domenica 4 marzo 2012

LA CONVERSIONE DI ISRAELE AL CRISTO

Salmo 108
Splenda su tutta la terra la tua gloria. Intorno a noi vediamo
tutt'altro. Stanotte quattro persone uccise in una strage famigliare
qui a San Polo. Guardiamo oggi Israele un popolo lontano da Dio. Ma in
questo salmo egli grida. Aiuta i ad uscire Dalle difficoltà perché
vano è l'aiuto dell'uomo. Israele tornerà a invocare Dio. Dio
schiaccerà i suoi nemici sotto i suoi piedi.
Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli dissero alla
crocifissione gli Israeliti. Essi si resero responsabili del rigetto
del messia. Anche Satana senti questa dichiarazione. Ma nonostante
questo Dio resta fedele ai patti.
Isaia 27.:6
Siamo nel settimo secolo avanti Cristo. Israele fiorirà e germoglierà
in avvenire. Metterà radici. Oggi è stato completamente sradicato ma
presto porterà radici e fiori. Le benedizioni mondiali grazie al suo
ristabilimento saranno grandi. Dispersi in Egitto e Assiria
ritorneranno a casa dove adoreranno L'ETERNO a Gerusalemme. Il monte
santo dove tutto il mondo adorerà.
Isaia 43:5-7
Dio da ordine di tornare a casa. Dirà Da'! e non trattenere. I nemici
di Israele dovranno cedere perché Dio dirà da'!. Quando Dio dice
qualcosa l'uomo più forte deve cedere. Dio ha ordinato nel 1948 di
proclamare lo stato d'Israele e subito eserciti si prepararono per
distruggerlo. Ma il piano di Dio non si ferma.
Isaia 58:15-21
Quelli di Giacobbe si convertiranno e Dio stabilirà un'alleanza. Un
giorno Israele capirà il peccato del rigetto del Cristo e si
ravvederà. Questo non è ancora successo in Israele. Ma succede però
già oggi nel cuore di molti uomini che tornano a Dio per il perdono.
Geremia 33:6-9
Non solo la terra ma anche la salute del cuore. La deportazione causa
un trauma. Ma la fine troverà guarigione con pace e gioia e
purificazione dal peccato. Oggi non è ancora sotto il perdono di Dio.
Ma un giorno il popolo sarà salvato.
16 sarà chiamata L'ETERNO nostra giustizia.
Ezechiele 20:41-42
Dio sarà santificato in Israele agli occhi delle nazioni. Sia
santificato il tuo nome dice la preghiera del padre nostro.
Zaccaria 12:9-...
Prima della crocifissione se ne parla in Zaccaria. Per questo Israele
chiederà perdono. È una grazia di Dio riuscire ad umiliarsi. Per
questo se Dio ritira la sua grazia non c'è più ravvedimento. Ma qui lo
spirito di grazia è sparso su Israele. Gesù tornerà sulla terra e
Israele lo riconoscerà e ne faranno cordoglio come per un figlio
unico. In quel giorno la fonte sarà aperta per il popolo e gli idoli
saranno sterminati.
Romani 11:11-12
Israele è caduto. Dalla caduta è nata la chiesa. Quale grande
benedizione possiamo aspettarci dalla loro conversione!

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domenica 26 febbraio 2012

CELEBRIAMO L'ETERNO

Salmo 92
A tutti piace fare le cose belle. Ecco quali sono le cose belle che il
Signore apprezza. Celebrare e cantare le sue Lodi. Chi lo ama
fiorisce come la palma e porta frutto anche nella vecchiaia. L'empio
germoglia ma il suo destino è appassire ed essere distrutti in eterno.


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IL COMPROMESSO

2Corinzi 6:11-18
C'erano intrusi nella chiesa che volevano introdurre insegnamenti
diversi. Anche noi nel mondo siamo esposti a cadere nel compromesso se
non abbiamo una chiara convinzione nelle nostre attitudini e scelte.
Se abbiamo un coniuge non credente non siamo chiamati ad
allontanarcene ma il nostro comportamento deve dimostrare la nostra
appartenenza a Cristo.
Se abbiamo comunione con Lui egli ci mostra le opere buone che egli ha
preparato per noi.

