domenica 29 settembre 2013

I segni di una vera autorità

Matteo 7:28-8:17

Matteo ci dice quello che è Gesù e la sua autorità. Ci parla di
discepolato. Abbiamo due facce della stessa medaglia. Autorità di Gesù
e discepolo che riconoscendola la segue (8). Dio comanda e molti lo
seguono. Dal suo lato dobbiamo ubbidirlo e dal nostro dobbiamo
seguirlo.
Quando Gesù finì i discorsi la folla si stupiva primariamente per la
sua autorità. Il suo insegnamento era un segno. CAP 10 v1 la stessa
autorità viene data ai suoi discepoli. Se noi non rispecchiamo in
questo Cristo la nostra parola sarà vana. Cap9 e altri Matteo cita
diverse volte la parola Autorità di Gesù. Non stiamo incoraggiando
l'autoritarismo ma l'autorità. Noi dobbiamo essere autorevoli con
umiltà come Gesù. La scrittura non sarà credibile se non parliamo con
autorità. Se ciò non avviene le pecore sono sbandate. Gesù ci delega e
noi dobbiamo eseguire. Discepolo è chi segue ascolta e mette in atto
ciò che dice Gesù. Cap9:9 proprio Matteo ha vissuto così il suo
discepolato. Gesù chiama Matteo si alza si converte e lo segue.
Credere significa non solo essere salvati ma seguire Gesù. Matteo era
esattore e questo lavoro è stato interrotto. Il discepolato non è un
extra optional. Bisogna essere salvati poi se ti piace puoi fare di
più. Si dice così. Ma la scrittura ci dice che non c'è differenza tra
salvato e discepolo. Facce della stessa medaglia. Tutto questo deve
essere chiaro fin dall'inizio fin dalla predicazione del vangelo. Chi
si converte deve sapere a cosa va incontro. Alcuni pensano che il
discepolato sia una cosa severa che contrasta con il vangelo. L'amaro
dopo il dolce. Ma non per Matteo questi sono due dolci aspetti della
vita cristiana.

Quale era la natura della sua autorità ?
Gesù scende dalla montagna e incontra un lebbroso. Non gli dice vai a
purificarsi come puoi perché io non ti posso toccare. La legge
condanna l'uomo impuro. Ma Gesù vuole la sua purificazione. Ma per
questo non contraddisse la legge ma lo fece in sottomissione a questa.
Solo la sua attenzione non era sull'impurità ma soprattutto sulla
guarigione. Tali eravate alcuni ma...

Il centurione aveva un servo non utile. Ma Gesù comanda e lo rende
utile al servizio. Lo stesso fa con la suocera. Gesù comanda ma rende
anche capaci di servire.

Non vergogniamoci del vangelo perché non solo salva ma rende abili a servire.

Gesù si è caricato delle nostre iniquità anche noi dobbiamo caricarci
dei pesi e servirlo e servire gli uni e gli altri.

Gesù ci rende capaci a servire.
CAP 9:27
I due ciechi gridano a Gesù ma Gesù non ascolta finché non lo
raggiungono a casa. Egli vuole mettere alla prova la nostra volontà di
liberarci da queste cose. Egli guarda se lo seguiranno.
Cosa pensi di Gesù della sua autorità. Giovanni Pietro e Giacomo
dovettero lasciare il lavoro per seguire il messia. Immaginiamo le
reazioni delle mogli. Forse è un guru che vuole schiavizzarti. Perché
Gesù era diverso da tutti i presunto Messia?
I guru di questo mondo condizionano gli adepti per fare tutto quello
che essi vogliono.
Qual'è il marchio della vera autorità?
1) Si sottomette e si appella alla legge di Dio. Li manda dal sommo
sacerdote. Gesù lo reintegra e lo rimanda alla legge per essere
reintegrato. Anche noi dobbiamo essere sottomessi alla parola di Dio.
2) Egli ti lascia libero di fare e di agire. Oggi vuoi peccare o non
mi vuoi seguire? Fallo. v.8 Io non sono degno. In nessuno in Israele
ho trovato una fede così grande. Perché mettere fuori gli israeliti?
Era in mezzo a loro ma l'hanno rigettato. Egli li lascia. Il Signore
non s'impome e lascia alla nostra libera volontà
3) Si mette a disposizione e si carica dei bisogni degli altri. egli
ha preso le nostre iniquità e ha portato le nostre malattie.
Paolo disse questo agli anziani chiamati da Mileto in atti 20:28-30.
Vi ho lasciato un esempio vi è più gioia nel dare che nel ricevere.
Noi dobbiamo essere un esempio per i deboli.

