Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
domenica 25 maggio 2014
Ognuno parla di ciò che ha cuore. Nel nostro cuore
Ognuno parla di ciò che ha cuore. Nel nostro cuore abbiamo Gesù e di questo parliamo.
Come possiamo misurare la nostra vita cristiana? Se misuro una stanza prendo un metro ma per la nostra vita cristiana cosa prenderemo? Spesso lo strumento che usiamo noi non è lo stesso che usa Dio. Paolo nelle sue lettere parla in modo diverso in ogni chiesa in base alle lacune di ciascuno. 1Corinzi. Corinto era un porto influenzato da idee di tutto il mondo. Nella chiesa al capitolo 12 e 14 si parla di doni che erano particolarmente esaltati. Ognuno veniva esaltato in base al dono che aveva. Sopratutto se era doni di lingue. 13:1-9. Se io venissi da voi a dirvi ho tanta fede e sposto una montagna cosa pensereste della mia fede? Eppure Dio vede più l'amore di questo. Senza sono uno squillante cembalo. Un dono senza amore è mero esibizionismo. Le cose più ricercate senza amore non valgono nulla. L'amore è... Come facciamo le cose.
1)Paziente e benigno. Sono caratteristiche del nostro Signore. C'è una parte passiva che subisce le ingiustizie dagli altri ma continua ad avere bontà affetto e ama la persona che ci fa questo. Dimostriamo noi la stessa pazienza.
2)La benevolenza è attiva. Fa bene agli altri anche a chi non ci sta simpatico. Cortesi. Non fa del male. Indipendentemente da come l'altro si comporta.
3) l'amore non invidia. È quando stai male perché l'altro sta bene. O ha qualcosa che non abbiamo. L'amore gioisce se l'altro ha qualcosa e siamo felici per lui. Il vero amore è vedere gli altri benedetti.
4) vanto arroganza mettersi in mostra. Tendenza a fare le cose per essere considerato dagli altri e non perché desidero farlo a prescindere. Peccato che spinge a trovare la gloria dagli altri. Si mette in mostra e non fa il bene per il buono ma per riceverne gloria. Se cerchiamo la gloria o l'apprezzamento altrui e non per amore di Dio.
5) gonfiarsi. La considerazione che hai di te. L'orgoglio. Concentrarsi su se stesso su quello che sono i propri diritti o bene. Ma cerva l'interesse degli altri
6) non è indecoroso. Ti preoccupi di non ferire gli altri. Ti comporti in modo dignitoso con il tuo capo e i tuoi collaboratori. Senza mancare rispetto.
7) il proprio interesse. Il vantaggio non deve essere solo mio. Ma anche il bene e l' interesse dell'altro è tutelato.
8) non si irrita o inasprisce. Non si lascia trascinare dall'ira se qualcuno pecca contro di noi. Se perdiamo il controllo quando conviene detto qualcosa che non ci piace
9) non si aspetta e non sospetta il male in tutto quello che succede. Non ha un elenco di tutti i peccati del passato ma continua a dare una nuova possibilità. Non si ricorda dei peccati passati. Non addebita. Non riporta alla mente il passato
10) non gode dell'ingiustizia. Ti sta bene. È quello che meritavi. No. Soffro per te se pecchi e cerco di impedire queste ingiustizie
11) l'amore gioisce nella verità. È felice di trovarla negli altri
12) soffre tollera copre ogni cosa. Ci impedisce di parlare contro di loro. Se siamo in famiglia non parliamo fuori ma copriamo e siamo pazienti. Aiutiamo il nostro famigliare senza metterlo in cattiva luce.
13) vede sempre il bene. Se scelgo scelgo di essere positivo
14) spero ogni cosa. Anche se vedo fratello nel peccato. Spero sempre nel bene di questa persona. Ritrovare la strada giusta anche se ha sbagliato
15) sopporta ogni cosa. Su collega alla pazienza. Subisce senza farsi allontanare dalla fede e continua ad amare anche se ha subito l'ingiustizia. L'amore guarisce gelosie invidie e contese.
Ma come lo valutiamo questo amore? Nel foglietto abbiamo una check list su questi 15 punti. Compiliamola in sincerità davanti a Dio. E che Dio ci accompagni nella nostra santificazione.
