Luca 22:1-20
Perché Gesù ha questo desiderio forte di mangiare con i suoi discepoli
prima di soffrire? Egli sceglie un posto segreto perché sapeva che
sarebbe stato tradito. Egli desiderava che questo momento non fosse
disturbato. I capi sacerdoti e giuda si accordano per trenta sicli il
prezza di uno schiavo. Questo era il valore che davano a Gesù. Vicino
alla morte Gesù vuole stare con le persone più care. I suoi discepoli.
Gesù ama i suoi. E lo fa fino alla fine. Ogni giorno egli lo fa per
noi allo stesso modo. Se io la o i piedi a voi fatelo gli uni gli
altri. Essi litigavano per chi fosse il più grande. Il più grande è
colui che serve di più. Egl pensava alla loro tristezza per la sua
morte. Ma egli desidera incoraggiarli affinché guardino oltre. Alla
resurrezione. Lo stesso amore Gesù lo riserva a ciascuno di noi. Noi
eravamo nei suoi pensieri quando egli si accostava prima alla cena e
poi alla croce. Che onore che il Figlio di Dio ha guardato la nostra
bassezza e ci ha sommersi del suo amore e affetto. Grazie Gesù! Grazie
Padre!
Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
domenica 28 aprile 2013
Il maestro di Eliseo era Elia.
Il maestro di Eliseo era Elia.
Egli fece tre miracoli.
Il re dei tempo di Elia era cattivo. Cercava tutti gli dei del mondo
tranne il suo Dio.
1 Re 17
Elia aveva detto che la pioggia non sarebbe più scesa se non alla sua.
Parola. Tu vai al fiume disse Dio e mi occuperò di te. Il fiume e i
corvi ti daranno il necessario. Egli ripose la sua fiducia in Dio.
Troviamo di nuovo i corvi al capitolo 12 di Luca. Nella capitolo in
cui Gesù ci sta dicendo di non preoccuparci. I corvi non mietono e
quindi non possono preparare il pane. Dio ci insegna ad avere due
volte fiducia. Dio provvede a trovare il cibo per loro che non sanno
panificare. A maggior ragione lo fa per tutti gli altri. Ad un certo
punto anche il fiume si secca e Dio lo manda dalla vedova. Egli le
chiede acqua e focaccia. Lei gli dice che è arrivata all'ultimo grammo
di farina. Elia le chiede fiducia. È la donna viene ricompensata. Per
tre anni e sei mesi finché non vi fu pioggia. Il cibo non mancò in
quella casa. Solo con una manciata di farina e una bottiglia di olio.
Come è stato possibile? Di nuovo in Luca 12 leggiamo non state in
ansia il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate prima quello
che Dio vi comanda. Così fece la donna. Cercò prima il regno ed ebbe
in cambio ogni cosa.
Più tardi il figlio della donna si ammalò. V. 17. Ancora una volta Dio
esaudisce Elia. E ancora una volta Dio è glorificato.
Nel vangelo di Luca si parla molto di Elia nel capitolo 9. Erode
indaga cosa successo nel suo regno. Manda i consiglieri e questi gli
dicono forse è tornato Elia dal cielo. Poi Gesù chiede chi la gente
crede che io sia. Qualcuno dice che sei Elia. Sempre nel capitolo nove
Gesù trasfigura e accanto a lui compaiono Elia e Mosè. Cosa centra
Elia con Gesù? La vedova è un'immagine di Marta e Maria. Unite. Una
prepara e l'altra ascolta. Ma la vedova ha fatto entrambe le cose. Ha
dato prima gloria a Dio e poi ha fatto tutte le altre cose.
Luca 7:11
Questa resurrezione è relativa ad una vedova con figlio unico. Come
quella di Elia. Il popolo di nuovo confonde Gesù con Elia. Marco
5:21-24. Anche questa bimba si ammala. Al versetto 35 arrivano ad
annunciare la morte della fanciulla. Ma Gesù lo esorta a credere. È
resuscita anche questa fanciulla. In totale un bambino e una bambina.
Elia dovette pregare. Ma Gesù ordina direttamente di resuscitare. Egli
è la parola di Dio.
Atti 9:36.
A Ioppe c'era Tabita che faceva tante opere buone. Ella si ammalò. E
le condussero Pietro. Egli pregò e la guarì. La storia è triste ma
Pietro prega e la resuscita. A chi assomiglia Elia? A un servo di
Dio. Ma Gesù è la Parola stessa di Dio. L'unigenito Figlio dal Padre.
Cristo è presente in ogni angolo della Parola di Dio. Egli ha
concentrato in se ogni atto e potenza che leggiamo nella parola
esercitandoli con autorità diretta.
Egli fece tre miracoli.
Il re dei tempo di Elia era cattivo. Cercava tutti gli dei del mondo
tranne il suo Dio.
1 Re 17
Elia aveva detto che la pioggia non sarebbe più scesa se non alla sua.
Parola. Tu vai al fiume disse Dio e mi occuperò di te. Il fiume e i
corvi ti daranno il necessario. Egli ripose la sua fiducia in Dio.
Troviamo di nuovo i corvi al capitolo 12 di Luca. Nella capitolo in
cui Gesù ci sta dicendo di non preoccuparci. I corvi non mietono e
quindi non possono preparare il pane. Dio ci insegna ad avere due
volte fiducia. Dio provvede a trovare il cibo per loro che non sanno
panificare. A maggior ragione lo fa per tutti gli altri. Ad un certo
punto anche il fiume si secca e Dio lo manda dalla vedova. Egli le
chiede acqua e focaccia. Lei gli dice che è arrivata all'ultimo grammo
di farina. Elia le chiede fiducia. È la donna viene ricompensata. Per
tre anni e sei mesi finché non vi fu pioggia. Il cibo non mancò in
quella casa. Solo con una manciata di farina e una bottiglia di olio.
Come è stato possibile? Di nuovo in Luca 12 leggiamo non state in
ansia il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate prima quello
che Dio vi comanda. Così fece la donna. Cercò prima il regno ed ebbe
in cambio ogni cosa.