Chi ha autorità espone tutto il consiglio di Dio, lascia libertà di
seguirle e si mette al servizio di tutti.

domenica 15 settembre 2013

Camminiamo nella vita cristiana.

Genesi 5:21-24
Enok fa vita normale fino a 65 poi fa Matusela ( quando lui morirà
accadrà) che genera il padre di Noè. Matusela è l'uomo che visse di
più. Il diluvio iniziò l'anno della morte di Metusela. Enok camminava
così vicino a Dio che un giorno Dio gli disse sei così lontano da casa
tua che a questo punto vieni a casa mia.
Abramo a 75 anni lascia le ricchezze per fare campeggio con Dio.
Mosè per quarant'anni fece il pastore nel deserto dopo essere stato
principe d'Egitto. Poi altri quaranta per essere pastore di uomini nel
deserto.
Davide scappa da Saul per 10 anni.
La natura della fede è dinamica perché siamo forestieri e pellegrini.
Larga è la porta e la via che conducono alla perdizione. Ma stretta e angusta...
Romani 6:4
Quando parliamo di Gesù nel 90% pensano a una religione. Ma Gesù è
vita nuova. Il cristiano è una nuova vita che cammini con una nuova
persona. Imparerai chi è l'altro cosa gli piace e cosa non gli piace.
Ci sono degli scontri. Ma alla fine si impara a camminare insieme. Un
ferro forgia un altro ferro. Quando stiamo insieme tu formi me è io
formo te. Questo è il vero "cristianesimo". Il nostro matrimonio con
Cristo. Lavoriamo sui nostri difetti per camminare con lui.
2Corinzi 5:6
Camminiamo per fede e non per visione. Se vado a Torino trovo dei
cartelli indicatori. Ma per andare a Dio non esistono cartelli a vista
ma noi navighiamo per fede e non perché vediamo Dio.
L'uomo si differenzia dall'animale perché lascia monumenti dopo la sua
morte. I monumenti più visitati al mondo sono tombe. Come la piramidi.
Egli sa che c'è qualcosa dopo la morte e per questo costruisce grandi
tombe.
Veramente seguiamo Gesù che non vediamo?
Galati 5:16
Io dico. Camminate secondo lo spirito. Questa è la sfida più grande
all'inizio della vita cristiana. Preferiremmo avere degli ordini e
delle regole invece che ascoltare lo spirito. Se già mi chiedo se
indossare ancora o meno quella minigonna non devo aspettare un ordine
ma se me lo chiedo e perché lo spirito già mi sta parlando. La libertà
dello spirito è che lo faccio perché mi chiedo se Gesù verrebbe con
me è non perché me lo ha detto tizio. Libero di fare la volontà di Dio
perché amo Gesù e non perché mi hanno dato una regola.
Efesini 5:2
Gesù è venuto a vivere una vita così perfetta da essere crocifisso.
Che ci fai in mezzo a noi? Vi riconosceranno se avete amore gli uni
per gli altri come faccio io.
Spesso come Pietro pensiamo di essere più saggi di Dio e dirgli cosa deve fare.
Colossesi 2:6-7
Come abbiamo conosciuto Gesù? In treno, in una tenda, in una sagra
del vino. Qual era il nostro desiderio di lui e il nostro interesse?
Quale spinta avevamo per conoscerlo? La stessa spinta ci deve guidare
tutta la vita. Non scopriamo mai abbastanza di Dio. Non stanchiamoci
di conoscerlo e di meravigliarci di Lui. Conosco ma continuo a
conoscere. Solo un giorno lo conosceremo appieno perché ci verrà
concesso di vederlo: come egli è.
1Giovanni 1:7
È il versetto più umano della Bibbia. Giovanni dice tutti pecchiamo.
Questa è una realtà. Importante capire questo soprattutto nei primi
anni della nostra vita cristiana. Vederci ancora cadere potrebbe
portarci alla disperazione. Ma Giovanni dice incontratevi sempre sotto
il lampione perché al buio son sempre guai. Non pensare di fare
qualcosa di nascosto perché qualcuno ti vede sempre. Non nascondere
che sei caduto. Rialzati e torna a camminare nella luce. Alla luce
siamo tutti uguali. Tutti pecchiamo. Senza orgoglio ipocrisia o
superiorità. Quando uno cade l'altro lo rialza. E viceversa. Senza
viceversa da qualche parte si cela l'orgoglio.
1Giovanni 2:6
Gesù camminava sempre a piedi. Egli era sostenuto da donne ricche e
viveva in una grande città. Avrebbe potuto avere un asino come i
rabbini dell'epoca. Un registro di iscrizione ai suoi corsi. Ma lui
cercava i suoi discepoli. Non tra persone pigre davanti alla tv. Ma
tra persone già all'opera nel loro lavoro. Pescatori esattori ecc.
Dove sei. Dice Dio ad Adamo sul far della sera. Voleva camminare con
il suo amico ma non lo trova più. Facciamoci trovare da Gesù nostro
amico e sposo.

