domenica 29 giugno 2014

Romani 12-16

Romani 12-13
Sottomissione alle autorità benché Dio sia la massima autorità.
Romani 14-15
I deboli e i forti nella chiesa.

12:1
Questa è la volontà definitiva di Dio. Nei capitolo precedenti egli spiegava il piano di Dio per Israele. Essi erano sotto rituali e sacrifici e grazie alla loro caduta noi pagani siamo stati innestati nell'albero. Non saremo mai abbastanza riconoscenti per la grazia ricevuta perché non era in principio destinata a noi. Per questo incoraggio voi pagani ad offrire il vostro corpo a Dio come sacrificio vivente. Nel paganesimo c'era la cultura dell'innalzamento del proprio corpo per se stessi. Ma il pagano doveva imparare ad offrire il proprio corpo per Dio. Conoscere Cristo implica l'avere una vita completamente dedicata a lui. Dio ci dona a Cristo e ci unisce a lui.
V.3 il corpo é identificato con la borsa di Cristo sia a livello locale che universale. Il corpo è il miracolo della vita. Il bambino viene concepito ed i lui tutto è già programmato per lo sviluppo di ogni organo del corpo. Così è il miracolo della chiesa in cui ogni membro ha la sua funzione. Egli vuole comunicare ai romani che ognuno a il suo dono ma ciascuno deve avere un concetto umile di se stesso perché pagani reintegrati nel popolo di Israele. E poi perché il corpo è il miracolo della vita. Avere la vita è un onore. Così l'appartenere alla chiesa locale. Essa è il corpo a cui appartengo.
Degli anziani ricevettero dei nuovi credenti e si chiesero quale servizio potremo affidargli? Gli risposi con il versetto 16. Il nuovo credente non cerchi le cose grandi ma desideri con tutto il cuore i servizi più umili perché egli esprimerà la sua gratitudine nell'aver ricevuto la grazia in questo. Non c'è un fratello sottomesso che cerchi le cose umili nella chiesa e poi cerchi nel mondo le cose grandi. Se si sottomette ai fratelli si sottometterà anche alle autorità civili superiori. È una conseguenza spirituale. Domenica sottoposto agli anziani. E lunedì parla male del suo capo. Questo non funziona. Tutte le autorità sono stabilite da Dio. Teniamo conto che quando Paolo scrive il tiranno al potere era Nerone. Difficile sottomettersi ad una tale autorità. Solo la richiesta di abiura a Cristo va trasgredita. Per il resto obbedite a Nerone.
Accoglienza del debole (14:1).
15:1 il forte accolga il debole e non compiaccia a se stesso. Il forte è portato a fare il maestro. Ma se sei forte sei allora capace a metterti al suo livello come Giovanni 13 sono in grado di lavarti i piedi. E quando vengo interpellato per l'eredità non sentenzio perché non è per questo che son venuto. Fratello che ne dici possiamo iniziare in ritardo? Tagli il capello in quattro o gli presenti il modello. Non sentenziare ma dagli il tempo di crescere. Forse un musulmano che si converte a 80 anni sarà disgustato nel vederci mangiare prosciutto. Paolo dice quando lo inviti a casa mangia pollo anche tu è lasciagli il tempo di crescere. Ma il regno di Dio non è ciò che mangiamo ma pace e gioia nello Spirito Santo. Il vero servizio spirituale è presentare a Dio il nostro corpo.
Cap. 15:15-16
Per Dio non conta più il prosciutto o il formaggio ma che i gentili siano un'offerta santificata dallo Spirito Santo.
Cap.16
Tutti questi saluti. Vi raccomando Febe. La chiesa non è solo locale ma anche universale. La chiesa irlandese ci da una lettera di raccomandazione per i fratelli che vengono. Immaginiamo che la lettera ricevuta scrivesse attenzione sono pericolosi. Per questo Paolo dice al v.17 non accogliete i furbi che provocano divisioni. Allontanatevi da loro. Dal 21 alla fine. La gloria appartiene a Dio.

domenica 15 giugno 2014

E non peccare più.