Più tardi il figlio della donna si ammalò. V. 17. Ancora una volta Dio
esaudisce Elia. E ancora una volta Dio è glorificato.
Nel vangelo di Luca si parla molto di Elia nel capitolo 9. Erode
indaga cosa successo nel suo regno. Manda i consiglieri e questi gli
dicono forse è tornato Elia dal cielo. Poi Gesù chiede chi la gente
crede che io sia. Qualcuno dice che sei Elia. Sempre nel capitolo nove
Gesù trasfigura e accanto a lui compaiono Elia e Mosè. Cosa centra
Elia con Gesù? La vedova è un'immagine di Marta e Maria. Unite. Una
prepara e l'altra ascolta. Ma la vedova ha fatto entrambe le cose. Ha
dato prima gloria a Dio e poi ha fatto tutte le altre cose.
Luca 7:11
Questa resurrezione è relativa ad una vedova con figlio unico. Come
quella di Elia. Il popolo di nuovo confonde Gesù con Elia. Marco
5:21-24. Anche questa bimba si ammala. Al versetto 35 arrivano ad
annunciare la morte della fanciulla. Ma Gesù lo esorta a credere. È
resuscita anche questa fanciulla. In totale un bambino e una bambina.
Elia dovette pregare. Ma Gesù ordina direttamente di resuscitare. Egli
è la parola di Dio.
Atti 9:36.
A Ioppe c'era Tabita che faceva tante opere buone. Ella si ammalò. E
le condussero Pietro. Egli pregò e la guarì. La storia è triste ma
Pietro prega e la resuscita. A chi assomiglia Elia? A un servo di
Dio. Ma Gesù è la Parola stessa di Dio. L'unigenito Figlio dal Padre.
Cristo è presente in ogni angolo della Parola di Dio. Egli ha
concentrato in se ogni atto e potenza che leggiamo nella parola
esercitandoli con autorità diretta.
Philippians 3:8
Philippians 3:8
Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte
all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il
quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta
spazzatura al fine di guadagnare Cristo
Tutto quello che per Paolo era stato la vita le tradizioni la sua
posizione sociale. Tutto ciò per cui aveva lottato nella vita di
fronte alla conoscenza di Cristo è come tanta spazzatura. Questa
convinzione è declinata al tempo presente. Che importanza ha tutto ciò
che prima guidava la nostra vita di fronte all'eccellenza della
conoscenza di Cristo. Conoscere Cristo e crescere in lui è il nostro
vero guadagno.
Efesini 3:19
L'amore di Cristo sopravanza ogni altro tipo di conoscenza. Lasciamoci
alle spalle ogni altro inutile peso.
Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte
all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il
quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta
spazzatura al fine di guadagnare Cristo
Tutto quello che per Paolo era stato la vita le tradizioni la sua
posizione sociale. Tutto ciò per cui aveva lottato nella vita di
fronte alla conoscenza di Cristo è come tanta spazzatura. Questa
convinzione è declinata al tempo presente. Che importanza ha tutto ciò
che prima guidava la nostra vita di fronte all'eccellenza della
conoscenza di Cristo. Conoscere Cristo e crescere in lui è il nostro
vero guadagno.
Efesini 3:19
L'amore di Cristo sopravanza ogni altro tipo di conoscenza. Lasciamoci
alle spalle ogni altro inutile peso.
Psalms 46:10
Psalms 46:10
«Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio. Io sarò glorificato
fra le nazioni, sarò glorificato sulla terra».
Dio sembra parlare di noi. Sempre di corsa in pensiero per mille
problemi. Ma oggi ci fermiamo per deporre i nostri pesi e riconoscere
che l'Eterno è Dio. Egli sarà glorificato fra tutte le nazioni. Noi
siamo quelle nazioni.
«Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio. Io sarò glorificato
fra le nazioni, sarò glorificato sulla terra».
Dio sembra parlare di noi. Sempre di corsa in pensiero per mille
problemi. Ma oggi ci fermiamo per deporre i nostri pesi e riconoscere
che l'Eterno è Dio. Egli sarà glorificato fra tutte le nazioni. Noi
siamo quelle nazioni.
domenica 21 aprile 2013
Testimonianza di Arlette.
Testimonianza di Arlette.
Tribù molto diverse da noi un giorno adoreranno con noi l'agnello.
Ciascuno di noi ha una via particolare preparata dal Signore. Sono
nata da famiglia protestante con genitori che non andavano in chiesa
ma una bisnonna mi regalò la Bibbia. Andavo alla scuola domenicale.
Due sole cose ho ricordato. Dio esiste. La parola di Dio è la Bibbia.
Ho iniziato a leggere la Bibbia. Arrivata a Levitico mi son detta e
adesso che faccio? Dio è più grande di me. Molto non le avrei capite.
Andavo avanti anche se molti passi non li capivo. Eppure in molti
altri Dio mi parlava. Così ho proseguito e ho capito che la mia vita
non corrispondeva ai parametri di Dio. Mi sentivo peccatrice e in
colpa. Così chiesi perdono a Dio anche se non avevo nessuna istruzione
di chiesa. Capivo l'importanza della testimonianza. Le mie amiche mi
vedevano cambiata. A casa Dio era un tabù. È iniziò l'opposizione. Per
cui tacqui. No sapevo come fare. Ho incontrato dei giovani che avevano
lavorato con altri giovani missionari da OM. Volevo fare questo ma
avevo paura. Tre persone mi incoraggiavano. OM fu per me una
rivelazione perché nelle conferenze capii come praticare la
testimonianza. Nei miei pensieri volevo evangelizzare la Francia. Ma
Dio aveva altri piani. Mi chiesero di fare la segretaria del direttore
anche se non sapevo scrivere. Egli mi mise davanti ad una macchina e
iniziai ad imparare. Corressi libri e articoli. La convinzione forze
di partire dopo tre anni. Volevo donare la Bibbia ad un popolo che non
l'aveva. Parlai con il direttore della witcliffe e feci la formazione
con loro per la traduzione. Ma questa non era la missione per me.