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IL NUOVO TESTAMENTO

Esodo 24
Mosè dopo aver ricevuto la legge lesse al popolo. Il popolo si impegna
davanti al libro. Quando Dio parla ogni parola di venta un impegno per
l'uomo. L'uomo dichiara in questo caso di rispondere al patto con la
propria obbedienza. Questo patto viene fondato sulle parole di Dio e
sulla fedeltà dell'uomo. E qui stava la debolezza. Il patto era
sigillato dal sangue degli animali sacrificati ma vincolato all
obbedienza del popolo. Mosè asperse di sangue il popolo. Il popolo è
vincolato all'obbedienza dall'aspersione del sangue. In levitico
leggiamo che nel sangue è la vita. E Dio attestava la propria fedeltà
col sangue. In Matteo 26 la prima cena avvenne in ordine alla presenza
di Gesù. Ad un certo punto al versetto 27 prese un bicchiere e
ringraziò. Lo diede loro dopo l'uscita di Giuda e disse bevetene tutti
perché questo è il mio sangue il sangue del patto. Questo riportava al
sangue dei patti. Ma questa volta è il mio sangue. È un patto nuovo.
Non è sangue di animali ma il sangue è di Cristo. Si tratta di un
nuovo patto di un nuovo testamento. Il sacrificio non è più offerto
dall'uomo ma da Gesù CRisto. Questo sacrificio viene da Dio ed è
allora perfetto. Lo leggiamo nella lettera agli Ebrei. Per: in vista
di. Dio vi offre il perdono con il sacrificio di Cristo sulla croce.
Il patto è per la moltitudine dei credenti che entrano nel patto. Non
sulla nostra obbedienza ma sul suo riscatto e perdono.


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COME USARE LE ORECCHIE

Lettera di Giacomo 1:18-21
Spesso i nostri organi sono pronti a far qualcosa. La lingua a
parlare. I piedi a correre. Ma che dire delle nostre orecchie. Invece
di fare tante cose perché piuttosto non prepariamo le nostre orecchie
per essere pronte all ascolto della parola
Ec. 5
1Sam15
Questo ascolto va pure regolato. Spesso torniamo ad ascoltare cose che
non sembrano nuove alle nostre orecchie.
Lu 8:16
Fate attenzione a come ascoltate. Per non perder anche quello che
pensiamo di avere. Dobbiamo piuttosto renderci conto che anche quello
che già sappiamo ascoltato col giusto orecchio può regalarci
insegnamenti inaspettati.
Atti 17:19-34
Questi ateniesi amavano ascoltare tutte le novità. Ma quando si tratta
di parlare di salvezza e resurrezione ci salutano. Anche il popolo
d'Israele fu incirconciso di orecchio (Isaia). Quello che vogliamo
ascoltare è uno specchio di quello che siamo.
Atti 20:7-12
Paolo parla a lungo ma tutti lo ascoltano volentieri. Eutico si mette
ai margini, alla finestra, un orecchio dentro e uno fuori. Dopo la sua
resurrezione il discorso prosegui fino all'alba. Anche se lunghi e
uguali abbiamo sempre qualcosa da imparare. Come per esempio le
genealogie.
In Neemia leggiamo nel capitolo 8 la pubblica lettura e spiegazione
della legge. Grande fu l'allegrezza nel capire cosa la parola di Dio
chiedeva.
Tornando ai capitoli della lettera di Giacomo: 1:22-25
Ritroviamo la gioia di ascoltare ancora una volta la parola di Dio.

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domenica 19 febbraio 2012

Salmo 32

http://www.laparola.net/testo.php


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Giovanni 20

Giovanni 20
Il primo giorno della settimana risorge il Cristo. Alla sera poi
appare dove sono riuniti. Al versetto 26 otto giorni dopo è ancora
domenica. In atti 20 v.6 la chiesa si incontra la domenica. E' lo
Spirito Santo che introduca questo giorno non come regola ma come
consuetudine benedetta per il popolo della grazia. La domenica è per
noi oggi giorno consacrato al Signore.
Anche il giorno di Pentecoste era domenica Lev . 2:15.
Dio ha scelto la domenica per rivelarsi in modo particolare alla sua chiesa.