Giovanni 5:2-9,14
C'è una piscina un po' particolare. Una sorta di ospedale. L'infermo è guarito da Gesù che lo reincontra e gli dice non peccare più che ti avvenga di peggio. Ma cosa può succedergli di peggio che stare trentotto anni fermo cercare di entrare nella piscina e tutti che mi vengono davanti. Ma poi che ho fatto di grave in questi trentotto anni. E che peggio mi succederà se pecco?
Giovanni 8:3-15
Alzi la mano chi è senza peccato. La donna è salva. Ma Gesù dice poi. Neppure io ti condanno va è non peccare più. Ancora la stessa frase. Ma come fa? Potrebbe dire ok non faccio più quel peccato. Ma Gesù non ha detto non fare più adulterio ma non peccare più. Impariamo tre cose
1) se Gesù lo dice più volte vuol dire che è importante. Gesù prende sul serio il peccato. Oggi i giovani vivono insieme come fossero sposati e nessuno pensa sia un problema. Ma per Gesù il peccato è un veleno che ti ammazza. Gesù non discute con i farisei del peccato per difendere la donna ma prende il verdetto per giusto perché il peccato porta alla morte. Quando dice io non ti condanno non dice non è grave ma non peccare più.
2) cosa vuole Gesù? Semplicemente che cambiano strada. Di non continuare a camminare nella stessa direzione questo significa conversione. Ma come facciamo a non peccare più? Prima cosa consideriamo cos'è il peccato? Il primo peccato mai commesso nella storia dell'umanità? Eva ha mangiato un frutto. Mangiare un frutto è peccato? No il problema è la ribellione dentro di noi. Aveva pensato di poter essere come Dio. Potente. Allora ha mangiato. Il peccato principalmente è che no. Vogliamo ascoltare Dio. Dio ha veramente detto? Pensiamo al paralitico. Foreste era religioso e conosceva Dio. Dentro di se diceva io voglio essere come Dio vuole o pensava alla sua realizzazione? Ci sono mondiali e ogni giorno uccidono un senza tetto perché rubano disturba. Arriva un uomo benestante e dice voglio adottare un bambino. Vuoi venire con me è diventare mio figlio. Lui dice si lo voglio. È il bambino si ritrova in Italia dorme in un letto per la prima volta. Mangia dal proprio tavolo senza dover rubare. Ma se ha rubato tutta la vita ogni tanto qualcosa gli scappa. È il papà dice non hai più bisogno di rubare. Di sputare per terra. O drogarti. Il bambino deve imparare. Se il bambino ascolta può avere due reazioni: è vero non lo voglio più fare e ascoltarti oppure dire no io faccio quello che voglio. È questa è la ribellione. Ma Dio desidera da noi parla Dio il tuo figlio ascolta. Non possiamo vivere senza peccato. Ma possiamo vivere con la stessa attitudine del bimbo in ascolto. Quando Gesù disse a Pietro: voi siete già puliti solo i piedi si sporcano perché sono a contatto con questo mondo. Gesù vuole un cambio di atteggiamento nei confronti di Dio.
Riassunto:
Il peccato non è cosa piccola per Gesù.
Come una zanzare insignificante che può ammazzarti.
Non possiamo non peccare.
Il bambino promette di non litigare. Ma ci crediamo?
Dio vuole da noi un atteggiamento di ascolto.

domenica 8 giugno 2014

Pronti a servirlo

Atti 5:17-33
I sadducei erano aristocratici religiosi non molto coerenti con la scrittura che interpretavano per il loro interesse materiale. Dicevano che il comportamento non era importante e che Dio non era così interessato all'uomo. Essi erano inacerbiti verso gli apostoli. Uccisero Cristo per mantenere il loro potere. Ma gli apostoli erano popolani senza grande istruzione sostenuti da potenza di miracoli con convertiti che crescevano di giorno in giorno. Se continuano così ci prenderanno il potere, pensavano. Così misero le mani sugli apostoli e li misero in prigione. Dietro a questo la mano di satana che vuole distruggere l'opera di salvezza iniziata in Cristo. Ma le porte dell'inferno non potranno vincere la sua chiesa: gli apostoli vengono liberati da Dio. Il piano di Dio è inesorabile e gli strumenti nella sue mani tornano ad insegnare. Senza paura delle conseguenze. Fino a quando la polizia mandata dai sadducei non li arresta.
Può la chiesa oggi riconoscersi nel cap 3:8 di apocalisse? Rinneghiamo o taciamo quando il vangelo di Dio viene bestemmiato? Che differenza c'è tra le nostre vite e quelle dei nostri amici? Anche se il mondo è lontano da Dio è ancora paziente e tollerante nella nostra epoca. Dobbiamo essere grati a Dio per questo visto quello che succedeva invece agli apostoli. Mi arrendo davanti all'amore di Cristo e credo in lui? Gli apostoli sono stati chiamati fuori dalla prigione per fare il lavoro di Dio. Da quale posto potremmo essere tirati fuori noi per servirlo? Per questo dobbiamo essere sempre pronti a rispondere alla chiamata di servizio di Dio ovunque ci troviamo. Per Dio non ci sono ostacoli.