domenica 22 dicembre 2013

1giovanni3

Figli di Dio figli del diavolo
Vita e morte
Realtà opposte
Noi dobbiamo ricordare questa verità. Siamo figli di Dio. Dobbiamo
vedere questo grande amore e che lui ci ha manifestato. Questo amore è
stato manifestato. Non lo abbiamo ottenuto per meriti. Possiamo solo
ringraziarlo per questo. Dio vorrebbe che tutti fossero figli di Dio
ma non tutti lo sono. Ma il diritto viene conferito solo a coloro che
accolgono l'unigenito dal Padre. Il figlio resta nella casa del padre
per sempre. Perché sei erede e non schiavo. Al momento tutto il mondo
gode delle benedizioni di Dio. Ma noi siamo eredi. In opposizione a
questa realtà. Il mondo non ci conosce. Il Signore conosce i suoi per
nome ma il mondo non conosce i figli di Dio perché non ha conosciuto
Dio. I figli assomigliano ai padri nel carattere. Se qualcuno esprime
il suo parere nei nostri confronti dirà che siamo uguali o diversi dai
figli del mondo? Se siamo uguali abbiamo davvero Dio in noi? Oggi
siamo figli di Dio. Ma quello che saremo non è ancora manifestato.
Cosa saremo? Non avremo più lo stesso corpo di oggi che ci induce a
peccare, soffre, subisce dolori. Eppure sappiamo che allora saremo
simili a Gesù Cristo. Non esteriormente. Ma nel carattere. Il
desiderio di ogni figlio di Dio è essere sempre più simile a lui. Si
sente mancante mai realizzato perché anela alla perfetta immagine di
Cristo. Noi in gloria con lui nella gloria. Siamo ancora lontani dalla
perfezione. Questa è opera di Dio pienamente realizzata alla sua
manifestazione. Se grandi sono le sofferenze oggi ancora più grande
sarà la gloria futura. Chi ha questa speranza si purifica. Questo deve
essere il desiderio di ogni figlio di Dio. Quando Cristo torna il
credente desidera essere trovato facendo la sua volontà. Quel giorno
potrebbe essere adesso. Il figlio di Dio vuole assomigliare a lui e
non continuare nel peccato. Il prezzo pagato da Cristo è troppo alto
non posso continuare a peccare perché questo disprezza la croce di
Cristo. La volontà di Dio deve esse prioritaria nella nostra vita. Il
figlio di Dio non persiste nel peccare. Non pecca come norma di vita.
Ma pratica la giustizia. Il contrario dei figli del diavolo i quali
imitano il diavolo che pecca fin dal principio opponendosi a Dio. I
figli del diavolo seguono il suo esempio e sono disinteressati alla
volontà di Dio. Ma il Figlio di Dio Cristo è stato manifestato per
sconfiggere il peccato e liberare dal dominio di satana. Per
distruggere le opere del diavolo. Il figlio di Dio non può vivere nel
peccato perché il seme di Dio è in lui. Non può peccare perché è nato
da Dio. Chi non pratica la giustizia e non ama suo fratello non è da
Dio. Questo è il messaggio che Giovanni ha sentito da Gesù. Amatevi
gli uni gli altri. E da questo amore il mondo ci conoscerà. E non
dalle nostre parole. Non come Caino che uccise Abele perché le sue
opere erano malvagie. Anche il mondo ci vuole uccidere perché le
nostre opere sono giuste e le loro malvagie. Abele nella volontà di
Dio e Caino figlio del diavolo. Chi non ama il fratello è ancora nella
morte. Se Gesù ha dato la sua vita per noi perché non la diamo noi
stessi ai fratelli? Forse non avremo l'occasione di morire per un
fratello. Ma possiamo dare le cose materiali se non è necessaria la
nostra vita. L'amore non è un sentimento o una parola ma fatti e
verità. Conosciamo i bisogni dei nostri fratelli? Io ho abbondanza e
lui è in difficoltà, io dono? Se questo è il nostro comportamento
anche il nostro cuore avrà pace quando ci accostiamo a lui. Non
possiamo ingannare Dio. Egli ci conosce meglio di quanto conosciamo
noi stessi. Quando cado devo subito confessare per avere un cuore puro
che non ci condanni davanti a lui. Il comandamento è amare Dio,
credere nel Figlio, osservare i suoi comandamenti, amare il prossimo.
Lo Spirito di Dio ci aiuta ad avere fiducia nel fatto che siamo figli
e ci accompagna nella santificazione alla quale ogni figlio di Dio è
destinato.