Come possiamo misurare la nostra vita cristiana? Se misuro una stanza prendo un metro ma per la nostra vita cristiana cosa prenderemo? Spesso lo strumento che usiamo noi non è lo stesso che usa Dio. Paolo nelle sue lettere parla in modo diverso in ogni chiesa in base alle lacune di ciascuno. 1Corinzi. Corinto era un porto influenzato da idee di tutto il mondo. Nella chiesa al capitolo 12 e 14 si parla di doni che erano particolarmente esaltati. Ognuno veniva esaltato in base al dono che aveva. Sopratutto se era doni di lingue. 13:1-9. Se io venissi da voi a dirvi ho tanta fede e sposto una montagna cosa pensereste della mia fede? Eppure Dio vede più l'amore di questo. Senza sono uno squillante cembalo. Un dono senza amore è mero esibizionismo. Le cose più ricercate senza amore non valgono nulla. L'amore è... Come facciamo le cose.
1)Paziente e benigno. Sono caratteristiche del nostro Signore. C'è una parte passiva che subisce le ingiustizie dagli altri ma continua ad avere bontà affetto e ama la persona che ci fa questo. Dimostriamo noi la stessa pazienza.
2)La benevolenza è attiva. Fa bene agli altri anche a chi non ci sta simpatico. Cortesi. Non fa del male. Indipendentemente da come l'altro si comporta.
3) l'amore non invidia. È quando stai male perché l'altro sta bene. O ha qualcosa che non abbiamo. L'amore gioisce se l'altro ha qualcosa e siamo felici per lui. Il vero amore è vedere gli altri benedetti.
4) vanto arroganza mettersi in mostra. Tendenza a fare le cose per essere considerato dagli altri e non perché desidero farlo a prescindere. Peccato che spinge a trovare la gloria dagli altri. Si mette in mostra e non fa il bene per il buono ma per riceverne gloria. Se cerchiamo la gloria o l'apprezzamento altrui e non per amore di Dio.
5) gonfiarsi. La considerazione che hai di te. L'orgoglio. Concentrarsi su se stesso su quello che sono i propri diritti o bene. Ma cerva l'interesse degli altri
6) non è indecoroso. Ti preoccupi di non ferire gli altri. Ti comporti in modo dignitoso con il tuo capo e i tuoi collaboratori. Senza mancare rispetto.
7) il proprio interesse. Il vantaggio non deve essere solo mio. Ma anche il bene e l' interesse dell'altro è tutelato.
8) non si irrita o inasprisce. Non si lascia trascinare dall'ira se qualcuno pecca contro di noi. Se perdiamo il controllo quando conviene detto qualcosa che non ci piace
9) non si aspetta e non sospetta il male in tutto quello che succede. Non ha un elenco di tutti i peccati del passato ma continua a dare una nuova possibilità. Non si ricorda dei peccati passati. Non addebita. Non riporta alla mente il passato
10) non gode dell'ingiustizia. Ti sta bene. È quello che meritavi. No. Soffro per te se pecchi e cerco di impedire queste ingiustizie
11) l'amore gioisce nella verità. È felice di trovarla negli altri
12) soffre tollera copre ogni cosa. Ci impedisce di parlare contro di loro. Se siamo in famiglia non parliamo fuori ma copriamo e siamo pazienti. Aiutiamo il nostro famigliare senza metterlo in cattiva luce.
13) vede sempre il bene. Se scelgo scelgo di essere positivo
14) spero ogni cosa. Anche se vedo fratello nel peccato. Spero sempre nel bene di questa persona. Ritrovare la strada giusta anche se ha sbagliato
15) sopporta ogni cosa. Su collega alla pazienza. Subisce senza farsi allontanare dalla fede e continua ad amare anche se ha subito l'ingiustizia. L'amore guarisce gelosie invidie e contese.
Ma come lo valutiamo questo amore? Nel foglietto abbiamo una check list su questi 15 punti. Compiliamola in sincerità davanti a Dio. E che Dio ci accompagni nella nostra santificazione.
Proverbi 14:34-35
Proverbi 14:34-35
La giustizia innalza una nazione, ma il peccato è la vergogna dei popoli.
Il favore del re è per il servo prudente, ma la sua ira è per chi lo offende.
La giustizia innalza una nazione, ma il peccato è la vergogna dei popoli.
Il favore del re è per il servo prudente, ma la sua ira è per chi lo offende.
