1 Giovanni 2:28-3:3
Gesù è già venuto e di nuovo tornerà. La seconda venuta avrà due tappe prima per i suoi sulle nuvole e poi per il giudizio. La vergogna viene dal peccato nel giardino prima del peccato non c'era vergogna. Qui non dice che i sou potrebbero essere condannati ma che potrebbero provare vergogna se qualcosa non sarà stato sistemato al suo ritorno. L'invito è di rimanere in lui per avere fiducia. Se sapete che sappiate anche che. La nostra vita spesso si basa su un aspetto della conoscenza dimenticando forse qualcos'altro. Quale credente direbbe che Dio e ingiusto? Se sapete questo allora siate coerenti anche tu devi praticare la giustizia. Per questo parlava della sua venuta. Perché egli e la giustizia. Non c'è giustizia nel mondo che ci circonda. Per praticare la giustizia dobbiamo alzare i nostri occhi a lui. Ci la pratica è nato da lui. Come Dove anche nel capitolo uno del v vangelo. Il figlio di Dio so fa non per nascita ma post una seconda nascita che è un miracolo di Dio. Praticare la giustizia significa fare ciò che Cristo dice che e il giusto. La persona è trasformata. Non c'è nessun giusto nel mondo naturale è possibile solo con una buona nascita. Nel mondo la giustizia ènon inculcare al bambino principi rigidi ma la Bibbia dice di inculcare la vita dritta al bambino. Non farlo significa esporlo alla dottrina mondana. L'amore di Dio si manifesta perché ci ha chiamati figli di Dio. Egli poteva semplicemente salvarci ma il sul amore ha voluto pure farci figli. Quale amore e quale mistero! Siamo figli di un padre perfetto. In qualità di figli l'amore di Dio mi coinvolge. Non sono più solo spettatore. Il mondo non ci conosce perché non ha conosciuto lui. Essere suoi figli significa attirarsi l'odio del mondo. Lo stato non riconoscerà ciò che viene da Cristo a meno che non si contamini col mondo. Non sul figli ma quando lo vedremo saremo simili a lui. Oggi solo per fede ma domani per visione. Ma tu figlio di Dio perché tuo comporti così. La completezza sarà solo quando lo vedremo faccia a faccia. Oggi il nostro perfezionamento è solo parziale. Come Mosè sul monte Sinai della trasfigurazione. Egli portava la luce ma solo doppi sera stato alla presenza di Dio. Così anche noi desideriamo purificarci come egli e puro. Noi aspettiamo di vederlo. Intanto il mondo ci allontanerà. Ma noi continueremo a purificarci. Più ci distacchiamo dal mondo e più Egli e vicino a noi. Se smettiamo di purificarci abbiamo dimenticato questa speranza. Che la nostra giornata di oggi sia più pura di quella di ieri. Noi siamo figli di Dio e tali siamo.
Appunti di prima mano dall'ascolto di studi biblici. Spunto per riflessioni personali. Si tratta prevalentemente di note pubblicate in diretta. Non sono da escludere errori e imprecisioni: se ne trovi lascia un commento, mi aiuterai nella rettifica.
domenica 28 dicembre 2014
Siamo figli di Dio.
domenica 21 dicembre 2014
ROMANI13:1-14
Abbiamo difficoltà spesso a credere questo. Perché guardiamo al male che le nostre autorità compiono. Ma al versetto precedente siamo esortato a vincere il male con il bene per amore di coscienza. V 8 non dovremmo avere nessun debito se non di amare. Il comandamento ama il prossimo tuo come te stesso sintetizza i sei comandamenti che parlano di relazioni orizzontali. Il verbo portante è amare. Amare è un debito. Come io vi ho amato anche voi dovete amate non solo i fratelli ma anche i vostri nemici. È un debito che non potremo mai estinguere. Non ame re mo mai abbastanza. Come la batteria della macchina a bisogno di caricarsi per funzionare così il nostro amore è sostenuto unicamente dall'amore ricevuto da Cristo. Ci non lo trasmette non lo ha metabolizzato.sappiamo dalla parabola del seminatore quale deve essere la nostra predisposizione. Il dono è un impegno chiamato qui debito. Giusta e sana reazione al suo amore. Matteo 7:12. Matteo 7:14. Non è bello avete debiti ma quando lo saldiamo ciò sentiamo sollevati. Così c'è più gioia nel fare che nell'avere. Il giorno del ritorno è vicino post questo dobbiamo ancora più dedicarci a questo. Dopo la conversione non vale il letargo spirituale ma una fremente attesa del ritorno del Signore facendo buone opera. Giovanni 12:35 Cristo e la nostra luce. Efesini 6:13.1 tessalonicesi 5:8. Non avremmo scampo senza le armi che ci vengono fornite dagli S Spirito Santo. Nella luce di Cristo i capri si distinguono chiaramente dalle pecore. V.13
Molte immoralità possono prendere spazio nella nostra vita e nella nostra chiesa. Curare la carne sta prendendo più spazio nella nostra vita del rivestirci di Cristo?
domenica 9 novembre 2014
Ho perso la mia carta d'identità
Prima Giovanni
Dio quel che era dal principio. Come genesi 1 il principio abbiamo udito visto contemplato e toccato. Era lui e qualcun altro. Sono testimone oculare con altri. Il principio di Cristo come ministero o come eternità del passato? Come si tocca la.parola della vita? Come si torna al principio? Giovanni non fa filosofia ma parla di ciò che ha visto. Cristo è logos della vita. Ho visto la vita non solo una persona. Questa vita si esprime con la parola il logos. Devi avere fiducia anche se non identifico subito il Cristo. In questo Cristo c'era la vita stessa non uno spirito o un filosofo ma tutta la pienezza della dei che si esprime nel logos = espressione della vita. L'abbiamo vista e vi annunciamo la vita. Vita eterna. La vita senza inizio n'è fine che ha sede nel padre. In Dio esiste la vita. Non pensiamo ad un immagine ma alla vita stessa. La vita si è espressa manifestata nel figlio. E noi c'eravamo. Noi vi annunciamo anche a voi che non lo avete visto affinché anche voi siate n comunione con noi. Avere qualcosa in comune. Cosa ci accomuna? Il Padre e con il Figlio suo. Questo figlio non è solo il Cristo ma Gesù e Cristo. Uno solo. Non c'è dunque differenza tra Crist e Gesù.
La comunione spirituale è possibile solo nella vita cioè in Gesù. Gesù dice chi crede me ha vita eterna. La base è una sola anche se poi ci sono altre cose che ci allontanano la comunione è solo in Cristo. Vi scrivo perché leggiate e la vostra gioia sia completa. La rivelazione di Giovanni qui è terrena in Apocalisse è celeste ma la gloria non cambia perché Cristo è eterno. Cristo non è una persona limitata la sua gloria va ben oltre la sfida apparenza terrena eppure la manifesta pienamente. Proprio per questo il peccato non appartiene al credente. Se tocchiammo la parola della Vita quale comunione vorremmo ancora avere con il peccato.
MATURARE
se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze
e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità
La preoccupazione
La ricchezza
Il piaceri della vita
- La maturità che conduce alla salvezza
- La maturità che ci permette di raggiungere la statura di uomini in Cristo
Non vi capita mai di stare leggendo un brano della parola o iniziare a pregare nel vostro intimo e poi ad un tratto rendervi conto che state pensando a come completare quel progetto di lavoro, a quante lavatrici devi fare, alla nuova tassa della casa da pagare o a che torta preparare al compleanno di tuo figlio? Questi pensieri già nella nostra mente sono un mettere preoccupazioni ricchezze piaceri al primo posto nei nostri pensieri.
Quando l'Eterno presentò la sua legge a Israele disse:
Es 20:1-11
Riconosci che io sono l'Eterno che ti ho dato la vita e ti ho salvato dalla morte, non sono forse degno di essere al centro dei tuoi pensieri? Non farmi essere una fra le tante statue che tieni nel tempio del tuo cuore, ma dai spazio solo a me. Le scelte che oggi tu fai nel tuo cuore non solo influenzano il tuo destino ma hanno conseguenze nel bene e nel male sulla vita dei tuoi figli, dei tuoi nipoti, del tuo prossimo e di quanti verranno dopo di te. Non vivere con leggerezza quello che ti dico oggi. Porta rispetto per il mio nome è non usarlo come se non avesse alcun valore. Pensa a ciò che dici prima di parlare. È normale che la.gran parte della tua vita sia dedicata al lavoro, ma non dimenticarti di fermarti e di dedicare almeno la settima parte.del tuo tempo a fare quello Io feci nel settimo giorno della creazione e per darti un esempio. Fermati e contempla quanto è molto buono ciò che Dio ha concepito, creato e il suo piano di salvezza perfetto. Così renderai santo quel tempo. E così matureremo. E così starai stretto a me.
Ho parafrasato liberamente la prima tavola della.legge perché in essa è racchiusa tutta l'essenza del dimorare in Dio è maturare nell'ascolto della sua parola.
Ritornando a Luca, i tre ostacoli dai quali vogliamo guardarci sono strettamente legati gli uni agli altri e citati in sequenza dall'evangista:
Tutto inizia dalla preoccupazione che già per definizione significa che non siamo proprio così sicuri che Dio abbia sotto controllo la situazione è quindi dentro di noi lo stiamo affiancando agli altri dei nel pantheon del nostro cuore. Se Dio è in controllo perché ci preoccupiamo? Non vogliamo oziare, ma fare tutto ciò che è in nostro potere ma nella fiducia che il nostro Dio è potente da moltiplicare i nostri pani e i nostri pesci e di fare molto di più di quello che le nostre forze possono fare e le nostre menti immaginare.
È dimenticando queste cose che ci preoccupiamo e iniziamo a cercare forza e sicurezza per il domani in un Dio diverso dall'Eterno, che si chiama Mammona cioè il denaro. Mammona è nostro Dio sia che siamo ricchi o poveri. Non è necessario possederlo per adorarlo. Anzi spesso lo adoriamo perché non ne abbiamo abbastanza per soddisfare i nostri bisogni primari e diventiamo avidi e avari anche se abbiamo pochi soldi. Ancora dimentichiamo la promessa di Dio che ci dice:
Quando le ricchezze non mancano allora è più interessante passare da Mammona a Piacere, che come divinità è sua figlia. Per fare cose molto piacevoli è spesso necessario avere tanto denaro. Ma le cose piacevoli spesso sono belle se durano poco e se l'edonismo, cioè la ricerca dei piaceri resta una priorità, passeremo di piacere in piacere, dal lecito all'illecito per saziare l'insaziabile sete di piacere che ci divora.
Preoccupazione Mammona e Piacere sono una trinità da cui dobbiamo guardarci se desideriamo conoscere il vero Dio o crescere e maturare secondo la volontà del Dio, padre del nostro signore Gesù Cristo che abbiamo conosciuto.