giovedì 19 dicembre 2013

La giustificazione per la fede in Cristo Gesù

Romani 3:19-31
La legge non porta a Dio ma serve a farci vedere peccatori e per
nessun motivo l'uomo sarà ritenuto giusto da Dio per mezzo della
legge.
Ora che avete capito a cosa serve la legge vi mostro come Dio
manifesta la sua giustizia indipendentemente dalla legge. Anche i
profeti ne hanno parlato raccontando la vita di Abramo il quale visse
prima della legge.
La giustizia di Dio è stata manifestata quando ancora la legge non era
stata data. Già allora è stata manifestata la giustizia di Dio
mediante la fede in Gesù Cristo.
Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Giudei e gli
altri popoli. Tutti devono credere per essere salvati. Per il fatto di
aver peccato sono privi della gloria di Dio. Come Adamo ed Eva
scacciati dall'eden.
Giustificati non vuol dire solo essere resi giusti. Ma sopratutto
dichiarati giusti. Non solo purificata ma anche rivestita dalla
giustizia. Questo ci ricorda l'opera di Cristo che agli occhi di Dio
copre il nostro peccato. Se Gesù è solo morto siamo puliti, ma se è
resuscitato la sua giustizia ci riveste oggi ogni giorno. Facile
crederlo morto ma difficile risorto. Il nostro Gesù è vivente. La
grazia ci parla di gratuito. Qualcosa che non va pagato. Gratuitamente
per la sua grazia che l'uomo è doppiamente reso giusto. Gratis e per
grazia. L'opera di Cristo è la proclamazione di Dio per la nostra
giustizia. Egli dichiara pubblicamente la nostra giustizia in Cristo.
Anche quando cadiamo. Per i giudei questo concetto non era scontato
perché abituati al sacrificio. Noi chiediamo il perdono con cuore
contrito ma loro lo facevano con sacrifici cruenti. La grazia c'era ma
non era così manifesta. La redenzione è il prezzo del valore del
riscatto. Questo prezzo è stato pagato. Quale prezzo più alto poteva
essere pagato? Dio lo ha prestabilito. È opera di Dio. Ancor prima
della fondazione del mondo dice Pietro. Ancora prima della caduta. Dio
crea l'uomo in vista di Cristo leggiamo in Colossesi. Il propiziatorio
era il coperto dell'arca spruzzato di sangue. Cristo è sacrificio
propiziatorio. Quel sangue di agnello che santifica il coperchio
dell'arca. Il sangue in cui aver fede non è quello dell'animale ma
quello di Cristo. La grazia di Dio si fonda sull'agnello di Dio. Dio
ha solo usato tolleranza con te? Non era per la tua bravura che aveva
pazienza? Egli è giusto e giustifica chi ha fede in lui. Non è che Dio
debba rendere l'uomo giusto ma Dio dichiara l'uomo giusto per fede.
Fede non è credere con occhi bendati. Credere in Cristo non è un salto
nel vuoto. La fede è una legge. Qualcosa di intelligente. Qualcosa che
viene dalla ragione. La legge della fede.
Distinguiamo le opere della legge dalle opere di Giacomo che sono
frutto della salvezza ottenuta. Le prime pretendono di rendere giusti,
le seconde dimostrano una giustizia già ottenuta per la fede nel
sacrificio di Gesù.
La religione è legata alla cultura. Ma Dio è uno. Dei giudei e dei
greci. Questo solo Dio è quel che esige che la fede sia riposta in
Cristo. Anche prima di Cristo la fede doveva esser riposta in Cristo e
non nella legge. Fin dalla prima profezia nell'Eden. La fede è una
sola posta prima nel futuro e poi nel passato. Il fulcro è Cristo. La
difficoltà di fede è altrettanto difficile. Prima o dopo Cristo. Ma il
mezzo della giustificazione è sempre la stessa.
Allora la legge non serve più. No di certo. Confermiamo la legge che
dimostra il peccato e quindi il bisogno di ottenere giustizia. Da
Cristo.