giovedì 22 maggio 2014
Romani 9
Paolo Israelita istruito da Gamaliele grande religioso perseguitava i cristiani poi incontra Gesù e si converte. Il suo popolo lo perseguita ora ma egli prega per loro e desidera per loro la luce. Sono il popolo più privilegiato perché ha ricevuto la parola di Dio e le sue promesse da Abramo a Cristo. Più privilegi hai e più sei responsabile dice Dio. È quindi il popolo che più dovrà rendere conto a Dio. Ha ricevuto Gesù sopra tutti che è Dio Benedetto in eterno come dice questo evidente versetto 5. Due estremi fra i credenti. O Dio ha rigettato Israele come popolo e Dio si occupa solo dei pagani e della chiesa. Oppure Israele è formidabile e straordinario tutto ciò che fa è buono e non c'è bisogno di convertili. L'equilibrio sta in mezzo. V. 24-27 la chiesa è fatta di giudei e pagani ma in Cristo siamo uno. I primi cristiani erano tutti giudei. Gli scrittori dei vangeli tranne Luca. Qui parla di chiesa non eravamo popolo e ora lo siamo. Siamo fidanzati per sposarci. Nella bibbia il fidanzamento è importante quanto il matrimonio e non si scioglie. Egli torna. E dobbiamo essere sempre pronti al ritorno dello sposo. Se pecchiamo confessiamo è laviamoci del sangue. Non indebitiamoci e riconciliamoci con chi abbiamo litigato teniamoci pronti al suo arrivo. Potrebbe essere adesso che stai leggendo. Saresti felice e pronto?
Israele è come la sabbia del mare. Mosé sparge il sangue sul popolo e sulla legge e dice benedetti e maledetti. Tutte le maledizioni si sono realizzate loro. E qui dice solo un resto si salverà. Così da una parte promessa di benedizione e dall'altra il rigetto di Cristo. Essi aspettano un messia che non è il Cristo crocifisso. Si parla solo di un residuo. Dei sopravvissuti nella grande tribolazione durante la quale quasi tutto Israele sarà sterminato e il resto salvato. E Dio manterrà la sua promessa di benedizione al cospetto di satana e dei nemici di Dio. Dio convertirà il loro male in bene. V.10:1-5. Paolo prega per un popolo che lo odia. Preghiamo anche noi per il nostro popolo. Hanno zeppo per Dio senza intelligenza. La giustizia di Dio è Cristo in persona. Dio vede Cristo in noi. E quindi ci vede giusti. Non per la nostra giustizia ma per la sua. Credere significa aderire. Non due ma uno solo. Il sangue di Cristo mi rende puro. Efesini 1. Seduti nei luoghi celesti con Cristo. Ma questi stabiliscono la loro giustizia ma non quella di Dio. L'opposizione a Dio non. Venne da peccatori e prostitute ma dai praticanti della legge e i sacerdoti loro hanno complottato per ucciderlo. Vogliono obbedire alla legge con le loro forze. Aggiungono comandamenti alla legge. E noi? Buttiamo la legge. No è buona e giusta. Ma non obbediamo per paura o condanna ma perché amiamo Dio e perché Dio ci ama. Non c'entra con la fede dei farisei. Ancora oggi due tendenze nella chiesa. Il rispetto di ogni lettera e in più abitudini e tradizioni che diventano più importanti dei comandamenti. Ma le tradizioni sono in abominio della legge. Poi l'opposto gli angeli non esistono, Adamo ere e a dono simboli e la teologia è liberale. Entrambi gli estremi sono mortali per la fede. Camminiamo per fede nella grazia di Dio. Tutta la legge conduce a Cristo. E si riassume nell'amore. Questa è la legge. Lui è la parola incarnata. La parola letta bene conduce a Cristo. Giudei rigettano la parola di Dio e rigettano i profeti ultimo dei quali fu Giovanni. 10:12-13 davanti a Dio siamo tutti uguali. Giudei convertiti oggi sono fratelli. Convertite tutte le nazioni fino alla fine del mondo. Non c'è distinzione. Non tutti siamo evangelistia tutti testimoni di Cristo con la vita e le parole. Lavoro casa vicini preghiamo per i vicini per essere salvati. E se non sono salvati bruceranno nel fuoco eterno. Dio ha fatto tutto il necessario perché questo non avvenga. Predichiamo la parola. Distribuiamo bibbie ovunque. Dio è in grado di convertire con la sua parola anche senza credenti. V20-21. Mi sono manifestato a chi non mi cercava. L'amore di Dio che travasa. Cosa proviamo per i pagani che ci circondano? Disprezzo o compassione. Il disprezzo e il giudizio è peccato. Non possiamo portare nessuno a Cristo se non lo amiamo. Non si giudica nemmeno un uomo di Dio dal numero di convertiti. La maggioranza ha rigettato Gesù. E si sono condannati dicendo la maledizione cada su noi è i nostri figli. Venne Tito e il massacrò. Un milione. E distrusse il tempio che era il loro orgoglio e la loro fierezza. Guarda che bel tempio dissero a Gesù. Non resterà pietra su pietra. I giudei di oggi sono figli di quei sopravvissuti. 11v.1 Dio non li ha rigettati. Quindi la teologia della sostituzione sono errate. La chiesa non sostituisce Israele. Li ama e mantiene le promesse. Rigettare Israele significa mentire. Due sono le promesse condizionali e inccondizionate. Mosé condizionate ma Abramo incondizionate. Le benedizioni date senza condizione verranno mantenute da Dio. Le altre sono state perse per la disubbidienza. Una parte si pentirà di aver aspettato l'anticristo anziché accettare il Cristo. E quando egli tornerà aprirà in due il monte degli ulivi e stabilirà il regno messianico promesso sulla terra per mille anni. 11:32-36 pensieri di Dio così profondi che non si tocca il fondo. Una cosa che non capisco è come ha potuto amarmi! L'amore di Dio guarisce e ci guida alla perfezione. Dio non ha consiglieri egli è la sapienza eterna. Egli sa ogni cosa di ciascuno di noi dei vivi e dei morti. V36. Da lui fatto. Per lui. E in vista. Di lui. Io sono fatto da lui. Io sono fatto per lui. Io sono in vista di lui. Nel tabernacolo qualcuno sta fuori. Qualcuno nel luogo santo. Altri nel santissimo. Ma tutti in Cristo possiamo entrare nel santissimo. Un giorno alla tua presenza vale più di mille nei tuoi cortili. A lui la gloria in eterno. Questo sarà il nostro canto. Un nuovo canto. Corone di gloria, giustizia e vita. Pietro, giacomo e Timoteo) È gli anziani le gettano ai suoi piedi.