domenica 8 settembre 2013

Giovanni 17

Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse:«Padre,
l'ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi
te, poiché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita
eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. Questa è la vita eterna:che
conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù
Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che
tu mi hai data da fare. Ora, o Padre, glorificami tu presso di te
della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.
Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal
mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua
parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date vengono
da te; poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi
le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto
da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non
prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono
tuoi. E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono
glorificato in loro. Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel
mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli
che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre io ero con
loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho
anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di
perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Ma ora io vengo a
te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se
stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha
odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non
prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella
verità:la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo,
anch'io ho mandato loro nel Io ho manifestato il tuo nome agli uomini
che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi
hanno osservato la tua parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose
che mi hai date vengono da te; poiché le parole che tu mi hai date le
ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto
che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io
prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai
dati, perché sono tuoi. E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue
sono mie; e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo, ma
essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo
nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre
io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai
dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il
figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Ma ora io
vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in
se stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li
ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non
prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella
verità:la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo,
anch'io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso,
affinché anch'essi siano santificati nella verità.
Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me
per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre,
sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi, affinché il mondo
creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data
a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me,
affinché siano perfetti nell'unità e affinché il mondo conosca che tu
mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me. Padre, io voglio
che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati,
affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato
prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha
conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu
mi hai mandato. E io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò
conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e
io in loro>>.
Dette queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal
torrente Chidron, dove c'era un giardino, nel quale entrò con i suoi
discepoli.

Il cuore del credente è un campo che può diventare un meraviglioso giardino.