Volevo il lavoro di chiesa non solo linguistico. Così continuavo a
pregare. È Dio chiudeva le porte. Ma nella preghiera ricordai la
bibliografia di Hudson Taylor. Voleva raggiungere i cinesi e per farlo
si immedesimava in tutto. Egli cercava sostegno unicamente con la
preghiera. Questi principi mi piacevano. Non sapevo esistesse ancora
quella missione. Il comunismo aveva bandito le missioni. Feci
ricerche e ottenni un indirizzo. Li mi sembrava si aprisse una porta
con il versetto della Bibbia in Isaia che diceva di sentire la voce.
Ma ero in svizzera tedesca e non capivo la lingua. Gli ostacoli erano
tanti. Ero non più giovane per la missione. La mamma non voleva. Io
ero allergica. Ma il 1980 partii con omf alle Filippine . Quello era
l'unico paese dove potevo fare una traduzione.
Tribù molto diverse da noi un giorno adoreranno con noi l'agnello.
Ciascuno di noi ha una via particolare preparata dal Signore. Sono
nata da famiglia protestante con genitori che non andavano in chiesa
ma una bisnonna mi regalò la Bibbia. Andavo alla scuola domenicale.
Due sole cose ho ricordato. Dio esiste. La parola di Dio è la Bibbia.
Ho iniziato a leggere la Bibbia. Arrivata a Levitico mi son detta e
adesso che faccio? Dio è più grande di me. Molto non le avrei capite.
Andavo avanti anche se molti passi non li capivo. Eppure in molti
altri Dio mi parlava. Così ho proseguito e ho capito che la mia vita
non corrispondeva ai parametri di Dio. Mi sentivo peccatrice e in
colpa. Così chiesi perdono a Dio anche se non avevo nessuna istruzione
di chiesa. Capivo l'importanza della testimonianza. Le mie amiche mi
vedevano cambiata. A casa Dio era un tabù. È iniziò l'opposizione. Per
cui tacqui. No sapevo come fare. Ho incontrato dei giovani che avevano
lavorato con altri giovani missionari da OM. Volevo fare questo ma
avevo paura. Tre persone mi incoraggiavano. OM fu per me una
rivelazione perché nelle conferenze capii come praticare la
testimonianza. Nei miei pensieri volevo evangelizzare la Francia. Ma
Dio aveva altri piani. Mi chiesero di fare la segretaria del direttore
anche se non sapevo scrivere. Egli mi mise davanti ad una macchina e
iniziai ad imparare. Corressi libri e articoli. La convinzione forze
di partire dopo tre anni. Volevo donare la Bibbia ad un popolo che non
l'aveva. Parlai con il direttore della witcliffe e feci la formazione
con loro per la traduzione. Ma questa non era la missione per me.
Volevo il lavoro di chiesa non solo linguistico. Così continuavo a
pregare. È Dio chiudeva le porte. Ma nella preghiera ricordai la
bibliografia di Hudson Taylor. Voleva raggiungere i cinesi e per farlo
si immedesimava in tutto. Egli cercava sostegno unicamente con la
preghiera. Questi principi mi piacevano. Non sapevo esistesse ancora
quella missione. Il comunismo aveva bandito le missioni. Feci
ricerche e ottenni un indirizzo. Li mi sembrava si aprisse una porta
con il versetto della Bibbia in Isaia che diceva di sentire la voce.
Ma ero in svizzera tedesca e non capivo la lingua. Gli ostacoli erano
tanti. Ero non più giovane per la missione. La mamma non voleva. Io
ero allergica. Ma il 1980 partii con omf alle Filippine . Quello era
l'unico paese dove potevo fare una traduzione.
Apocalisse 17:15
Apocalisse 17:15
Apocalisse 5:9
La meretrice ha grande potere sulle nazioni ma la vittoria di Gesù
Cristo acquista a Dio un popolo tra queste stesse nazioni a vergogna
di Satana.
Apocalisse 5:9
La meretrice ha grande potere sulle nazioni ma la vittoria di Gesù
Cristo acquista a Dio un popolo tra queste stesse nazioni a vergogna
di Satana.
Ester 4
Ester 4
Il Signore ci da la comunione ovunque noi siamo. Perché il Signore non
mi porta via che sono vecchia e sono solo un peso per i miei
famigliari? Una ragazza a un tumore alla gola già a sedici anni. Dopo
pochi mesi dovrà morire. Si chiede a cosa serve la vita. Una ragazza
credente va da lei. Come Dio vede le cose? Ester era una ragazza molto
giovane forse meno di vent'anni ma ebbe in modo meraviglioso una
posizione elevata. Forse per la sua bellezza. Ma chi fa le persone
belle o brutte? Uno è biondo e l'altro pelato. Perché Dio fa queste
differenze. Ma perché non posso essere nella come Ester ? Mi trucco,
mi tingo. È cerco di essere più bello anche se la bellezza può spesso
essere accompagnata da orgoglio o da sguardi altrui non salutari.
Ester aveva uno zio. Era orfana. Ma Dio si cura degli orfani. Quando
divenne regina è successo un problema. Lei era ebrea. Aman voleva far
sparire tutti i giudei. Il decreto era nelle sue mani firmato dal re.
Tutti gli ebrei erano preoccupati. Essi digiunarono e pregarono.
Mardocheo lo zio parla a Ester nel 4:13-14. Chi Sto arrivando! Che non
sei diventata regina proprio per un tempo come questo. Era bella.
Regina. Uno zio che si cura di lei. Ma ora il braccio della morte
incombe su di lei. Nessuno Sa che è ebrea. Potrebbe tacere. Dio ha
scelto una bella ragazza perché dopo vent'anni si sarebbe servita di
lei. Era orfana e Dio provvede a una cura per lei. Lo zio dice se tu
taci la salvezza di Dio verrà da altra parte. 15-17 leggiamo la sua
reazione. Se devo morire così sia. Era sottomessa a Dio e al suo
popolo. Si preoccupava per gli altri e non per noi stessi. È per noi
oggi? Spesso siamo in diverse situazioni che Dio ha preparato per noi.