Israele è come la sabbia del mare. Mosé sparge il sangue sul popolo e sulla legge e dice benedetti e maledetti. Tutte le maledizioni si sono realizzate loro. E qui dice solo un resto si salverà. Così da una parte promessa di benedizione e dall'altra il rigetto di Cristo. Essi aspettano un messia che non è il Cristo crocifisso. Si parla solo di un residuo. Dei sopravvissuti nella grande tribolazione durante la quale quasi tutto Israele sarà sterminato e il resto salvato. E Dio manterrà la sua promessa di benedizione al cospetto di satana e dei nemici di Dio. Dio convertirà il loro male in bene. V.10:1-5. Paolo prega per un popolo che lo odia. Preghiamo anche noi per il nostro popolo. Hanno zeppo per Dio senza intelligenza. La giustizia di Dio è Cristo in persona. Dio vede Cristo in noi. E quindi ci vede giusti. Non per la nostra giustizia ma per la sua. Credere significa aderire. Non due ma uno solo. Il sangue di Cristo mi rende puro. Efesini 1. Seduti nei luoghi celesti con Cristo. Ma questi stabiliscono la loro giustizia ma non quella di Dio. L'opposizione a Dio non. Venne da peccatori e prostitute ma dai praticanti della legge e i sacerdoti loro hanno complottato per ucciderlo. Vogliono obbedire alla legge con le loro forze. Aggiungono comandamenti alla legge. E noi? Buttiamo la legge. No è buona e giusta. Ma non obbediamo per paura o condanna ma perché amiamo Dio e perché Dio ci ama. Non c'entra con la fede dei farisei. Ancora oggi due tendenze nella chiesa. Il rispetto di ogni lettera e in più abitudini e tradizioni che diventano più importanti dei comandamenti. Ma le tradizioni sono in abominio della legge. Poi l'opposto gli angeli non esistono, Adamo ere e a dono simboli e la teologia è liberale. Entrambi gli estremi sono mortali per la fede. Camminiamo per fede nella grazia di Dio. Tutta la legge conduce a Cristo. E si riassume nell'amore. Questa è la legge. Lui è la parola incarnata. La parola letta bene conduce a Cristo. Giudei rigettano la parola di Dio e rigettano i profeti ultimo dei quali fu Giovanni. 10:12-13 davanti a Dio siamo tutti uguali. Giudei convertiti oggi sono fratelli. Convertite tutte le nazioni fino alla fine del mondo. Non c'è distinzione. Non tutti siamo evangelistia tutti testimoni di Cristo con la vita e le parole. Lavoro casa vicini preghiamo per i vicini per essere salvati. E se non sono salvati bruceranno nel fuoco eterno. Dio ha fatto tutto il necessario perché questo non avvenga. Predichiamo la parola. Distribuiamo bibbie ovunque. Dio è in grado di convertire con la sua parola anche senza credenti. V20-21. Mi sono manifestato a chi non mi cercava. L'amore di Dio che travasa. Cosa proviamo per i pagani che ci circondano? Disprezzo o compassione. Il disprezzo e il giudizio è peccato. Non possiamo portare nessuno a Cristo se non lo amiamo. Non si giudica nemmeno un uomo di Dio dal numero di convertiti. La maggioranza ha rigettato Gesù. E si sono condannati dicendo la maledizione cada su noi è i nostri figli. Venne Tito e il massacrò. Un milione. E distrusse il tempio che era il loro orgoglio e la loro fierezza. Guarda che bel tempio dissero a Gesù. Non resterà pietra su pietra. I giudei di oggi sono figli di quei sopravvissuti. 