Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
giovedì 22 maggio 2014
Romani 5-8
Il capitolo 5 termina il primo blocco con la pace con Dio. Ma fino a qui nessun dettaglio di questa grazia. Dal capitolo sei egli sviscera il concetto della grazia che non è così scontato per tutti. Dire fare e grazia sono parole ricorrenti in questo passaggio. Paolo usa tre allegorie per spiegare la morte al peccato. Nel v.3 il battesimo. Nel 5 la pianta. L'espressione uniti contiene il concetto di due semi che si incontrano a terra e crescono intrecciati quali fossero un unico albero. Totalmente uniti in greco ricorda la crescita in una pianta. Battesimo significa immersione. Immersione nella morte di Cristo. Nel v.6 la crocifissione. Il corpo del peccato è letteralmente il potere in cui risiede la sostanza del peccato. Sradicare la sostanza del peccato e crocifiggerlo. È questa è opera di Dio quando c'è arresa dell'uomo. Nel v. 7 chi è morto è libero. Non sforzi o circoncisione. Ma la morte in Cristo. Paolo lo spiega dopo la giustificazione. Così anche per il credente può non essere ancora chiara l'intera dinamica della grazia. La gente sa che Cristo è morto che bisogna crederlo. Ma non è evidente capire che la sua morte è la mia. Per Dio il sacrificio di Cristo è sempre presente. L'agnello è immolato anche in apocalisse. Se questo c'è sempre è sempre potente a salvare. Chi crede in Cristo muore in lui anche oggi anche se egli è già morto duemila anni fa. Nel v.8 la morte con Cristo porta alla vita. E con la vita la santificazione. Che parte quando uno diventa santo. Al capitolo sette Paolo dice. Si siamo stati identificati. Abbiamo pace. Ma le lotte continuano. La legge ha finito il suo ruolo. Ma il combattimento interiore del credente è ancora reale. L'uomo vecchio e l'uomo interiore. Questo si compiace della legge ed è diverso dal vecchio. È lotta. Facciamo scelte consapevoli di questo conflitto. Morta sepolta ma esistente nella nostra vita. Una gallina senza testa che ancora si dimena. Gli sconfitti continuano a ribellarsi infastidendo il re della terra. Sono sempre ribelli e non cambieranno mai. Morta non scomparsa. Senza autorità ma ancora qui. La salvezza è in speranza. Abbiamo solo la caparra. L'otto si conclude con non c'è più condanna. Il peccato che ti ho fatto pesare nei primi capitoli non c'è più in Cristo. Il sigillo è lo Spirito Santo. La morte di Cristo produce certezza e non paura che tutto svanisca. La certezza è legata alla certezza della morte e resurrezione di Cristo. Quindi il credente ha certezza di salvezza e anche di vittoria. Da uomo sconfitto che ha provocato ora di Dio, a uomo vittorioso e amato in Cristo Gesù.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento
E tu, che ne pensi?