Un mese fa al funerale di un padre di un credente. Un caffè per le
condoglianze. Dopo la morte vengono i vermi dice uno. Forse c'è
qualcosa ma chi è mai tornato per raccontarlo. Questi i pensieri delle
persone. Ma un credente dice il andrò in Paradiso. Come potete sapere
la verità? Due altri credenti tacevano. Ma quel l'unico si è reso
conto che quella era l'occasione che Dio aveva preparato. Quante
occasioni lasciamo andare perché siamo timidi. Una ragazza
sull'autobus inizia a parlare dopo un momento di tutubanza. Cosa devo
fare? Avevo paura ma ho trovato dei cuori preparati. Dio ha preparato
delle opere per ciascuno di noi in precisi momenti della nostra vita.
Quei momenti sono preparati per noi da Dio e non per altri. Non
lasciamo la paura chiudere la parola. Dio non ci ha dato spirito di
timidezza ma forza amore coraggio. Da dove viene allora la nostra
paura e la timidezza? È difficile parlare di giudizio al giorno del
funerale. Ma questi sono preparati. Essi parlano per la paura che
hanno. Abbiamo la possibilità di parlare. Se una persona ha un tumore
è meglio non parlare di morte? O non è forse quella persona pronta ad
ascoltare. Morte malattie incidenti divorzi eventi difficili della
vita. Dio ha tante parole per questi momenti. Abbiamo momenti
preziosi. Sfruttiamo le occasioni. Guadagnano i tempi. Gesù era
davanti al padre di un indemoniato che chiedeva aiuto. Gesù si
vergognò forse di parlare? No.
2 Timothy 1:7
7 Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, di
amore e di autocontrollo.
Perché siamo qui. Qual'e il senso della vita? Coraggio vivi per i
tuoi figli direbbe il mondo. Ma noi possiamo aiutarli a confrontarsi
con l'eternità. Sfrutta la situazione. Quello che è morto dove si
trova adesso. Tu lo sai? Al cospetto di Dio per rispondere della sua
vita come capiterà a noi quando sarà il nostro turno. Che dirai. Sei
colpevole o innocente. Non ho mai ucciso. Siamo tutti colpevoli.
Diverse risposte. È deciso che muoiano una volta sola poi viene il
giudizio. Ma Dio ci ha mandato una persona per superare il giudizio e
indicarci la via. Come è possibile. Non consoliamo come farebbe il
mondo. Ma confrontiamo li con la verità. I preti dicono chi sa dove
sono. Ma noi lo sappiamo. Seminiamo nei loro cuori perché è quella la
situazione che Dio ha preparato per noi. Ma se noi non lo facciamo la
salvezza arriverà da un'altra parte. Ma Dio piace che tu lo faccia
prendi il coraggio che Dio ha messo nel tuo cuore con il suo Spirito.
Sono sicuro che prima di sera ciascuno di noi avrà una possibilità di
testimoniare aiutare o incoraggiare. Ciascuno di noi ha un'opera che
Dio ha preparato. Sfruttiamo l'occasione e che Dio ci benedica.
Il Signore ci da la comunione ovunque noi siamo. Perché il Signore non
mi porta via che sono vecchia e sono solo un peso per i miei
famigliari? Una ragazza a un tumore alla gola già a sedici anni. Dopo
pochi mesi dovrà morire. Si chiede a cosa serve la vita. Una ragazza
credente va da lei. Come Dio vede le cose? Ester era una ragazza molto
giovane forse meno di vent'anni ma ebbe in modo meraviglioso una
posizione elevata. Forse per la sua bellezza. Ma chi fa le persone
belle o brutte? Uno è biondo e l'altro pelato. Perché Dio fa queste
differenze. Ma perché non posso essere nella come Ester ? Mi trucco,
mi tingo. È cerco di essere più bello anche se la bellezza può spesso
essere accompagnata da orgoglio o da sguardi altrui non salutari.
Ester aveva uno zio. Era orfana. Ma Dio si cura degli orfani. Quando
divenne regina è successo un problema. Lei era ebrea. Aman voleva far
sparire tutti i giudei. Il decreto era nelle sue mani firmato dal re.
Tutti gli ebrei erano preoccupati. Essi digiunarono e pregarono.
Mardocheo lo zio parla a Ester nel 4:13-14. Chi Sto arrivando! Che non
sei diventata regina proprio per un tempo come questo. Era bella.
Regina. Uno zio che si cura di lei. Ma ora il braccio della morte
incombe su di lei. Nessuno Sa che è ebrea. Potrebbe tacere. Dio ha
scelto una bella ragazza perché dopo vent'anni si sarebbe servita di
lei. Era orfana e Dio provvede a una cura per lei. Lo zio dice se tu
taci la salvezza di Dio verrà da altra parte. 15-17 leggiamo la sua
reazione. Se devo morire così sia. Era sottomessa a Dio e al suo
popolo. Si preoccupava per gli altri e non per noi stessi. È per noi
oggi? Spesso siamo in diverse situazioni che Dio ha preparato per noi.
Un mese fa al funerale di un padre di un credente. Un caffè per le
condoglianze. Dopo la morte vengono i vermi dice uno. Forse c'è
qualcosa ma chi è mai tornato per raccontarlo. Questi i pensieri delle
persone. Ma un credente dice il andrò in Paradiso. Come potete sapere
la verità? Due altri credenti tacevano. Ma quel l'unico si è reso
conto che quella era l'occasione che Dio aveva preparato. Quante
occasioni lasciamo andare perché siamo timidi. Una ragazza
sull'autobus inizia a parlare dopo un momento di tutubanza. Cosa devo
fare? Avevo paura ma ho trovato dei cuori preparati. Dio ha preparato
delle opere per ciascuno di noi in precisi momenti della nostra vita.