11v.1 Dio non li ha rigettati. Quindi la teologia della sostituzione sono errate. La chiesa non sostituisce Israele. Li ama e mantiene le promesse. Rigettare Israele significa mentire. Due sono le promesse condizionali e inccondizionate. Mosé condizionate ma Abramo incondizionate. Le benedizioni date senza condizione verranno mantenute da Dio. Le altre sono state perse per la disubbidienza. Una parte si pentirà di aver aspettato l'anticristo anziché accettare il Cristo. E quando egli tornerà aprirà in due il monte degli ulivi e stabilirà il regno messianico promesso sulla terra per mille anni. 11:32-36 pensieri di Dio così profondi che non si tocca il fondo. Una cosa che non capisco è come ha potuto amarmi! L'amore di Dio guarisce e ci guida alla perfezione. Dio non ha consiglieri egli è la sapienza eterna. Egli sa ogni cosa di ciascuno di noi dei vivi e dei morti. V36. Da lui fatto. Per lui. E in vista. Di lui. Io sono fatto da lui. Io sono fatto per lui. Io sono in vista di lui. Nel tabernacolo qualcuno sta fuori. Qualcuno nel luogo santo. Altri nel santissimo. Ma tutti in Cristo possiamo entrare nel santissimo. Un giorno alla tua presenza vale più di mille nei tuoi cortili. A lui la gloria in eterno. Questo sarà il nostro canto. Un nuovo canto. Corone di gloria, giustizia e vita. Pietro, giacomo e Timoteo) È gli anziani le gettano ai suoi piedi.
Vangelo Giovanni 6:22-35
Vangelo Giovanni 6:22-35
Al v25 5000 uomini seguivano Gesù per la loro pancia non per ringraziare o conoscerlo ma per mangiare.
Al v26 come hai fatto ad arrivare qui? Una domanda vuota a cui Gesù risponde centrando immediatamente l'obiettivo. La loro cecità spirituale.
Gesù dichiara se stesso figlio dell'uomo e figlio di Dio su cui il padre ha messo il suo sigillo. Egli non è un fornaio ma è il pane stesso. Adoperatevi, datevi da fare per trovare questo vero cibo che è spirituale.
V28 come si compiono le opere di Dio? Se mi dai pane le faccio e ti faccio pure re (v.15)
Ma Gesù li spiazza. Una sola è l'opera e l'ha fatta Dio: è Gesù. V30 quale segno fai. Conferma che l'uomo è insanabilmente malato. Una folla di ventimila è stata sfamata e questi chiedono ancora segni? Se chiedo garanzie tra l'altro dove è la fede. Se è tangibile non è più fede. V31 fanno capire che non ci basta pane d'orzo vogliamo manna dal cielo. Ma al v32 la vostra attenzione non dev'essere verso il pane o i patriarchi ma verso il Dio che fa ogni cosa. Egli manda il figlio al mondo come manna dal cielo. Questo non ve lo da un uomo ne Mosé ne la madonna ne il papa. Con la manna muori comunque ma con Gesù hai la vita eterna. Cristo pane di vita. Non fermiamoci alla manna o a surrogati di Dio ma mettiamo il Figlio al centro. Dacci sempre questo pane: non hanno ancora capito! Io sono il pane della vita non c'è n'è un altro. Pane e acqua due sostanze essenziali e indispensabili per la vita dell'uomo. La sua validità è anche per oggi. Dai fiducia a Gesù. Assumi quotidianamente il tuo pane di vita.
Al v25 5000 uomini seguivano Gesù per la loro pancia non per ringraziare o conoscerlo ma per mangiare.
Al v26 come hai fatto ad arrivare qui? Una domanda vuota a cui Gesù risponde centrando immediatamente l'obiettivo. La loro cecità spirituale.
Gesù dichiara se stesso figlio dell'uomo e figlio di Dio su cui il padre ha messo il suo sigillo. Egli non è un fornaio ma è il pane stesso. Adoperatevi, datevi da fare per trovare questo vero cibo che è spirituale.