Prima di diventare credenti viviamo in un mondo con abitudini che Dio
odia. Ma quando capiamo che Dio si è umiliato sulla croce per poter
godere della sua comunione con lui. Ecco che il nostro cuore si
abbassa di umilia. Confessiamo il nostro peccato e la nostra vita
chiama prospettiva e quindi obiettivo.
Immaginiamo la nostra vita come un campo e un terreno senza nulla. Lo
dividiamo in quattro. In ogni parte coltiviamo qualcosa. Nella prima
coltiviamo il nostro rapporto con il peccato che è andato a far parte
della nostra abitudine di vita. Queste abitudini man mano dopo la
conversione vanno eradicare dal nostro campo. 1Giovanni 1:8-10
1 John 1:10
Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola
non è in noi.
Anche da credenti sbagliamo e ce ne accorgiamo. Ma nel momento che ce
ne accorgiamo dobbiamo fermarci e chiedere perdono. L'uomo perfetto
cade almeno sette volte al giorno. Noi ci fermiamo almeno sette volte
al giorno per chiedere perdono?
Immaginiamoci in questa parte del nostro campo una cascata e tanta
acqua. La sua quantità aumenta con le volte che ci fermiamo a
riconoscere il nostro peccato e chiediamo perdono. Quante volte ti
fermi? Ora sai quanta acqua c'è nel tuo campo. È tanta o poca? Siamo
pronti a confessare costantemente il nostro peccato a Dio.
Salmo 139:24-40
Veniamo alla seconda parte del nostro campo.
Giosuè 1:8
Salmo 1:1-2
Quante volte al giorno leggiamo la Parola? Dieci minuti al giorno è un
alberello. Mezz'ora due alberelli. Ventiquattro ore di meditazione
giorno e notte dice il salmo. La nostra mente è abituata a fare più
cose contemporaneamente. Mentre siamo qui una parte della nostra mente
fa altro. Dobbiamo allenare questa parte della mia mente a meditare
sulla Parola di Dio giorno e notte. Quei versetti rimbombano nella mia
mente tutto il giorno mentre lavoro o faccio altro. Se poi imparerò
versetti a memoria questi riaffiorano nella nostra al momento giusto.
Com'è questa parte del mio campo. È ricca di alberi o è un deserto.
Chiedi telo al cospetto di Dio. Se trovi deserto inizia con poco. Ma
parti. Si inizia un po' per volta.
La terza parte
Salmo 5:3
Pregare al mattino è parlare con Dio. Il nostro rapporto con la
preghiera è un campo fiorito. Dedichiamo tanto tempo tanti fiori.
Altrimenti pochi fiori oppure aridità. Dedichi ogni giorno tempo a
pregare adorare ringraziare intercedere affidando le necessità a Dio.
Fai questo ogni giorno. Quanto tempo? Quando ci mettiamo a pregare la
mattina siamo addormentati. Di giorno siamo stanchi. Non
scoraggiamoci. Proviamo ad alta voce in piedi così restiamo svegli. O
in ginocchio che il dolore ci tiene sveglio.
Matteo 26:41
Vegliate e pregate. Com'è il tuo campo.
Un'ultima porzione del campo, la quarta, è dedicata
all'evangelizzazione. Cioè parlare a Gesù agli altri qui crescono
piante da frutto. Più tempo dedichiamo agli altri a parlare di Gesù e
più fruttuoso sarà il nostro frutteto. Andate. Non possiamo non
parlare di quello che abbiamo visto.
Com'è il tuo campo? Manca acqua? Considera il tuo atteggiamento con il
peccato fermati e chiedi perdono e l'acqua inizierà a sgorgare nel
nostro campo. Si formerà col tempo un lago che darà da bere alla tua
vita. Se non hai alberi inizia a leggere e capirai cosa Dio vuole da
te. Com'è il tuo rapporto con la preghiera? Prendi oggi il tuo impegno
davanti a Dio per dedicare tempo alla preghiera. Il Signore
risponderà. Infine non taciamo davanti ai nostri amici, ai nostri
vicini di casa. Dio non sta in chiesa o su un crocifisso ma abita in
noi è anche il prossimo lo può conoscere con la nostra vicinanza.
Possiamo fare qualcosa per migliorare? Sei fruttifero? Continua così.
Confessione. Lettura. Preghiera. Predicazione.

Dio mise l'uomo in Eden. Un grande fiume arrivava fino al Sudafrica.
L'eden era più grande di quello che immaginiamo. Perché la presenza di
Dio è grande. E in apocalisse si chiude con un fiume. Il fiume
dell'acqua della vita che scaturisce limpido dal trono dell'agnello.
L'albero della vita cresce alle sue rive e dà frutto dodici mesi
all'anno. Le foglie sono per la guarigione delle nazioni. Dio desidera
che il campo del nostro cuore sia sovrabbondante di benedizioni.