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IL PREZZO DEL DISCEPOLATO

Marco 8 v 27-33 + v34-9:1
Dal v.34 Gesù parla alla folla che lo segue e tra essa ci sono i suoi
discepoli i dodici che ha scelto tra cui Pietro. C'è una condizione
per seguirlo. Ascoltarlo come maestro e imitandolo in ogni cosa. La
chiamata è per chiunque pubblicani e farisei. Per chi lo vuole
ascoltare. Molti lo seguivano per la guarigione ma non lo
riconoscevano come messia. Il fatto di essere popolo d'Israele li
faceva pensare di avere la garanzia del cielo. Ma anche loro dovevano
conoscere il Cristo. 8:16-21 il loro cuore era chiuso buio di fronte
alla conoscenza di Dio Matteo 15:18. Gesù non si impone ma invita
ciascuno a seguirlo piuttosto del proprio ego. La scelta non è
leggera. Essa trasforma la vita e la condotta. Dio deve essere
cercato. Il proprio debito di peccato al cospetto di Dio va
riconosciuto seguito da un pentimento sincero e dall'accogliere il
sacrificio di Cristo come unico termine di giustificazione.
Un vero discepolo è fedele al suo maestro. Non come Giuda. Luca 9:23
rinneghi se stesso e prenda ogni giorno la sua croce. È una scelta
quotidiana di rinuncia al piacere proprio per seguire Dio. Non vuol
dire non mangiare o torturarsi. Ma significa essere pronti ad imitare
Cristo quando prese la croce. Egli si rimise nelle mani della volontà
di Dio nonostante la sofferenza che comportava. Potrebbe essere per
noi sopportare una persona difficile. Aiutare un bisognoso nel nostro
tempo libero. Non dobbiamo cercare il martirio ma se dovesse arrivare
rimettiamoci alla volontà di Dio. Cosa vuole Dio oggi da me. E cosa
invece desidererei io? Muoriamo a noi stessi, portando la nostra
croce. Affermiamo e dimostriamo pubblicamente che siamo di Cristo e
siamo pronti a portare la sua croce. Il mondo si chiede dov'è il
vantaggio di aderire ad una certa religione. Ma Gesù non offre piaceri
ma sofferenza sulla terra. Perché la vera ricchezza è la vita eterna
che Cristo ci ha acquistata.
Non è facile capire la portata di questo versetto perché va contro
l'uomo naturale. Ma per l'anima morta nel peccato egli ha la vita
nello Spirito per un cuore nuovo.
A Dio dobbiamo la nostra vita. Che uso ne vogliamo fare? Se ci
concentriamo sul benessere materiale perderemo la nostra anima, ma se
cerchiamo la sua volontà avremo vita eterna.
V.8:38
Egli ritorna come giudice. E sarà terribile per chi non ha voluto
ascoltarlo. Cristo è disprezzato in nome della democrazia: famiglie
sfasciate, giovani ribelli...
Troviamo il coraggio di tempere fuori dalla nostra porta il fango che
ci circonda nel mondo. Incidiamo nel mondo lasciando che Cristo parli
in noi e con noi. Cerchiamo la chiarezza senza comproessi. Senza
rimorsi per il suo ritorno. Pensiamo alla vergogna di Pietro di frante
al rinnegamento! Non vergognamoci di Cristo. Non perdiamo
l'opportunità. Ogni opportunità persa è persa per sempre. Guadagniamo
il tempo.
9:1
Questa realtà é in netta contrapposizione con quelli del v. 8:38.
Facciamo nostra questa speranza.


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domenica 5 febbraio 2012

La mia identità.

La maggior parte di noi sa chi è. Di solito ci identifichiamo con il
lavoro che facciamo es. Un commesso. Oppure se sono sposato sono
marito e padre. Allora ci identifichiamo con il nome. Ma quanti Andrea
esistono. Allora come ci definiamo?
In principio eravamo tutti figli di Adamo. Poi già in Genesi inizia la
distinzione tra figli di Dio e figli dell'uomo. Al 14 Abramo viene
identificato come ebreo che potrebbe significare " colui che viene da
un altro paese". Gli ebrei sono figli di Abramo e suo popolo. Poi Dio
cambia nome a Giacobbe e i figli di Abramo diventano figli di Israele.
Esodo 8 il faraone li chiama popolo d'Israele. Al giorno d'oggi c'è lo
stato d'Israele ma non tutti gli abitanti d'Istaele sono ebrei. Nel
passato invece gli ebrei erano i figli di Israele.
Giovanni 8
Venne Gesù a spezzare questo senso d'identità. Versetto30-52
essi disputano per la loro identità. Dicono di essere sempre stati
liberi invece furono schiavi in Egitto. Voi non siete di Abramo perché
non vi comportate come lui. Inutile definirsi per un nostro aspetto
esteriore. Giovanni Battista dice che Dio potrebbe far sorgere dalle
pietre figli di Abramo. Ogni definizione è vuota se non cambia il
contenuto. Due libri fuori possono essere identici ma solo leggendoli
possiamo distinguere il contenuto. L'esteriore non fa l'identità. Ma è
quello che c'è dentro.
Luca 10:16
Dobbiamo identificarci con Gesù in ogni cosa.
1corinti
Abbiamo la mente di Cristo. Dobbiamo fermarci e ricordare questo.
Perché spesso lo dimentichiamo. È quella la nostra identità.
Giovanni 15
La vite e i tralci. Cristo dimora in noi se noi vogliamo dimorare in lui.
Galati
Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me. Non è bestemmia.
Egli dimora in noi.
E' da Dio che ogni famiglia prende nome sulla terra. È Gesù che ci
identifica davanti agli altri. Non è la definizione della nostra
denominazione ma la potenza di Dio in noi.