domenica 15 dicembre 2013

Passi di oggi

1 Corinzi 1:17-31
Salmo 45
Giovanni 10:17-18
Luca 23:33-48

Salmo 137

Salmo 137
Questo salmo è salmo dell'esilio. C'è Babilonia da una parte e Sion o
Gerusalemme dall'altra. Il fatto è storico e l'insegnamento
spirituale. La deportazione fu conseguenza dell'incredulità e del
peccato. Dopo 70 anni furono autorizzati da Ciro a tornare a casa. Ma
il ricordo rimane. Babilonia è la città della confusione e porta degli
dei. Gerusalemme città della pace. In tutto il salmo queste due realtà
opposte si confrontano. I fiumi di Babilonia hanno diverse sorgenti e
l'acqua scorre in luoghi di benedizione e di maledizione. Fiumi di
vita e fiumi inquinati. Gli esiliati ricordano loro seduti al fiume
piangendo. In esilio si piange. Il popolo di Dio è oggi nella terra
straniera del mondo e i nostri pensieri sono a Gerusalemme la città
celeste. Si piange perché qui non si riesce a vivere pienamente. Ma
esistono anche lacrime di coccodrillo perché perdiamo le case di
babilonia o il lavoro. Sono lacrime che non vengono da Sion. Perché
Sion non investe nelle cose di questa terra. Se piange è perché si
sacrifica per Cristo. Se le cose del mondo condizionano la nostra vita
inevitabili le lacrime. Non sono queste le lacrime che Dio asciugherà.
Ciò che facciamo è condizionato dallo spirito di babilonia. I salici
crescono a babilonia mettono radici e si nutrono dell'acqua di
babilonia. Questi non portano frutto perché vivono nei principi di
babilonia. Lo spirito di Dio non si manifesta e le certe restano
appese. Le cetre dei deportati rimangono inascoltate a babilonia. Il
mondo non ci ascolta. Appendiamo le nostre cetre. Questa è la
tentazione. Eppure i deportati ci chiedono delle canzoni. Per
rallegrarci con loro. Canta e suona così ti prenderemo in giro. Quante
volte Gesù lasciava gli interlocutori senza risposte perché non
bestemmiassero il nome di Dio. È un opportunità persa? No era solo il
un tranello per svergognare e prendere in giro. Come potremo cantare i
canto dell'Eterno in terra straniera? Siamo sempre coscienti di essere
in terra straniera? L'aria di babilonia sta condizionando le nostre
vite e la vita della chiesa. Se non respiriamo l'aria di Sion a casa,
agli incontri, ecc. se il nostro interesse è come va il lavoro e non
che cosa hai letto questa settimana, con chi hai parlato, chi hai
sostenuto in Cristo. Si paralizzi la nostra destra se ti dimentico o
Gerusalemme se i nostri pensieri non sono lì se dimentichiamo di dove
siamo residenti. La mia vita sarà paralizzata. La sinistra è il
pensiero di babilonia. Che la nostra destra non diventi la tua
sinistra. Il tuo conto del mondo non abbia anche fare con il tuo conto
celeste. Resti la mia lingua attaccata al palato, muti, soffocati se
il nostro ricordo non è in te. Perché prendiamo pane e vino? Perché la
memoria ci fa brutti scherzi. Ricorda di essere di Gerusalemme.
Lavoriamo per mangiare e scaldarci. Ma senza la presenza di Cristo la
casa più sontuosa di babilonia è priva di valore. Gerusalemme al di
sopra di ogni gioia. Io faccio già parte di questa città e un giorno
verrà dal cielo per condizionare la terra. Non vergogniamoci di essere
sale della terra. Di condizionare questo mondo. L'aria di babilonia e
pesante. Ricordati o Eterno dei figli di Edom. Esaù fratello gemello
di Giacobbe Israele. Sempre in lotta. Il primo ripresa la
benedizione celeste per assaporare le lenticchie di babilonia. Ma il
secondo aveva a cuore la benedizione celeste. Cosa era nel tuo cuore
questa settimana la benedizione del cielo o della terra. I figli di
Edom vogliono spianare fin dalle fondamenta la nostra fede. Dio fai
giustizia di questa gente! La carne e lo spirito. Ricordati di
ammazzare questi figli di carne che ancora sono dentro di me. Occupati
di loro affinché io mi occupi di te. Figlia di babilonia che devi
essere distrutta. Non c'è compromesso con te. Questi figli ci fanno
ancora del male. Beato chi li afferra per sfracellati contro la
pietra. Questi figli sono i valori sbagliati, i pensieri sbagliati, i
peccati. Ci vuole coraggio per schiacciarli col piede. Spesso non
basta bisogna sfracellarli su una roccia. La roccia è Cristo. Io non
c'è la faccio occupatene tu. Anche quelli più subdoli che ci rendono
schiavi nei pensieri al regno di babilonia. Il salmo è stato scritto
come un ricordo a posteriori. Un giorno faremo un bilancio della
nostra vita. Il peccato non va sfracellato quando è vecchio e dopo che
per anni lo abbiamo giustificato. Bisogna farlo quando è ancora
piccolo e bambino. Questo è il momento di schiacciarlo. Ho nutrito la
carne. Ho giustificato il peccato. Questo diremo o piuttosto ho
combattuto il buon combattimento ho custodito la fede?