Quei momenti sono preparati per noi da Dio e non per altri. Non
lasciamo la paura chiudere la parola. Dio non ci ha dato spirito di
timidezza ma forza amore coraggio. Da dove viene allora la nostra
paura e la timidezza? È difficile parlare di giudizio al giorno del
funerale. Ma questi sono preparati. Essi parlano per la paura che
hanno. Abbiamo la possibilità di parlare. Se una persona ha un tumore
è meglio non parlare di morte? O non è forse quella persona pronta ad
ascoltare. Morte malattie incidenti divorzi eventi difficili della
vita. Dio ha tante parole per questi momenti. Abbiamo momenti
preziosi. Sfruttiamo le occasioni. Guadagnano i tempi. Gesù era
davanti al padre di un indemoniato che chiedeva aiuto. Gesù si
vergognò forse di parlare? No.
2 Timothy 1:7
7 Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, di
amore e di autocontrollo.
Perché siamo qui. Qual'e il senso della vita? Coraggio vivi per i
tuoi figli direbbe il mondo. Ma noi possiamo aiutarli a confrontarsi
con l'eternità. Sfrutta la situazione. Quello che è morto dove si
trova adesso. Tu lo sai? Al cospetto di Dio per rispondere della sua
vita come capiterà a noi quando sarà il nostro turno. Che dirai. Sei
colpevole o innocente. Non ho mai ucciso. Siamo tutti colpevoli.
Diverse risposte. È deciso che muoiano una volta sola poi viene il
giudizio. Ma Dio ci ha mandato una persona per superare il giudizio e
indicarci la via. Come è possibile. Non consoliamo come farebbe il
mondo. Ma confrontiamo li con la verità. I preti dicono chi sa dove
sono. Ma noi lo sappiamo. Seminiamo nei loro cuori perché è quella la
situazione che Dio ha preparato per noi. Ma se noi non lo facciamo la
salvezza arriverà da un'altra parte. Ma Dio piace che tu lo faccia
prendi il coraggio che Dio ha messo nel tuo cuore con il suo Spirito.
Sono sicuro che prima di sera ciascuno di noi avrà una possibilità di
testimoniare aiutare o incoraggiare. Ciascuno di noi ha un'opera che
Dio ha preparato. Sfruttiamo l'occasione e che Dio ci benedica.
domenica 14 aprile 2013
Le scelte il libro di Ruth
Le scelte il libro di Ruth
2:10
Questo versetto è il riflesso del credente salvato. Il non merito e la
grazia. Se guardassimo a noi non ci troveremmo mai degni ma se
guardiamo a lui sappiamo che dove il peccato è abbondato la grazia è
sovrabbondata.
Primi 5 versetti: Ruth il libro della grazia.
Il popolo viveva nel popolo promesso ad Israele. Secondo la promessa
fatta ad Abramo. Passano i secoli. In Giosuè ci volevano due uomini
per trasportare un grappolo d'uva. Ma gli Israeliti si abituano alla
benedizione e diventano ingrati. Sfruttano la terra il latte e il
miele ma dimenticano il donatore il vero proprietario di queste terre.
L'ingratitudine caratterizza l'uomo con dalla fanciullezza. Ma la
gratitudine deve caratterizzare il credente. È il tempo dei giudici.
Non sappiamo esattamente quale momento in particolare. Se andiamo al
capitoli sei di Giudici leggiamo. Israele era ingrato. Faceva il male
agli occhi di Dio. Si erano abituati. È Dio mandò i Madianiti a
devastare le terre. Gli Israeliti cadono nella paura. L'ingratitudine
può generare paura. Perché si dimentica la potenza del donatore.
L'uomo di romani 1 conosce Dio ma non lo ringrazia. Vive come una
bestia per istinto. E alla fine sarà governato da una bestia. Questo è
l'uomo moderno. Ma il popolo di Dio ringrazia. Il popolo della grazia
nato da Israele tramite Gesù. Il mondo protesta ma non ottiene. Il
credente ringrazia per quello che ha. Il conflitto è spirituale. Ciò
che infastidisce Satana è che esista la famiglia e non la protesta.
Nella ingratitudine Israele non capisce più il senso della loro vita.
I Madianiti depredano i raccolti. È in questo contesto Elimelec senza
chiedere consiglio a nessuno. I suoi figli si chiamano Malato e
Languente e vivono nelle caverne. Basta dice Elimelec e decide di
fuggire. Egli muore con i suoi figli nel paese dove voleva andare a
salvarsi. Lui sceglie di fuggire anziché tornare a consacrarsi a Dio
separandosi dal contesto di peccato. Abbandona i fratelli quando era
il momento di stringersi a loro per vedere come fare insieme. Perché
viene questo male. Quanti di noi passano da una chiesa ad un'altra
andando di fame in fame. Non c'è il posto che ci salva ma il cuore
contrito. Moab era popolo maledetto dall'incesto. Elimelec cerca
salvezza tra i pagani abbandonando i fratelli. Quando nella chiesa va
male pensiamo che staremo meglio tra i non credenti. Quando manca il
pane nella casa del pane Betel siamo tentati a scappare. Ma è Dio che
manda questo. Effettivamente a Moab c'è pane. Ma quello e pane del
mondo che sembra nutrire al momento. Ma sono false soddisfazioni.
Giudici 21:25. Nessuno ha potere su Israele. Ma allo stesso tempo Dio
non governava più Israele. Questa è anarchia. L'uomo si lamenta del
suo governo pensando che il successivo possa essere migliore. Ma
l'uomo non può vivere senza autorità. È creazionale. Dio dice quello
che crea e così si fa. Domina sugli animali e così si fa. L'autorità è
normale principio dato all'uomo. L'uomo non può vivere senza autorità.