1 giovanni 4:15-17
Dimentichiamo di essere mariti delusi, mogli stanche. Ma ricordiamo
quale è la nostra identità. Quale egli è tali anche siamo noi in
questo mondo. Dimoriamo nel suo amore.

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Conoscere Dio

1corinti8:1-3
Inizia un tema che dura fino al capitolo 11. I Corinti travisavano il
senso del conoscere Dio e corrompevano la chiesa. Paolo inizia così il
tema della conoscenza. Sappiamo che tutti abbiamo conoscenza. Ma non è
vero è una provocazione. Se uno pensa di conoscere allora non ha
ancora capito come si conosce. Ma se uno ama Dio. Un tempo pensavo più
Bibbia a memoria conosci più conosci Dio. Ma un certo punto mi sono
sentito pieno e non ne potevo più. Mi veniva la nausea. Ma la
conoscenza della Bibbia non è conoscenza di Dio. Avevo problemi di
relazione e correggevo chi sapeva meno come facevo all'università. Che
chili dire che se uno ama Dio è conosciuto da lui. Dio già mi conosce
non c'è bisogno che io lo sezioni come una rana per conoscerlo. Non è
la teologia ma è l'amore. Non amo perchè lo conosco, ma amo e quindi
cresco in conoscenza e pratica. Quanti teologi conoscono tutto ma non
amano Dio. La vera conoscenza è che non lo conosco ma nella mia
miseria lo amo e lo ringrazio perché realizzo il suo amore per me. La
conoscenza dei Corinti aveva sezionato e giudicato persino Paolo. Noi
siamo solo dei vasi al servizio di Dio non sentiamoci saccenti e
sforziamoci di crescere nell'amore per Dio e per i fratelli.


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Marco 3

Due aspetti molto importanti per la nostra vita.
Dio fece il sabato come giorno di riposo per l'uomo e non l'uomo per
il sabato. Non adoriamo il Signore perché abbiamo una regola da
seguire ma è la gioia la sua presenza in noi che ci spinge e ci
chiama. Desideriamo condividere insieme la sua gloria. Il secondo
aspetto è che il Signore vuole cose buone non solo formalità. Non
opponiamoci al bene perché accecati dalla nostra formalità. Se abbiamo
davanti un bene dobbiamo farlo. Non fare il bene è peccato. Gesù è
rattristato davanti a tale tipo di durezza del cuore. Non serve
l'atteggiamento farisaico. Dio vuole il nostro cuore. Realizzare ciò
che crediamo.
A volte mi accorgo anch'io di fare cose per abitudine. Ma non è così
che siamo chiamati ad operare.


