domenica 23 marzo 2014

Come deve essere la nostra vita in attesa del Signore

Come deve essere la nostra vita in attesa del Signore. Prima Timoteo 6:11-16
In attesa dell'apparizione v.14 siamo chiamati a vivere in un determinato modo. Perché la nostra non è l'attesa di una semplice persona ma dell'immortale, il Re dei Re. Paolo chiama Timoteo Uomo di Dio. Un credente è figlio di Dio ma non tutti sono uomini di Dio. Nella nostra vita spirituale possiamo essere bambini o uomini fatti e maturi. I neoconvertiti sono bambini appena nati che anelano al latte spirituale e sono pieni di gioia. Fa le sue esperienze cade e si rialza. E un giorno diventa uomo e adulto e capisce le cose in modo diverso. Non assomiglia più al mondo che lo circonda ma inizia ad assomigliare sempre di più al suo Signore. La vita cristiana è fatta di crescita. Infatti la vita è crescita. Il sasso che non ha vita non cresce mai. Ma la palma cresce e lo fa con tempi diversi dell'abete. Ogni pianta è diversa ma tutte crescono alla loro velocità. Un uomo maturo è un uomo che non ti giudica e ti ascolta perché c'è già passato. Non è forte di se stesso ma di Dio. Su lui Dio ha tutta la sua autorità. In te riconosco le caratteristiche di Dio. Ma un uomo fatto non è comunque arrivato. Egli ha imparato a fuggire. Il male. E a ricercare la giustizia. Non cerca la salvezza ma continua a cercare Gesù non come salvatore ma ora come modello esempio sostegno e guida. Questa ricerca si fa con gli altri con tutti coloro che amano la sua persona. Pensiamo di aver trovato la cura di una malattia. Non ci fermiamo dalla cura proseguiamo la nostra ricerca per migliorare continuamente la nostra condizione. In cielo non avremo bisogno di combattere perché satana e il peccato e il mondo saranno sconfitti. Ma per ora siamo in combattimento. Quando lo dimentichiamo come in una rissa ci becchiamo il colpo di grazia che ci atterra. La vita eterna non è un concetto intellettuale. Continua ad afferrarla guarda avanti e continua a correre. La nostra confessione è quando abbiamo dichiarato la nostra appartenenza a Cristo. Ricordiamoci della testimonianza del nostro battesimo. Che cosa abbiamo detto. Signore ti do tutto. E poi dimentichiamo. Godiamo la grazia e trascuriamo la santificazione? Un uomo fatto cerca l'irreprensibilità. A volte siamo stanchi di lottare e vorremmo godercela come quelli del mondo che non vogliono risolvere il problema del peccato. I litigi matrimoniali si risolvono con il divorzio e non perseverando nel combattimento spirituale! Può succedere di essere stanchi. Ma Paolo ci da un ordine. Forse ci da fastidio. Ma Gesù è il nostro padrone. Egli ha il diritto di darci ordini. Egli ci ordina di rispettare quel comandamento fino alla sua venuta. Vivi in me fino alla fine fino alla mia apparizione. Questa è la costanza. Termine militare di rimanere sotto i colpi del nemico. Questa è la volontà di Dio. Figlio di Dio non dimenticare questo ordine che io ti ho dato. Gesù non è tornato ma tornerà. Seconda Timoteo 4:8 Quanto a me, io sto per essere offerto in libazione, e il tempo della mia partenza è giunto. Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione. Che esempio. Dobbiamo seguirlo. Continuiamo a combattere. Ma non un combattimento vano secondo le armi del mondo. Ma il combattimento di Dio con armi spirituali. Cosa vuol dire amare la sua apparizione? Chi ama il mondo non può amare Dio. Chi lo ama vive distaccato il mondo. Perché stai vivendo? Per cosa stai investendo? Quali sono le tue aspettative interiori?
Tito 2:11-15.
Zelante. La grazia ci insegna a rinunciare a ciò che non è giusto. L'empietà è legata alle passioni mondane. È il residuo di ciò a cui ci dedicavamo nel passato. E a volte ritornano! Ma la grazia ci insegna a rinunciare nell'ubbidienza della fede e non della legge. Il Signore vuole portarmi a obbedire nella fede. Ogni rinuncia è un taglio che fa male. La passione è qualcosa che appassiona per questo non è facile abbandonarla se non ho scoperto qualcosa di più bello e più grande. Rinuncio perché ho trovato di meglio. Non semplicemente perché devo o non devo. La grazia mi insegna a rinunciare per vivere in questo mondo con moderazione in modo giusto e santo diverso. Aspettando la beata speranza e l'apparizione del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo. La sua gloria sarà straordinaria ma guardiamola già adesso quella gloria! Quando la luce ci acceca non vediamo più tutto quello che abbiamo intorno. Investiamo nell'amore. Nella giustizia. Rinunciando a tutto ciò che ci impedisce a guardare Cristo faccia a faccia. Per essere trasformati di gloria in gloria. Per essere trasformati dalla luce di Dio che rifulge nel volto di Cristo. Fortifichiamoci nella grazia del nostro Signore!

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