Chi rigetta l'autorità rigetta Dio. Perché sopra a tutti c'è Dio e non
c'è autorità se non da Dio. Non sta a noi valutare l'autorità. Ma a
pregare per le autorità. Non fare petizioni. Ma sottometti finché non
ti viene chiesto di fare qualcosa che io non gradisco. L'autorità c'è
senza bisogno della rivendicazione. S'impara nella famiglia. Nella
società. Nella scuola. Nella chiesa. Nel lavoro. C'è la tendenza a
rigettare l'autorità in ogni ambito. Ma senza autorità non possiamo
vivere. No è vero che l'uomo è libero. Se si libera da Dio diventa
schiavo di Satana. Se ciascuno diventa un piccolo re non faremo che
opporsi gli uni agli altri. Gesù ci insegna che sia fatta la volontà
di Dio e non la nostra. Ma la pubblicità ci dice che tutto è intorno a
te. Più bello. Più ricco di tutti. Levitico 26. Se non ubbidirete. Ci
sarà anche la carestia. Dio aveva avvertito. Quando Dio non risponde
più e sembra che nasconde la faccia. Egli ci sta nascondendo il pane.
Perché lo fa? Per umiliarci e tornare a lui. Il pane è nascosto. Il
Diario di Elimelek.
Nato a BEtlemme di GIuda. Non c'è re. Faccio quel che voglio. Tra poco
mi sposo Naomi per la sua bellezza. Ho tra figli. Arrivano i
Madianiti. Mi devo nascondere nelle grotte. Prima facevo quello che
volevo ora vivo come un cane. Porterò la mia famiglia a Moab 70 km da
qui. A Moab c'è pane e i miei figli si divertono. Oggi non mi sento
molto bene. Sto per morire. Anche Paolo stava per morire ma ecco cosa
scrive
2 Timoteo 4:6-8
Quanto a me, io sto per essere offerto in libazione, e il tempo della
mia partenza è giunto. Ho combattuto il buon combattimento, ho finito
la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di
giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel
giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la
sua apparizione.
2:10
Questo versetto è il riflesso del credente salvato. Il non merito e la
grazia. Se guardassimo a noi non ci troveremmo mai degni ma se
guardiamo a lui sappiamo che dove il peccato è abbondato la grazia è
sovrabbondata.
Primi 5 versetti: Ruth il libro della grazia.
Il popolo viveva nel popolo promesso ad Israele. Secondo la promessa
fatta ad Abramo. Passano i secoli. In Giosuè ci volevano due uomini
per trasportare un grappolo d'uva. Ma gli Israeliti si abituano alla
benedizione e diventano ingrati. Sfruttano la terra il latte e il
miele ma dimenticano il donatore il vero proprietario di queste terre.
L'ingratitudine caratterizza l'uomo con dalla fanciullezza. Ma la
gratitudine deve caratterizzare il credente. È il tempo dei giudici.
Non sappiamo esattamente quale momento in particolare. Se andiamo al
capitoli sei di Giudici leggiamo. Israele era ingrato. Faceva il male
agli occhi di Dio. Si erano abituati. È Dio mandò i Madianiti a
devastare le terre. Gli Israeliti cadono nella paura. L'ingratitudine
può generare paura. Perché si dimentica la potenza del donatore.
L'uomo di romani 1 conosce Dio ma non lo ringrazia. Vive come una
bestia per istinto. E alla fine sarà governato da una bestia. Questo è
l'uomo moderno. Ma il popolo di Dio ringrazia. Il popolo della grazia
nato da Israele tramite Gesù. Il mondo protesta ma non ottiene. Il
credente ringrazia per quello che ha. Il conflitto è spirituale. Ciò
che infastidisce Satana è che esista la famiglia e non la protesta.
Nella ingratitudine Israele non capisce più il senso della loro vita.
I Madianiti depredano i raccolti. È in questo contesto Elimelec senza
chiedere consiglio a nessuno. I suoi figli si chiamano Malato e
Languente e vivono nelle caverne. Basta dice Elimelec e decide di
fuggire. Egli muore con i suoi figli nel paese dove voleva andare a
salvarsi. Lui sceglie di fuggire anziché tornare a consacrarsi a Dio
separandosi dal contesto di peccato. Abbandona i fratelli quando era
il momento di stringersi a loro per vedere come fare insieme. Perché
viene questo male. Quanti di noi passano da una chiesa ad un'altra
andando di fame in fame. Non c'è il posto che ci salva ma il cuore
contrito. Moab era popolo maledetto dall'incesto. Elimelec cerca
salvezza tra i pagani abbandonando i fratelli. Quando nella chiesa va
male pensiamo che staremo meglio tra i non credenti. Quando manca il
pane nella casa del pane Betel siamo tentati a scappare. Ma è Dio che
manda questo. Effettivamente a Moab c'è pane. Ma quello e pane del
mondo che sembra nutrire al momento. Ma sono false soddisfazioni.
Giudici 21:25. Nessuno ha potere su Israele. Ma allo stesso tempo Dio
non governava più Israele. Questa è anarchia. L'uomo si lamenta del
suo governo pensando che il successivo possa essere migliore. Ma
l'uomo non può vivere senza autorità. È creazionale. Dio dice quello
che crea e così si fa. Domina sugli animali e così si fa. L'autorità è
normale principio dato all'uomo. L'uomo non può vivere senza autorità.
Chi rigetta l'autorità rigetta Dio. Perché sopra a tutti c'è Dio e non
c'è autorità se non da Dio. Non sta a noi valutare l'autorità. Ma a
pregare per le autorità. Non fare petizioni. Ma sottometti finché non
ti viene chiesto di fare qualcosa che io non gradisco. L'autorità c'è
senza bisogno della rivendicazione. S'impara nella famiglia. Nella
società. Nella scuola. Nella chiesa. Nel lavoro. C'è la tendenza a
rigettare l'autorità in ogni ambito. Ma senza autorità non possiamo
vivere. No è vero che l'uomo è libero. Se si libera da Dio diventa
schiavo di Satana. Se ciascuno diventa un piccolo re non faremo che
opporsi gli uni agli altri. Gesù ci insegna che sia fatta la volontà
di Dio e non la nostra. Ma la pubblicità ci dice che tutto è intorno a
te. Più bello. Più ricco di tutti. Levitico 26. Se non ubbidirete. Ci
sarà anche la carestia. Dio aveva avvertito. Quando Dio non risponde
più e sembra che nasconde la faccia. Egli ci sta nascondendo il pane.