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domenica 8 gennaio 2012

Abramo e Isacco

Genesi 22
Quale titolo potremmo dare a questo passo? Olocausto. Priorità.
Rapporto tra padre e figlio. Abramo e Isacco.
Abramo abitava nel paese dei Filistei che aveva o abitudini pagane
terribili. E la loro malvagità no. Era ancora al limite. Bisogna
aspettare Giosuè. Abramo abita li da molto tempo. Dopo aver già fatto
scelte molto importanti nella sua vita: lasciato la terra, cacciato
ismaele, salvato lot, retribuito Melchisedec, quante prove d'amore
aveva già dato Abramo. Spesso ci chiediamo perché non risponde? Eppure
la Bibbia ci insegna che da quando crediamo il privilegio che abbiamo
non è avere ma dare. Spesso chiediamo ma è per tornaconto. È questa la
prova di Abramo. Dio vuole contare su di lui ma prima voglio provarti.
Giacomo parla al capitolo 1 delle prove del credente. Il credente ha
due nature e il conflitto si risolve non con il legalismo ma con la
guida dello spirito
Santo. Abramo è privato non dalla carne e dai suoi istinti ma da Dio.
Abramo dice subito eccomi il suo orecchio è sempre teso verso il
cielo. Egli è in comunione con Dio. Prendi il tuo unico figlio.
Paragone con Gesù. L'unico del Padre. Egli aveva Ismaele. Ma era dalla
carne come ci dice Galati. Poi era già stato cacciato. Offrilo in
olocausto cioè sacrificio totale. Ucciderlo e bruciarlo. È una pratica
dai Cananei. Come puoi chiedermi questo? Forse Pietro capiva quando
Dio gli fece vedere i ci i impuri. Se Dio comanda dobbiamo obbedire
anche se non capiamo. Abramo si alza di buon ora. Caratteristica di
chi serve Dio. Egli va ad adorare e si alza di buon ora. Il nostro
riposo è con Dio. Con lui abbiamo un appuntamento per adorare e Dio ci
mette alla prova. Ogni domenica. Il terzo giorno ( altro riferimento
con Gesù). In Luca leggiamo che Gesù si rivolse risutente verso
Gerusalemme e l a croce. Così fece Abramo. Noi andremo. E dice andiamo
ad adorare. Perché adorare è un sacrificio. È più della lode. C'è il
sacrificio di Cristo ma anche il nostro che non abusiamo della grazia
ma moriamo a noi stessi. Abramo aveva una gran fede dice: noi
adoreremo e torneremo. Non era un inganno ma vera fede. Egli sapeva
che lo avrebbe riavuto indietro come per una specie di resurrezione.
Isacco è caricato della legna. Il sacrificio è sul figlio. Esempio di
educazione. Opposto alla coccola moderna il figlio si sacrifica. Anche
Isacco ha l'attitudine dell'isola obbedienza e dice eccomi. Isacco era
allenato al sacrificio. Aveva visto i genitori farlo. Anche noi diamo
questo esempio ai nostri figli? Padre e figlio sono uniti per il
sacrificio. Il Padre e il Figlio percorrono insieme il pendio del
Golgota. Isacco non parla e si lascia legare. Sono pronto ha mettere
sull'altare i miei legami più intimi. Ho qualcosa che ostacola la mia
adorazione? Siamo pronti a metterla sull'altare per Dio. Abramo dopo
aver risposto pure obbedisce e prende il coltello. Chi non è pronto a
questo non può essere mio discepolo. La tendenza moderna è un credente
che resta in pianura e non sale mai sul monte Moria. Quanto ci
sacrifichiamo per i fratelli? Dio lo chiama dal cielo come un giorno
con la sua tromba chiamerà la sua chiesa dal cielo. L'orecchio
d'Abramo è sempre teso. Eccomi. Ora so che mi ami perché non mi hai
rifiutato la cosa più cara. Arriva un montone. Dio provvede la
sostituzione. Immaginiamo la velocità con cui il Padre slegò il Figlio
dalla morte: quale gioia! La benedizione arriva con quello che abbiamo
sacrificato a Dio. La benedizione arriva donando le nostre cose più
preziose a Dio. Disponiamoci a una vita di sacrificio con Dio. Per non
dimenticare le promesse che Dio ci ha fatto.


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domenica 18 dicembre 2011

Riflessioni sulla cena

1cor 11:17...
Con molta saggezza Paolo scrive per farli crescere. Egli non nasconde
cose importanti da regolare. In questa chiesa c'erano molti problemi
spirituali legati al passato pagano. In questo contesto c'è il
discorso delle lingue. Io lo credo in parte. Non prende le voci per
oro colato ma in parte lo credo. È necessario che avvengano divisioni.
Non sono giuste le divisioni ma quelle furono separazioni provvisorie
per evidenziare a chi dobbiamo sottometterci. Essi prendevano la cena
all'agape e tutto veniva confuso in mezzo a ubriachi ed affamati.
Questo è sbagliato.
Tra i dodici non c'era Giuda che era già andato a tradirlo. Erano in
undici più Gesù. Il male pubblico va riprovato ma per le cose non
conosciute ciascuno esamini se stesso. Cosa vuol dire mangiare un
giudizio. Se ci fosse un decreto che chi ha un debito deve morire ma
si può avere una cancellazione andando in ufficio. Noi abbiamo
riconosciuto la giustezza della legge e siamo andati all ufficio a
farci mettere a posto. Ma se riconosco la giustezza ma non vado all
ufficio per la cancellazione un giudizio cade su di me. La comunione è
con il corpo cioè la chiesa che sono i fratelli. L'esortazione è di
prenderne tutti con discernimento.


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Il rapporto che dobbiamo avere con lo Spirito Santo.

