domenica 8 giugno 2014

Pronti a servirlo

Atti 5:17-33
I sadducei erano aristocratici religiosi non molto coerenti con la scrittura che interpretavano per il loro interesse materiale. Dicevano che il comportamento non era importante e che Dio non era così interessato all'uomo. Essi erano inacerbiti verso gli apostoli. Uccisero Cristo per mantenere il loro potere. Ma gli apostoli erano popolani senza grande istruzione sostenuti da potenza di miracoli con convertiti che crescevano di giorno in giorno. Se continuano così ci prenderanno il potere, pensavano. Così misero le mani sugli apostoli e li misero in prigione. Dietro a questo la mano di satana che vuole distruggere l'opera di salvezza iniziata in Cristo. Ma le porte dell'inferno non potranno vincere la sua chiesa: gli apostoli vengono liberati da Dio. Il piano di Dio è inesorabile e gli strumenti nella sue mani tornano ad insegnare. Senza paura delle conseguenze. Fino a quando la polizia mandata dai sadducei non li arresta.
Può la chiesa oggi riconoscersi nel cap 3:8 di apocalisse? Rinneghiamo o taciamo quando il vangelo di Dio viene bestemmiato? Che differenza c'è tra le nostre vite e quelle dei nostri amici? Anche se il mondo è lontano da Dio è ancora paziente e tollerante nella nostra epoca. Dobbiamo essere grati a Dio per questo visto quello che succedeva invece agli apostoli. Mi arrendo davanti all'amore di Cristo e credo in lui? Gli apostoli sono stati chiamati fuori dalla prigione per fare il lavoro di Dio. Da quale posto potremmo essere tirati fuori noi per servirlo? Per questo dobbiamo essere sempre pronti a rispondere alla chiamata di servizio di Dio ovunque ci troviamo. Per Dio non ci sono ostacoli.

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