Perché lo fa? Per umiliarci e tornare a lui. Il pane è nascosto. Il
Diario di Elimelek.
Nato a BEtlemme di GIuda. Non c'è re. Faccio quel che voglio. Tra poco
mi sposo Naomi per la sua bellezza. Ho tra figli. Arrivano i
Madianiti. Mi devo nascondere nelle grotte. Prima facevo quello che
volevo ora vivo come un cane. Porterò la mia famiglia a Moab 70 km da
qui. A Moab c'è pane e i miei figli si divertono. Oggi non mi sento
molto bene. Sto per morire. Anche Paolo stava per morire ma ecco cosa
scrive
2 Timoteo 4:6-8
Quanto a me, io sto per essere offerto in libazione, e il tempo della
mia partenza è giunto. Ho combattuto il buon combattimento, ho finito
la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di
giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel
giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la
sua apparizione.
Le scelte
Le scelte
Salmo 26
Nella vita siamo spesso chiamati a fare delle scelte ma volte facili a
volte difficili. Davide chiede giustizia. Per lui Dio è il giusto
giudice. Egli non cerca di fare giustizia da solo. Il suo cammino è
sicuro. Avvolte pensiamo di stare bene ma ci inganniamo. Il nostro
benessere potrebbe non essere il nostro bene. Davide vuole essere
messo alla prova per avere un cuore purificato dal peccato davanti
all'Eterno. È questo è naturale. Chi ha visto la bontà di Dio non può
vivere il presente come se nulla fosse accaduto nel nostro passata. La
scelta di Davide è non frequentare i bugiardi. I suoi amici non sono
tra gli ipocriti. Egli detesta chi medita solo male per gli altri. Non
ricerca l'amicizia del mondo perché è facile che il peccato si prenda
la nostra vita. Davanti alla presenza di Dio egli desidera avere mani
pulite. Questo è il desiderio di un vero figlio di Dio. State nella
sua casa e cantare le sue lodi. Il piede è fermo. Nelle assemblee
benedice l'Eterno. Facciamo anche noi con forza.
Salmo 26
Nella vita siamo spesso chiamati a fare delle scelte ma volte facili a
volte difficili. Davide chiede giustizia. Per lui Dio è il giusto
giudice. Egli non cerca di fare giustizia da solo. Il suo cammino è
sicuro. Avvolte pensiamo di stare bene ma ci inganniamo. Il nostro
benessere potrebbe non essere il nostro bene. Davide vuole essere
messo alla prova per avere un cuore purificato dal peccato davanti
all'Eterno. È questo è naturale. Chi ha visto la bontà di Dio non può
vivere il presente come se nulla fosse accaduto nel nostro passata. La
scelta di Davide è non frequentare i bugiardi. I suoi amici non sono
tra gli ipocriti. Egli detesta chi medita solo male per gli altri. Non
ricerca l'amicizia del mondo perché è facile che il peccato si prenda
la nostra vita. Davanti alla presenza di Dio egli desidera avere mani
pulite. Questo è il desiderio di un vero figlio di Dio. State nella
sua casa e cantare le sue lodi. Il piede è fermo. Nelle assemblee
benedice l'Eterno. Facciamo anche noi con forza.
domenica 7 aprile 2013
Galati 6
Galati 6
Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali,
rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che
anche tu non sia tentato. Portate i pesi gli uni degli altri e
adempirete così la legge di Cristo. Infatti se uno pensa di essere
qualcosa pur non essendo nulla, inganna se stesso. Ciascuno esamini
invece l'opera propria; così avrà modo di vantarsi in rapporto a se
stesso e non perché si paragona agli altri.
Portare i pesi gli uno degli altri. La lettera non ci fa capire che i
Galati fossero da lodare. Essi si soggettavano alla legge di Mosè per
ottenere la salvezza. Questa falsa dottrina viene contrastata in
questa lettera. I fratelli vengono richiamati. Voi che vi siete
sottomessi al Signore non esteriormente. Ma nello spirito. La vostra
sottomissione a Cristo. Chi ha lo Spirito e lo lascia lavorare ne
mostra i frutti. Sollevando chi cade mettiamoci prima noi allo
specchio per vedere che non siamo noi a dover essere rialzati. Se
siamo ciechi del nostro e vediamo solo dell'altro. Teniamo in ordine
la nostra vita prima di ordinare quella degli altri. La nostra anima.
Cosa sono i pesi? Sono cose che danno stanchezza e tristezza.
Portateli insieme e saranno più leggeri. La forza del Signore. Armati
della sua forza. Convinti che lui è con noi. Con amore e mansuetudine.
L'aiuto può essere in varie forme. Donando il proprio tempo. Dare un
aiuto pratico quando il fratello è impedito. Un aiuto spirituale. Ma
non un giudizio e una condanna. Richiamare dolcemente sulla strada del
Signore. Metteremo così in pratica la legge. Col bene e non con la
forma. I sacerdoti furono perfetti nella forma ma crocifissero il
Cristo. Il male che essei meditarono per lui Dio lo utilizzò per il
nostro bene.
Se crediamo di essere qualcosa allora sbagliamo. Io sono polvere uno
zero. Ma lui ha trasformato la mia anima. È lui che opera in me. Non
che la persona dev'essere denigrata infatti agli occhi di Dio abbiamo
un tale valore da essere chiamati ad essere suoi rappresentanti. Un
settimanale scrisse della religione ( la nostra però non è una
religione ma è Cristo) che serve a tenere sottomessi i popoli così che
l'autorità può portare a termine cose senza ribellione. Ma la vera
religione, non è una religione. Cristo è venuto per tutti. Il suo
regno è per la gioia di tutti e non per un piano sconosciuto e
interessato. Nonostante le assurdità che ci circondano restiamo fedeli
al Cristo che ci ha amati e non ci chiama sudditi ma fratelli.
Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali,
rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che
anche tu non sia tentato. Portate i pesi gli uni degli altri e
adempirete così la legge di Cristo. Infatti se uno pensa di essere
qualcosa pur non essendo nulla, inganna se stesso. Ciascuno esamini
invece l'opera propria; così avrà modo di vantarsi in rapporto a se
stesso e non perché si paragona agli altri.
Portare i pesi gli uno degli altri. La lettera non ci fa capire che i
Galati fossero da lodare. Essi si soggettavano alla legge di Mosè per
ottenere la salvezza. Questa falsa dottrina viene contrastata in
questa lettera. I fratelli vengono richiamati. Voi che vi siete
sottomessi al Signore non esteriormente. Ma nello spirito. La vostra
sottomissione a Cristo. Chi ha lo Spirito e lo lascia lavorare ne
mostra i frutti. Sollevando chi cade mettiamoci prima noi allo
specchio per vedere che non siamo noi a dover essere rialzati. Se
siamo ciechi del nostro e vediamo solo dell'altro. Teniamo in ordine
la nostra vita prima di ordinare quella degli altri. La nostra anima.
Cosa sono i pesi? Sono cose che danno stanchezza e tristezza.
Portateli insieme e saranno più leggeri. La forza del Signore. Armati
della sua forza. Convinti che lui è con noi. Con amore e mansuetudine.
L'aiuto può essere in varie forme. Donando il proprio tempo. Dare un
aiuto pratico quando il fratello è impedito. Un aiuto spirituale. Ma
non un giudizio e una condanna. Richiamare dolcemente sulla strada del
Signore. Metteremo così in pratica la legge. Col bene e non con la
forma. I sacerdoti furono perfetti nella forma ma crocifissero il
Cristo. Il male che essei meditarono per lui Dio lo utilizzò per il
nostro bene.
Se crediamo di essere qualcosa allora sbagliamo. Io sono polvere uno
zero. Ma lui ha trasformato la mia anima. È lui che opera in me. Non
che la persona dev'essere denigrata infatti agli occhi di Dio abbiamo
un tale valore da essere chiamati ad essere suoi rappresentanti. Un
settimanale scrisse della religione ( la nostra però non è una
religione ma è Cristo) che serve a tenere sottomessi i popoli così che
l'autorità può portare a termine cose senza ribellione. Ma la vera
religione, non è una religione. Cristo è venuto per tutti. Il suo
regno è per la gioia di tutti e non per un piano sconosciuto e
interessato. Nonostante le assurdità che ci circondano restiamo fedeli
al Cristo che ci ha amati e non ci chiama sudditi ma fratelli.
Il valore pedagogico della sofferenza
Il valore pedagogico della sofferenza
Nel periodo più buio dei giudici abbiamo la storia di Rut e quella di
Anna. Due luci in un periodo oscuro.
Naomi in Rut 1:19 fa una triste testimonianza nella sua vecchiaia
triste amara.
Anna in Samulele 1 era continuamente mortificata dall'altra moglie
del marito proprio quando era il giorno dell'anno dell'adorazione.
Due donne tristi e amareggiate. Per un lungo periodo. Ma Dio
interviene e alla fine della loro vita esploderanno di gioia. Alla
fine del libro di Rut: Brnedetto il Signore, il figlio di Rut nasce a
Naomi ed ella le fa da nutrice. Tua nuora ti ama. Anna canta il
Signore alza il misero dalla polvere per elevarlo a trono di gloria.
Le nostre sofferenze non sono inutili. Egli lo sa. È con le sofferenze
verrà anche la consolazione.
Gesù ha sofferto per noi ed egli ha ricevuto la consolazione della
risurrezione della gloria e di una discendenza di fratelli che lo
adorano.
Nel periodo più buio dei giudici abbiamo la storia di Rut e quella di
Anna. Due luci in un periodo oscuro.
Naomi in Rut 1:19 fa una triste testimonianza nella sua vecchiaia
triste amara.
Anna in Samulele 1 era continuamente mortificata dall'altra moglie
del marito proprio quando era il giorno dell'anno dell'adorazione.
Due donne tristi e amareggiate. Per un lungo periodo. Ma Dio
interviene e alla fine della loro vita esploderanno di gioia. Alla
fine del libro di Rut: Brnedetto il Signore, il figlio di Rut nasce a
Naomi ed ella le fa da nutrice. Tua nuora ti ama. Anna canta il
Signore alza il misero dalla polvere per elevarlo a trono di gloria.
Le nostre sofferenze non sono inutili. Egli lo sa. È con le sofferenze
verrà anche la consolazione.
Gesù ha sofferto per noi ed egli ha ricevuto la consolazione della
risurrezione della gloria e di una discendenza di fratelli che lo
adorano.
Nehemia 8:1-12
Nehemia 8:1-12
Perché siamo qua. Si lo sappiamo. Lodare il Dio della nostra salvezza.
Ma a volte non ci ricordiamo cosa di permette di essere qua.
L'importanza di questo libro. La parola di Dio. Una volta la scrittura
era in una lingua diversa e veniva interpretata da chi la legge al
popolo. Ma qualcuno ha voluto tradurla nelle madre lingue. Per questo
ci sono state lotte e guerre. Affinché la parola fosse resa
disponibile a tutti i popoli. Oggi possiamo avere accesso quotidiano
diretto con la parola. Essa taglia come una lama a doppio taglio.
Senza bisogno di interpretazioni.
Perché siamo qua. Si lo sappiamo. Lodare il Dio della nostra salvezza.
Ma a volte non ci ricordiamo cosa di permette di essere qua.
L'importanza di questo libro. La parola di Dio. Una volta la scrittura
era in una lingua diversa e veniva interpretata da chi la legge al
popolo. Ma qualcuno ha voluto tradurla nelle madre lingue. Per questo
ci sono state lotte e guerre. Affinché la parola fosse resa
disponibile a tutti i popoli. Oggi possiamo avere accesso quotidiano
diretto con la parola. Essa taglia come una lama a doppio taglio.
Senza bisogno di interpretazioni.
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