Il rapporto che dobbiamo avere con lo Spirito Santo.
Voi riceverete potenza e mi sarete testimoni. Lo SS. ci da la forza di
vivere senza peccato ed essere testimoni fedeli. Non è una cosa facile
ma nulla è impossibile per Dio.
Efesini 5:18
Non ubriacatevi ma siate ripieni dello SS.
La cosa non succede ogni giorno nella nostra vita. Ciò nonostante
questa è la volontà di Dio che dobbiamo ricercare ogni giorno
Efesini 4:30
Come fare? Ecco i passi
1) non rattristare lo SS. Lo Ss é dunque una persona perchè si
rattrista. Egli è anche un sigillo per il giorno della redenzione. È
quindi in noi. Come non si rattrista lo SS.?
Noi abbiamo un accusatore ( Apocalisse) che ci accusa ogni giorno
davanti al trono di Dio. È lui che ci vuole giù e giorno e notte non
si stanca di accusarci. Oltre al nemico abbiamo anche un sostegno.
Cristo è il nostro avvocato presso il Padre (1 Giovanni). Negli Ebrei
siamo incoraggiati al 2:18. Egli è fedele e misericordioso sommo
sacerdote. Egli non mi odia se pecco ma è misericordioso e viene in
aiuto. È scritto. È verità. 4:16 piena fiducia al trono della grazia
senza paura per avere grazia. 7:25 egli lo fa perfettamente e lo fa
sempre. 9:24 10:14 10:19-22
Piena libertà e certezza se il nostro cuore è sincero. Non ascoltiamo
la voce di Satana che vuole torturarci con la nostra coscienza ma
ascoltiamo la voce di Cristo che ha cancellato i nostri peccati. Oggi
stesso siamo salvi dalle accuse. Non è un futuro ipotetico. Per noi è
facile ricevere perdono. Ma per il Padre è stato difficile. É costato
il suo figlio. Ma egli grido tutto è compiuto. Gesù non è nemico.
Esistono due perdoni:
1) giuridico
Quando accetto Cristo
2) paterno
Dio è divenuto padre. Non è più il rapporto della imputato con il
giudice. Ma del padre che ci ama.
Alla base del perdono è sempre il sangue di Cristo. Non c'è perdono
16:31 atti senza credere in Cristo. Per il perdono paterno 1giov1:9 è
richiesta la confessione. Il padre vuole che chiamo il peccato col suo
nome.
Matteo 8:2
Il lebbroso. Egli conosce il proprio bisogno. Si umilia. Si prostra.
E ha piena fede in Cristo. In questo modo dobbiamo accostar i al
trono della grazia. Dio è luce e in lui non ci sono tenebre.
1gio 1:7
Se confesso smetto di rattristare lo spirito. Dunque. Chiamato per
nome il peccato lo Ss. Si rallegra.
Ebrei. Esempio di Esaù che perde le benedizioni perchè non c'è
pentimento. Pr 28:16.
1 tess 5:19
2) non spegnete lo SS.
Con la cattiva volontà. Opponendoci a lui e disobbedendo alla voce di
lui. Lo SS. c'è ancora ma non mi guida più. Il mondo mi vedrà come uno
di loro. Se mi amate osserverete i miei comandamenti. Non il
comandamento del cuore. Spesso Dio ci chiede cose di coraggio e
determinazione così senza lo SS non possiamo compierle. Sia fatto
secondo la tua fede. Gesù premia la fede riposta in lui.
1sam 15 Saul ubbidì a Dio solo al90%. Dio non gradì e tolse il regno.
L'ordine era tutto. Così il 90% è disobbedienza. Cristo ha dato tutto
si aspetta tutto da noi. Obbedire vale più di qualsiasi sacrificio
a Dio. Pr 23:26dammi il tuo cuore.
3) Galati 5:16
camminare secondo lo spirito. Anche Israele camminava per fede nel
deserto dovendo attraversare il mare rosso. Il paralitico in Marco
2:11-12 è chiamato alla fede ed ad alzarsi. Vuol dire fare la volontà
di Dio. Oggi dobbiamo obbedire per riuscire ad obbedire a ciò che mi
chiederà domani. Se non siamo fedeli nelle piccole cose come lo saremo
nelle grandi. E se non sappiamo amministrare le ricchezze ingiuste
come amministreremo le giuste 2cor 5:7
In esodo Dio camminava davanti al popolo col fuoco e la nuvola. Noi
abbiamo lo SS.
Non è facile. Una sfida quotidiana alla dipendenze di Cristo. Non vedo
il domani ma restiamo fedeli oggi. Ebrei 11:7 Noè aveva un obiettivo e
ha obbedito. Abramo v.8. Atti 9:15 questo l'obiettivo di Dio per
Paolo. 26:16-18 avrebbe aperto gli occhi ai ciechi per convertirli
dalla morte alla vita.
Quindi
Confessiamo
Obbediamo
Abbiamo fede immediata
Così saremo ripieni dello Ss.


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domenica 11 dicembre 2011

Ecco il motivo per cui Gesù ha sofferto.