giovedì 5 settembre 2013

Lettera Romani 1:1-7

Scritta dal l'apostolo Paolo. Paolo firmava all'inizio anziché la
fine. Chi la riceveva doveva capire subito chi l'aveva scritto. Questa
e stata scritta in uno dei suoi lunghi viaggi missionari. Viaggi non
di vacanza ma di servizio a a Dio. Paolo ha fatto tre viaggi. Nel
terzo lo Spirito lo chiamò a scrivere. Era stato a Efeso poi a Corinto
e da lì scrisse questa lettera. Egli voleva presentarsi ai romani
prima di andare. Io servo Gesù Cristo. Altro motivo CAP 3:8 alcuni
parlavano male di lui. Calunnia. Tanti parlavano male di lui senza
conoscerlo. Il calunniatore nella vita è il diavolo il suo nome
significa avversario e calunniatore. Egli parla male dei credenti al
cospetto di Dio. Chi non conosce Dio spesso ci tratta così. Parlano
male di noi. E noi dobbiamo preoccuparci. Siamo negli anni 56-57 nel
primo secolo dopo Cristo. Gesù era andato in cielo da solo vent'anni.
Paolo è servo in greco significa schiavo. Erano persone vendute da un
padrone ad un altro. Quando un re vinceva le persone vinte le legava è
le faceva schiavi. Alcuni lo uccideva e altri lo teneva schiavi e
andava al porto a venderli. Essere schiavi era brutto. Una schiava
giovanissima nell'antico testamento aveva un padrone di nome Naman.
Dio usò questa bambina. Io sono schiavo di Gesù Cristo e lo dice senza
vergogna. Il suo padrone è buono. Io sono Paolo ma anche schiavo.
Nessun diritto da vendicare. Non sono protetto in alcun modo. Ho il
diritto di uscire di chiedere questo. Ma lo schiavo no. Pure la vita
era una grazia per schiavo. Ma Paolo non ha perso la sua identità ma
l'ha trovata. Prima si chiamava Saulo poi Gesù lo chiama Paolo. Ha
ritrovato una nuova identità. Esistono molte schiavitù nel mondo. Ci
sono cose che ci rendono schiavi. Le cattive compagnie. Ci dicono di
fare cose che non osiamo dire di no perché poi facciamo brutte figure.
Il fumo della sigaretta. Il bambino si sente grande e non può
smettere. Diventando schiavo di Cristo si trova la vera identità.
Sotto i comandi di Cristo scopriamo di essere veramente liberi. Stiamo
bene. Oltre a questo Paolo è apostolo. Cioè mandato o missionario.
Sono chiamato a essere mandato. Andare a Cristo per servire. Era sul
cavallo. In atti nove. Diretto per mettere a morte i vero cristiani.
Pensava di fare una cosa buona gradita a Dio. Ma sente una voce cade
da cavallo e diventa cieco. Anania lo aiuta e Dio lo chiama per
annunziare il suo nome per le nazioni. Egli è stato scelto da Dio. Non
è stata sua scelta. Messo a parte per il vangelo di Dio. Vangelo vuol
dire buona notizia. Sul giornale è difficile trovare una buona
notizia. Una notizia è buona se me ne porta un vantaggio. Se sono
malato e leggo che hanno trovato la cura allora si che è una buona
notizia. La buona notizia di Dio era già stata promessa per bocca dei
suoi profeti nell'antico testamento. Il seme della donna ti schiaccerà
il capo. Questo è il primo annuncio della storia del vangelo. Il seme
della donna è Cristo.

domenica 1 settembre 2013

Resi perfetti in virtù di Cristo

Ebrei 9:22
Senza spargimento di sangue non c'è perdono dei peccati. Una vita deve
essere sacrificata per il nostro perdono. E questa vita è quella di
Cristo. Il nostro Signore è ora alla destra di Dio per comparire alla
presenza di Dio per noi. Egli si presenta al Padre per noi. Egli è il
nostro avvocato seduto alla destra del padre.
I sacrifici degli animali non possono rendere perfetti coloro che si
avvicinano a Dio. Ma Gesù rende perfetti per avvicinarsi a Dio. E al
cospetto di Dio non può esistere il benché minimo peccato.
Noi vediamo che non siamo perfetti e spesso pecchiamo però ricordiamo
i che alla presenza di Dio siamo senza peccato in virtù del sacrificio
perfetto di Cristo. Cristo è entrato nel mondo per questo.
Hebrews 10:14
Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli
che sono santificati.
La sua giustizia è diventata la nostra giustizia.