V28 come si compiono le opere di Dio? Se mi dai pane le faccio e ti faccio pure re (v.15)
Ma Gesù li spiazza. Una sola è l'opera e l'ha fatta Dio: è Gesù. V30 quale segno fai. Conferma che l'uomo è insanabilmente malato. Una folla di ventimila è stata sfamata e questi chiedono ancora segni? Se chiedo garanzie tra l'altro dove è la fede. Se è tangibile non è più fede. V31 fanno capire che non ci basta pane d'orzo vogliamo manna dal cielo. Ma al v32 la vostra attenzione non dev'essere verso il pane o i patriarchi ma verso il Dio che fa ogni cosa. Egli manda il figlio al mondo come manna dal cielo. Questo non ve lo da un uomo ne Mosé ne la madonna ne il papa. Con la manna muori comunque ma con Gesù hai la vita eterna. Cristo pane di vita. Non fermiamoci alla manna o a surrogati di Dio ma mettiamo il Figlio al centro. Dacci sempre questo pane: non hanno ancora capito! Io sono il pane della vita non c'è n'è un altro. Pane e acqua due sostanze essenziali e indispensabili per la vita dell'uomo. La sua validità è anche per oggi. Dai fiducia a Gesù. Assumi quotidianamente il tuo pane di vita.
Isaia 28:23-29
Isaia 28:23-29
Ebrei 4:14-16
Ritenere fermamente la professione di fede.
Troviamo grazia per affrontare la prova.
Due punti chiave per affrontare la sofferenza.
Ebrei 4:14-16
Ritenere fermamente la professione di fede.
Troviamo grazia per affrontare la prova.
Due punti chiave per affrontare la sofferenza.
Romani 5-8
Il capitolo 5 termina il primo blocco con la pace con Dio. Ma fino a qui nessun dettaglio di questa grazia. Dal capitolo sei egli sviscera il concetto della grazia che non è così scontato per tutti. Dire fare e grazia sono parole ricorrenti in questo passaggio. Paolo usa tre allegorie per spiegare la morte al peccato. Nel v.3 il battesimo. Nel 5 la pianta. L'espressione uniti contiene il concetto di due semi che si incontrano a terra e crescono intrecciati quali fossero un unico albero. Totalmente uniti in greco ricorda la crescita in una pianta. Battesimo significa immersione. Immersione nella morte di Cristo. Nel v.6 la crocifissione. Il corpo del peccato è letteralmente il potere in cui risiede la sostanza del peccato. Sradicare la sostanza del peccato e crocifiggerlo. È questa è opera di Dio quando c'è arresa dell'uomo. Nel v. 7 chi è morto è libero. Non sforzi o circoncisione. Ma la morte in Cristo. Paolo lo spiega dopo la giustificazione. Così anche per il credente può non essere ancora chiara l'intera dinamica della grazia. La gente sa che Cristo è morto che bisogna crederlo. Ma non è evidente capire che la sua morte è la mia. Per Dio il sacrificio di Cristo è sempre presente. L'agnello è immolato anche in apocalisse. Se questo c'è sempre è sempre potente a salvare. Chi crede in Cristo muore in lui anche oggi anche se egli è già morto duemila anni fa. Nel v.8 la morte con Cristo porta alla vita. E con la vita la santificazione. Che parte quando uno diventa santo. Al capitolo sette Paolo dice. Si siamo stati identificati. Abbiamo pace. Ma le lotte continuano. La legge ha finito il suo ruolo. Ma il combattimento interiore del credente è ancora reale. L'uomo vecchio e l'uomo interiore. Questo si compiace della legge ed è diverso dal vecchio. È lotta. Facciamo scelte consapevoli di questo conflitto. Morta sepolta ma esistente nella nostra vita. Una gallina senza testa che ancora si dimena. Gli sconfitti continuano a ribellarsi infastidendo il re della terra. Sono sempre ribelli e non cambieranno mai. Morta non scomparsa. Senza autorità ma ancora qui. La salvezza è in speranza. Abbiamo solo la caparra. L'otto si conclude con non c'è più condanna. Il peccato che ti ho fatto pesare nei primi capitoli non c'è più in Cristo. Il sigillo è lo Spirito Santo. La morte di Cristo produce certezza e non paura che tutto svanisca. La certezza è legata alla certezza della morte e resurrezione di Cristo. Quindi il credente ha certezza di salvezza e anche di vittoria. Da uomo sconfitto che ha provocato ora di Dio, a uomo vittorioso e amato in Cristo Gesù.
domenica 11 maggio 2014
IL COMBATTIMENTO DELLA FEDE
Il concetto di combattimento non piace a nessuno. Efesini 6:10-13. Il nostro combattimento è spirituale ma estremamente reale. Siamo immersi in un mondo di tenebre le cui autorità spirituali sono chiamati principati potenze potestà. Cioè sono autonomi da Dio. Vivono in contrasto con lui e influenzano le persone e le nazioni.