domenica 8 dicembre 2013

Cena e intro otto dicembre

Giovanni 6:22-51

Salmo 133

Giacomo 1:1-12

Giacomo 1:1-12
Giacomo scrive alle dodici tribù della diaspora. Già iniziata per
esempio da atti 12. La loro vita era più difficile e dura della
nostra. Eppure Giacomo sottolinea la felicità che si può provare in
Cristo nel corso delle persecuzioni. Anche noi oggi in qualità di
figli di Dio siamo dispersi nel mondo. Continuamente attaccati da
satana e dagli uomini e la nostra fede è provata. Difficile
sottomettersi e controllare la nostra natura umana in certe
situazioni. Ma la prova è superata quando la fede è radicata in Cristo
per produrre perseveranza attraverso le afflizioni che ci rinforzano.
La durata della prova la conosce solo il Signore. Il desiderio di Dio
è che nella perseveranza diventiamo perfetti per l'opera dello Spirito
Santo in noi. Non abbiamo l'immunità dal cadere in peccato per questo
parliamo di lotta e resistenza. Ma Dio ci da degli strumenti per
passare attraverso la prova. Non nasciamo imparati ma il nostro
maestro ci segue per istruirci e farci diventare persone mature.
Cristo è il maestro egli ci parla con la Parola di Dio. Egli è potente
a guidarci anche attraverso le difficoltà più profonda. Siamo alla
scuola del Signore. E finché sei a scuola le verifiche non finiscono.
Ma il nostro livello di competenza e le abilità richieste aumentano
anno dopo anno superando le prove che Dio ha previsto per noi. La
sapienza è lo strumento che ci permette di proseguire sulla strada
giusta e trovare la via giusta per uscire con successo dalla prova. Se
crediamo di non avere sapienza chiediamola ed egli non ce la
rifiuterà.
Come mi devo comportare nel lavoro, con i vicini, le autorità,
l'educazione dei figli? Solo la sapienza di Dio c'è lo può dire.
Chiediamola. Egli la dona a tutti coloro che la chiedono in Cristo.
Lamentazioni 3:22-23.
Nella nostra richiesta dobbiamo avere piena fiducia in lui. Chiediamo
con fede. Se dubito nella sua risposta forse credo che la sua sapienza
non sarà sufficiente per risolvere il mio problema. Dio risponde. Come
e quando è sua competenza. Ma noi dobbiamo chiedere con fiducia ed
aspettare con certezza di fede. Fede in colui che egli è. Egli è
onnisciente e onnipotente. Egli legge il nostro cuore. Conosce le
nostre attitudini e i nostri pensieri. In 4:3 è chiaro che spesso non
riceviamo perché chiediamo per soddisfare i nostri piaceri e non per
glorificare Dio nella nostra vita. Chi darebbe l'auto nuova ad un
ubriaco che va in città? Dio dona ciò che glorifica il suo nome, e un
figlio riceve dal padre ciò che è in grado di amministrare. Il sole
riduce ad erba secca i fiori della terra. Così è colui che si rifugia
nelle sue ricchezze non ponendo mente che non egli le accumulate con
le proprie fatiche ma che è Dio che le somministra nella sua
provvidenza. Noi seminiamo e annaffiamo ma è Dio che stabilisce il
successo di un'impresa e distribuisce le ricchezze. Ora se Dio dona
perché allora ti vanti e ti rifugi in ciò che Dio ti ha donato e non
nel donatore?
Matteo 11:28
Andiamo a lui per trovare riposo. A lui. Non alle nostre ricchezze. A
lui. Che ci libera dalle prove e fortifica cala nostra fede.