Vegliamo nei nostri cuori è chiediamoci costantemente nei nostri cuori quale Dio abbiamo scelto di adorare oggi.
Giosuè 24:14 Dunque temete il SIGNORE e servitelo con integrità e fedeltà; togliete via gli dèi ai quali i vostri padri servirono di là dal fiume e in Egitto, e servite il SIGNORE. 15 E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE».
| Evernote consente di ricordare tutto e di organizzarti senza sforzo. Scarica Evernote. |
La seconda venuta
Il regno di Dio. Quando si vedranno le avvisaglie del regno millenario. I farisei davano per scontato che sarebbero entrati nel regno. Per loro Gesù era un ostacolo al regno e non il regno stesso. Ma Gesù approfitta della domanda tendenziosa per spiegare ai discepoli il vero regno di Dio. Anche i discepoli più avanti faranno la stessa domanda in atti 6, con sincerità però.
Il regno non viene in modo da attirare gli sguardi. Il regno è già in mezzo a voi perché Gesù è re e con lui i suoi discepoli ovvero quei santi che con lui torneranno a stabilire il regno.
Quali giorni del figlio dell'uomo desidererete vedere? Non cercatelo negli avvenimenti del mondo perché non si troverà in un regno fatto di uomini. Nel 22-23 leggiamo di non seguire gli annunci del mondo che cerca di deviare la vera chiesa radunandola sotto presunti Cristi o vicari. Quando sarà il momento sarà come un lampo evidente e improvviso ma prima il Cristo deve soffrire e donarsi.
24 la sua venuta sarà la fine del tempo della grazia e l'inizio della grande tribolazione. Chi rimarrà sulla terra capirà l'importanza di avere o non avere Cristo nel loro cuore. Il suo ritorno avrà rilevanza per tutta l'umanità. Con l'esempio del lampo ci rende editto sulla rapidità e la globalità dell'evento.due momenti importati: dalla nascita si Gesù al suo ritorno nel quale il regno è spirituale e quello dal suo ritorno all'eternità nel quale il regno avrà anche concretezza fisica.
Genesi 6:5 18:20 ecco perché Dio li fece perire tutti. Dal brano di Luca sembra che ciascuno faccia cose ordinarie ma ne manca una: dare gloria al Creatore per il quale non c'è più posto nelle loro vite. Essi rifiutano Dio come re delle loro vite. Come è evidente questa cosa nella generazione attuale! L'umanità è completamente impreparata al suo ritorno. Han messo Dio fra le favole e le materie per esaltati. Quale orribile vendetta aspetta queste persone!
Nel giorno del ritorno non ci sarà tempo di staccarsi dai propri vincoli materiali. Sarà semplicemente troppo tardi. Quando è il tempo per credere allora? Oggi! Se udite la.sua voce non indurite il vostro cuore! 34-36 le persone saranno per sempre separate e chi sarà rimasto si renderà conto di essere dalla parte sbagliata. Dio guarda il cuore di due persone che esternamente sembrano uguali nel loro comportamento ma nell'animo profondamente diversi.
Il giudizio di Dio è globale e quindi non ci sarà un luogo dove non sarà eseguito il giudizio. Ovunque sono i cadaveri verranno gli avvoltoi le potenze delle tenebre avranno pieno potere su quelli che ha scelto la morte alla vita. Ma chi ha dato la propria vita a Gesù ne riceverà salvezza.
| Evernote consente di ricordare tutto e di organizzarti senza sforzo. Scarica Evernote. |
domenica 19 ottobre 2014
Vegliate
Matteo 26:14-16
Satana vuole mettere a morte il figlio di Dio. Ma non lo fece fino a quel momento perché alcune profezie dovevano ancora realizzarsi. Altri bambini morirono al posto suo. Ma ora Giuda in accordo con Satana pagò i trenta sicli secondo la profezia. Gesù lava i piedi ai suoi poi Giuda lo bacia lungamente e le tenebre si scagliano su Gesù per vincere la loro storica battaglia. Gesù va nel Getsemani a pregare ma i suoi dormono. Egli disse Padre mio sia fatta la tua volontà. Qui arriva Giuda con i soldati per baciare Gesù. Pietro estrae la spada ma Gesù lo ferma. Poi tutti lo abbandonato. Il podere del Getsemani dove le olive venivano frantumate per estrarre l'olio. Qui si porta Pietro Giovanni e Giacomo. Perché non riuscirono a vegliare? Perché non avevano un atteggiamento di preghiera. Il risveglio è un tema che va di moda sia nella chiesa che nel mondo. Ma come puoi risvegliare un morto? Solo uno che dorme deve svegliarsi. Solo una volta Giovanni dice ai dispersi abbiamo un mediatore ma no perché continuiamo a peccare. Così il credente non dorme ma resta sveglio rimanendo in comunione col Cristo. La carne è debole anche quando lo spirito è pronto. Non è sufficiente la buona volontà ma ci vuole una vita di preghiera. Se non preghiamostiamo andando verso il sonno. Per un altra motivo essi dormivano perché non avevano chiara la visione che Cristo aveva di fronte cioè la croce. Anche noi dimentichiamo perché siamo stati creati. Non per essere salvati o per arrichirci ma per dare gloria a Gesù Cristo che è la gloria di Dio. Se perdiamo il focus dimentichiamo l'essenziale e il cibo quotidiano non ci basta più e ci concetriamo sulla settimana mese anni. E perdiamo di vista la gloria di Dio. Da qui arriva il sonno. La chiesa che dorme e che veglia. Forse rinuncio a qualcosa di legittimo ma son qui per adorati. La chiesa sveglia poi proclama pubblicamente la salvezza. Adora e evangelizza oggi perché domani tutte le porte si chiuderanno. Il mondo va a rotoli. Ma noi non manifestiamo con la spada. Bisogna che tutto questo avvenga. Non tagliamo orecchie e bocche ma dobbiamo vegliare e pregare per restare svegli. Oggi ho coltivato il mio rapporto con Gesù? Se no vado verso il sonno. Facciamoci ogni giorno questa domanda questa settimana. Vegliamo perché Gesù quando torna ci trovi pregando evangelizzando. Vegliate e non svegliatevi.
domenica 12 ottobre 2014
Ringraziamo
Solo uno dei dieci lebbrosi va da Gesù. Gesù li manda a fare il rito purificatorio e lungo la strada guariscono. Ma solo lo straniero ringrazia. Colossesi 1:12. Perché ringraziare? Tutti guariti dalla lebbra ma uno solo dalla morte eterna. Dio ci ha resi partecipi della sorte dei santi nella luce. E nessuno può toglierci questa certezza. Colossesi 3:15-16. La pace di Dio riempie i nostri cuori tramite Gesù Che vive in noi. Salmo 50. Chi mi offre per sacrificio il ringraziamento mi è gradito. Questo è il vero sacrificio. Non l'agnello il capretto la tradizione o l'opera. Lo straniero lo ha capito forse perché meno legato degli altri alla tradizione. Dove sono gli altri? 2 cor 9:10-15. Glorificare Dio col ringraziamento nella vita quotidiana permette a noi di dare testimonianza ad altri che conosceranno e ringrazieranno a loro voglia. Come Gesù che ringrazia per la resurrezione di Lazzaro. Perché ringraziare? In 2 Cor leggiamo che è la volontà di Dio attraverso Gesù Cristo. In ogni cosa in ogni momento. Nulla è da rigettare se preso con rendimento di grazie. Il ringraziamento rende puro il pasto e fa capire che non me lo sono guadagnato ma Dio ha provveduto. Quello che faccio lo faccio perché è buono agli occhi di Dio. Salmo 100.
domenica 5 ottobre 2014
Chi può toccare i figli di Dio?
Alcuni versetti per parlare della protezione di Dio. Dopo la conversione non siamo piu schiavi della paura della morte con la quale eravamo tenuti schiavi. Numeri 23. Nel capitolo precedente Israele è vittorioso sui mobili. Barak loro re invita un mago Balam molto potente e autolocati. Ancora oggi molti governanti consultano potenti maghi. Balam prima di andare consulta Dio che gli dice di non andare. Allora insiste e Dio dice sì. Lungo il percorso l'asina si blocca perché vede un angelo a spada tratta. Balam picchia l'asina che risponde. Invece di stupirsi parla con l'asina. Balam prepara una grande magia con sette altari. Il mago non è servo di Dio eppure Dio è più grande del mago e può intervenire quando è come vuole. E contro la maledizione su Israele Dio interviene in prima persona. Balam no può maledire ma solo benedire. Nel v.13 un'altra prova di benedizione fallisce. La magia ha riti brutti e complicati ma questo non ferma la protezione dell'Eterno sul suo popolo.
Dio non è un uomo e non può mentire. Egli mantiene le sue promesse. Dio non vede perversità in Israele. Qualsiasi magia no ha effetto sui figlioli di Dio. Non vedo peccato per il quale questa magia debba funzionare. Efesini 2. Ogni benedizione spirituale in Cristo Gesù. La maledizione per raggiungerci dovrebbe prima raggiungere Cristo. Ma Gesù ha vinto. E nemmeno il più grande Imam può maledire un figlio di Dio. Ecco perché no leggiamo l'oroscopo. Il futuro non ci deve far paura perché siamo in Cristo. I demoni non possono scavalcare le autorizzazioni di Gesù Cristo. La chiesa di Cristo è nelle mani dell'Onnipotente. Deuteronomio 10:14-17.
Una parte degli angeli obbedisce sempre un altra solo quando obbligata. Questo non inficia la supremazia dell'Eterno. Molti si fanno chiamare padroni ma nessuno è grande al cospetto di Dio. Proverbi 18:10-11. Noi abbiamo una forte torre dove si combatte e si protegge un popolo nella torre. Il nome dell'Eterno cioè Gesù Cristo è la nostra forte torre. Nesun altro nome ci è dato. Se prima era un rosario o l'immaginetta. Oggi solo il suo Santo nome. Non è immaginazione. La vera fantasia è pensare che sono le ricchezze a proteggerci. Spesso lo dimentichiamo quando stiamo bene. Per questo Dio permette le prove. Proverbi 26:2. Comunque voli un uccellino la nostra vita non cambia, così la maledizione senza motivo. Esiste nella vita del cristiano un motivo valido. No il documento è stato cancellato. Isaia 44(?) Romani 8:38-39. Se uno ti dice domani sarai ricco rispondi che sei un impostore. Se ti chiede che segno sei tu dirai non credo negli oroscopi e non fatevi influenzare. Di queste cose si può solo ridere. Nemmeno gli angeli potranno mai separarmi dell'amore che è in Cristo Gesù. 1 Giovanni 4:4. Chi abita in te adesso? Egli è più forte di colui che è in questo mondo. Gesù in me più forte del diavolo in tutto il mondo. La notte le ombre la morte possono farmi paura. 1 Giovanni 5:18. Ogni nato di nuovo non può essere toccato dal maligno. Egli è la nostra torre. Il diavolo ci prova e ci tenta ci influenza ma no potrà mai toccarci perché Gesù ha vinto. Egli vi libera da ogni paura. Gesù Cristo è con te.
domenica 10 agosto 2014
Giovanni 21:3-13
Pietro è con gli altri discepoli in tutto sette. Gesù aveva dato ordine di rimanere in luca 24:49 di rimanere a Gerusalemme fino alla venuta della Spirito. Questo non significa che non dovessero lavorare. Essi ripresero il lavoro di pescatori per sfamarsi in attesa dello Spirito. Ma quella notte tornano senza pesci. Forse Gesù voleva ricordar con loro luca 5:5 la prima volta che li chiamo in quel lago. Avevano capito l'insegnamento? Il buio e il mondo. Se usciamo senza aver chiesto la sua luce andremo vuoto e ritorneremo a mani vuote. È vero che aspettavano lo Spirito Santo ma forse avevano l'ancora dei dubbi sui tempi. In luca 5 Gesù premette a pietro di farlo pescatore di uomini. Eppure egli torna a pescare pesci. La barca con i membri stanchi e delusi torna a riva. Pensavano al digiuno che li aspettava. Ma non pensavano che Gesù li avrebbe presto incontrati sulla riva. Presto e non tardi. Gesù si ripresenta a loro come uomo e non in gloria. Vuole ospitarli e dare loro forza e sicurezza. Gesù è lì anche quando non lo vediamo o non lo pensiamo. Egli ci vede e pensa a noi. Gesù li chiama avete da mangiare figlioli? Ascoltiamo la sua voce che ci vuole aiutare o ignoriamo la sua voce? Egli è lontano sulla spiaggia perché non è salito su quella barca. Al suo suggerimento nessuno mugugna ma le reti vengono subito gettate. E Gesù compie il miracolo. Anche noi spesso ci affatichiamo senza risultato. Eppure la rete va lanciata la anche oltre il nostro discernimento. Solo così la rete non si riesce più a girellare su dai numero di pesci. Questa è la grandezza e la generosità di Dio. Giovanni riconosce per primo Gesù. Grida a Pietro ed egli corre per incontrarlo. La mano di Dio è all'opera per i suoi figli. A riva la brace è pronta e c'e già sopra pane e pesce. Gesù cura ogni dettaglio. Figlioli avete qualcosa da mangiare. Cosa significa questa frase. Non chiede se hanno pesce da dargli. Ma si proponeva per offrire da mangiare loro. Il pesce era già sulla brace ma nonostante questo chiede a loro di portare i pesci presi e condividerli. Nella chiesa i beni si condividono. Così i pochi e i tanti pesci. Nel v.12 Gesù li invita alla comunione. Non solo perdono ma comunione profonda con Dio.
domenica 3 agosto 2014
La grazia quale motore di vita
La grazia giuridica di Dio non è il solo aspetto della grazia. La grazia è anche un motore di vita per comportarsi non con sapienza carnale ma con la grazia di Dio. La nostra coscienza lo testimonia al cap2:14- 17. Noi siamo testimoni dell'amore e del giudizio di Dio. Parliamo mossi da sincerità. Sulla nostra bocca deve esserci ciò che sta nel nostro cuore senza compromessi. Noi ci muoviamo in un ambiente che è la presenza di Dio. Egli vuole vivere pienamente in noi e utilizzarci per compiere i suoi piani. Disponibilità vera e sincera non per piacere agli altri ma per piacere a Dio. Cos'è la sapienza carnale? Ragionamenti artificiosi per convincere. Ma noi siamo testimoni di ciò che abbiamo visto. Giacomo 3:13-18. Questa è la vera sapienza. Sapienza di Dio. Nel contesto delle prove nelle quali possiamo trovarci è lì che abbiamo bisogno di sapienza per sapere come comportarci. Non è animale o terrena ma viene dall'alto. Quella terrena sembra vera ma è velenosa. La sapienza celeste è pacifica. La grazia non è solo un momento ma un'opera che Dio porta a termine fino al giorno di Cristo. 1Corinzi Paolo ha operato dicendo non io ma la grazia sua in me. Il nostro cammino ci porta ad essere ogni giorno diversi dal precedente perché ogni giorno rinunciamo a qualcosa per essere sempre più diversi da noi e simili a Cristo. Galati 4: 6-7. Ci fermiamo mai a pensare ciò che erediteremo da Dio in qualità di suoi figli? Il futuro nostro deve avere già oggi il suo effetto in noi. Già oggi ci prepariamo per quel futuro e anticipiamo il regno di Dio. Non è un'imposizione ma l'impulso della grazia come un profondo senso di gratitudine che muove il nostro comportamento. Colossesi 1:3-6 l'evangelo ha i iniziato il suo lavoro in noi dal giorno in cui abbiamo creduto. L'opera sua è sempre miglioratrice anche se accompagnata dalla disciplina o dalla prova al momento presente sempre nella prospettiva della nostra crescita e metamorfosi. 1Pietro 2:19 4:10. Siamo amministratori della grazia di Dio per metterla al servizio degli altri.
domenica 27 luglio 2014
Fortificati nella grazia.
Paolo al termine della sua vita sta per essere offerto in libazione e mentre è lì scrive una lettera quasi di addio a Timoteo. Egli parla di persone che lo hanno fatto soffrire, falsi fratelli che lo abbandonano di fronte alle difficoltà. Paolo non vuole parlare male di loro ma vuole far capire a Timoteo come funziona la vita. Onesiforo non si è vergognato della prigionia di Paolo per questo anche Timoteo viene esortato a non vergognarsi delle sue catene. Per la maggior parte lo hanno abbandonato. Di quelli che sono nella provincia romana detta Asia nella zona dell'attuale Turchia pochi sono rimasto con lui. Altri prima di Paolo furono abbandonati. Ricordiamo Gesù Cristo abbandonato anche dal Padre Celeste. Ma quando Giacobbe era inseguito Dio gli apparve per dirgli io sono con te. Ed è questo che Paolo sperimenta. Egli dice ma il Signore è stato con me. Sei solo. Perseguitato. Ma io sono con te. Così Giovanni isolato nell'isola di Patmos riceve dal Signore la consolazione della rivelazione. Giosuè solo a condurre il popolo nella terra. Dio dice io sono con te. Facile da capire. Ma importante è ricordarlo nel bisogno. È nel bisogno che noi esercitiamo la fede. De a ha amato il mondo. Significa ubriacarsi e fornicare? Non per forza. Può essere mettere al secondo posto le cose di Dio per dare la priorità alle cose legittime di questo mondo. Padre e madre più di me. Dema è andato di sua iniziativa senza il consenso dell'Apostolo perché aveva cose più importanti da fare. Crescente e Tito invece sono andati con consenso a motivo dell'opera lasciando Paolo solo. Alessandro invece ha cercato deliberatamente il male di Paolo calunniandolo probabilmente. E nel momento in cui necessitava di un amico intorno non aveva più nessuno. La nostra fede non dipende dai fratelli. Se tutti ci abbandonano Egli non ci abbandona. D'altra parte è un'esortazione a non abbandonare mai i fratelli affinché si sentano sostenuti nella prova. Non è una sfida: Abbandonatemi tanto ho il Signore. 2:1 Figlio mio fortificati nella grazia. Questa è la chiave di svolta. Non hai forza in te ma diventa forte nella sua grazia. Quando siamo a zero sperimentiamo la grazia di Dio che ci fortifica. Quando siamo deboli allora siamo forti. Timoteo e ora di affidarti al piano B. Non di riserva ma il piano strategico in cui nessuno e più con noi dove possiamo avere la benedizione di sperimentare concretamente la forza della grazia di Dio. Quando tocchi il fondo. Fortificati nella grazia. È il momento ideale per capire il significato di una tale esortazione. 1 Samuele 30:3-6. Tutti i suoi amici parlavano di farlo fuori ma egli si fortificò nell'Eterno il suo Dio. Non resti che te. Sono fritto senza risorse. Intervieni. Davide ha sbagliato ha fatto tanti errori nella sua vita. Ma non si è lasciato andare nell'angoscia alla disperazione. Dio non promette la vita facile. Ma ci promette di farci sperimentare la sua grazia. Salmo 84. Nella valle di baca le lacrime si trasformano in benedizione. Ma prima è necessario il pianto e la sofferenza. Fino a che punto siamo pronti a piangere e sopportare. Fino anche punto siamo coscienti di aver bisogno della grazia di Dio. 2 Pietro 3:18. crescere nella grazia. La grazia è la scuola nella quale è inserito ogni figlio di Dio. Siamo nella grazia di Dio? Nella grazia di Dio non saremo mai soli. Chi cresce nella grazia agli occhi di Dio cresce in forza anche agli occhi degli uomini. Bisogna che lui cresca e che io diminuisca.
domenica 20 luglio 2014
4 beatitudini e 4 guai
Gesù parla ai suoi discepoli e anche una folla è lì presente ed ascolta. Egli presenta quattro stadi di beatitudine e altrettanti di maledizione. I poveri vengono associati al regno di Dio. All'epoca i poveri in senso materiale erano tanti quindi molti potrebbero pensare che per Gesù sono i nulla tenenti i beati. Molti capiscono così queste parole. In realtà Gesù chiarisce in Matteo 5:6 che si tratta di povertà dello spirito. Il nostro lato nascosto non quello materiale visibile a tutti. I discepoli vivevano di offerte. Erano dunque poveri materialmente ma lo erano anche in ispirito. Questo genere di poveri sono coloro che hanno riconosciuto la propria povertà spirituale a causa del peccato per accogliere il Cristo. Questo genere di persone raggiungono la felicità ovvero la beatitudine.
La prima beatitudine è dunque la povertà. A cui si contrappone la maledizione di chi si sente così ricco spiritualmente da non aver bisogno di Cristo. C'è anche la ricchezza intesa come legame egoistico alla materia e incapacità di condividerla con gli altri. Un tale ricco può possedere tanti milioni o una sola bicicletta. Ma è il suo rapporto con ciò che possiede che lo rende "ricco" secondo quanto dice Gesù. Per un tale individuo non c'era motivo di seguita Cristo perché è già ricco da solo. Invece della croce essi prendono la loro auto o la loro ricchezza illudendosi di essere ricchi e soddisfatti così.
Nel v.21 la seconda beatitudine: coloro che hanno fame. Il giusto secondo il fariseo non ha fame perché ha già tutto. Tutto quel che serve per essere giusto io lo faccio. Ma la fame spirituale è fame di giustizia, della parola di Cristo, della grazia di Dio. Ma c'è anche chi ha fame corporale o perché perseguitati per Cristo oppure per l'ingiustizia altrui. Ma al suo ritorno ogni fame verrà saziata. Ma per chi è già sazio ( maledizione corrispondente al v.5) faranno la fine descritta nella lettera di Giacomo o in Luca 16:20 dove il ricco al cospetto di Lazzaro riceve una condanna eterna e una sete d'acqua in eterno mai saziata.
La terza beatitudine è la sofferenza. Giovanni 16:29. Perché è chi soffre per Cristo che sarà da lui consolato al suo ritorno. La corrispondente maledizione è per chi ride di scherno contro la verità e l'amore di Cristo. La stessa derisione che Gesù ha ricevuto ai suoi tempi.
La quarta beatitudine è l'essere odiati. Dalla derisione si passa alla persecuzione con molta facilità. Per questo non vogliamo far trovare agli altri motivi di critica nel nostro comportamento. Non vogliamo dare adito a maldicenze. Il nostro comportamento dev'essere conforme alla sua Parola. Non confondiamo la sofferenza della fede con la sofferenza che subiamo a causa della nostra imprudenza o mancanza di saggezza o ascolto a parola. Matteo 25:10. La persecuzione che rende beati è la persecuzione per Cristo e non per la nostra stoltezza. Dio ha grande premio per chi soffre la persecuzione per amor suo. Luca 11:51 divide la storia in perseguitati e persecutori fin dai tempi di Abele. Vera chiesa e falsa chiesa. Credenti e increduli. Tertulliano diceva che martire non è chi muore soffrendo ma chi muore per la causa giusta che è quella di Cristo. Ma se nessuno ci perseguita siamo sicuri che ci stiamo comportando nella purezza di Cristo? Non ci comportiamo da falsi profeti piacendo agli uomini anziché a Cristo. V.26.
domenica 6 luglio 2014
Il popolo che cresce alla perfetta statura di Cristo
Lo spirito santo discese sulla chiesa primitiva per renderli in grado di essere testimoni di Cristo e della sua opera. Come era la chiesa a Gerusalemme? Al v.41 abbiamo due caratteristiche essenziali per appartenere alla chiesa:
Ricevere la testimonianza degli apostoli
Essere battezzati
Cosa devo fare per appartenere alla chiesa di Cristo? Credere ed è essere battezzati. Il termine battesimo significa andare sotto acqua.
In Atti 18:8 leggiamo cosa avvenne a Corinto. Molti corinzi udendo credevano e venivano battezzati. Quindi tre azioni chiave in questo testo. Semplici e chiare. Andate e predicate ad ogni creatura (marco 16) chi avrà creduto sarà salvato ma chi non avrà creduto sarà condannato.
Essi erano perseveranti in quattro azioni. Pilastri dell'assemblea di Cristo:
L'ascolto della predicazione della parola genera fede e così l'ascolto dell'insegnamento degli apostoli sostiene e fortifica questa fede. Se la chiesa nasce dalla parola i essa anche cresce e vive. Si persevera.
Oltre alla parola c'è la comunione il rompere il pane e le preghiere. Queste quattro sono come le gambe di un tavolo che sono quattro. Ogni gamba è altrettanto importante a sostenere il piano del tavolo. Il tavolo non funziona se tutte le gambe non hanno la stesa altezza.
La comunione fraterna è conseguenza dell'aver ascoltato la parola che ci ha generato la fede. La comunione sono si gli incontri fissi della chiesa ma anche aiuto pratici tra credenti. Aiuti di misericordia come per esempio i beni che la prima chiesa vendeva e metteva a disposizione dei fratelli nel bisogno.
Il rompere il pane è un ricordo della morte di Cristo. Cristo ha dato il suo corpo per noi. E ha lasciato un ordine prima di essere arrestato. Prendete e spezzate il pane in memoria di me. Sembra dal versetto 46 che essi rompessero il pane ogni giorno. Simbolo del corpo insieme a l vino che rappresenta il sangue. Ma il pane è anche segno di comunione come detto in prima corinti dieci. Come il pane è uno solo una sola è la chiesa. Siamo membri gli uni per gli altri.
Poi ci sono le preghiere e non solo la preghiera. C'è lode intercessione supplica combattimento ringraziamento richiesta. Le preghiere possono essere tante. Tanti tipi. La preghiera ha un vasto campo. Gli apostoli erano prima ministri di preghiera che di parola. Chi vuole amministrare la parola deve essere uomo di preghiera.
Tutte queste colonne vanno vissute con perseveranza. Perseveranza è una fare qualcosa in maniera costante e ripetuta nel tempo per giungere ad un obiettivi e a e un fine. Non solo perché va fatto ma perché c'è uno scopo e un obiettivo da raggiungere. Se guardo la metà sono motivato nel continuare a fare qualcosa. Ma lo scopo qual è. Lo scopo della vita cristiana non siamo noi ma Cristo. In efesini 4:13 e illustrata la nostra meta. Unità della fede. Piena conoscenza. Statura perfetta di Cristo. Difficile versetto ma molto chiaro. Crescere e crescere sempre più simili al maestro. No bimbi confusi che non sanno dove andare. Ma guardando Cristo cresciamo alla sua statura.
Ecco perché le quattro colonne sono così importanti.
Parola e preghiera. Eppure l'incontro di preghiera è il meno frequentato. Meno preghiera. Meno crescita. Il tavolo non sta dritto.
Quando erano perseguitati i primi cristiani si riunivano in preghiera per innalzare fervide preghiere a Dio. Mentre erano in ceppi in prigione pregavano e cantavano in di gloria a Dio. Per forza che la prigione si apre e il carceriere si converte! Questa è una chiesa che funziona. Non è posto per essere spettatori ma membri attivi nel l'ascolto la comunione la preghiera lo spezzare il pane per arrivare all'obiettivo di Efesini 4.
domenica 29 giugno 2014
Romani 12-16
Sottomissione alle autorità benché Dio sia la massima autorità.
Romani 14-15
I deboli e i forti nella chiesa.
12:1
Questa è la volontà definitiva di Dio. Nei capitolo precedenti egli spiegava il piano di Dio per Israele. Essi erano sotto rituali e sacrifici e grazie alla loro caduta noi pagani siamo stati innestati nell'albero. Non saremo mai abbastanza riconoscenti per la grazia ricevuta perché non era in principio destinata a noi. Per questo incoraggio voi pagani ad offrire il vostro corpo a Dio come sacrificio vivente. Nel paganesimo c'era la cultura dell'innalzamento del proprio corpo per se stessi. Ma il pagano doveva imparare ad offrire il proprio corpo per Dio. Conoscere Cristo implica l'avere una vita completamente dedicata a lui. Dio ci dona a Cristo e ci unisce a lui.
V.3 il corpo é identificato con la borsa di Cristo sia a livello locale che universale. Il corpo è il miracolo della vita. Il bambino viene concepito ed i lui tutto è già programmato per lo sviluppo di ogni organo del corpo. Così è il miracolo della chiesa in cui ogni membro ha la sua funzione. Egli vuole comunicare ai romani che ognuno a il suo dono ma ciascuno deve avere un concetto umile di se stesso perché pagani reintegrati nel popolo di Israele. E poi perché il corpo è il miracolo della vita. Avere la vita è un onore. Così l'appartenere alla chiesa locale. Essa è il corpo a cui appartengo.
Degli anziani ricevettero dei nuovi credenti e si chiesero quale servizio potremo affidargli? Gli risposi con il versetto 16. Il nuovo credente non cerchi le cose grandi ma desideri con tutto il cuore i servizi più umili perché egli esprimerà la sua gratitudine nell'aver ricevuto la grazia in questo. Non c'è un fratello sottomesso che cerchi le cose umili nella chiesa e poi cerchi nel mondo le cose grandi. Se si sottomette ai fratelli si sottometterà anche alle autorità civili superiori. È una conseguenza spirituale. Domenica sottoposto agli anziani. E lunedì parla male del suo capo. Questo non funziona. Tutte le autorità sono stabilite da Dio. Teniamo conto che quando Paolo scrive il tiranno al potere era Nerone. Difficile sottomettersi ad una tale autorità. Solo la richiesta di abiura a Cristo va trasgredita. Per il resto obbedite a Nerone.
Accoglienza del debole (14:1).
15:1 il forte accolga il debole e non compiaccia a se stesso. Il forte è portato a fare il maestro. Ma se sei forte sei allora capace a metterti al suo livello come Giovanni 13 sono in grado di lavarti i piedi. E quando vengo interpellato per l'eredità non sentenzio perché non è per questo che son venuto. Fratello che ne dici possiamo iniziare in ritardo? Tagli il capello in quattro o gli presenti il modello. Non sentenziare ma dagli il tempo di crescere. Forse un musulmano che si converte a 80 anni sarà disgustato nel vederci mangiare prosciutto. Paolo dice quando lo inviti a casa mangia pollo anche tu è lasciagli il tempo di crescere. Ma il regno di Dio non è ciò che mangiamo ma pace e gioia nello Spirito Santo. Il vero servizio spirituale è presentare a Dio il nostro corpo.
Cap. 15:15-16
Per Dio non conta più il prosciutto o il formaggio ma che i gentili siano un'offerta santificata dallo Spirito Santo.
Cap.16
Tutti questi saluti. Vi raccomando Febe. La chiesa non è solo locale ma anche universale. La chiesa irlandese ci da una lettera di raccomandazione per i fratelli che vengono. Immaginiamo che la lettera ricevuta scrivesse attenzione sono pericolosi. Per questo Paolo dice al v.17 non accogliete i furbi che provocano divisioni. Allontanatevi da loro. Dal 21 alla fine. La gloria appartiene a Dio.
domenica 15 giugno 2014
E non peccare più.
C'è una piscina un po' particolare. Una sorta di ospedale. L'infermo è guarito da Gesù che lo reincontra e gli dice non peccare più che ti avvenga di peggio. Ma cosa può succedergli di peggio che stare trentotto anni fermo cercare di entrare nella piscina e tutti che mi vengono davanti. Ma poi che ho fatto di grave in questi trentotto anni. E che peggio mi succederà se pecco?
Giovanni 8:3-15
Alzi la mano chi è senza peccato. La donna è salva. Ma Gesù dice poi. Neppure io ti condanno va è non peccare più. Ancora la stessa frase. Ma come fa? Potrebbe dire ok non faccio più quel peccato. Ma Gesù non ha detto non fare più adulterio ma non peccare più. Impariamo tre cose
1) se Gesù lo dice più volte vuol dire che è importante. Gesù prende sul serio il peccato. Oggi i giovani vivono insieme come fossero sposati e nessuno pensa sia un problema. Ma per Gesù il peccato è un veleno che ti ammazza. Gesù non discute con i farisei del peccato per difendere la donna ma prende il verdetto per giusto perché il peccato porta alla morte. Quando dice io non ti condanno non dice non è grave ma non peccare più.
2) cosa vuole Gesù? Semplicemente che cambiano strada. Di non continuare a camminare nella stessa direzione questo significa conversione. Ma come facciamo a non peccare più? Prima cosa consideriamo cos'è il peccato? Il primo peccato mai commesso nella storia dell'umanità? Eva ha mangiato un frutto. Mangiare un frutto è peccato? No il problema è la ribellione dentro di noi. Aveva pensato di poter essere come Dio. Potente. Allora ha mangiato. Il peccato principalmente è che no. Vogliamo ascoltare Dio. Dio ha veramente detto? Pensiamo al paralitico. Foreste era religioso e conosceva Dio. Dentro di se diceva io voglio essere come Dio vuole o pensava alla sua realizzazione? Ci sono mondiali e ogni giorno uccidono un senza tetto perché rubano disturba. Arriva un uomo benestante e dice voglio adottare un bambino. Vuoi venire con me è diventare mio figlio. Lui dice si lo voglio. È il bambino si ritrova in Italia dorme in un letto per la prima volta. Mangia dal proprio tavolo senza dover rubare. Ma se ha rubato tutta la vita ogni tanto qualcosa gli scappa. È il papà dice non hai più bisogno di rubare. Di sputare per terra. O drogarti. Il bambino deve imparare. Se il bambino ascolta può avere due reazioni: è vero non lo voglio più fare e ascoltarti oppure dire no io faccio quello che voglio. È questa è la ribellione. Ma Dio desidera da noi parla Dio il tuo figlio ascolta. Non possiamo vivere senza peccato. Ma possiamo vivere con la stessa attitudine del bimbo in ascolto. Quando Gesù disse a Pietro: voi siete già puliti solo i piedi si sporcano perché sono a contatto con questo mondo. Gesù vuole un cambio di atteggiamento nei confronti di Dio.
Riassunto:
Il peccato non è cosa piccola per Gesù.
Come una zanzare insignificante che può ammazzarti.
Non possiamo non peccare.
Il bambino promette di non litigare. Ma ci crediamo?
Dio vuole da noi un atteggiamento di ascolto.
domenica 8 giugno 2014
Pronti a servirlo
I sadducei erano aristocratici religiosi non molto coerenti con la scrittura che interpretavano per il loro interesse materiale. Dicevano che il comportamento non era importante e che Dio non era così interessato all'uomo. Essi erano inacerbiti verso gli apostoli. Uccisero Cristo per mantenere il loro potere. Ma gli apostoli erano popolani senza grande istruzione sostenuti da potenza di miracoli con convertiti che crescevano di giorno in giorno. Se continuano così ci prenderanno il potere, pensavano. Così misero le mani sugli apostoli e li misero in prigione. Dietro a questo la mano di satana che vuole distruggere l'opera di salvezza iniziata in Cristo. Ma le porte dell'inferno non potranno vincere la sua chiesa: gli apostoli vengono liberati da Dio. Il piano di Dio è inesorabile e gli strumenti nella sue mani tornano ad insegnare. Senza paura delle conseguenze. Fino a quando la polizia mandata dai sadducei non li arresta.
Può la chiesa oggi riconoscersi nel cap 3:8 di apocalisse? Rinneghiamo o taciamo quando il vangelo di Dio viene bestemmiato? Che differenza c'è tra le nostre vite e quelle dei nostri amici? Anche se il mondo è lontano da Dio è ancora paziente e tollerante nella nostra epoca. Dobbiamo essere grati a Dio per questo visto quello che succedeva invece agli apostoli. Mi arrendo davanti all'amore di Cristo e credo in lui? Gli apostoli sono stati chiamati fuori dalla prigione per fare il lavoro di Dio. Da quale posto potremmo essere tirati fuori noi per servirlo? Per questo dobbiamo essere sempre pronti a rispondere alla chiamata di servizio di Dio ovunque ci troviamo. Per Dio non ci sono ostacoli.
domenica 25 maggio 2014
Ognuno parla di ciò che ha cuore. Nel nostro cuore
Come possiamo misurare la nostra vita cristiana? Se misuro una stanza prendo un metro ma per la nostra vita cristiana cosa prenderemo? Spesso lo strumento che usiamo noi non è lo stesso che usa Dio. Paolo nelle sue lettere parla in modo diverso in ogni chiesa in base alle lacune di ciascuno. 1Corinzi. Corinto era un porto influenzato da idee di tutto il mondo. Nella chiesa al capitolo 12 e 14 si parla di doni che erano particolarmente esaltati. Ognuno veniva esaltato in base al dono che aveva. Sopratutto se era doni di lingue. 13:1-9. Se io venissi da voi a dirvi ho tanta fede e sposto una montagna cosa pensereste della mia fede? Eppure Dio vede più l'amore di questo. Senza sono uno squillante cembalo. Un dono senza amore è mero esibizionismo. Le cose più ricercate senza amore non valgono nulla. L'amore è... Come facciamo le cose.
1)Paziente e benigno. Sono caratteristiche del nostro Signore. C'è una parte passiva che subisce le ingiustizie dagli altri ma continua ad avere bontà affetto e ama la persona che ci fa questo. Dimostriamo noi la stessa pazienza.
2)La benevolenza è attiva. Fa bene agli altri anche a chi non ci sta simpatico. Cortesi. Non fa del male. Indipendentemente da come l'altro si comporta.
3) l'amore non invidia. È quando stai male perché l'altro sta bene. O ha qualcosa che non abbiamo. L'amore gioisce se l'altro ha qualcosa e siamo felici per lui. Il vero amore è vedere gli altri benedetti.
4) vanto arroganza mettersi in mostra. Tendenza a fare le cose per essere considerato dagli altri e non perché desidero farlo a prescindere. Peccato che spinge a trovare la gloria dagli altri. Si mette in mostra e non fa il bene per il buono ma per riceverne gloria. Se cerchiamo la gloria o l'apprezzamento altrui e non per amore di Dio.
5) gonfiarsi. La considerazione che hai di te. L'orgoglio. Concentrarsi su se stesso su quello che sono i propri diritti o bene. Ma cerva l'interesse degli altri
6) non è indecoroso. Ti preoccupi di non ferire gli altri. Ti comporti in modo dignitoso con il tuo capo e i tuoi collaboratori. Senza mancare rispetto.
7) il proprio interesse. Il vantaggio non deve essere solo mio. Ma anche il bene e l' interesse dell'altro è tutelato.
8) non si irrita o inasprisce. Non si lascia trascinare dall'ira se qualcuno pecca contro di noi. Se perdiamo il controllo quando conviene detto qualcosa che non ci piace
9) non si aspetta e non sospetta il male in tutto quello che succede. Non ha un elenco di tutti i peccati del passato ma continua a dare una nuova possibilità. Non si ricorda dei peccati passati. Non addebita. Non riporta alla mente il passato
10) non gode dell'ingiustizia. Ti sta bene. È quello che meritavi. No. Soffro per te se pecchi e cerco di impedire queste ingiustizie
11) l'amore gioisce nella verità. È felice di trovarla negli altri
12) soffre tollera copre ogni cosa. Ci impedisce di parlare contro di loro. Se siamo in famiglia non parliamo fuori ma copriamo e siamo pazienti. Aiutiamo il nostro famigliare senza metterlo in cattiva luce.
13) vede sempre il bene. Se scelgo scelgo di essere positivo
14) spero ogni cosa. Anche se vedo fratello nel peccato. Spero sempre nel bene di questa persona. Ritrovare la strada giusta anche se ha sbagliato
15) sopporta ogni cosa. Su collega alla pazienza. Subisce senza farsi allontanare dalla fede e continua ad amare anche se ha subito l'ingiustizia. L'amore guarisce gelosie invidie e contese.
Ma come lo valutiamo questo amore? Nel foglietto abbiamo una check list su questi 15 punti. Compiliamola in sincerità davanti a Dio. E che Dio ci accompagni nella nostra santificazione.
Proverbi 14:34-35
La giustizia innalza una nazione, ma il peccato è la vergogna dei popoli.
Il favore del re è per il servo prudente, ma la sua ira è per chi lo offende.
giovedì 22 maggio 2014
Romani 9
Israele è come la sabbia del mare. Mosé sparge il sangue sul popolo e sulla legge e dice benedetti e maledetti. Tutte le maledizioni si sono realizzate loro. E qui dice solo un resto si salverà. Così da una parte promessa di benedizione e dall'altra il rigetto di Cristo. Essi aspettano un messia che non è il Cristo crocifisso. Si parla solo di un residuo. Dei sopravvissuti nella grande tribolazione durante la quale quasi tutto Israele sarà sterminato e il resto salvato. E Dio manterrà la sua promessa di benedizione al cospetto di satana e dei nemici di Dio. Dio convertirà il loro male in bene. V.10:1-5. Paolo prega per un popolo che lo odia. Preghiamo anche noi per il nostro popolo. Hanno zeppo per Dio senza intelligenza. La giustizia di Dio è Cristo in persona. Dio vede Cristo in noi. E quindi ci vede giusti. Non per la nostra giustizia ma per la sua. Credere significa aderire. Non due ma uno solo. Il sangue di Cristo mi rende puro. Efesini 1. Seduti nei luoghi celesti con Cristo. Ma questi stabiliscono la loro giustizia ma non quella di Dio. L'opposizione a Dio non. Venne da peccatori e prostitute ma dai praticanti della legge e i sacerdoti loro hanno complottato per ucciderlo. Vogliono obbedire alla legge con le loro forze. Aggiungono comandamenti alla legge. E noi? Buttiamo la legge. No è buona e giusta. Ma non obbediamo per paura o condanna ma perché amiamo Dio e perché Dio ci ama. Non c'entra con la fede dei farisei. Ancora oggi due tendenze nella chiesa. Il rispetto di ogni lettera e in più abitudini e tradizioni che diventano più importanti dei comandamenti. Ma le tradizioni sono in abominio della legge. Poi l'opposto gli angeli non esistono, Adamo ere e a dono simboli e la teologia è liberale. Entrambi gli estremi sono mortali per la fede. Camminiamo per fede nella grazia di Dio. Tutta la legge conduce a Cristo. E si riassume nell'amore. Questa è la legge. Lui è la parola incarnata. La parola letta bene conduce a Cristo. Giudei rigettano la parola di Dio e rigettano i profeti ultimo dei quali fu Giovanni. 10:12-13 davanti a Dio siamo tutti uguali. Giudei convertiti oggi sono fratelli. Convertite tutte le nazioni fino alla fine del mondo. Non c'è distinzione. Non tutti siamo evangelistia tutti testimoni di Cristo con la vita e le parole. Lavoro casa vicini preghiamo per i vicini per essere salvati. E se non sono salvati bruceranno nel fuoco eterno. Dio ha fatto tutto il necessario perché questo non avvenga. Predichiamo la parola. Distribuiamo bibbie ovunque. Dio è in grado di convertire con la sua parola anche senza credenti. V20-21. Mi sono manifestato a chi non mi cercava. L'amore di Dio che travasa. Cosa proviamo per i pagani che ci circondano? Disprezzo o compassione. Il disprezzo e il giudizio è peccato. Non possiamo portare nessuno a Cristo se non lo amiamo. Non si giudica nemmeno un uomo di Dio dal numero di convertiti. La maggioranza ha rigettato Gesù. E si sono condannati dicendo la maledizione cada su noi è i nostri figli. Venne Tito e il massacrò. Un milione. E distrusse il tempio che era il loro orgoglio e la loro fierezza. Guarda che bel tempio dissero a Gesù. Non resterà pietra su pietra. I giudei di oggi sono figli di quei sopravvissuti. 11v.1 Dio non li ha rigettati. Quindi la teologia della sostituzione sono errate. La chiesa non sostituisce Israele. Li ama e mantiene le promesse. Rigettare Israele significa mentire. Due sono le promesse condizionali e inccondizionate. Mosé condizionate ma Abramo incondizionate. Le benedizioni date senza condizione verranno mantenute da Dio. Le altre sono state perse per la disubbidienza. Una parte si pentirà di aver aspettato l'anticristo anziché accettare il Cristo. E quando egli tornerà aprirà in due il monte degli ulivi e stabilirà il regno messianico promesso sulla terra per mille anni. 11:32-36 pensieri di Dio così profondi che non si tocca il fondo. Una cosa che non capisco è come ha potuto amarmi! L'amore di Dio guarisce e ci guida alla perfezione. Dio non ha consiglieri egli è la sapienza eterna. Egli sa ogni cosa di ciascuno di noi dei vivi e dei morti. V36. Da lui fatto. Per lui. E in vista. Di lui. Io sono fatto da lui. Io sono fatto per lui. Io sono in vista di lui. Nel tabernacolo qualcuno sta fuori. Qualcuno nel luogo santo. Altri nel santissimo. Ma tutti in Cristo possiamo entrare nel santissimo. Un giorno alla tua presenza vale più di mille nei tuoi cortili. A lui la gloria in eterno. Questo sarà il nostro canto. Un nuovo canto. Corone di gloria, giustizia e vita. Pietro, giacomo e Timoteo) È gli anziani le gettano ai suoi piedi.
Vangelo Giovanni 6:22-35
Al v25 5000 uomini seguivano Gesù per la loro pancia non per ringraziare o conoscerlo ma per mangiare.
Al v26 come hai fatto ad arrivare qui? Una domanda vuota a cui Gesù risponde centrando immediatamente l'obiettivo. La loro cecità spirituale.
Gesù dichiara se stesso figlio dell'uomo e figlio di Dio su cui il padre ha messo il suo sigillo. Egli non è un fornaio ma è il pane stesso. Adoperatevi, datevi da fare per trovare questo vero cibo che è spirituale.
V28 come si compiono le opere di Dio? Se mi dai pane le faccio e ti faccio pure re (v.15)
Ma Gesù li spiazza. Una sola è l'opera e l'ha fatta Dio: è Gesù. V30 quale segno fai. Conferma che l'uomo è insanabilmente malato. Una folla di ventimila è stata sfamata e questi chiedono ancora segni? Se chiedo garanzie tra l'altro dove è la fede. Se è tangibile non è più fede. V31 fanno capire che non ci basta pane d'orzo vogliamo manna dal cielo. Ma al v32 la vostra attenzione non dev'essere verso il pane o i patriarchi ma verso il Dio che fa ogni cosa. Egli manda il figlio al mondo come manna dal cielo. Questo non ve lo da un uomo ne Mosé ne la madonna ne il papa. Con la manna muori comunque ma con Gesù hai la vita eterna. Cristo pane di vita. Non fermiamoci alla manna o a surrogati di Dio ma mettiamo il Figlio al centro. Dacci sempre questo pane: non hanno ancora capito! Io sono il pane della vita non c'è n'è un altro. Pane e acqua due sostanze essenziali e indispensabili per la vita dell'uomo. La sua validità è anche per oggi. Dai fiducia a Gesù. Assumi quotidianamente il tuo pane di vita.
Isaia 28:23-29
Ebrei 4:14-16
Ritenere fermamente la professione di fede.
Troviamo grazia per affrontare la prova.
Due punti chiave per affrontare la sofferenza.
Romani 5-8
domenica 11 maggio 2014
IL COMBATTIMENTO DELLA FEDE
Una caratteristica degli eserciti romani era che la vittoria non era un traguardo da raggiungere ma l'essenza stessa della guerra. La vittoria era assodata perché andavano da vincitori prima di combattere. Così noi abbiamo già la vittoria e questo mondo di tenebre è stato spogliato come dice Colossesi. E Giovanni dive che giovani avete vinto. Eppure facendo il conto delle battaglie romane prima di diventare impero sono più le perse che le vinte. Ma quel che conta è che quelle strategiche son sempre state vinte e ciò li ha resi un grande impero. Il vincitore non è chi non cade mai ma colui che si rialza sempre e continua la battaglia. Combattiamo ma da vincitori. Questo impariamo quotidianamente. Resistere, star saldi. Non dimentichiamo Davide contro i filistei con i fratelli occhi fissi sul nemico. Ma all'arrivo di Davide lui dovente nemico agli occhi dei suoi fratelli che dimenticano i filistei. Così anche oggi il nemico cerca di volgere la nostra guerra non su di lui ma sui fratelli. Il risultato è una chiesa divisa con fratelli che si sparano alle gambe.
Filippesi 1.
Nell'antichità c'erano degli appuntamenti stagionali tra re per darsi guerra. Poi c'erano anche imboscate a sorpresa. Nelle stagioni delle guerre partiva solo l'esercito e i civili restavano in città con donne e bambino. Quelli di meno valore venivano messi avanti perché rischiavano di più. Anche nella storia sembra che satana si sia dato degli appuntamenti più pesanti per la persecuzione. Oggi sembra che siamo liberi di predicare senza persecuzione
Sembra che satana non reagisca. Ma egli è all'opera. È la chiesa deve essere pronta e prendere forza nella pace per prepararsi alla guerra. Un guerriero onorato doveva aver fatto fuori almeno cinquemila uomini. Questo è il desiderio delle tenebre nei nostri confronti. Filippesi 1:27-28. Dobbiamo rimanere insieme in questo combattimento. Questo è una prova evidente di perdizione per satana. Satana vince se separa i soldati. Ma se restano uniti la sua guerra è più difficile. Se isolavi il re vincevi la battaglia. Pre questo satana lavora favorendo l'individuo listo del credente. Per poi ammazzarlo. Così fa il lupo. Sparpaglia il gregge e attacca la pecora. Ma il gregge resta unito mettendo la testa una sotto la pancia dell'altra. È nessun lupo può attaccare questo tappeto di lana. Un corpo unico e inattaccabile. Per natura le pecore si sottomettono le une alle altre per la loro protezione. Per questo ci viene chiesto di sottometterci gli uni gli altri. Ma chi si isola cerca il proprio interesse dice Proverbi. Condividiamo insieme oltre paure sconfitte ma rimaniamo uniti. Filippesi 3:13-15. C'era un esercito accampato sotto una rocca forte. Il capo della rocca disse impossibile vincerci abbiamo dieci anni di viveri. Ma il capo dell'esercito disse non importa aspetteremo l'undicesimo anno ma vi vinceremo. Le risorse di satana finiranno e allora vinceremo anche se oggi cadiamo. Continuiamo ad essere soldati senza dare le spalle al nemico. Perché le nostre spalle non sono coperte. Quando Giuseppe diede le spalle alla donna affrontò di petto il nemico. La guerra è contro forze spirituali. 2Timoteo 2:3-5 il soldato di Cristo è bello perché ha gli occhi di Cristo. È uno stratega che combatte in modo preciso e strutturato. Come un bel soldato che sa quel che fa. È sicuro che si graffierà ferirà e soffrirà ma è altrettanto sicuro della sua vittoria. La sopportazione non è che barba devo ancora sopportare. Ma un uomo muscoloso che stringe i denti e continua con valore a schiena dritta senza lamentarsi. Impara e lascia ai giovani un bell'esempio. Il soldato era ricompensato da premi e bottino al termine della battaglia. Ogni graffio e ferita. Ogni livido e sofferenza. Verrà ricompensato dal bottino di Dio che ci verrà elargito. Enoc fu apprezzato da Dio per la fede. È la fede si misura nel comportamento in battaglia. Ebrei 12:1-4. L'esempio perfetto è Cristo imitato da una schiera di testimoni. Occhi fissi su di lui. Non guardiamoci intorno alle difficoltà ma a Cristo perché è lui che crea la fede e la rende perfetta. Alla fine Cristo è seduto alla destra del padre dove ci aspetta. Tutto si gioca sul peccato. Il peccato può nascondersi accucciato per dieci anni e divorarci l'undicesimo. Ma lo stesso può fare la nostra perseveranza nei riguardi di Satana. Guardiamo a Gesù.
domenica 20 aprile 2014
Giudici 2:18-23; 3:1-2.
Un popolo con alti e bassi. Nonostante questo un Dio sempre pronto ad aiutarli. Dio suscitava i loro liberatori. Dio si diletta a salvare il suo popolo. Quel Dio di allora e lo stesso di oggi. Anche noi viviamo momenti di miseria dovuti al nostro peccato. Ma Egli si diletta a salvarci nel momento che ci ravvediamo. Attraverso la disobbedienza Dio manifestava la sua grazia. Che tipo di liberazione necessitava Israele ai tempi dei giudici? Essi avevano ricevuto già tutto ma invece di manifestare gratitudine imitavano i popoli Cananei. Essi necessitavano liberazione dal loro stesso peccato. Un popolo liberato dalla schiavitù, introdotto nella terra promessa e benedetto deve essere liberato dal proprio peccato. La mano di Dio si appesantiva su di loro perché si ravvedessero dal loro peccato. Avevano modo così di capire la differenza tra servire dei stranieri e l'Iddio di Israele. Sicurezza e benessere con Dio miseria e sofferenza con gli altri dei. In Ebrei 12 leggiamo di uomini di fede prima di Abramo, poi Mosé e quattro giudici. Quando leggi questi uomini nel libro dei giudici ti chiedi ma dov'è la loro fede? Barak che non andava senza donna. Gedeone che quando vinse fece l'idolo. Iefte che combattè i suoi fratelli. Sansone che sposò una pagana e morì schiavo del Dio dei filistei. Eppure sono scritti nel libro di Dio. Egli vede la loro fede genuina nonostante i loro peccati. Quando scriverà della mia vita evidenzierà le cose belle nonostante la nostra miseria. Egli non dimentica le cose belle per le brutte. Possiamo proseguire dunque nonostante le nostre cadute. L primo comandamento era non farsi altri dei. È questa fu la prima cosa che fecero. 1Giovanni 5:21 anche noi abbiamo da guardarci dagli idoli. Perché può succedere a noi in ogni momento. La prima cattività venne dalla Mesopotamia da dove veniva anche Abramo. È la stessa babilonia torna in terra promessa per farli sciavi poi arriva Otniel. Poi fu sottoposta Gerico che fu la prima ad essere conquistata da Israele. Moab è la carne che agisce dall'interno del popolo. La terza cattività è del re di Canann. Debora fu il liberatore. Questa schiavitù è peggiore di quella d'Egitto. Questa è la schiavitù del peccato. Il piolo alla testa è a volte la soluzione al nostro peccato. La quarta erano i madianiti con giudice Gedeone. Essi arrivavano come cavallette. Dio prometteva latte e miele e loro rubavano. Non volevano la terra ma la raccolta. Nascondere il cibo era l'unico modo. La assemblee cadono in liti e divisioni perché il nutrimento non è radicato.
Il figlio di Gedeone è giudice della quinta cattività. Esso stesso fu il tiranno e fu ucciso da una donna. Con una macina in testa che lo fece per amore della famiglia. Anche la chiesa a volte deve farlo per liberarsi da falsi servi.
La sesta e di Iefte. Il re di Ammon vuole una terra persa trecento anni prima. Voi avevate attaccato noi perché la pretendi chiede Iefte? Egli prima rigettato e poi accolto come giudice.
La settima è Salomone. Questi no fanno più buon esempio. Il primo giudice sposo una credente e questo una straniera e peri.
Mika aveva un idolo il casa. Beniamini fecero un grave peccato. L'anarchia è completa. Mika aveva trovato come sacerdote un nipote di Mosè. Primo sacerdote pagato.
Canaan non era una casa libera ma occupata da popoli malvagi. Dio decide di giudicare questi popoli. Invece di usare acqua o fuoco usò Israele. Ma non per la vostra giustizia ma per la loro malvagità. Questa terra li vomita non li vuole più. Ma se fate lo stesso farete la stessa fine.
Non compromettetevi non smettete di combattere perché la vittoria è promessa. A loro disse se farete io farò. Ma a noi dice solo io faccio. Un nuovo patto. Unico. Perché continuare a combattere queste orride battaglie? Perché Gesù ha vinto. Anche noi non dobbiamo arrenderci mai. Seguiamo l'esempio di Gesù.
Giudici 1:4-7
domenica 13 aprile 2014
Salmi 22
Salmi 45
Matteo 19:16-26
Due personaggi: Gesù e un uomo interessato alla vita eterna. La domanda è cosa devo fare? Sono giovane ricco benestante religioso e privilegiato. Eppure ho ancora una domanda irrisolta. Cosa devo fare per avere la vita eterna. Egli spera di avere la risposta da Gesù. La domanda rivela la mentalità. Maestro cosa devo fare per avere la vita eterna. La vita terrena non è tutto ma manca di una dimensione eterna. È un uomo abituato alla meritocrazia. Se farò forse avrò. Chi ragiona così non avrà mai la certezza di avere. Ma più farà e più avrà la sensazione che gli manca qualcosa. È un paradosso spirituale. Faccio faccio e ancora mi manca. Eppure egli è convinto che chi cerca trova. Non si ferma ad accettare il paradosso ma vive il dubbio cercando risposte e facendo domande. Egli si avvicina a Gesù. Ed in questo sembra sincero.e carte sono in regola per ricevere una risposta da Gesù. Gesù dammi un feedback. Che mi manca ancora? Gesù gli dice. Perché mi interroghi riguardo a ciò che è buono. Uno solo è Buono. Le cose buone appartengono a colui che è il Buono. Gesù mostra la sua umiltà ma allo stesso tempo dice se interroghi me allora credo che sia io il Buono? Ma se il cuore dell'uomo è malato come mai potrà uscire qualcosa di buono da lui? Cosa serve fare se il cuore non è buono? Si ma Dio è misericordioso, qualcuno dice. Tante famiglie belle intorno a noi che fanno cose belle anche nel mondo. Come questo giovane che rispetta tutti i comandamenti. E Gesù lo ama per questo. Gesù gli elenca i comandamenti legati al rapporto con il prossimo. E qui il ragazzo è incoraggiato e contento perché ha sempre rispettato e onorato il prossimo fin dalla sua giovinezza. Senza parlare male, senza pensare male, ecc. Gesù non dice ti manca tutto. Ma una sola. Tutto bello quello che fai. Ma ancora una cosa manca. Tu hai la certezza della vita eterna? Perché c'è l'ho o non ce l'ho? Perché conto su me stesso oppure su Dio? Se conto su me stesso domani Dio potrebbe dirmi ti manca ancora qualcosa. Ogni uomo che si fonda su se stesso ha sempre un punto dolente. Va e vendi tutto quello che hai e seguimi. Io sono la porta a paradiso. Vieni dietro a me. La vita eterna non è una religione ma una persona che decidiamo di seguire. Ma per seguirla dobbiamo mollare quello che ci lega. Per il giovane la ricchezza era un impedimento a seguirlo. Per qualcun altro potrebbe essere la traduzione religiosa. Per qualcun altro potrebbe essere il sesso , il lavoro, ecc... Per lui era il denaro. Egli ci pensa un attimo. E rattristato se ne allontana. L'amore per le sue cose e le sue azioni è troppo importante per lui. Come potrei rinunciare alla mia capacità di fare e alle mie ricchezze? Sei pronto ad arrenderti completamente? Gesù lo insegue per convincerlo? No, lo lascia andare. Egli è venuto ed egli lo ha lasciato. Gesù si è reso disponibile ma non si impone. Non ci costringe ad essere suoi. Vuoi tu vendere tutto o hai ancora qualcosa che ti trattiene. E se sei suo c'è ancora qualcosa nella tua vita che ancora ti rallenta? Egli ci parla: Giovanni questa è tua madre, pietro prendi la rete, ascoltiamo quotidianamente la sua voce? Continuano a puntare e ad investire su di lui.
giovedì 3 aprile 2014
Colossesi 1:1-12
Paolo parla di preghiera legata all'intercessione. Paolo riceve notizie e la prima cosa che fa e ringraziare e poi intercedere. Quando riceviamo delle notizie prima ringraziamo e poi preghiamo. Questo ci preserva dal giudizio e alimenta l'amore fraterno.
Paolo non si isola nella preghiera ma dice "noi". Non è solo egli prega con la chiesa e tutti i fratelli. Quando riceviamo le notizie non dimentichiamo di pregare. Soprattutto quando le riceviamo via mail.
Dio vuole parlare non è un Dio muto ma vuole rivelare la sua volontà. Ripieni di spirito dice efesini 5:15 continuamente. E qui dice continuate a riempirvi della volontà di Dio. Dio non dice te l'ho già detto. Ma la volontà di Dio è una volontà profonda la cui conoscenza non si esaurisce mai. Per questo è un azione continua e costante. Siate continuamente riempiendovi. Il rubinetto è aperto ma continuiamo a bere per non morire assetati. La ricerca è continua ma non perché siamo insoddisfatti.
5 pilastri:
Conoscenza con ogni sapienza e intelligenza spirituale. Con le nostre forze intellettuali non arriviamo da nessuna parte. La saggezza non è umana ma viene dalla sapienza di Cristo. Romani 1 dice intelligenza onorata.
Camminiate col Signore per piacergli in ogni cosa. Camminare in modo degno di chi ci spinge e ci chiama. Noi siamo luce riflessa di Cristo. Non pensare mai che la volontà di Dio possa essere diversa da lui. Approccio interiore e manifestazione esteriore.
Piacergli in ogni cosa. La realizzazione non è di noi stessi. Ma la sua soddisfazione. La nostra realizzazione potrebbe non coincidere con la sua soddisfazione.
Frutto in ogni opera buona. Buono è ciò che lo è per Dio.
Fortificati dalla gloriosa presenza. La volontà di Dio non ci indebolisce ma ci fortifica. Quando gli anziani crollano. A volte andiamo avanti per inerzia. Ma se siamo alla sua gloriosa presenza la forza viene da se. Se abbiamo perso le forze siamo ancora nella sua presenza? Torniamo alla sua presenza.
Degni di partecipare alla sorte dei santi della luce. Questa espressione è fondamento di tutto il discorso a seguire. È il Padre che ci mette in grado. C'è un disegno, un privilegio scritto, la sorte dei credenti. Essi sono messi i grado di partecipare alla loro sorte. Questa è la predestinazione. È Cristo che ci rende degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Dio li mette in grado. C'è un progetto. Il progetto di Dio.
Dal v.13-20. Contro gli eretici questa è la risposta di Paolo. Le risposte di Paolo sono in tempo reale ritagliate su esperienze vissute dalla chiesa primitiva. Eretici, fornicatori. E subito la risposta di Dio. Così l'uomo di Dio si forma non alla scuola biblica ma passo a passo davanti alle difficoltà. Si cresce nelle difficoltà davanti a necessità reali. Paolo non chiede che la prova scompaia o gli eretici allontanati. La prova va affrontata di petto ma con l'attrezzatura giusta. Eccole le arme dottrinali. Un ateo o un Tg. La nostra fede è provata. Ma pure accresciuta. Se abbiamo le giuste armi. E adesso Dio? Come affronto questa prova? Una dietro l'altra. È necessario che la nostra vita sia provata. Ogni difficoltà misurata al momento giusto. Come genitori dovremmo imitare il nostro padre celeste.
Dio ci ha liberati e ci ha trasportati nel regno. La nostra posizione. Ora. Nei luoghi celesti in Cristo. Liberati dal potere e dall'autorità delle tenebre. Intelligenza nascosta che rende l'uomo schiavo. Diabolica. Se il figlio non ci affranca come saremmo liberi. L'amato figlio in cui Dio si compiace. Si tratta ora di un regno.
In lui abbiamo la redenzione cioè il riscatto. Devo operare per meritare? No il riscatto è Cristo. Questo riscatto paga il prezzo della libertà dal potere di satana ai quali eravamo sottomessi a schiavitù. Liberi del peccato che non può più dominarci. Il passato è cancellato.
Egli è l'immagine del Dio invisibile. L'immagine si vede ma Dio non si può vedere. Ma quando Dio si fa vedere è Gesù Cristo. Non è qualcosa di intangibile. Ma Cristo lo ha dimostrato. Dio ha un'immagine. È questa immagine è Gesù Cristo. Chi ha visto me ha visto il padre. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza. Ma qui non c'è creazione. Cristo è immagine di Dio. Quando satana attacca l'uomo attacca la fotocopia dell'immagine di Dio. Gesù è l'immagine originale. Senza di lui n'è uomini né angeli potrebbero conoscere Dio. Salmo 89:26-29. Da Davide sembra parlare qualcun altro. Primogenito di ogni creatura. Non primo creato. Ma primogenito di tutte le creature. Egli è colui che genera ogni cosa perché Dio crea tramite la sua parola. Per mezzo di lui ma anche in cista di lui. God is in control.
domenica 30 marzo 2014
La fede
Che cos'è per chi non crede in Cristo? Tutti possono avere fiducia in qualcuno o qualcosa. Tutto questo è un bisogno innato dell'uomo. È un atteggiamento di fiducia nell'uomo che non è mai perfetta. Ha sempre un dubbio, delusione, fanatismo. Quanti danno fiducia a qualcuno solo per sentimenti, simpatia o sentito dire. La conoscenza dell'oggetto della fiducia è molto debole. Il politico che votiamo, il banchiere a cui diamo i nostri soldi, la scienza e la teoria dell'evoluzione, la vita di coppia a scadenza, l'automobile con la quale sfrecciamo a rischio della nostra vita fidandoci di quella tecnologia. Ma esiste un'altra fede. È la fede in Gesù Cristo che si fonda non sui nostri sentimenti ma dalla testimonianza dello Spirito Santo. Le nostre capacità cognitive sono limitate ma Dio ci salva presentandoci Cristo. La nostra fede naturale si trasforma in fede salvifica attraverso l'annuncio dell'opera di Cristo. Questa fede è descritta in Ebrei 11 ed è certezza di cose che si sperano dimostrazione di cose che non si vedono. Al versetto 6 leggiamo che senza fede è impossibile piacergli. Piacere a Dio. La fede in Cristo è necessaria per essere salvati ma è anche una della due gambe per camminare con Dio. La seconda gamba è l'amore. Romani 1:16-17. Il giusto vivrà per fede. Perché nel vangelo la giustizia di Dio è rivelata. In deuteronomio 4 e apocalisse 16:7 si parla della giustizia di Dio e la sua potenza salvifica è coerente alla sua giustizia. Egli si rivela in luca 2:14 agli uomini che Egli gradisce. Da fede a fede questa giustizia è rivelata. Efesini 4:16 la fede salva e poi ci fortifica di giorno in giorno per divenire uomini maturi. Abacuc 2:4 la fede è contrapposta all'orgoglio dell'anima. Gli Ebrei sono prigionieri in babilonia. Il babilonese è l'orgoglioso che ha vinto l'ebreo. L'ebreo è lo schiavo che per mezzo della fede ottiene una vittoria migliore cioè la vita. La vita eterna nella fede in Cristo. La consolazione in 2 timoteo 4:6-8 è nella fede e nel combattimento della fede.
domenica 23 marzo 2014
Come deve essere la nostra vita in attesa del Signore
In attesa dell'apparizione v.14 siamo chiamati a vivere in un determinato modo. Perché la nostra non è l'attesa di una semplice persona ma dell'immortale, il Re dei Re. Paolo chiama Timoteo Uomo di Dio. Un credente è figlio di Dio ma non tutti sono uomini di Dio. Nella nostra vita spirituale possiamo essere bambini o uomini fatti e maturi. I neoconvertiti sono bambini appena nati che anelano al latte spirituale e sono pieni di gioia. Fa le sue esperienze cade e si rialza. E un giorno diventa uomo e adulto e capisce le cose in modo diverso. Non assomiglia più al mondo che lo circonda ma inizia ad assomigliare sempre di più al suo Signore. La vita cristiana è fatta di crescita. Infatti la vita è crescita. Il sasso che non ha vita non cresce mai. Ma la palma cresce e lo fa con tempi diversi dell'abete. Ogni pianta è diversa ma tutte crescono alla loro velocità. Un uomo maturo è un uomo che non ti giudica e ti ascolta perché c'è già passato. Non è forte di se stesso ma di Dio. Su lui Dio ha tutta la sua autorità. In te riconosco le caratteristiche di Dio. Ma un uomo fatto non è comunque arrivato. Egli ha imparato a fuggire. Il male. E a ricercare la giustizia. Non cerca la salvezza ma continua a cercare Gesù non come salvatore ma ora come modello esempio sostegno e guida. Questa ricerca si fa con gli altri con tutti coloro che amano la sua persona. Pensiamo di aver trovato la cura di una malattia. Non ci fermiamo dalla cura proseguiamo la nostra ricerca per migliorare continuamente la nostra condizione. In cielo non avremo bisogno di combattere perché satana e il peccato e il mondo saranno sconfitti. Ma per ora siamo in combattimento. Quando lo dimentichiamo come in una rissa ci becchiamo il colpo di grazia che ci atterra. La vita eterna non è un concetto intellettuale. Continua ad afferrarla guarda avanti e continua a correre. La nostra confessione è quando abbiamo dichiarato la nostra appartenenza a Cristo. Ricordiamoci della testimonianza del nostro battesimo. Che cosa abbiamo detto. Signore ti do tutto. E poi dimentichiamo. Godiamo la grazia e trascuriamo la santificazione? Un uomo fatto cerca l'irreprensibilità. A volte siamo stanchi di lottare e vorremmo godercela come quelli del mondo che non vogliono risolvere il problema del peccato. I litigi matrimoniali si risolvono con il divorzio e non perseverando nel combattimento spirituale! Può succedere di essere stanchi. Ma Paolo ci da un ordine. Forse ci da fastidio. Ma Gesù è il nostro padrone. Egli ha il diritto di darci ordini. Egli ci ordina di rispettare quel comandamento fino alla sua venuta. Vivi in me fino alla fine fino alla mia apparizione. Questa è la costanza. Termine militare di rimanere sotto i colpi del nemico. Questa è la volontà di Dio. Figlio di Dio non dimenticare questo ordine che io ti ho dato. Gesù non è tornato ma tornerà. Seconda Timoteo 4:8 Quanto a me, io sto per essere offerto in libazione, e il tempo della mia partenza è giunto. Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione. Che esempio. Dobbiamo seguirlo. Continuiamo a combattere. Ma non un combattimento vano secondo le armi del mondo. Ma il combattimento di Dio con armi spirituali. Cosa vuol dire amare la sua apparizione? Chi ama il mondo non può amare Dio. Chi lo ama vive distaccato il mondo. Perché stai vivendo? Per cosa stai investendo? Quali sono le tue aspettative interiori?
Tito 2:11-15.
Zelante. La grazia ci insegna a rinunciare a ciò che non è giusto. L'empietà è legata alle passioni mondane. È il residuo di ciò a cui ci dedicavamo nel passato. E a volte ritornano! Ma la grazia ci insegna a rinunciare nell'ubbidienza della fede e non della legge. Il Signore vuole portarmi a obbedire nella fede. Ogni rinuncia è un taglio che fa male. La passione è qualcosa che appassiona per questo non è facile abbandonarla se non ho scoperto qualcosa di più bello e più grande. Rinuncio perché ho trovato di meglio. Non semplicemente perché devo o non devo. La grazia mi insegna a rinunciare per vivere in questo mondo con moderazione in modo giusto e santo diverso. Aspettando la beata speranza e l'apparizione del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo. La sua gloria sarà straordinaria ma guardiamola già adesso quella gloria! Quando la luce ci acceca non vediamo più tutto quello che abbiamo intorno. Investiamo nell'amore. Nella giustizia. Rinunciando a tutto ciò che ci impedisce a guardare Cristo faccia a faccia. Per essere trasformati di gloria in gloria. Per essere trasformati dalla luce di Dio che rifulge nel volto di Cristo. Fortifichiamoci nella grazia del nostro Signore!
domenica 16 marzo 2014
La forza di usare le nostre mani nel modo migliore.
Quando le mani erano alzate vincevano e quando erano abbassate perdevano. La mani alzate erano legate all'invocazione dell'aiuto di Dio. Per essere vittoriosi dobbiamo cercare la volontà di Dio
1Samuele 15
Il popolo votato allo sterminio è lo stesso ma Saul non è fedele in ogni cosa e risparmia pecore e buoi. La ribellione è come l'idolatria. Mosé cercava la volontà di Dio che gli chiedeva di pregare e non combattere. Saul invece voleva essere gradito a Dio sulla base della sua logica e non del comandamento di Dio. Chi ascolta la parola di Dio sarà felice nel suo operare.
Le mani di Mosé si facevano pesanti. Egli sapeva che non ce l'avrebbe fatta.
Luca 12:16
Con le proprie mani costui accumula una grande ricchezza che accumula in granai. Le mani occupate ad arricchirsi ma mai alzate a consultare la volontà di Dio. Ma Mosé sa che non sempre fare andare la mani è la volontà di Dio.
Salmo 127
Se non è il Signore a costruire la città invano si affaticano le nostre mani. Cosa poteva fare Saul con i buoi se quella non era la volontà di Dio? Dio vuole da Saul la sua volontà. Le mani di Mosé si affaticano affinché capisse che la sua forza era in realtà nella sua debolezza. La carne è debole e si affatica e porta in sè il peso del peccato. La mia forza è nella mia debolezza. La mia forza è compiere la volontà di Dio nella mia debolezza.
Mosé non disse andate tutti e sto qui solo a pregare ma si fece assistere da Aronne e Cur perché sostenessero le braccia stanche di Mosé. Anche quando le braccia di Cur e Mosé si affaticano ecco che la roccia interviene a dare un sostegno ulteriore. I fratelli sono il nostro sostegno. E poi c'è la roccia Cristo che si glorifica nella nostra debolezza.
Matteo 8:19
Due o tre nel mio nome. Io in mezzo a loro. Accordati con i tuoi fratelli per chiedere e sostenetevi e io sarò con voi. Questa è chiesa. Sostegno reciproco nella preghiera e nell'adorazione. Affinché non ci sentiamo soli davanti ad un opera così grande.
Galati 6
Se pensiamo di essere forti da soli saremo i primi a cadere.
Ebrei 10:24
Non trascuriamo il comune adunarci.
Mosé si fece sostenere dai fratelli. Un uomo alla destra e uno alla sinistra e il popolo vincitore sotto di lui. Anche Cristo è stato innalzato: una mano a destra e una sinistra inchiodate tra due ladroni e il popolo là sotto vincitore unicamente in virtù della sua opera.