Una caratteristica degli eserciti romani era che la vittoria non era un traguardo da raggiungere ma l'essenza stessa della guerra. La vittoria era assodata perché andavano da vincitori prima di combattere. Così noi abbiamo già la vittoria e questo mondo di tenebre è stato spogliato come dice Colossesi. E Giovanni dive che giovani avete vinto. Eppure facendo il conto delle battaglie romane prima di diventare impero sono più le perse che le vinte. Ma quel che conta è che quelle strategiche son sempre state vinte e ciò li ha resi un grande impero. Il vincitore non è chi non cade mai ma colui che si rialza sempre e continua la battaglia. Combattiamo ma da vincitori. Questo impariamo quotidianamente. Resistere, star saldi. Non dimentichiamo Davide contro i filistei con i fratelli occhi fissi sul nemico. Ma all'arrivo di Davide lui dovente nemico agli occhi dei suoi fratelli che dimenticano i filistei. Così anche oggi il nemico cerca di volgere la nostra guerra non su di lui ma sui fratelli. Il risultato è una chiesa divisa con fratelli che si sparano alle gambe.
Filippesi 1.
Nell'antichità c'erano degli appuntamenti stagionali tra re per darsi guerra. Poi c'erano anche imboscate a sorpresa. Nelle stagioni delle guerre partiva solo l'esercito e i civili restavano in città con donne e bambino. Quelli di meno valore venivano messi avanti perché rischiavano di più. Anche nella storia sembra che satana si sia dato degli appuntamenti più pesanti per la persecuzione. Oggi sembra che siamo liberi di predicare senza persecuzione
Sembra che satana non reagisca. Ma egli è all'opera. È la chiesa deve essere pronta e prendere forza nella pace per prepararsi alla guerra. Un guerriero onorato doveva aver fatto fuori almeno cinquemila uomini. Questo è il desiderio delle tenebre nei nostri confronti. Filippesi 1:27-28. Dobbiamo rimanere insieme in questo combattimento. Questo è una prova evidente di perdizione per satana. Satana vince se separa i soldati. Ma se restano uniti la sua guerra è più difficile. Se isolavi il re vincevi la battaglia. Pre questo satana lavora favorendo l'individuo listo del credente. Per poi ammazzarlo. Così fa il lupo. Sparpaglia il gregge e attacca la pecora. Ma il gregge resta unito mettendo la testa una sotto la pancia dell'altra. È nessun lupo può attaccare questo tappeto di lana. Un corpo unico e inattaccabile. Per natura le pecore si sottomettono le une alle altre per la loro protezione. Per questo ci viene chiesto di sottometterci gli uni gli altri. Ma chi si isola cerca il proprio interesse dice Proverbi. Condividiamo insieme oltre paure sconfitte ma rimaniamo uniti. Filippesi 3:13-15. C'era un esercito accampato sotto una rocca forte. Il capo della rocca disse impossibile vincerci abbiamo dieci anni di viveri. Ma il capo dell'esercito disse non importa aspetteremo l'undicesimo anno ma vi vinceremo. Le risorse di satana finiranno e allora vinceremo anche se oggi cadiamo. Continuiamo ad essere soldati senza dare le spalle al nemico. Perché le nostre spalle non sono coperte. Quando Giuseppe diede le spalle alla donna affrontò di petto il nemico. La guerra è contro forze spirituali. 2Timoteo 2:3-5 il soldato di Cristo è bello perché ha gli occhi di Cristo. È uno stratega che combatte in modo preciso e strutturato. Come un bel soldato che sa quel che fa. È sicuro che si graffierà ferirà e soffrirà ma è altrettanto sicuro della sua vittoria. La sopportazione non è che barba devo ancora sopportare. Ma un uomo muscoloso che stringe i denti e continua con valore a schiena dritta senza lamentarsi. Impara e lascia ai giovani un bell'esempio. Il soldato era ricompensato da premi e bottino al termine della battaglia. Ogni graffio e ferita. Ogni livido e sofferenza. Verrà ricompensato dal bottino di Dio che ci verrà elargito. Enoc fu apprezzato da Dio per la fede. È la fede si misura nel comportamento in battaglia. Ebrei 12:1-4. L'esempio perfetto è Cristo imitato da una schiera di testimoni. Occhi fissi su di lui. Non guardiamoci intorno alle difficoltà ma a Cristo perché è lui che crea la fede e la rende perfetta. Alla fine Cristo è seduto alla destra del padre dove ci aspetta. Tutto si gioca sul peccato. Il peccato può nascondersi accucciato per dieci anni e divorarci l'undicesimo. Ma lo stesso può fare la nostra perseveranza nei riguardi di Satana. Guardiamo a Gesù.