giovedì 5 dicembre 2013

Capitolo 3 Romani

Capitolo 3 Romani
1-8
Cosa vuole comunicare Paolo? Egli si mette nella mente del giudeo
immaginandone i pensieri. Paolo stesso è un ebreo. Chi meglio di lui
può comunicare loro queste realtà? Si tratta di un dialogo tra un
giudeo e un contraddittore. Il giudeo si oppone e Paolo da le
risposte. Quanto è importante conoscere il nostro interlocutore e il
suo pensiero per portare il vangelo. A cosa serve il popolo di Dio se
il non circonciso vale più del circonciso? Attenzione non ho detto che
il popolo di Dio non ha ricevuto dei privilegi. Infatti il vantaggio e
l'utilità di questo popolo e della circoncisione è grande in ogni
senso. Al giudeo sono state affidate le rivelazioni di Dio, il logos,
e la santità di Dio tramite la su legge. In ap1 leggiamo rivelazione
di Gesù Cristo. Dio si rivela e si manifesta al popolo d'Israele.
Togli i tuoi sandali perché il luogo dove cammini è santo. Le questo
il vantaggio è grande. Dio si e aperto a loro. Ora l'oppositore usa il
verbo del versetto due dove diceva di essere affidati. Qui essi non
sono affidabili. Dio ha affidato queste rivelazioni ed essi non sono
stati affidabili. Non ne erano degni. Dio si rivela e l'uomo rivela di
non essere all'altezza. La natura dell'uomo è messa a nudo. Ma
nonostante l'inaffidabilità dell'uomo Dio resta affidabile e vero. No
Dio resta vero ed affidabile ed eterno. È l'uomo che è bugiardo perché
asservito al Dio della menzogna. Dio è verità e trionfa quando l'uomo
in modo arrogante tenta di giudicarlo con la sua menzogna. Più fitte
sono le tenebre e più lucente appare la candela. Ma se Dio è
glorificato in mezzo alle tenebre perché l'uomo è ancora sotto l'ira
di Dio. Dio è ingiusto? No perché egli giudicherà il mondo. Paolo
risponde quasi dia per scontato che nel cuore di ogni uomo risiede la
consapevolezza di un imminente giorno del giudizio. Perché non
pecchiamo ancora di più così da far risaltare la giustizia di Dio?
Qualcuno ci calunnia dicendo che noi insegniamo di fare il male
affinché ne venga il bene. Questo dicono quando parliamo della
salvezza per fede. La interpretano come arroganza e incitamento al
peccato. Ma Paolo dice che le persone che fanno il male usando il nome
di Dio per sostenere la menzogna saranno giustamente condannati.
Proseguiamo dal v.9. Dio fa la radiografia dei cuori degli uomini e
tutti sono trovati malati di un cancro chiamato peccato. Tutti dai
greci ai giudei. Senza distinzione. Ma se ancora qualche Giudeo fosse
in dubbio vi offro qualche citazione dal vecchio testamento. Es. non
c'è nessun giusto. Nessuno è in grado di capire Dio. O di cercarlo.
Adamo ed Eva sono scappati da Dio. È lo Spirito Santo che convince di
peccato, giustizia, giudizio. È Dio che passeggia nel giardino e viene
a cercare. L'uomo naturale non è giusto. Sviato e corrotto. Tutti.
Genesi 3. Neppure uno. Inclusi i Patriarchi. Se non fosse stato per la
grazia di Dio! Paolo non fa il giudeo arrogante. Lui stesso ragionava
come loro. Pensava a fare il bene ma era veloce a spargere il sangue.
Egli si identifica con loro perché si comportava come loro.
Concludendo al v.19 capiamo che la legge non serviva a farti sentire
migliori ma a farti vedere la sua ingiustizia. La legge è un
termometro per misurare la febbre ma mangiare il termometro non ci
farà guarire. La legge misura solo il peccato ma non può salvare dal
peccato. E un pedagogo che conduce a Cristo. È Cristo che salva e non
la legge.