2corinzi5:15
Ecco il motivo per cui Gesù ha sofferto. Quelli che vivono vivano per la gloria del padre suo. Perché. V.14 l'amore di Cristo ci costringe. Non il nostro amore per lui ma il suo amore per noi. V.17 chi è in Cristo egli è una nuova creatura. Le conseguenze della croce. Noi siamo persone nuove. Tante volte pecco non mi vedo completo in Gesù. Non è però la nostra condotta che ci rende persone nuove ma la posizione nuova che abbiamo davanti a Dio in Cristo Gesù. Dio padre in efesini ci vede nei luoghi celesti in Cristo Gesù. V.21 egli non era peccatore ma era carico di peccato. Il nostro. Così noi diventammo giustizia di Dio in lui. Tutto questo è opera di Dio: qual è il nostro merito?

Cosa provava Gesù?


Gesù annunziava ai suoi discepoli che stava per morire. Cosa provava Gesù? Giovanni 12:3. Cosa proveremmo noi se sapessimo che stiamo per morire tra pochi anni? Cosa provano i condannati a morte a tre anni dall'esecuzione. Gesù in questo passo ci richiama Isaia 53 dove si parla della nascita e della morte di Gesù. Qui Gesù non è un seme ma una pianticella in arido suolo. Solo Dio può far nascere qualcosa in un arido suolo. Gesù faceva vergogna. L'uomo si volta la testa. Al v.4 ci dice che noi pensavamo che il giudizio di Cristo era meritato perché aveva peccato. Percosso da Dio. Noi siamo sempre portati peccaminosamente a giudicare e a condannare. Come un agnello non apri la bocca. Perché? Egli sapeva che egli portava il nostro peccato. Egli era peccato. Egli era colpevole ma non dei suoi ma dei nostri peccati. Ecco perché taceva. Chi pose mente dopo la sua morte del perché Gesù fu su quella croce? Questa riflessione di Isaia deve diventare la nostra. Perché è morto? Torniamo a Giovannni 12:26. C'è fatto un invito. Per seguirlo dobbiamo servirlo. Nel futuro nell'eternità chi mi serve sarà con me. I discepoli erano preoccupati per l'annuncio della sua morte. Ma egli dice che resta con loro e li porterà in un luogo. L'animo di Gesù è turbato. Come in Matteo 26.:36-45. Ecco il turbamento di Gesù. Egli so confida con i discepoli. Dio si confida con degli uomini. Che onore. Egli chiede il loro conforto per la veglia. Nella prima preghiera dice se è possibile passi oltre a me questo calice. Animo turbato e angosciato come un condannato. Ma nella seconda preghiera dice se non è possibile sia fatta la tua volontà. Gesù nel suo turbamento umano. Ha chiesto conforto ma ha trovato i suoi amici addormentati. Chiediamo a un fratello di pregare per noi e quello non lo fa.  Che sconforto per Gesù. Gesù desidera le nostre preghiere non è vero che non si interessa a noi. Torniamo a Giovanni. L'ora viene che il figlio sia glorificato. Perché io sono stato creato? Per dar gloria a Dio e Gesù ci da l'esempio. La morta è nulla di fronte al desiderio di glorificare Dio. Gesù vuole da noi le cose che a lui piacciono. Al v.31 ora viene il giudizio e il principe è cacciato io attirerò tutti a me. Vediamo il progressivo cinismo e aggressività di questo mondo. Ma Gesù ci vuole incoraggiare. La luce è ancora poco con voi. Finché l'avete camminate in essa. La luce è poca ormai ma continuiamo in essa. Facciamo la differenza ovunque siamo! Restiamo fedeli! Come egli è rimasto fino alla fine. Rimanete nella luce perchè siete figli di luce. 