Una caratteristica degli eserciti romani era che la vittoria non era un traguardo da raggiungere ma l'essenza stessa della guerra. La vittoria era assodata perché andavano da vincitori prima di combattere. Così noi abbiamo già la vittoria e questo mondo di tenebre è stato spogliato come dice Colossesi. E Giovanni dive che giovani avete vinto. Eppure facendo il conto delle battaglie romane prima di diventare impero sono più le perse che le vinte. Ma quel che conta è che quelle strategiche son sempre state vinte e ciò li ha resi un grande impero. Il vincitore non è chi non cade mai ma colui che si rialza sempre e continua la battaglia. Combattiamo ma da vincitori. Questo impariamo quotidianamente. Resistere, star saldi. Non dimentichiamo Davide contro i filistei con i fratelli occhi fissi sul nemico. Ma all'arrivo di Davide lui dovente nemico agli occhi dei suoi fratelli che dimenticano i filistei. Così anche oggi il nemico cerca di volgere la nostra guerra non su di lui ma sui fratelli. Il risultato è una chiesa divisa con fratelli che si sparano alle gambe.
Filippesi 1.
Nell'antichità c'erano degli appuntamenti stagionali tra re per darsi guerra. Poi c'erano anche imboscate a sorpresa. Nelle stagioni delle guerre partiva solo l'esercito e i civili restavano in città con donne e bambino. Quelli di meno valore venivano messi avanti perché rischiavano di più. Anche nella storia sembra che satana si sia dato degli appuntamenti più pesanti per la persecuzione. Oggi sembra che siamo liberi di predicare senza persecuzione
Sembra che satana non reagisca. Ma egli è all'opera. È la chiesa deve essere pronta e prendere forza nella pace per prepararsi alla guerra. Un guerriero onorato doveva aver fatto fuori almeno cinquemila uomini. Questo è il desiderio delle tenebre nei nostri confronti. Filippesi 1:27-28. Dobbiamo rimanere insieme in questo combattimento. Questo è una prova evidente di perdizione per satana. Satana vince se separa i soldati. Ma se restano uniti la sua guerra è più difficile. Se isolavi il re vincevi la battaglia. Pre questo satana lavora favorendo l'individuo listo del credente. Per poi ammazzarlo. Così fa il lupo. Sparpaglia il gregge e attacca la pecora. Ma il gregge resta unito mettendo la testa una sotto la pancia dell'altra. È nessun lupo può attaccare questo tappeto di lana. Un corpo unico e inattaccabile. Per natura le pecore si sottomettono le une alle altre per la loro protezione. Per questo ci viene chiesto di sottometterci gli uni gli altri. Ma chi si isola cerca il proprio interesse dice Proverbi. Condividiamo insieme oltre paure sconfitte ma rimaniamo uniti. Filippesi 3:13-15. C'era un esercito accampato sotto una rocca forte. Il capo della rocca disse impossibile vincerci abbiamo dieci anni di viveri. Ma il capo dell'esercito disse non importa aspetteremo l'undicesimo anno ma vi vinceremo. Le risorse di satana finiranno e allora vinceremo anche se oggi cadiamo. Continuiamo ad essere soldati senza dare le spalle al nemico. Perché le nostre spalle non sono coperte. Quando Giuseppe diede le spalle alla donna affrontò di petto il nemico. La guerra è contro forze spirituali. 2Timoteo 2:3-5 il soldato di Cristo è bello perché ha gli occhi di Cristo. È uno stratega che combatte in modo preciso e strutturato. Come un bel soldato che sa quel che fa. È sicuro che si graffierà ferirà e soffrirà ma è altrettanto sicuro della sua vittoria. La sopportazione non è che barba devo ancora sopportare. Ma un uomo muscoloso che stringe i denti e continua con valore a schiena dritta senza lamentarsi. Impara e lascia ai giovani un bell'esempio. Il soldato era ricompensato da premi e bottino al termine della battaglia. Ogni graffio e ferita. Ogni livido e sofferenza. Verrà ricompensato dal bottino di Dio che ci verrà elargito. Enoc fu apprezzato da Dio per la fede. È la fede si misura nel comportamento in battaglia. Ebrei 12:1-4. L'esempio perfetto è Cristo imitato da una schiera di testimoni. Occhi fissi su di lui. Non guardiamoci intorno alle difficoltà ma a Cristo perché è lui che crea la fede e la rende perfetta. Alla fine Cristo è seduto alla destra del padre dove ci aspetta. Tutto si gioca sul peccato. Il peccato può nascondersi accucciato per dieci anni e divorarci l'undicesimo. Ma lo stesso può fare la nostra perseveranza nei riguardi di Satana. Guardiamo a Gesù.
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