Lavorare. E posso
pettegolare anche online. Molto velocemente. Occhio gente!
Anche con lo scrivere possiamo parlare.
Isaia 50:4-6

giovedì 7 novembre 2013

Romani 2:1-29

Romani 2:1-29
A chi sta parlando Paolo? Prima ha lodato i romani per la loro fede
divulgata a a tutto il mondo. Dall'altra questo passo così duro a chi
è rivolto? Egli non parla solo alla chiesa di Roma. Ma a tutti i
romani perché egli desiderava predicare il suo vangelo a tutta Roma
col sostegno della chiesa. Così per tutta la lettera egli parla sia
alla chiesa a tratti sia ai pagani in altri passi. Capiamo che
l'annuncio del vangelo non è solo la morte e la resurrezione di
Cristo. Davanti alle persone fortemente religiose Paolo tocca un tasto
diverso. Quello della legge. Il vangelo è semplice ma non banale.
Qualcuno certe cose le sa. I religiosi vanno colpiti sulla legge e la
giustificazione. Tu stabilisci che la legge è buona infatti giudichi
gli altri però la trasgredisci nei fatti. Tu sbagli a giudicare v.1.
Dio no v.2 perché giustizia e verità sono le basi del suo trono.
Giudicare l'uomo porta l'uomo ad illudersi di essere migliore
dell'altro e quindi di essere in grado di scampare l'ira di Dio. Ma
nel giudizio di Dio v.4 c'è pazienza e benignità. Il suo giudizio non
è ancora condanna ma è per portare l'uomo a ravvedimento. L'uomo
invece quando giudica condanna. L'uomo giudica per annegare. Dio per
portare a riva e salvare. C'è differenza tra condannare un
comportamento e una persona.
Dio manifesterà la pienezza della sua ora solo nel giorno del giudizio
v.5. Coloro che erano pronti a lapidare la donna adultera l'avevano
già condannata. Gesù condanna il suo peccato ma redime la donna. Il
cuore della donna non era impenitente. Quello di questi giudei invece
si. Quello sarà il giorno del giudizio per le opere di ciascuno. È
così? 7 e 8 ci spiegano che chi anela alla vita eterna, ubbidisce alla
verità e di conseguenza compie le opere. O ubbidisci alla verità o
obbedisci all'ingiustizia. Non esiste giustizia al di fuori della
verità.
Ogni uomo ha una coscienza. Non esiste uomo che non sappia che
uccidere rubare prendere la moglie altrui sia sbagliato. Questo lo
rende ancora più responsabile se anche non avesse mai conosciuto la
legge scritta di Dio. Se riuscisse a far tutto quello che la coscienza
gli chiede sarebbe salvato. Ma esiste un tale uomo? No giudeo o pagano
siamo tutti privi della gloria di Dio. V.16 la coscienza registra
tutti i segreti e tutto sarà mese in luce al suo ritorno. Secondo il
suo vangelo. Paolo si immedesima con le sofferenze di Cristo come se
il vangelo fosse suo ma anche che egli ne è partecipe. Come dire è la
mia chiesa. Il vangelo a cui ho aderito. I pensieri si accusano e si
scusano e l'uomo crea dei dialoghi interni e poi arriva a vani
ragionamenti. Solo Cristo può nettare la nostra coscienza. Tutto si
vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini.

domenica 3 novembre 2013

Luca 12:49-53

Luca 12:49-53
Gesù è chiaro. Egli è venuto ad accendere un fuoco cioè un giudizio. È
acceso e non vedo l'ora che finisca. Affettiamo. La sofferenza non
piace. Egli non corregge volentieri ma lo deve fare per il bene e non
vede l'ora che finisca. Infatti c'è un battesimo che deve avvenire.
Questo battesimo è l'immersione nella morte di Gesù sul Golgota.
Battesimo = immersione. E sono angosciato non nel senso di Luca 2 ma
nel senso che qualcosa pressa Gesù interiormente. Matteo 25 si parla
dell'angoscia delle nazioni. Una pressione interiore che si vive nella
sofferenza. Il dolore è anticipato. Egli vive già le sofferenze della
croce. Egli ha subito il primo taglio di tralcio prima di noi. Egli è
nel frantoio che pressa le ulive per farne uscire dell'olio. Questo
provoca divisione. Le persone erano normalmente di cinque persone. Due
contro tre. Beato colui che è innestato in Cristo e tramite la
sofferenza può portare frutto.

Giovanni 15:1-17

Giovanni 15:1-17
Siamo veramente pieni di gioia e pronti per il ritorno di Cristo? Il
versetto 2 ci parla di potatura. Accorciare il ramo per taglio evoca
il dolore ma è qualcosa di positivo per il vantaggio della salute
della vite. Il termine potare può essere reso anche come pulire e
purgare per portare grappoli forti e succosi. La funzione dei tralci è
sorreggere grossi grappoli d'uva. Questa forza si crea con la potatura
che rende i tralci idonei a sorreggere i frutti. Questa metafora è per
la chiesa. Noi siamo tralci della vite di Cristo. Romani 5:1-5. Nel
versetto tre e quattro ci si dice che la sofferenza serve e fa parte
della nostra vita. Abbiamo la tendenza a minimizzare i nostri peccati
ricorrenti quando invece sono proprio quelli che ci portano alla
sterilità spirituale. Ebrei 12:4-8. Il viticoltore conosce lo stato
dei tralci. Madre pietosa fa figli rognosi. Quando manca l'attitudine
alla correzione dei fanciulli i figli crescono male. Galati 5:22 ci
parla dei frutti dello Spirito. Esistono due tipi di tralci: quello
che non fa frutto va tolto. Quello che porta frutto va tagliato perché
ne faccia molto di più. Ogni tralcio che non vuole portare frutto in
me. Chiunque si dichiara cristiano ma non ha mai sperimentato la
salvezza di Cristo. Cerca il proprio vantaggio personale e non porta
frutto. Vuole salvare la sua vita e la perderà. Ma chi la perderà per
me la guadagnerà. Dove sta Gesù nella tua vita? Se non siamo uniti a
Cristo tutti i nostri sforzi per portare frutto sono inutili. Il
Cristiano resta unito a Cristo per scelta e se ne prende la
responsabilità. Il Padre è glorificato quando portiamo molto frutto.
Giovanni 14:15,24. Gesù vive in obbedienza al Padre. Siamo invitati a
seguire il suo esempio. Non costretto o obbligato. In totale amore del
figlio per il padre e viceversa. Gesù parla del mio comandamento. Uno
solo. Amare Dio e il prossimo come Gesù ha donato a noi fino
all'ultima goccia del suo sangue per la nostra salvezza. L'obbiettivo
suo è che andiamo e non semplicemente essere ripieni di conoscenza da
condividere solo nell'ambiente di chiesa. Il buon seme che ha
trasformato le nostre vite va seminato. È le pianticelle che
cresceranno curate. Per ben tre volte nel capitolo 15 ribadisce le sue
promesse che non siamo soli è Dio che apre le menti di coloro che
ascoltano quelli che sono mandati a seminare.

Ebrei 7:22-28

Ebrei 7:22-28