giovedì 1 dicembre 2011

Giona


Giona

Molto conosciuto. Ma forse per questo è stato col tempo molto banalizzato fino ad ispirare la favola di Pinocchio. Leggiamo il testo nella Bibbia. 
Ci sono varie fasi che ritroviamo anche nella nostra vita spirituale. Giona è chiamato da Dio ma egli si rifiuta. Quante volte abbiamo resistito alla volontà di Dio nel fare le nostre scelte? Giona sembra devoto facendosi cadere in mare e riconoscendosi la causa del male. Riconosce la sua ribellione. Ed è un mezzo di testimonianza della potenza di Dio che placa il mare. Nell'abisso prega a Dio e la sua fede per la salvezza con estrema certezza. Subito dopo compie obbediente il suo dovere. Ma mette in discussione la misericordia di Dio e si ribella nuovamente irritadosi non volendo la loro salvezza. 2 re 14:25 cita il profeta Giona sotto Geroboamo. Il salmo 139 ricorda la vicenda di Giona al v.7.  Anche la preghiera di Giona ricorda diversi salmi. Anche Gesù parla di Giona nell'abisso. Egli parla del segno di Giona. Anche il figlio dell'uomo starà tre giorni nel sepolcro.  Vedi vangeli. 
Egli dice che la salvezza viene dal Signore è dono di Dio. 
Così si piega e va a Ninive. È una conversione spettacolare. Una intera città si converte solo con una frase di giudizio. Geremia 18:7 -10 si realizza a Ninive. Ma Giona non tollera queste cose. Lo sapevo che avresti avuto pietà! Ezechiele 18:21-25 + Romani 9:14-18,22-23.  Geremia 18:1-6. Giona si arroga il diritto di giudicare l'opera del vasaio.  Anche il fratello del prodigo. Anche l'operaio contro quello dell'ultima ora. Che diritto abbiamo di discutere l'operato di Dio. Quante volte ci ergiamo a giudici del nostro salvato fratello e vorremmo anticipare il giudizio di Dio che è più misericordioso di noi? Giona desiderava la distruzione di Ninive. Dio la salvezza.  E gli chiede: fai bene? Poi tace e gli da il segno del ricino. Il bene che Giona traeva dal ricino non proveniva da un suo merito così come la sua morte. Non avendo potere non ha ragione di lamentarsi. É stessa conclusione del libro di Giobbe. Capitolo 38 in avanti.  Giobbe si umilia. Di Giona non sappiamo. La domanda resta in sospeso perchè vuole parlare diretta innanzitutto alla nostra vita e aspetta la nostra risposta. Non mettiamoci nei panni di Giona. 

domenica 27 novembre 2011

Una parola per ogni occasione


Matteo 10:16
Egli si rivolge agli apostoli che ha chiamato al versetto 2.
Questo significa che questo passo si rivolge a un momento storico preciso. Tra questi uomini c'è anche Giuda Iscariota.  Discorso diverso è Matteo 28. Ma qua è un contesto preciso. Andate solo a Israele. Dite la pace ricada sulla casa. Permane però una realtà universale quando dice al 16 vi mando come pecore tra i lupi. È un preludio a Matteo 24 quando parla della venuta del figlio dell'uomo. Nonostante questo il valore eterno è il discorso delle pecore. In Giovanni 10 si parla di altre pecore. Sono quattro qui gli animali. La pecora: non è più facile conoscere una pecora viva oggi. La pecora ha un'unica difesa che è il suo pastore. Come è possibile che un pastore le mandi in mezzo ai lupi? Gesù però lo fa. Un azione di evangelizzazione. Il serpente non attacca mai se non è sicuro di prendere la preda. Egli esercita il suo potere solo in relazione alla sua forza. Conoscere le tattiche del serpente. La prima è la lingua. Egli parlò ad Eva. La colomba rappresenta lo Spirito Santo e la semplicità. Troppo spesso ci manca prudenza e quindi non siamo semplici ma semplicioni dando risposte sparate dimenticando il reale combattimento spirituale in cui siamo coinvolti. Satana è calunniatore per condurci al male. Ma io porrò un freno alla mia bocca. Gesù sulla croce parla sette volte ma anche tacque cinque volte. 
Matteo 22. In Daniele mentre nabucodonosor cerca l'interpretazione in 2:14 Daniele quando capisce si rivolge con prudenza e tatto al re. Matteo 22:1 Gesù parla con loro in parabole nel capitolo 13 chiedono perché : perché capiscano quelli che devono capire. Egli non pretende che tutti capiscano. Nel versetto 15 i farisei si riuniscono per trovare difetto nelle sue parole Giacomo dice che l'uomo perfetto non sbaglia nella parola. La parola è come una spada. Produce sempre un effetto in bene o in male. Essi lo lodano sappiamo che tu ma per farlo cadere. Se uno ci chiede parere ci sentiamo importanti. Noi avremmo risposto con romani 13 ma egli si fa dare la moneta. Perchè fai finta e fai l'attore ( ipocrita). Questo eè il senso non era un insulto come lo intendiamo oggi. Per questo non siamo giustificati a dare dell'ipocrita agli altri. 
V.29 come immaginiamo questa replica? Egli era umile rispettoso ma potente un'autorità senza bisogno di gridare. E la folla stupiva. 
V.34 dopo i sadducei ci provano i farisei il popolo delle tenebre si fa guerra ed è diviso. 
Signore metti tu una museruola a questi cani a questi bufali. V.37 questa risposta tura la bocca a tutti  e li mette tutti a tacere. Mai Gesù ribatte con un battibecco infinito ad una disputa dottrinale.  Colossesi 4:5-6. Non c'è una riposta fissa per ogni interlocutore. Ci vuole discernimento. C'è chi è sincero e vuole conoscere Cristo. Chi vuole solo conoscere cosa crediamo ( allora non rispondiamo ). Chi vuole farci cadere. La quantità di sale va dosata.