Lettera o spirito?

Giovanni 4
Gesù e la donna samaritana: saggezza ed equilibrio al di la di ogni
ragionamento umano. Nei pressi della città di Sicar c'era il pozzo di
Giacobbe e poco più in là sul monte Garizim avevano costruito un
tempio antagonista a quello di Gerusalemme. Che poi fu distrutto. Ma i
samaritani continuavano a pensare che fosse quello il monte su chi
adorare. La sete che Gesù ingenera in questa donna la salva
probabilmente anche fisicamente. Nel 36 un loro profeta li indusse a
salire sul more Garizim dove molti samaritani vennero sterminati.
Credendo a Gesù questi samaritani scamparono la morte. Gesù vedeva
oltre. Salvezza eterna e salvezza temporale. I samaritani pensavano di
avere costruito per Dio ma avevano confuso la giustizia di Dio
interpretando la legge di Dio per gli uomini. Lettera o spirito?

Equilibrio del servizio

Vangelo di Matteo 22:15
Date a Cesare ciò che è di Cesare
17:24
Sempre Matteo aveva già parlato di tributi. Forse perché era esattore.
Gesù paga le tasse ma questi soldi li ricava in modo particolare. I
suoi discepoli raccoglievano delle offerte e tenevano una cassa ma
Gesù prende i soldi delle tasse da fuori. Egli riesce a non mescolare
le cose di Dio alle cose degli uomini.
15:3...
I farisei non avevano un equilibrio nel mescolare cose di Dio e di
cose degli uomini. Prendono una legge di Dio per trascurare un' altra
a loro piacere. Cosa trascuriamo di una cosa per fare un altra? Stiamo
dando il giusto peso ad ogni dovere di cui dobbiamo vari arco ogni
giorno.
Matthew 23:23
23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima
della menta, dell'aneto e del comino e trascurate le cose più
importanti della legge:il giudizio, la misericordia e la fede. Queste
sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre.
Attenti alla legge e trascuriamo la misericordia.
Capitolo 19
Lasciare padre e madre.
Cosa significa questo? Lascia i tuoi figli al tuo destino?
1 Timoteo 5:7
Se non provvedi ai tuoi hai rinnegato la fede. Se per servire Dio lo
fai alla lettera e non per lo Spirito rinnegheremo nei fatti la loro
fede. Come curi la tua famiglie e i tuoi figli è un segno di devozione
a Dio. Come il rispetto delle Autorità. Abbiamo una vita da credenti
bilanciata? Applichiamo alla lettera lascia i morti seppellire i loro
morti e no. Prestiamo assistenza a nostro padre morente?
Romani 12
Sottoposti alle autorità superiori perché queste sono stabilite da Dio
e non perché sono autorità e basta. Ogni autorità è al suo posto per
volere di Dio. Anche i nostri parlamentari sono servitori di Dio
perché egli li ha stabiliti per amministrare la giustizia. Chi devi
onorare cittadino, moglie, marito, figlio? Ogni cosa ha un ordine
stabilito da Dio per dare equilibrio ad ogni cosa. I figli onorano i
genitori senza dimenticare Dio. L'uomo onora la moglie senza
dimenticare Dio. Elia disse alla vedova fai prima a me le focacce e
poi ne avrai anche tu. Non preoccuparti di fare le tue cose calcolate
perché tutto vada bene ma fate la volontà di Dio e tutto sarà da lui
benedetto. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e ogni
cosa sarà sopraggiunta. Pietro molla tutto per seguire Gesù ma quando
la suocera è in punto di morte egli è là!
Esercitiamo con saggezza e equilibrio la nostra devozione a Dio.