domenica 8 dicembre 2013

Giacomo 1:1-12

Giacomo 1:1-12
Giacomo scrive alle dodici tribù della diaspora. Già iniziata per
esempio da atti 12. La loro vita era più difficile e dura della
nostra. Eppure Giacomo sottolinea la felicità che si può provare in
Cristo nel corso delle persecuzioni. Anche noi oggi in qualità di
figli di Dio siamo dispersi nel mondo. Continuamente attaccati da
satana e dagli uomini e la nostra fede è provata. Difficile
sottomettersi e controllare la nostra natura umana in certe
situazioni. Ma la prova è superata quando la fede è radicata in Cristo
per produrre perseveranza attraverso le afflizioni che ci rinforzano.
La durata della prova la conosce solo il Signore. Il desiderio di Dio
è che nella perseveranza diventiamo perfetti per l'opera dello Spirito
Santo in noi. Non abbiamo l'immunità dal cadere in peccato per questo
parliamo di lotta e resistenza. Ma Dio ci da degli strumenti per
passare attraverso la prova. Non nasciamo imparati ma il nostro
maestro ci segue per istruirci e farci diventare persone mature.
Cristo è il maestro egli ci parla con la Parola di Dio. Egli è potente
a guidarci anche attraverso le difficoltà più profonda. Siamo alla
scuola del Signore. E finché sei a scuola le verifiche non finiscono.
Ma il nostro livello di competenza e le abilità richieste aumentano
anno dopo anno superando le prove che Dio ha previsto per noi. La
sapienza è lo strumento che ci permette di proseguire sulla strada
giusta e trovare la via giusta per uscire con successo dalla prova. Se
crediamo di non avere sapienza chiediamola ed egli non ce la
rifiuterà.
Come mi devo comportare nel lavoro, con i vicini, le autorità,
l'educazione dei figli? Solo la sapienza di Dio c'è lo può dire.
Chiediamola. Egli la dona a tutti coloro che la chiedono in Cristo.
Lamentazioni 3:22-23.
Nella nostra richiesta dobbiamo avere piena fiducia in lui. Chiediamo
con fede. Se dubito nella sua risposta forse credo che la sua sapienza
non sarà sufficiente per risolvere il mio problema. Dio risponde. Come
e quando è sua competenza. Ma noi dobbiamo chiedere con fiducia ed
aspettare con certezza di fede. Fede in colui che egli è. Egli è
onnisciente e onnipotente. Egli legge il nostro cuore. Conosce le
nostre attitudini e i nostri pensieri. In 4:3 è chiaro che spesso non
riceviamo perché chiediamo per soddisfare i nostri piaceri e non per
glorificare Dio nella nostra vita. Chi darebbe l'auto nuova ad un
ubriaco che va in città? Dio dona ciò che glorifica il suo nome, e un
figlio riceve dal padre ciò che è in grado di amministrare. Il sole
riduce ad erba secca i fiori della terra. Così è colui che si rifugia
nelle sue ricchezze non ponendo mente che non egli le accumulate con
le proprie fatiche ma che è Dio che le somministra nella sua
provvidenza. Noi seminiamo e annaffiamo ma è Dio che stabilisce il
successo di un'impresa e distribuisce le ricchezze. Ora se Dio dona
perché allora ti vanti e ti rifugi in ciò che Dio ti ha donato e non
nel donatore?
Matteo 11:28
Andiamo a lui per trovare riposo. A lui. Non alle nostre ricchezze. A
lui. Che ci libera dalle prove e fortifica cala nostra fede.

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