domenica 1 dicembre 2013

I pensieri del cuore

Luca 24:36-40
Gesù appare dopo la sua morte ai discepoli dicendo pace a voi. Questi
sono terrorizzati! Pieni di paura! Nonostante l'offerta di pace di
Cristo i loro pensieri sono turbati. Da dove sorge il vostro
turbamento? Dubbi = pensieri = dialogos = domande interiori. Perché
questa mancanza di semplicità e di fede? Guardate le mie mani e
credete!
Tutti noi ci sentiamo mirati quando parliamo di pensieri interiori.
Spesso sentiamo la parola di Gesù che ci dice : perché avete questi
pensieri e turbamenti interiori che non provengono dallo Spirito di
Dio? È molto facile isolarsi nei propri pensieri erigendo una
barricata tra noi e gli altri o tra noi e Dio. I pensieri possono
essere una voragine che ci allontana dagli altri. Gesù deve
riproporre la sua persona e la sua opera. Se non poniamo un argine ai
nostri pensieri potremmo diventare una centrale nucleare sul punto di
esplodere. Quando i nostri pensieri iniziano ad isolarci da Dio e
dagli altri, penso come voglio. Iniziamo a capire che qualcosa non va!
È lì che risiede uno straordinario potenziale per orientarsi a
compiere il male. Come nella lettera ai Romani i quali, datisi a vani
ragionamenti, si sono dati a pratiche vergognose. Iniziamo a vivere
situazioni complicate tra fratelli. Coccoliamo e giustifichiamo i
nostri pensieri. I nostri pensieri sono il nostro mondo e sentiamo la
necessità di coccolarci. Non è facile ammettere che devo cambiare. E
quindi mi isolo e divento vittima. In 2Corinzi 10:3-6. A volte
soffriamo in qualità di credenti quando siamo coscienti della natura
dei nostri pensieri ovvero di come la nostra natura influenza i nostri
pensieri. Ma qui ci viene detto che abbiamo il potere di sottomettere
ogni pensiero all'ubbidienza di Cristo, ogni pensiero che si eleva
contro la conoscenza di Dio. In guerra i soldati venivano uccisi ma i
più valorosi venivano incatenati. Così questi pensieri devono essere
condotti fino a Cristo. Devono esser coscienti che non si possono
permettere di andare dove vogliono. Il libero pensatore non pensa come
vuole ma pensa in Cristo e in vista di Cristo. Ogni pensiero estraneo
a Cristo collabora al nostro male. Ogni pensiero prigioniero viene
condotto a Cristo. Non giustifichiamo più i nostri pensieri ma
condottili a Cristo vediamo le sue mani forate che ci parlano di
morte. Con la sua morte anche i nostri pensieri muoiono e la pace di
Cristo li sostituisce nei nostri cuori. Non è solo andare al culto la
domenica che ci rende padroni dei nostri piedi. Ma la vera sfida in
Cristo è sottomettere i nostri pensieri a Dio. Galati 5:25
Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito.